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Operatore per l’Infanzia (OPI): chi è, cosa fa, dove lavora e come diventarlo. La Guida completa

Sullo sfondo una scuola. In primo piano OPI alle prese con dei bambini. E al centro la scritta "Operatore dell'infanzia: Guida completa"

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Come la qualifica di Segretario Coordinatore Amministrativo ti apre le porte di Scuola, Pubblica Amministrazione e Azienda

L’Operatore per l’Infanzia – indicato con la sigla OPI – è la figura professionale di riferimento per chi lavora a supporto dei bambini nei servizi educativi, socio-sanitari e ricreativi. Una qualifica riconosciuta a livello nazionale ai sensi del D.Lgs. 13/2013, inserita al livello EQF 4 nel Repertorio Regionale delle Qualifiche della Regione Campania, che apre l’accesso a contesti lavorativi molto diversi: dall’asilo nido alla casa famiglia, dalla ludoteca al reparto ospedaliero pediatrico. E che, soprattutto, vale 1 punto per il Collaboratore scolastico nelle Graduatorie ATA.

Chi è l’Operatore per l’Infanzia (OPI): definizione e denominazione ufficiale

Operatore per l’Infanzia o Operatore dell’Infanzia? La distinzione tra nome comune e denominazione ufficiale nel Repertorio Regionale

Le due forme circolano spesso in modo intercambiabile, ma non sono equivalenti sul piano formale. La denominazione ufficiale registrata nel Repertorio Regionale delle Qualifiche della Regione Campania è Operatore dell’Infanzia

La variante “Operatore per l’Infanzia” è la forma di uso comune, più diffusa nei materiali informativi, nelle ricerche online e nel linguaggio quotidiano. 

In sede di domanda ATA, inserimento in concorsi pubblici o presentazione del titolo a un datore di lavoro, è utile conoscere entrambe le dizioni per riconoscere il proprio attestato senza ambiguità.

Il profilo professionale: specializzazione nella cura e nello sviluppo dei bambini 0–6 anni

L’OPI è classificato nel Settore Economico Professionale SEP 19 – Servizi socio-sanitari. Opera principalmente con bambini nella fascia 0–6 anni e svolge la propria attività in supporto alla figura dell’educatore, senza sostituirla. 

Il profilo professionale include la cura quotidiana del bambino – igiene, alimentazione, routine, tempo libero – affiancata alla progettazione e conduzione di attività ludico-creative, e al sostegno alla genitorialità. 

La dimensione relazionale è centrale: l’OPI interpreta i segnali del bambino, promuove il suo benessere psicologico e favorisce i processi di integrazione nel gruppo e nella comunità.

La nascita della figura e il suo riconoscimento istituzionale: EQF 4, Regione Campania e D.Lgs. 13/2013

La qualifica di Operatore dell’Infanzia è stata introdotta per rispondere all’evoluzione delle esigenze educative e sociali nel settore dei servizi socio-sanitari. 

Il titolo è rilasciato ai sensi del D.Lgs. 13/2013 (già art. 14, L. 845/1978), che disciplina il sistema nazionale di certificazione delle competenze, e corrisponde al livello EQF 4 del Quadro Europeo delle Qualifiche. 

L’accreditamento avviene tramite la Regione Campania, che ne certifica la validità su tutto il territorio nazionale e ne garantisce il riconoscimento in ambito europeo.

Opi con bambini in una classe
L’OPI opera principalmente con bambini nella fascia 0–6 anni e svolge la propria attività in supporto alla figura dell’educatore, senza sostituirla.

Cosa fa l’OPI: mansioni e attività quotidiane

Cura quotidiana: igiene, alimentazione, routine e gestione del tempo libero

Nella gestione della giornata, l’OPI si occupa dell’accudimento fisico del bambino: cambio, igiene personale, somministrazione dei pasti nel rispetto delle indicazioni nutrizionali, accompagnamento nel momento del riposo e organizzazione del tempo libero. 

