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Collaboratore Scolastico ATA: mansioni, stipendio 2026 e come entrare in graduatoria

collaboratore scolastico ATA

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Il collaboratore scolastico ATA è una delle figure più richieste nel mondo della scuola pubblica italiana, con oltre 131.000 posti in organico e migliaia di supplenze coperte ogni anno. Con l’avvicinarsi del bando di aggiornamento delle graduatorie di terza fascia previsto per la primavera 2027, l’interesse verso questo profilo è tornato al centro dell’attenzione di chi cerca stabilità nel settore pubblico.

Il nuovo CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024, firmato il 5 novembre 2025 e sottoscritto il 23 dicembre 2025, ha ridisegnato stipendi, mansioni e prospettive di carriera. A questo si aggiunge l’arrivo della nuova figura dell’Operatore Scolastico, operativa dall’anno 2026/2027, e un taglio di 2.174 posti previsto dalla Legge di Bilancio 2025 dal 1° settembre 2026. 

Chi oggi pensa di candidarsi come collaboratore scolastico ha davanti poco più di un anno per prepararsi con i titoli giusti e presentarsi al bando con un punteggio competitivo. Ecco la guida completa, aggiornata al 2026.

Chi è il collaboratore scolastico ATA

Il collaboratore scolastico ATA opera nelle scuole statali di ogni ordine e grado come personale non docente. Inquadrato nell’Area dei Collaboratori dal CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021, rappresenta la figura di base del personale ATA, acronimo che sta per Amministrativo, Tecnico e Ausiliario

Secondo il Decreto Ministeriale n. 107 del 31 maggio 2024, i posti in organico di diritto sono 131.143 su un totale di 196.477 unità di personale ATA, con una forte concentrazione in Lombardia (oltre 19.700), Campania (oltre 14.000), Sicilia (oltre 12.000) e Lazio (oltre 11.800).

Il termine “bidello”, ancora oggi molto usato nel linguaggio comune, è stato sostituito ufficialmente nel 1999 con la denominazione “collaboratore scolastico” per riflettere l’ampliamento delle mansioni e il nuovo profilo professionale definito dal CCNL. La nuova dicitura non è un semplice cambio di etichetta: segna il passaggio da una figura percepita come ausiliaria a un profilo con compiti di accoglienza, vigilanza, supporto didattico e assistenza agli alunni con disabilità.

Il ruolo nell’organigramma scolastico

Il collaboratore scolastico lavora a stretto contatto con il Dirigente Scolastico (DS), che è il datore di lavoro ai fini della sicurezza, e con il Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA), che coordina operativamente tutto il personale ATA. 

All’inizio di ogni anno scolastico il DSGA predispone il piano annuale delle attività ATA, adottato dal Dirigente, che assegna a ciascun collaboratore reparti, orari e compiti specifici. 

Il rapporto con i docenti è di collaborazione quotidiana: il collaboratore assiste nelle attività didattiche, vigila sugli alunni durante i cambi dell’ora e garantisce il decoro e la sicurezza degli spazi.

Dal bidello al collaboratore: l’evoluzione del profilo

La figura del bidello nasceva nel secondo dopoguerra come dipendente degli enti locali, con un mansionario centrato su pulizia e custodia. 

Il passaggio allo Stato è avvenuto con la Legge 124/1999, che ha trasferito il personale ATA dagli enti locali al Ministero dell’Istruzione. 

Da quel momento il profilo si è progressivamente arricchito: prima con l’assistenza igienica agli alunni con disabilità, poi con il supporto all’attività amministrativa e didattica, fino alla possibilità di accedere a posizioni economiche superiori e, dal 2026/2027, al nuovo profilo di Operatore Scolastico.

Il collaboratore scolastico ATA è una delle figure più richieste nel mondo della scuola pubblica italiana, con oltre 131.000 posti in organico
Il collaboratore scolastico ATA è una delle figure più richieste nel mondo della scuola pubblica italiana, con oltre 131.000 posti in organico

Cosa fa il collaboratore scolastico: mansioni e compiti

Le mansioni del Collaboratore scolastico ATA sono definite dalla Tabella A allegata al CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021 e specificate ogni anno nel piano delle attività ATA predisposto dal DSGA. 

