Concorso scuola, tutti contro la prova a “quiz”: cosa c’è da sapere sulla procedura introdotta lo scorso anno

Ultimamente non si parla d’altro che del Concorso Ordinario Scuola Secondaria. Le prove scritte sono in pieno svolgimento e questa modalità di concorso sta facendo il pieno di critiche a causa dell’esagerato numero di bocciati.

 

 

Persino il ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, ha rifiutato il modello introdotto la scorsa estate con il Decreto Sostegni Bis. Perciò possiamo aggiungerlo alle proteste dei candidati, politici e sindacati

Il ministro spiega che si tratta di un concorso che è stato, in qualche modo, ereditato dal passato con una modalità di organizzazione delle prove che si è dimostrata del tutto inadeguata. Aggiungendo che si tratta “dell’ultimo passaggio di una storia precedente che ha dimostrato tutti i suoi limiti”.

Il ministro ha poi ribadito la volontà di andare verso i concorsi annuali.

Anche la maggioranza delle forze politiche hanno criticato fortemente questo metodo di selezione, definendo il ruolo della fortuna preponderante nei risultati di questi test.

Il disastroso esito di questo concorso “a crocette” ha messo d’accordo proprio tutti. Le risposte multiple inducono facilmente all’errore e le domande a dir poco incomprensibili non sono il giusto metodo per selezionare i docenti. E sono tutti dell’idea che le prove di accesso del concorso ordinario devono essere ben calibrate rispetto all’obiettivo.

 

L’origine del quiz a risposta multipla

Bisogna ricordare che nel 2020, quando il concorso era stato appena bandito, aveva una struttura del tutto diversa. Erano previste due prove scritte e una orale. E, inoltre, era prevista anche una prova preselettiva in caso in cui il numero dei candidati fosse stato quattro volte superiore rispetto al numero dei posti messi a concorso.

Poi il Decreto Sostegni Bis ne ha modificato completamente la struttura in modo da semplificare la procedura. Introducendo la prova scritta a risposta multipla computer based prima di una prova orale. E di una prova pratica, qualora la classe di concorso la richiedesse. 

Si tratta di un modello che segue la strada della semplificazione dei concorsi pubblici voluta dal ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta.

Altro passaggio che ha portato il quiz come prova dei concorsi per docenti è stato il decreto che disciplina le nuove regole dei concorsi ordinari firmato proprio da Bianchi lo scorso novembre 2021.

Perciò il ministro, visti i risultati, ha senza dubbio cambiato idea, e la struttura del concorso non andrebbe più bene per la riforma del reclutamento degli insegnanti.

 Entro l’estate 2022 è attesa una nuova riforma come annunciato dallo stesso ministro. 

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