Queste attività richiedono attenzione costante, capacità di osservazione e conoscenza delle fasi di sviluppo nella prima infanzia. 

In asili nido e strutture residenziali, la routine quotidiana è anche il principale strumento attraverso cui il bambino costruisce senso di sicurezza e prevedibilità.

Attività ludico-educative: progettazione di giochi, laboratori creativi e attività motorie

L’OPI collabora con l’educatore nella progettazione e realizzazione di laboratori espressivi, attività motorie e percorsi creativi adatti alle diverse fasce d’età. 

Rientrano in quest’area le attività di arteterapia leggera, la musicoterapia di base, il gioco strutturato e i percorsi di esplorazione sensoriale. 

L’utilizzo di materiali pedagogico-educativi appropriati e la capacità di modulare il livello di stimolazione in base alle risposte del bambino sono competenze tecniche fondamentali per questo aspetto del ruolo.

Promozione del benessere: sviluppo fisico, emotivo e relazionale del bambino

Tra le responsabilità dell’OPI rientra la promozione attiva del benessere psicologico e relazionale del bambino. 

L’operatore osserva i segnali di disagio emotivo, segnala eventuali criticità all’equipe, favorisce l’espressione dei bisogni e supporta i processi di attaccamento sicuro.

La capacità di riconoscere le emozioni del bambino e di rispondervi in modo coerente è uno dei requisiti attitudinali più rilevanti per svolgere questo lavoro con efficacia, in particolare nei contesti residenziali e nelle strutture per minori in situazione di fragilità.

Lavoro in équipe: collaborazione con educatori, insegnanti, assistenti sociali e famiglie

L’OPI non lavora in modo isolato. Opera all’interno di équipe multiprofessionali composte da educatori, insegnanti di sostegno, assistenti sociali, pedagogisti e, nei contesti sanitari, personale infermieristico. 

La collaborazione con le famiglie è altrettanto centrale: l’operatore partecipa ai momenti di accoglienza e di uscita, informa i genitori sull’andamento della giornata e contribuisce al sostegno della genitorialità nelle strutture che prevedono questo tipo di intervento. 

Inoltre, la capacità di comunicare in modo chiaro e non giudicante con adulti in situazioni di difficoltà è una competenza trasversale rilevante.

Competenze trasversali richieste: empatia, pazienza, osservazione e comunicazione efficace

Accanto alle competenze tecnico-disciplinari, il profilo OPI richiede una serie di soft skill specifiche

  • empatia e capacità di sintonizzazione emotiva con il bambino; 
  • pazienza e controllo della frustrazione in situazioni di difficoltà comportamentale; 
  • attitudine all’osservazione sistematica e alla documentazione; 
  • flessibilità nell’adattare le attività ai bisogni emergenti del gruppo; 
  • comunicazione efficace con colleghi, famiglie e responsabili di struttura. 

 

La conoscenza di almeno una lingua straniera, in particolare in contesti di accoglienza per minori stranieri, rappresenta un valore aggiunto sempre più richiesto.

Dove lavora l’OPI: tutti i contesti lavorativi

Asili nido e scuole dell’infanzia: supporto all’équipe educativa e cura individuale

L’asilo nido e la scuola dell’infanzia sono i contesti principali di impiego per l’OPI. 

In queste strutture, l’operatore affianca l’educatore nella gestione del gruppo, si occupa della cura individuale di ogni bambino e collabora alla realizzazione del progetto educativo della sezione. 

Nel nido, il lavoro è particolarmente intenso nella fascia 0–3 anni: la cura corporea e la qualità della relazione con il bambino hanno un peso determinante per il suo sviluppo. 

Nelle scuole dell’infanzia, il contributo dell’OPI si estende maggiormente alle attività espressive e di socializzazione.

Case famiglia e comunità per minori: sostegno emotivo e costruzione di un ambiente familiare

Un altro contesto di impiego in crescita per l’OPI è rappresentato dalle case famiglia e dalle comunità residenziali per minori in situazione di allontanamento dal nucleo familiare.  