Si tratta di compiti di carattere non specialistico, svolti seguendo istruzioni operative precise, con responsabilità nell’esecuzione secondo criteri prestabiliti. Le attività principali del collaboratore scolastico sono:

  • Accoglienza e sorveglianza di alunni e pubblico, soprattutto durante l’ingresso, il cambio dell’ora, la ricreazione e l’uscita
  • Pulizia di locali, arredi, spazi scoperti e servizi igienici dell’istituto
  • Vigilanza durante il pasto nelle mense scolastiche e, nelle scuole dell’infanzia e primarie, supporto nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale degli alunni
  • Collaborazione con i docenti nelle attività scolastiche e nelle uscite didattiche
  • Supporto all’attività amministrativa e didattica, come fotocopie, consegna di fascicoli, distribuzione di circolari
  • Custodia e piccola manutenzione dell’edificio scolastico, con accensione e spegnimento di riscaldamento e altri impianti
  • Apertura e chiusura dei locali scolastici

Assistenza agli alunni con disabilità

Tra i compiti ordinari del collaboratore scolastico rientra l’ausilio materiale agli alunni con disabilità nell’accesso dalle aree esterne agli spazi interni della scuola, nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale. Il CCNL qualifica questa attività come parte del profilo base, non come mansione aggiuntiva facoltativa.

Quando l’assistenza richiede competenze più strutturate, come nel caso di alunni con disabilità gravi, può essere attribuita come incarico specifico retribuito ai sensi dell’art. 47 del CCNL, previa accettazione del collaboratore. 

L’art. 1 comma 124 della Legge 107/2015 ha reso obbligatorio l’aggiornamento professionale per chi svolge assistenza agli alunni con disabilità. Chi possiede qualifiche professionali come OSA (Operatore Socio Assistenziale) o ASACOM (Assistente all’Autonomia e alla Comunicazione) è in posizione privilegiata sia per ricevere gli incarichi specifici retribuiti, sia per ottenere punteggio aggiuntivo nelle graduatorie di terza fascia.

Incarichi specifici e mansioni aggiuntive retribuite

Oltre ai compiti di profilo, il collaboratore scolastico può svolgere incarichi specifici previsti dall’art. 47 del CCNL, retribuiti con il Fondo dell’Istituzione Scolastica. Gli incarichi più frequenti sono: assistenza qualificata agli alunni con disabilità, attività di pronto soccorso, piccola manutenzione, gestione del centralino, supporto nei laboratori.

L’attribuzione di tali incarichi è decisa dal Dirigente Scolastico secondo criteri e compensi definiti dalla contrattazione d’istituto, quindi con differenze da scuola a scuola. 

Gli importi medi variano da poche centinaia di euro a oltre 1.000 euro annui, a seconda della complessità dell’incarico e delle risorse disponibili nel fondo. Si tratta di una voce extra rispetto allo stipendio tabellare, particolarmente rilevante nelle prime fasce di anzianità, dove la retribuzione base è più bassa.

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Cambio del pannolino e assistenza igienica: cosa dice la normativa

Una delle domande più frequenti riguarda l’obbligo del collaboratore scolastico di provvedere al cambio del pannolino e alla cura dell’igiene intima degli alunni. 

Il tema è stato chiarito in modo definitivo dall’ARAN con l’orientamento applicativo CIRS 124 del 5 novembre 2024: le attività di pulizia, lavaggio delle parti intime e cambio dei pannolini rientrano pienamente tra i compiti del collaboratore scolastico, sia per gli alunni normodotati delle scuole dell’infanzia e primarie, sia per gli alunni con disabilità di ogni ordine di scuola.

Il riferimento giurisprudenziale è la sentenza n. 22786/2016 della Corte di Cassazione (VI sezione penale), che ha confermato la condanna di tre collaboratrici scolastiche per il reato di rifiuto di atti d’ufficio (art. 328 del Codice Penale) per essersi rifiutate di cambiare il pannolino a un’alunna con disabilità. La Cassazione ha chiarito due principi:

  • Il collaboratore scolastico, nell’esercizio delle funzioni di assistenza agli alunni con disabilità, è incaricato di pubblico servizio
  • Il rifiuto di tale assistenza equivale al rifiuto di atti d’ufficio, con conseguenze disciplinari, civili e penali

 

L’obbligo vale anche in assenza di formazione specifica o compenso aggiuntivo, come ribadito dalla stessa Cassazione. La formazione adeguata resta comunque obbligatoria ai sensi della Legge 107/2015 ed è uno degli argomenti a favore del conseguimento di qualifiche come OSA e ASACOM, che rendono il collaboratore pienamente preparato a svolgere questi compiti con competenza e sicurezza.

Il collaboratore scolastico ATA è una delle figure più richieste nel mondo della scuola pubblica italiana, con oltre 131.000 posti in organico
Il collaboratore scolastico ATA è una delle figure più richieste nel mondo della scuola pubblica italiana, con oltre 131.000 posti in organico

Quanto guadagna un collaboratore scolastico nel 2026

Lo stipendio del Collaboratore scolastico ATA è stato aggiornato dal CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024, firmato il 5 novembre 2025 e sottoscritto in via definitiva il 23 dicembre 2025. 

Gli importi aggiornati sono in busta paga dal 2026, con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2024 e pagamento degli arretrati già erogato nei mesi precedenti. La retribuzione è articolata in sei fasce di anzianità e si compone di stipendio tabellare, indennità accessorie e, dove spettanti, compensi per incarichi specifici e straordinari.

