Docenti precari e aspiranti insegnanti sono in fermento in vista del prossimo aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS). Lo strumento consente al Ministero dell’Istruzione e del Merito di conferire incarichi di supplenza nelle scuole statali. Con l’apertura delle istanze imminente, conoscere quali dati dichiarare nella domanda GPS 2026‑2028 è fondamentale per evitare errori che potrebbero portare alla perdita di punteggio o all’esclusione dalla graduatoria.
In attesa dell’OM definitiva, la Bozza dell’Ordinanza Ministeriale chiarisce quali titoli, servizi e certificazioni devono essere dichiarati, evidenziando l’obbligo di presentare la domanda anche senza nuovi titoli.
Quali dati dichiarare nella domanda GPS: anagrafici e personali
Il primo elemento della domanda riguarda i dati personali del candidato. Devono essere inseriti in modo corretto il nome, il cognome, la data e il luogo di nascita, il codice fiscale e l’indirizzo di residenza.
È inoltre importante fornire contatti aggiornati, come telefono e email, poiché saranno utilizzati per tutte le comunicazioni ufficiali relative alla procedura GPS. Dati imprecisi o incompleti possono causare esclusioni o ritardi nella valutazione della domanda.
Classe di concorso e provincia
La domanda richiede di indicare la classe di concorso per la quale si intende aggiornare la propria posizione o inserirsi per la prima volta, così come la provincia di preferenza.
Questa scelta è strategica: le graduatorie sono provinciali e il conferimento delle supplenze dipende direttamente dalla provincia selezionata. La modifica della provincia comporta la possibilità di essere convocati in aree diverse rispetto all’inserimento precedente.
Servizi di insegnamento da dichiarare
Un elemento centrale della domanda riguarda i servizi già prestati. È necessario indicare con precisione gli anni e i periodi di servizio, comprese supplenze annuali fino al termine delle attività didattiche o fino al 31 agosto, nonché eventuali spezzoni orari part-time.
I servizi devono essere svolti entro la data di chiusura delle istanze e correttamente documentati. Possono essere dichiarati anche servizi prestati all’estero o in altri Paesi dell’UE, purché documentabili.
Titoli culturali e accademici
La domanda GPS consente di dichiarare i titoli di studio e accademici posseduti, come la laurea, l’abilitazione all’insegnamento, master e corsi di perfezionamento.
Secondo le tabelle ministeriali, master e corsi di perfezionamento sono valutabili fino a un massimo di tre, purché conseguiti in anni accademici diversi. Tutti i titoli dichiarati devono essere documentabili e coerenti con la classe di concorso richiesta.
La stretta sulle Certificazioni Informatiche
La Bozza di Ordinanza Ministeriale introduce una novità molto discussa inerente la valutazione delle Certificazioni Informatiche.
Se le disposizioni previste dalla Bozza venissero confermate anche dal testo definitivo, per i nuovi inserimenti e i titoli acquisiti dopo l’ultimo aggiornamento (2024), saranno valutabili solo le Certificazioni Informatiche rilasciate da enti accreditati con Accredia.
Il CSPI, dal canto suo, propone di equiparare le certificazioni DigComp 2.2 e DigCompEdu a quelle linguistiche. Dovrebbero restare valide quelle valutate per il biennio precedente. Rimaniamo in attesa della pubblicazione dell’OM definitiva per capire se le disposizioni verranno confermate o smentite.
Inserimento con riserva e condizioni particolari
Chi sta conseguendo un titolo abilitante o di specializzazione sul sostegno può inserire la domanda con riserva, a condizione che il titolo sia completato entro la data stabilita dall’OM.
La domanda deve inoltre indicare eventuali precedenze o situazioni particolari, come servizi prestati in scuole paritarie o appartenenza a categorie protette, che influenzano il punteggio. Dichiarazioni false comportano l’esclusione immediata dalla graduatoria.
Riassumendo, per compilare correttamente la domanda GPS 2026‑2028 è essenziale inserire in modo preciso e completo dati anagrafici, provincia e classe di concorso, servizi prestati, titoli accademici e certificazioni riconosciute, oltre a eventuali situazioni particolari o domande con riserva.
La corretta dichiarazione di queste informazioni è determinante per restare nelle graduatorie e massimizzare le opportunità di supplenza.