In queste strutture, l’operatore svolge un ruolo di figura stabile di riferimento per bambini che hanno subito discontinuità relazionali significative. 

Il lavoro richiede competenze specifiche nell’area del trauma infantile, della costruzione di fiducia e del sostegno all’integrazione nel nuovo contesto di vita. 

La collaborazione con assistenti sociali e psicologi è parte integrante del mandato professionale.

Servizi di assistenza domiciliare: supporto a famiglie con bambini con bisogni speciali

L’OPI può operare anche nel contesto dell’assistenza domiciliare, a supporto di famiglie con bambini in situazione di fragilità temporanea o con bisogni educativi speciali. 

In questo ambito, l’operatore interviene direttamente nell’ambiente domestico, affiancando i genitori nella gestione della routine, nella stimolazione del bambino e nell’osservazione del suo sviluppo. 

L’assistenza domiciliare richiede una spiccata capacità di lavoro autonomo e di gestione della relazione con la famiglia nel suo contesto quotidiano.

Ludoteche, centri di aggregazione e centri estivi: animazione e socializzazione

Le ludoteche, i centri di aggregazione e i centri estivi per bambini e ragazzi costituiscono un ulteriore sbocco professionale per l’OPI. 

In questi contesti non formali, l’operatore si occupa principalmente dell’animazione, della gestione delle attività di gruppo e della facilitazione dei processi di socializzazione tra bambini di età diverse. 

In questo settore le competenze più valorizzate sono la progettazione di laboratori creativi e l’utilizzo di metodologie ludiche.

Reparti pediatrici e strutture ospedaliere: supporto ai bambini ricoverati

In ambito ospedaliero, l’OPI può operare nei reparti pediatrici come figura di supporto alla dimensione ludica e relazionale del bambino ricoverato. 

La presenza di un operatore qualificato in grado di proporre attività adatte alle condizioni di salute del bambino, di mantenere un ambiente stimolante e di supportare emotivamente sia il piccolo che la famiglia durante il ricovero, è sempre più riconosciuta come un elemento di qualità nell’assistenza pediatrica.

Centri di accoglienza e integrazione: facilitazione per minori stranieri non accompagnati

I centri di accoglienza per minori stranieri non accompagnati (MSNA) rappresentano un ambito emergente per il profilo OPI. 

In queste strutture, l’operatore affianca i minori nelle fasi di inserimento, favorisce l’apprendimento della lingua italiana attraverso attività ludiche e espressive, e collabora con i mediatori culturali per facilitare la comprensione del nuovo contesto di vita. 

La sensibilità interculturale e la conoscenza di base di almeno una lingua straniera sono requisiti molto apprezzati in questo settore.

Baby parking, villaggi turistici e strutture ricreative: altri sbocchi nel settore privato

Nel settore privato, l’OPI trova impiego anche in baby parking, miniclub di villaggi turistici e strutture ricreative per famiglie. 

Si tratta di contesti con caratteristiche molto diverse da quelli socio-sanitari: il lavoro è più focalizzato sull’intrattenimento e sull’animazione, con turni spesso stagionali. 

Per chi è all’inizio della carriera, questi contesti possono rappresentare una prima esperienza di lavoro con i bambini utile a costruire il curriculum.

OPI aiuta bambino a mettere le scarpe
Nella gestione della giornata, l’OPI si occupa dell’accudimento fisico del bambino.

OPI, educatore di nido e ASACOM: tre figure distinte a confronto

OPI vs educatore di nido: ruoli complementari, titoli e responsabilità diverse

La distinzione tra OPI ed educatore di nido è fondamentale e spesso fraintesa:

  • l’educatore di nido è il professionista laureato – con titolo in Scienze dell’Educazione (L-19), Scienze Pedagogiche o Scienze della Formazione Primaria – che ha la responsabilità educativa diretta del gruppo. Progetta il percorso formativo della sezione, risponde dell’andamento pedagogico e ha titolarità nelle scelte didattiche; 
  • l’OPI, invece, affianca l’educatore nelle attività assistenziali e ricreative, senza titolarità educativa formale. I due ruoli sono complementari e lavorano in stretta collaborazione, ma il profilo di competenza, il livello di responsabilità e il percorso formativo richiesto sono sostanzialmente diversi.