Tabella stipendi collaboratore scolastico 2026 per fascia di anzianità

La Tabella A2 allegata al CCNL del 5 novembre 2025 fissa lo stipendio base lordo annuo del collaboratore scolastico sulla base dell’anzianità di servizio maturata. Gli importi ufficiali sono distribuiti su 13 mensilità:

Fascia di anzianità Stipendio lordo annuo Stipendio lordo mensile (13 mensilità) Netto mensile indicativo
0-8 anni 17.456,64 € 1.342,82 € circa 1.062 €
9-14 anni 18.958,81 € 1.458,37 € circa 1.130 €
15-20 anni 20.053,14 € 1.542,55 € circa 1.180 €
21-27 anni 21.154,23 € 1.627,25 € circa 1.240 €
28-34 anni 21.966,65 € 1.689,74 € circa 1.285 €
Oltre 35 anni 22.559,35 € 1.735,33 € circa 1.320 €

 

Gli importi netti sono indicativi e variano in base a detrazioni fiscali, carichi familiari, addizionali regionali e comunali. Il collaboratore scolastico percepisce la tredicesima mensilità a dicembre, già inclusa nel calcolo del mensile lordo di riferimento.

Aumenti e arretrati del CCNL 2022-2024

Il nuovo contratto ha introdotto incrementi mensili lordi che variano in base all’anzianità di servizio:

  • Fascia 0-8 anni: +85,74 € al mese lordi
  • Fascia oltre 35 anni di servizio: +110,80 € al mese lordi

 

Gli aumenti sono corrisposti su 13 mensilità, per un beneficio annuo complessivo che oscilla tra circa 1.115 e 1.440 euro lordi. Complessivamente il contratto riconosce un incremento medio del 4,8% sulla retribuzione base, valore che recupera in parte l’erosione del potere d’acquisto dovuta all’inflazione del triennio 2022-2024.

Il contratto prevede inoltre il pagamento degli arretrati relativi al triennio 2022-2024: secondo le simulazioni ARAN e delle sigle sindacali, un collaboratore scolastico neoassunto riceve circa 1.300 euro complessivi di arretrati, comprensivi di una quota una tantum di 270 euro a compensazione dei mesi pregressi. Gli importi sono stati liquidati nelle prime buste paga del 2026.

Indennità, compensi accessori e straordinari

Oltre allo stipendio tabellare, la busta paga del collaboratore scolastico comprende diverse voci accessorie:

  • Compenso Individuale Accessorio (CIA): aumenta da 79,40 € a 88,80 € mensili a regime, con due incrementi (+4,90 € dal 1° gennaio 2024 e +5,50 € dal 1° gennaio 2025)
  • Incarichi specifici (art. 47 CCNL): compensi variabili da poche centinaia a oltre 1.000 euro annui, a carico del Fondo dell’Istituzione Scolastica
  • Ore di straordinario: retribuite secondo le tariffe contrattuali, quando si supera l’orario ordinario per esigenze di servizio
  • Indennità per funzioni aggiuntive: per chi svolge attività qualificate come assistenza specialistica o pronto soccorso

 

Secondo diversi studi sindacali, nonostante gli incrementi il potere d’acquisto degli stipendi ATA ha subito negli ultimi anni un’erosione dovuta all’inflazione. Il rinnovo 2022-2024 consente di recuperare circa il 4,8% della retribuzione base, valore che compensa solo in parte la perdita accumulata.

Posizioni economiche: come aumentare lo stipendio in corso di carriera

Il CCNL prevede due posizioni economiche che consentono al collaboratore scolastico di accedere a uno sviluppo retributivo orizzontale senza cambiare profilo:

  • Prima posizione economica: compenso annuo aggiuntivo corrisposto in 13 mensilità per chi svolge compiti aggiuntivi nell’area dei collaboratori
  • Seconda posizione economica: prevista per chi assume responsabilità ulteriori e ha superato specifica procedura selettiva

 

Per accedere alle posizioni economiche è necessaria una procedura selettiva basata su valutazione del servizio, titoli di studio e crediti professionali. Si tratta di uno strumento importante per aumentare lo stipendio senza dover attendere il passaggio di fascia di anzianità automatico ogni 6-9 anni. 

Il possesso di qualifiche professionali riconosciute rappresenta un vantaggio concreto nella procedura selettiva, oltre a costituire un titolo valutabile nelle graduatorie ATA di terza fascia.

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Requisiti per diventare collaboratore scolastico

Per accedere al profilo di Collaboratore scolastico ATA nelle scuole statali italiane è necessario possedere un titolo di studio specifico e una serie di requisiti generali. 

I requisiti sono definiti dal CCNL Istruzione e Ricerca e specificati nei bandi di concorso e nei decreti ministeriali che regolano le graduatorie ATA, in particolare il DM 89 del 21 maggio 2024 per le graduatorie di terza fascia valide nel triennio 2024-2027.

A differenza degli altri profili ATA, il collaboratore scolastico non è tenuto a possedere la Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (CIAD) come requisito di accesso. 

Si tratta dell’unica eccezione all’interno del personale ATA: una scelta che riflette il carattere non specialistico delle mansioni e che rende questo profilo il più accessibile tra tutti quelli previsti dal contratto scuola.

Titoli di studio validi per accedere al profilo

Per diventare collaboratore scolastico, l’art. 2 del DM 89/2024 riconosce come validi i seguenti titoli di studio:

  • Diploma di qualifica triennale rilasciato da un Istituto Professionale di Stato
  • Certificato di competenze relativo al primo triennio del percorso di studi di cui al D.Lgs. 61/2017, con promozione alla classe IV e rilevazione del raggiungimento delle abilità, conoscenze e competenze minime
  • Diploma di maestro d’arte (titolo rilasciato dagli Istituti d’Arte)
  • Diploma di scuola magistrale per l’infanzia
  • Qualsiasi diploma di maturità (scuola secondaria di secondo grado)
  • Attestati o diplomi di qualifica professionale di durata triennale rilasciati o riconosciuti dalle Regioni

 

Il possesso di titoli superiori — come il diploma di maturità, la laurea triennale o la laurea magistrale — è pienamente valido per accedere al profilo. 

Tuttavia, come chiarito dall’Allegato A/5 del DM 89/2024, la laurea non attribuisce punteggio aggiuntivo nelle graduatorie di terza fascia per il profilo di collaboratore scolastico, a differenza di quanto accade per gli altri profili ATA dove vale 2 punti.

Clausola di salvaguardia per chi è già in graduatoria

Per coloro che sono già inseriti nelle graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia vigenti nel triennio 2024-2027, restano validi — ai fini dell’ammissione nel prossimo aggiornamento 2027 — i titoli di studio in base ai quali hanno ottenuto a pieno titolo l’inserimento nelle graduatorie precedenti. 

La regola è prevista dall’art. 2, comma 6 del DM 89/2024 e si applica anche agli aspiranti iscritti nelle graduatorie provinciali permanenti (art. 554 del D.Lgs. 297/1994) e nelle graduatorie provinciali a esaurimento di collaboratore scolastico (DM 75/2001 e DM 35/2004). In questi casi, anche la sola licenza media può restare titolo valido, ma solo per chi ne beneficia per effetto di passaggi storici e non per i nuovi inserimenti.

Requisiti generali 

Oltre al titolo di studio, valgono i requisiti generali previsti per i concorsi pubblici nella pubblica amministrazione:

  • Cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione Europea (con alcune eccezioni per cittadini di Paesi terzi legalmente soggiornanti)
  • Età non inferiore ai 18 anni
  • Idoneità fisica all’impiego e alle specifiche mansioni del profilo
  • Godimento dei diritti civili e politici
  • Assenza di condanne penali che precludano l’accesso al pubblico impiego o la costituzione del rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione
  • Posizione regolare rispetto agli obblighi di leva per i cittadini italiani nati prima del 1985

 

Non è previsto alcun limite massimo di età per la presentazione della domanda, salvo il raggiungimento dell’età pensionabile.

CIAD e collaboratore scolastico: cosa c’è da sapere

La Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (CIAD) è stata introdotta dal CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021 (sottoscritto il 18 gennaio 2024) come requisito obbligatorio di accesso per tutti i profili ATA, con un’unica eccezione: il collaboratore scolastico

Per gli altri profili (assistente amministrativo, assistente tecnico, cuoco, infermiere, guardarobiere, operatore scolastico) la CIAD è requisito di accesso: senza certificazione non si presenta domanda e non si rimane in graduatoria.

Per il solo profilo di collaboratore scolastico, la CIAD non è requisito di accesso ma può essere dichiarata come certificazione informatica aggiuntiva e vale 0,25 punti nella valutazione dei titoli culturali. Si tratta di un titolo dal costo e impegno contenuti che permette di accrescere il punteggio in graduatoria.

Il titolo di accesso vale punti in graduatoria

Il titolo di studio con cui si accede al profilo non serve solo a presentare domanda: il voto del diploma produce punteggio nella graduatoria di terza fascia. 

La tabella di valutazione allegata al DM 89/2024 prevede un punteggio variabile calcolato in base al voto conseguito, secondo schemi che convertono la votazione espressa in sessantesimi o in centesimi in punti utili al posizionamento in graduatoria.

Il voto del titolo di accesso si somma poi ai titoli culturali (qualifiche professionali, corsi riconosciuti) e ai titoli di servizio (anni di supplenza già svolti nel profilo). Come chiarito dall’Allegato A/5 del DM 89/2024, il punto del titolo di accesso, il punto della qualifica culturale e il punto del servizio hanno tutti lo stesso peso in graduatoria: la differenza sta nel fatto che il titolo di accesso è fisso e i titoli culturali sono limitati, mentre il servizio cresce di anno in anno.