OPI vs ASACOM: l’assistenza all’infanzia generale vs il supporto agli alunni con disabilità comunicative

L’ASACOM (Assistente Specialistico all’Autonomia e alla Comunicazione) – noto anche come OEPAC o AEC a seconda della regione – è una figura professionalmente distinta dall’OPI sia per contesto di impiego che per mandato. 

L’ASACOM opera esclusivamente in ambito scolastico e si rivolge a un singolo alunno certificato ai sensi della Legge 104/1992, con l’obiettivo di favorirne l’autonomia personale e la comunicazione. 

Non esiste una regolamentazione nazionale uniforme per questa figura – essendo il servizio organizzato e finanziato dagli enti locali – e le denominazioni variano da regione a regione. 

L’OPI, al contrario, lavora con bambini nella fascia 0–6 anni in contesti non necessariamente scolastici, senza la specifica finalità di supporto all’alunno con disabilità.

Tabella riepilogativa: OPI / Educatore di nido / ASACOM a confronto

 

FIGURA TITOLO RICHIESTO LIVELLO EQF CONTESTO PRINCIPALE PUNTEGGIO ATA CS
OPI (Operatore dell’Infanzia) Qualifica EQF 3 o diploma EQF 4 Nido, case famiglia, strutture ricreative, servizi socio-sanitari 1 punto
Educatore di nido Laurea triennale (es. L-19, LM-85) EQF 6 Asili nido pubblici e privati; responsabilità educativa della classe
ASACOM / OEPAC Diploma + attestato specifico regionale Variabile per regione Scuola: affianca il singolo alunno con disabilità certificata (L. 104/1992) 1 punto

Stipendio dell’Operatore per l’Infanzia: quanto guadagna

Nel settore privato e cooperativo: range retributivi per neoassunti e con esperienza (CCNL cooperative sociali)

La maggior parte degli OPI che lavora nel settore privato è inquadrata con il CCNL Cooperative Sociali, rinnovato il 26 gennaio 2024 con validità fino al 31 dicembre 2025. 

Il contratto prevede sei categorie di inquadramento (dalla A alla F), con aumenti erogati in tre tranche: febbraio 2024, ottobre 2024 e ottobre 2025. 

Un operatore neoassunto inquadrato al livello B1 – profilo tipico per addetti all’infanzia con funzioni non educative – percepisce circa 1.400–1.500 euro lordi mensili, corrispondenti a circa 950–1.100 euro netti. 

Con esperienza consolidata e scatti di anzianità, la retribuzione può crescere fino a 1.700–1.800 euro netti per chi assume ruoli di coordinamento o lavora in strutture specializzate come centri di accoglienza per minori o ospedali pediatrici.

Nelle scuole statali come Collaboratore Scolastico: tabella CCNL Istruzione e Ricerca 2022–2024

Per chi lavora nelle scuole statali con il profilo di Collaboratore Scolastico, la retribuzione è regolata dal CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2022–2024, firmato definitivamente il 5 novembre 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 gennaio 2026. 

Secondo le tabelle allegate al contratto, lo stipendio tabellare per un Collaboratore Scolastico nella fascia 0–8 anni di anzianità è di circa 16.428 euro lordi annui (13 mensilità), con incrementi per anzianità di servizio fino a circa 21.230 euro lordi annui per chi supera 35 anni di servizio. 

Il CCNL 2022–2024 ha riconosciuto al personale ATA aumenti medi lordi di circa 105 euro mensili rispetto al contratto precedente.