Il possesso di qualifiche professionali regionali riconosciute — come l’Operatore Socio Assistenziale (OSA), l’Assistente all’Autonomia e alla Comunicazione (ASACOM) o l’Operatore per l’Infanzia (OPI) — aggiunge 1 punto ciascuna per il profilo CS e consente di superare i candidati con il solo titolo di accesso base. 

Nel prossimo aggiornamento delle graduatorie, previsto per la primavera 2027, la differenza tra una posizione utile e una marginale può dipendere proprio dalla strategia di costruzione del punteggio adottata nei mesi precedenti.

Come si diventa collaboratore scolastico: graduatorie e MAD

Il reclutamento del personale ATA nelle scuole statali, compreso il profilo di collaboratore scolastico, avviene attraverso un sistema di graduatorie provinciali e di istituto articolato su tre fasce, a cui si aggiunge lo strumento della Messa a Disposizione (MAD) per chi non è ancora inserito in graduatoria. 

Il percorso più comune per chi parte da zero è l’ingresso in terza fascia: è la porta principale attraverso cui migliaia di aspiranti ogni anno iniziano a lavorare nella scuola pubblica, maturando il servizio necessario per salire alle fasce superiori.

Il concorso per la terza fascia è per soli titoli, senza prove scritte né orali: la posizione in graduatoria dipende esclusivamente dal punteggio ottenuto sommando titolo di accesso, titoli culturali e titoli di servizio. Conoscere come funziona ciascuna fascia e quale percorso seguire è il primo passo per costruire una carriera stabile nel comparto ATA.

Le tre fasce delle graduatorie ATA

Le graduatorie ATA sono articolate su tre livelli, ciascuno con caratteristiche e funzioni diverse. Quando una scuola deve coprire un posto, convoca prima i candidati della fascia più alta; solo dopo l’esaurimento di quella fascia passa a quella successiva.

  • Prima fascia (graduatorie provinciali permanenti o “ATA 24 mesi”): comprende chi ha maturato almeno 24 mesi di servizio (esattamente 23 mesi e 16 giorni, anche non continuativi) nel profilo richiesto o in profili dell’area immediatamente superiore, presso scuole statali della stessa provincia. È la graduatoria da cui si attinge per le immissioni in ruolo a tempo indeterminato e per le supplenze annuali (al 31 agosto) o fino al termine delle attività didattiche (al 30 giugno). Il riferimento normativo è l’art. 554 del D.Lgs. 297/1994 e l’OM 21 del 23 febbraio 2009.
  • Seconda fascia (graduatorie provinciali a esaurimento): comprende chi era già iscritto nelle graduatorie a esaurimento di collaboratore scolastico (DM 75/2001) o negli elenchi provinciali a esaurimento di altri profili (DM 35/2004). La fascia è chiusa a nuovi inserimenti: non si aggiorna più, ma chi è già inserito può aggiornare periodicamente le sedi utili per le supplenze.
  • Terza fascia (graduatorie di circolo e di istituto): è la fascia aperta a tutti i nuovi aspiranti in possesso dei titoli di studio previsti, anche senza esperienza pregressa nella scuola. Ha validità triennale e si aggiorna con cadenza regolare. Serve per le supplenze temporanee e per la copertura di posti resisi disponibili dopo il 31 dicembre di ciascun anno.

Graduatorie di terza fascia: la porta d’ingresso principale

Le graduatorie di terza fascia rappresentano il canale principale per chi inizia da zero. Le graduatorie attualmente vigenti, disciplinate dal DM 89 del 21 maggio 2024, coprono gli anni scolastici 2024/2025, 2025/2026 e 2026/2027. Il prossimo aggiornamento è atteso per la primavera 2027, con graduatorie valide per il triennio 2027-2030.

La domanda si presenta esclusivamente online tramite la piattaforma Istanze Online (POLIS) del Ministero dell’Istruzione e del Merito, previo possesso di credenziali SPID attive. Al momento della domanda il candidato deve:

  • Scegliere una sola provincia di inserimento
  • Indicare fino a 30 istituzioni scolastiche della provincia scelta
  • Dichiarare i titoli culturali posseduti alla data di scadenza della domanda
  • Dichiarare i titoli di servizio eventualmente maturati

 

I titoli dichiarati valgono per costruire il punteggio che determinerà la posizione in graduatoria. Chi non presenta domanda nella finestra di aggiornamento resta escluso fino alla successiva apertura, prevista nel 2030. Per gli aspiranti è quindi una scadenza da non perdere: saltare il bando 2027 significa rinunciare a tre anni di possibili supplenze.