Variabili che influenzano la retribuzione: struttura, contratto, area geografica, anzianità

La retribuzione di un OPI varia in modo significativo in base a più fattori. 

Il tipo di struttura incide in primo luogo: le cooperative sociali e le strutture private offrono spesso maggiore flessibilità salariale, mentre le scuole statali garantiscono stabilità contrattuale e tutele previdenziali più solide. 

L’area geografica è un’ulteriore variabile: nelle regioni del Nord Italia i contratti integrativi di secondo livello tendono ad essere più favorevoli rispetto al Sud. 

L’anzianità di servizio produce scatti progressivi in entrambi i sistemi contrattuali. Infine, il tipo di contratto – tempo indeterminato, determinato, part time – influisce in modo diretto sulla retribuzione mensile effettiva.

Prospettive di crescita: coordinamento, specializzazioni e percorsi verso la laurea in Scienze dell’Educazione

Il percorso di crescita professionale per un OPI può svilupparsi in diverse direzioni. 

Sul fronte delle responsabilità, l’esperienza maturata in strutture residenziali o nidi può aprire l’accesso a ruoli di coordinamento di équipe. 

Sul fronte formativo, la qualifica OPI rappresenta anche un punto di partenza per chi intende proseguire gli studi: l’EQF 4 è riconoscibile ai fini del credito formativo in alcuni percorsi universitari, e la laurea triennale in Scienze dell’Educazione (L-19) consente di accedere al profilo di educatore con responsabilità educativa diretta. 

Alcune specializzazioni – come l’assistenza ai minori stranieri, i laboratori di musicoterapia o l’intervento in contesti ospedalieri – aumentano il valore professionale e la spendibilità del profilo in settori specifici.

OPI con bambini nella sala ricreativa di un ospedale
Tra le responsabilità dell’OPI rientra la promozione attiva del benessere psicologico e relazionale del bambino.

Come diventare Operatore per l’Infanzia: requisiti e percorso formativo

Requisiti di accesso: livello EQF 3 minimo (qualifica professionale triennale o diploma superiore)

Per accedere al corso di qualifica professionale per Operatore dell’Infanzia è necessario possedere un titolo di studio o una qualifica professionale che attesti un livello di apprendimento pari almeno a EQF 3

Rientrano in questo requisito: 

  • il diploma di scuola secondaria superiore quinquennale; 
  • oppure una qualifica professionale triennale riconosciuta a livello regionale e con valore nazionale – come ad esempio le qualifiche OSA (Operatore Socio-Assistenziale), OSS (Operatore Socio-Sanitario) o operatore all’assistenza educativa ai disabili. 

 

Non è, quindi, indispensabile il diploma quinquennale: chi è già in possesso di una qualifica EQF 3 in ambito socio-sanitario o educativo può accedere senza ulteriori prerequisiti scolastici. 

Per i cittadini stranieri è richiesta la conoscenza della lingua italiana a livello minimo B1 del QCER.

Alternativa universitaria: Scienze dell’Educazione — percorso più lungo, ruoli con maggiori responsabilità

Chi desidera accedere a ruoli con maggiori responsabilità – come quello di educatore con titolarità didattica nei servizi per l’infanzia – può percorrere la via universitaria. 

La laurea triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) o in Scienze della Formazione Primaria (LM-85/bis) è il requisito richiesto per ricoprire il profilo di educatore di nido o di insegnante di scuola dell’infanzia nelle strutture pubbliche. 

Si tratta di un percorso più lungo – tre anni più l’eventuale magistrale – ma che consente di assumere la responsabilità educativa diretta del gruppo e di accedere a fasce retributive superiori.

La qualifica professionale OPI: accreditamento, EQF e validità

Livello EQF 4: collocazione nel Quadro Europeo delle Qualifiche e cosa significa nella pratica

Il livello EQF 4 colloca la qualifica OPI al di sopra delle qualifiche triennali di base (EQF 3) e al di sotto del livello universitario triennale (EQF 6). 

In termini pratici, EQF 4 indica che il titolare è in grado di gestire compiti e risolvere problemi specifici nell’ambito del lavoro con i bambini, con un buon grado di autonomia operativa

La collocazione in questo livello è rilevante quando si presenta il titolo in contesti europei o in concorsi che richiedono un livello minimo di qualifica: consente di dimostrare il valore formale dell’attestato in modo oggettivo e comparabile tra paesi diversi.

Repertorio Regionale della Campania: l’ente che accredita il corso e rilascia la qualifica ufficiale

La qualifica di Operatore dell’Infanzia è inserita nel Repertorio Regionale dei Titoli di Qualificazione professionale della Regione Campania, che ne definisce lo standard formativo, il monte ore minimo, i contenuti delle unità di competenza e i criteri di valutazione dell’esame finale. 

I corsi sono erogati da enti di formazione accreditati dalla Regione Campania

La commissione d’esame è istituita dalla Regione stessa e il certificato di qualifica professionale viene rilasciato in conformità al D.Lgs. 13/2013, con la firma e il timbro dell’ente accreditato e il riferimento al Repertorio Regionale.

Validità nazionale ed europea ai sensi del D.Lgs. 13/2013 (ex art. 14 Legge 845/1978)

Il D.Lgs. 13/2013 – che ha recepito e sistematizzato quanto già previsto dall’art. 14 della Legge 845/1978 – stabilisce il quadro normativo nazionale per il riconoscimento e la certificazione delle qualifiche professionali regionali. 

In base a questo decreto, le qualifiche rilasciate da enti accreditati al termine di percorsi IeFP (Istruzione e Formazione Professionale) di competenza regionale acquisiscono valore nazionale

La qualifica OPI conseguita presso un ente accreditato dalla Regione Campania è, quindi, pienamente riconosciuta in tutta Italia e, per il livello EQF 4, trova corrispondenza nei sistemi di qualificazione degli altri paesi europei.

La qualifica non ha scadenza e non richiede rinnovo

A differenza di alcune certificazioni professionali soggette a scadenza periodica, la qualifica di Operatore dell’Infanzia non ha una data di scadenza e non richiede aggiornamenti obbligatori per mantenere la sua validità formale. 

Una volta conseguita con il superamento dell’esame finale davanti alla Commissione Regionale, la qualifica è valida a tempo indeterminato. 

Nulla impedisce, ovviamente, di seguire corsi di aggiornamento e specializzazione per arricchire il profilo professionale – ma si tratta di una scelta volontaria, non di un obbligo normativo.

La qualifica OPI nelle graduatorie ATA: 1 punto per il Collaboratore Scolastico

1 punto per il Collaboratore Scolastico: il riferimento normativo (DM 89/2024, Allegato A)

La qualifica di Operatore dell’Infanzia vale 1 punto aggiuntivo nelle Graduatorie ATA di terza fascia per il profilo di Collaboratore Scolastico, come previsto dall’Allegato A al Decreto Ministeriale n. 89 del 21 maggio 2024, che disciplina l’aggiornamento delle graduatorie di circolo e di istituto per il triennio scolastico 2024/2025–2026/2027. 

Il punteggio si somma al voto del titolo di accesso e ai titoli di servizio, contribuendo al posizionamento complessivo in graduatoria. 

In graduatorie spesso molto competitive, anche un solo punto aggiuntivo può risultare determinante per l’assegnazione delle supplenze.

Per quali altri profili ATA NON vale: AA, AT, OS, DSGA

Il punteggio di 1 punto per la qualifica OPI è riservato esclusivamente al profilo di Collaboratore Scolastico

Non produce punteggio aggiuntivo per gli altri profili ATA: Assistente Amministrativo (AA), Assistente Tecnico (AT), Operatore Scolastico (OS) e Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA). 

Chi presenta domanda per più profili deve verificare con attenzione in quale sezione della propria istanza inserire il titolo OPI, per evitare errori che potrebbero inficiare la valutazione.