Dalla terza alla prima fascia: come si progredisce

La terza fascia è solo il primo step. Chi riesce a lavorare come supplente accumula mesi di servizio nelle scuole statali e, una volta raggiunta la soglia di 24 mesi (23 mesi e 16 giorni, anche non continuativi), può partecipare al concorso per l’inserimento nelle graduatorie provinciali permanenti di prima fascia. Da quel momento il candidato entra nel percorso che può portare all’immissione in ruolo a tempo indeterminato.

Il servizio utile ai 24 mesi deve essere stato prestato esclusivamente in scuole statali, nello stesso profilo per cui si concorre o in un profilo dell’area immediatamente superiore. Il servizio in scuole paritarie non concorre al raggiungimento dei 24 mesi, ma una volta soddisfatto il requisito viene valutato come punteggio aggiuntivo, ridotto alla metà rispetto al servizio statale.

Il concorso è bandito ogni anno dagli Uffici Scolastici Regionali sulla base dell’art. 554 del D.Lgs. 297/1994 e dell’OM 21 del 23 febbraio 2009, con nota ministeriale di autorizzazione che arriva tipicamente ad aprile e finestra di presentazione delle domande a fine aprile-maggio tramite POLIS. 

La domanda si presenta esclusivamente nella provincia in cui il candidato risulta inserito nelle graduatorie di terza fascia di istituto, nelle graduatorie provinciali a esaurimento o in cui è in servizio a tempo determinato per lo stesso profilo.

Si tratta di un concorso per soli titoli: non ci sono prove da superare, ma la posizione in graduatoria dipende dal punteggio cumulato tra titoli di studio, qualifiche professionali e servizio prestato. Per l’anno scolastico 2025/2026 sono state autorizzate 10.348 immissioni in ruolo ATA, di cui circa il 71% destinate ai collaboratori scolastici, a fronte di oltre 33.000 posti liberi in organico.

Messa a Disposizione (MAD): come lavorare subito in attesa del bando

In attesa dell’apertura del prossimo bando di terza fascia, chi vuole iniziare a lavorare può inviare la Messa a Disposizione (MAD) direttamente alle singole scuole. 

La MAD è una domanda individuale con cui l’aspirante dichiara la propria disponibilità a ricevere supplenze brevi e saltuarie. Non costituisce inserimento in graduatoria, ma consente di:

  • Ricevere supplenze brevi per sostituire personale assente
  • Accumulare punteggio di servizio utile per il prossimo aggiornamento delle graduatorie
  • Fare esperienza concreta nel contesto scolastico prima di affrontare il bando

 

Le MAD vengono utilizzate dalle scuole solo dopo l’esaurimento delle graduatorie di prima, seconda e terza fascia e previa liberatoria dell’Ufficio Scolastico Provinciale. Si tratta quindi di un canale secondario, ma prezioso per chi vuole mettere il piede nel mondo della scuola e iniziare a costruire il proprio percorso.

La MAD si invia direttamente alle segreterie delle scuole tramite email certificata o form online dedicati.

Bando graduatorie ATA terza fascia 2027: tutto quello che c’è da sapere

Il bando per l’aggiornamento delle graduatorie ATA di terza fascia è l’appuntamento più atteso del 2027 per chi vuole lavorare come collaboratore scolastico. 

Le attuali graduatorie, disciplinate dal DM 89 del 21 maggio 2024, scadono con l’anno scolastico 2026/2027: da quel momento saranno sostituite integralmente dalle nuove graduatorie valide per il triennio 2027/2028, 2028/2029 e 2029/2030

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito pubblicherà il decreto ministeriale con il bando ufficiale tra marzo e giugno 2027, seguendo il calendario consolidato dei precedenti aggiornamenti triennali.

Chi non presenta domanda nella finestra di aggiornamento resta fuori dalle graduatorie fino al 2030: tre anni di attesa senza possibilità di supplenze né di accumulo punteggio per la progressione verso le fasce superiori. Si tratta di un’occasione da non perdere, soprattutto per chi parte da zero e vuole costruire un percorso verso il ruolo.

Quando esce il bando e quando si presenta domanda

Sulla base del calendario utilizzato nel 2024 e confermato dalle informative ministeriali, il bando 2027 dovrebbe rispettare le seguenti tappe:

  • Tra marzo e giugno 2027: pubblicazione del decreto ministeriale con bando ufficiale e tabelle di valutazione aggiornate
  • Finestra di presentazione delle domande: circa 30 giorni dall’apertura delle funzioni su POLIS
  • Graduatorie provvisorie e definitive: pubblicate dagli istituti scolastici capofila provinciali prima dell’inizio dell’a.s. 2027/2028
  • Validità: triennio 2027-2030, con scadenza a giugno 2030 e successivo aggiornamento

 

Le date precise saranno confermate dal decreto ufficiale, ma chi intende partecipare dovrebbe considerare la primavera 2027 come scadenza operativa per il conseguimento di tutti i titoli culturali da dichiarare in domanda. 