Requisiti di validità: qualifiche IeFP di competenza regionale con valore nazionale dal 2012

Il DM 89/2024 introduce una precisazione rilevante rispetto al bando precedente: le qualifiche rilasciate dal 2012 in poi devono essere quelle dell’IeFP (Istruzione e Formazione Professionale) di competenza regionale, ma con valore nazionale. 

Restano invece valide, senza ulteriori condizioni, tutte le qualifiche rilasciate prima del 2012 anche dalle Regioni. 

La qualifica OPI conseguita presso un ente accreditato dalla Regione Campania con esame davanti alla Commissione Regionale soddisfa pienamente questo requisito, in quanto rilasciata al termine di un percorso IeFP regionale riconosciuto a livello nazionale ai sensi del D.Lgs. 13/2013.

OPI e OSA a confronto nelle graduatorie ATA: stesso punteggio, figure diverse

Sia la qualifica OPI (Operatore dell’Infanzia) che quella OSA (Operatore Socio-Assistenziale) valgono 1 punto ciascuna nelle Graduatorie ATA di terza fascia per il profilo di Collaboratore Scolastico. 

Si tratta di figure professionali distinte – l’OPI orientato al lavoro educativo con i bambini, l’OSA all’assistenza alla persona adulta o anziana – ma con lo stesso peso puntuale in graduatoria. 

Chi è già in possesso di una qualifica OPI e desidera massimizzare il proprio punteggio ATA può valutare il conseguimento anche della qualifica OSA, poiché il DM 89/2024 non specifica un limite al numero di titoli valutabili della stessa categoria.

Come inserire correttamente l’attestato OPI nella domanda ATA di terza fascia

La domanda di inserimento o aggiornamento nelle Graduatorie ATA di terza fascia si presenta esclusivamente in modalità telematica tramite la piattaforma Istanze OnLine del MIM (precedentemente POLIS), entro i termini stabiliti dal decreto di aggiornamento. 

Per inserire la qualifica OPI, occorre accedere alla sezione dei titoli culturali relativa al profilo di Collaboratore Scolastico e dichiarare il titolo indicando: 

  • la denominazione della qualifica; 
  • l’ente che l’ha rilasciata;
  • la data di conseguimento;
  • il riferimento normativo (D.Lgs. 13/2013). 

 

È necessario conservare l’attestato originale in caso di verifica da parte dell’istituzione scolastica capofila.

OPI in giardino con alcuni bambini
L’OPI lavora all’interno di équipe multiprofessionali composte da educatori, insegnanti di sostegno, assistenti sociali, pedagogisti e, nei contesti sanitari, personale infermieristico.

Il Corso OPI di Scuola Moscati: come funziona e come iscriversi

300 ore in modalità mista DAD/FAD: struttura del percorso e piattaforma Discentya

Il corso OPI di Scuola Moscati ha una durata complessiva di 300 ore, articolate in moduli teorici erogati in modalità FAD (formazione a distanza) tramite la piattaforma Discentya (210 ore), e in unità laboratoriali (90 ore). 

Il percorso è pensato per essere completato in circa quattro mesi e mezzo, con un’organizzazione flessibile che consente di studiare secondo i propri ritmi, senza vincoli di orario fisso. 

Per frequentare il corso è necessario possedere il requisito minimo di accesso: una qualifica professionale di livello EQF 3 o un diploma di scuola secondaria superiore.

Le quattro aree di competenza: benessere relazionale, attività creative, senso di comunità, sviluppo motorio

Il piano di studi copre le quattro aree di competenza previste dal profilo EQF 4 del Repertorio Regionale Campania:

  1. Promozione del benessere psicologico e relazionale del bambino – psicologia dell’età evolutiva, tecniche di comunicazione affettivo-emozionale, primo soccorso.
  2. Progettazione di percorsi creativi e relazionali – pedagogia generale e sociale, metodologia del gioco e dell’animazione, materiali pedagogico-educativi.
  3. Senso di appartenenza alla comunità – sistema dei servizi per l’infanzia, diritti del bambino, dinamiche di gruppo.
  4. Sviluppo motorio ed esplorativo – tecniche di igiene e sicurezza negli ambienti di vita, accoglienza e osservazione del bambino.