L’art. 2 comma 13 del DM 89/2024 stabilisce infatti che tutti i titoli valutabili devono essere posseduti alla data di scadenza del termine di presentazione della domanda, con la sola eccezione della CIAD per cui il CCNL 2019-2021 prevede un termine di acquisizione di un anno anche per i primi inserimenti.

Come presentare domanda tramite POLIS

La domanda si presenta esclusivamente online tramite la piattaforma Istanze Online (POLIS) del Ministero dell’Istruzione, accessibile dal portale www.istruzione.it. Per compilare e inviare l’istanza è necessario disporre di credenziali valide per l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione:

  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
  • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
  • eIDAS (credenziali riconosciute a livello europeo)

 

Al primo accesso è richiesta l’abilitazione al servizio Istanze Online. Si tratta di una procedura preliminare che richiede alcuni giorni e che conviene completare in anticipo, senza attendere l’apertura del bando, per evitare di compilare la domanda all’ultimo momento. Nella compilazione l’aspirante deve:

  • Scegliere la provincia di inserimento (una sola, valida per tutte le graduatorie ATA)
  • Indicare fino a 30 istituzioni scolastiche della provincia scelta
  • Selezionare il profilo professionale richiesto (collaboratore scolastico, operatore scolastico, e altri)
  • Dichiarare i titoli di accesso, culturali e di servizio posseduti

 

La domanda è unica per tutti i profili richiesti, ma la compilazione della sezione “Scelta Profili e Modalità d’accesso” determina quali titoli saranno valutabili per ciascun profilo indicato.

Chi può presentare domanda e chi è escluso

Possono presentare domanda di inserimento o aggiornamento in terza fascia tutti gli aspiranti in possesso dei titoli di studio validi per il profilo richiesto, anche se non hanno mai lavorato nella scuola. Non sono richiesti mesi di servizio pregressi: il servizio vale come titolo aggiuntivo per aumentare il punteggio, ma non è requisito di accesso.

L’art. 2 comma 2 del DM 89/2024 definisce invece con precisione i casi di nullità della domanda. Non possono presentare domanda — e la domanda eventualmente presentata è considerata nulla — coloro che, per il medesimo profilo professionale, risultano già inseriti a pieno titolo:

  • Nelle graduatorie provinciali permanenti per le assunzioni a tempo indeterminato (art. 554 del D.Lgs. 297/1994), negli elenchi provinciali a esaurimento o nelle graduatorie provinciali a esaurimento di collaboratore scolastico (DM 75/2001 e DM 35/2004), nonché nelle correlate graduatorie di istituto di prima o seconda fascia della stessa provincia
  • Nelle stesse graduatorie di altra provincia qualora si intenda chiedere l’inserimento per altri profili professionali in una provincia diversa da quella di origine (salvo contestuale depennamento)

 

Possono invece presentare domanda:

  • Gli aspiranti già inseriti in prima o seconda fascia di un profilo diverso nella stessa provincia (ad esempio un assistente amministrativo della prima fascia può iscriversi alla terza fascia come collaboratore scolastico nella stessa provincia)
  • Gli aspiranti già inseriti nelle graduatorie di terza fascia del triennio precedente, per confermare o aggiornare la propria posizione
  • Gli aspiranti che hanno prestato almeno 30 giorni di servizio in posti corrispondenti al profilo richiesto (anche non continuativi), a determinate condizioni previste dall’art. 2 comma 9

Cosa serve preparare prima dell’apertura del bando

Chi si prepara al bando 2027 ha davanti poco più di dodici mesi per mettere a punto il proprio profilo. Le operazioni da svolgere sono:

  • Verificare i requisiti di accesso: titolo di studio valido e, per i profili diversi dal collaboratore scolastico, la CIAD
  • Attivare SPID o CIE e registrarsi a Istanze Online se non si è già abilitati
  • Conseguire i titoli culturali che possono aumentare il punteggio (qualifiche professionali, certificazioni)
  • Raccogliere la documentazione relativa a servizi eventualmente prestati in scuole statali
  • Scegliere la provincia di inserimento e individuare le 30 scuole di preferenza

 

Il tempo utile per conseguire titoli culturali che richiedono diversi mesi di formazione — come le qualifiche professionali di OSA, ASACOM, OPI — si riduce a ogni mese che passa. 

Come aumentare il punteggio nelle graduatorie ATA: titoli e strategia

Il punteggio in graduatoria è il fattore che determina la probabilità di essere chiamati per una supplenza e la velocità con cui si accumula il servizio necessario per progredire verso la prima fascia e l’immissione in ruolo. 

Il concorso ATA di terza fascia è per soli titoli: non ci sono prove d’esame, e la posizione in graduatoria dipende esclusivamente dal punteggio complessivo dichiarato al momento della domanda.