 

L’esame finale: commissione Regione Campania, online o in sede

Al termine del percorso, i corsisti che hanno frequentato almeno l’80% delle ore previste accedono all’esame finale davanti alla Commissione Regionale della Regione Campania

L’esame può svolgersi in modalità online o in presenza, a discrezione della Regione. 

Il superamento dell’esame consente di conseguire la qualifica professionale di Operatore dell’Infanzia ai sensi del D.Lgs. 13/2013, con valore EQF 4, valida su tutto il territorio nazionale e riconosciuta in ambito europeo

La qualifica non ha scadenza e non richiede rinnovi periodici.

Per conseguire la qualifica di Operatore dell’Infanzia con un percorso strutturato, riconosciuto e completamente online, Iscriviti al Corso OPI di Scuola Moscati: qualifica EQF 4, 1 punto ATA per CS, 300 ore online.

Domande frequenti sull’Operatore per l’Infanzia (FAQ)

Qual è la differenza tra OPI e educatore di asilo nido?

L’OPI affianca l’educatore nelle attività di cura quotidiana e nelle attività ludico-creative, ma non ha responsabilità educativa diretta. L’educatore di asilo nido è invece un professionista laureato (es. L-19 Scienze dell’Educazione) che progetta il percorso formativo della sezione e risponde dell’andamento pedagogico. I due ruoli sono complementari e lavorano in stretta collaborazione all’interno dell’équipe educativa.

Con la licenza media posso fare il corso OPI?

No, non direttamente. Il requisito minimo di accesso al corso OPI è il livello EQF 3, che corrisponde a un diploma di scuola secondaria superiore oppure a una qualifica professionale triennale riconosciuta (es. OSA, OSS). La sola licenza media non è sufficiente.

L’attestato OPI vale in tutta Italia?

Sì. La qualifica di Operatore dell’Infanzia rilasciata da un ente accreditato dalla Regione Campania al termine di un percorso IeFP è riconosciuta su tutto il territorio nazionale ai sensi del D.Lgs. 13/2013. Le qualifiche rilasciate dal 2012 in poi devono rispettare il requisito di essere di competenza regionale con valore nazionale, come previsto dal DM 89/2024.

L’OPI può lavorare anche con bambini oltre i 6 anni?

Il profilo professionale OPI è definito principalmente per la fascia 0–6 anni. In molti contesti — come le case famiglia, i centri di accoglienza, le cooperative sociali e i servizi di assistenza domiciliare — l’operatore lavora con minori di fascia d’età più ampia. La qualifica rimane valida e spendibile anche in questi contesti, ma occorre verificare i requisiti specifici richiesti dalle singole strutture o dai bandi di selezione.

Quanti punti vale nelle graduatorie ATA e per quale profilo?

La qualifica OPI vale 1 punto nelle Graduatorie ATA di terza fascia per il profilo di Collaboratore Scolastico, come previsto dall’Allegato A al DM n. 89/2024. Non produce punteggio aggiuntivo per gli altri profili ATA (AA, AT, DSGA).

È possibile cumulare OPI e OSA per ottenere 2 punti ATA?

Il DM 89/2024 non specifica un limite al numero di qualifiche valutabili per il profilo di Collaboratore Scolastico. Secondo le indicazioni disponibili — e in coerenza con quanto applicato nel triennio precedente — chi possiede sia la qualifica OPI che quella OSA (o OSS) può dichiararle entrambe e ottenere il punteggio cumulato. È tuttavia consigliabile verificare l’effettiva attribuzione del punteggio con l’istituzione scolastica capofila competente per la propria domanda.

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