Per il profilo di collaboratore scolastico il punteggio si costruisce sommando tre componenti, ciascuna disciplinata dall’Allegato A/5 del DM 89/2024: voto del titolo di accesso, titoli culturali aggiuntivi e titoli di servizio. Comprendere il peso di ciascuna voce è il primo passo per costruire una strategia efficace in vista del bando 2027.

Come si compone il punteggio: voto del diploma, titoli culturali e servizio

Le tre componenti del punteggio hanno peso diverso per dinamica e potenziale di crescita:

  • Voto del titolo di accesso: componente automatica, deriva direttamente dal voto del diploma o del titolo di qualifica. Si tratta di un valore fisso, determinato una volta per tutte al momento del conseguimento del titolo.
  • Titoli culturali aggiuntivi: qualifiche professionali, certificazioni e attestati. Sono la componente su cui il candidato può incidere nel breve-medio periodo con investimenti formativi mirati.
  • Titoli di servizio: mesi e anni di supplenza effettivamente svolti in scuole statali. Sono la componente a più alto potenziale cumulativo nel lungo periodo, con 6 punti per ogni anno scolastico di servizio nello stesso profilo.

 

Tutte le voci hanno lo stesso peso in graduatoria: un punto vale un punto, che arrivi dal voto del diploma, da una qualifica regionale o da un mese di servizio. La differenza sta nel fatto che il voto del titolo di accesso è fisso, i titoli culturali sono limitati dal ventaglio previsto dall’Allegato A/5, mentre il servizio cresce linearmente di anno in anno.

Punteggio del voto del diploma

Il DM 89/2024 stabilisce criteri precisi per convertire il voto del titolo di accesso in punteggio utile. Il calcolo tiene conto della scala di valutazione con cui è stato rilasciato il titolo:

  • Per i diplomi con voto in centesimi o sessantesimi: si considera la media dei voti riportati (esclusi religione, educazione fisica e condotta se espressi in decimi)
  • Per i titoli con qualifica complessiva: sufficiente vale 6, buono 7, distinto 8, ottimo 9
  • Per i titoli con punteggio unico: il valore è rapportato a 10

 

Il punteggio del titolo di accesso è automatico e non richiede documentazione aggiuntiva oltre al diploma stesso. Per questa ragione non è una leva su cui il candidato può intervenire: chi ha il diploma con un voto modesto non può migliorarlo, ma può compensare costruendo bene le altre due componenti.

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Titoli culturali valutabili per il collaboratore scolastico

L’Allegato A/5 del DM 89/2024 definisce il ventaglio ristretto di titoli culturali valutabili per il profilo di collaboratore scolastico. A differenza degli altri profili ATA, la tabella CS non prevede la laurea tra i titoli valutabili e si concentra su qualifiche professionali regionali con valore nazionale nell’area socio-assistenziale, socio-sanitaria ed educativa:

Titolo culturale Punti Note
Qualifica OSA (Operatore Socio Assistenziale) 1,00 Socio-assistenziale, EQF 3
Qualifica ASACOM (Assistente Specialistico all’Autonomia e alla Comunicazione) 1,00 Socio-assistenziale, EQF 4
Qualifica OPI (Operatore per l’Infanzia) 1,00 Socio-educativa, EQF 4, solo CS
CIAD (Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale) 0,25 Solo per CS, come certificazione aggiuntiva

 

Come costruire il punteggio per il bando 2027

Chi oggi parte da zero e vuole presentarsi al bando 2027 con un profilo competitivo ha davanti alcuni mesi per acquisire i titoli giusti. Le qualifiche professionali EQF 3-4 come OSA, ASACOM e OPI hanno una durata tipica di 300-500 ore completabili in 5-8 mesi, tempi compatibili con la scadenza prevista per la primavera 2027, purché l’iscrizione al corso avvenga con sufficiente anticipo.

Scuola Moscati offre i principali corsi riconosciuti per il punteggio nelle graduatorie ATA, con rilascio di qualifica IeFP regionale con valore nazionale. I corsi disponibili per il profilo di collaboratore scolastico sono:

  • Corso OSA – Operatore Socio Assistenziale: 300 ore, EQF 3, +1 punto in graduatoria ATA per CS e OS
  • Corso ASACOM – Assistente Specialistico all’Autonomia e alla Comunicazione: 500 ore, EQF 4, +1 punto in graduatoria ATA per CS e OS
  • Corso OPI – Operatore per l’Infanzia: EQF 4, +1 punto in graduatoria ATA per il solo profilo CS
  • CIAD – Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale: +0,25 punti aggiuntivi per CS come certificazione informatica

 

Il punteggio accumulato con i titoli culturali è permanente: una volta conseguita, una qualifica non scade e vale per tutti gli aggiornamenti futuri delle graduatorie, compreso il successivo del 2030. Chi investe ora nei titoli non rischia di perdere l’investimento al prossimo triennio.

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