Con le Graduatorie ATA di terza fascia valide fino al 2026/2027 e il prossimo aggiornamento previsto nel 2027, questo è il momento strategico per muoversi in anticipo e aumentare il proprio punteggio. Prepararsi ora significa arrivare al rinnovo con un profilo più competitivo, evitando la corsa dell’ultimo minuto e sfruttando al meglio il tempo a disposizione per acquisire titoli valutabili. In un sistema in cui anche un solo punto può determinare decine o centinaia di posizioni in graduatoria, investire per tempo nella propria formazione — come nel caso del corso di dattilografia che vale 1 punto per assistente amministrativo — può fare la differenza concreta al prossimo aggiornamento ATA, tra essere convocati o restare esclusi. In questa guida aggiornata scopri:
- Quanto vale davvero.
- Per chi è valida.
- Quando l’attestato è riconosciuto.
- Come ottenere subito il punto per il 2027.
Il corso di Dattilografia online è davvero utile per aumentare il punteggio ATA?
Il corso online per ottenere l’Attestato di Dattilografia prevede un percorso formativo incentrato sull’apprendimento delle tecniche di digitazione e sulla padronanza della tastiera, con l’obiettivo di raggiungere una scrittura fluente e accurata davanti al computer.
Parlando di Dattilografia e punteggio ATA, scopriamo che il corso permette di acquisire 1 punto alla figura dell’Assistente Amministrativo: per il resto del personale ATA, il corso non consente di accumulare punteggio.
In effetti, un corso di Dattilografia risulta essere utile in particolar modo alla figura dell’Assistente Amministrativo, poiché per gli AA è necessario possedere competenze specifiche legate all’uso del computer e alla gestione di pratiche amministrative. Il corso, infatti, permette di:
- memorizzare e posizionare le dita su tutte le linee di tasti di una tastiera QWERTY;
- tenere a mente le combinazioni di tasti relativi ai caratteri speciali e alle funzioni;
- esercitare la memorizzazione della diteggiatura senza timing;
- migliorare la precisione;
- aumentare la velocità con timing;
- esercitarsi liberamente sfruttando programmi di videoscrittura, messaggistica e altri sistemi di comunicazione.

Quanti punti vale la dattilografia nelle graduatorie ATA
Il punteggio attribuito all’attestato di dattilografia nelle graduatorie ATA di terza fascia è stabilito dal Decreto Ministeriale 89/2024, allegato A, la tabella di valutazione dei titoli culturali. Non si tratta di un’interpretazione amministrativa: è un dato normativo preciso e non negoziabile.
La dattilografia è tra i titoli più “forti” per chi si inserisce nelle graduatorie ATA: vale 1 punto per la figura professionale dell’assistente amministrativo e si posiziona, in termini di massimo punteggio attribuibile, subito dopo il corso di Segretario Coordinatore Amministrativo che vale 1,5 punti.
1 punto per l’Assistente Amministrativo: la tabella ufficiale (DM 89/2024, Allegato A)
Come appena accennato, per il profilo di Assistente Amministrativo (AA), l’attestato di dattilografia — rilasciato da un ente pubblico a conclusione di un addestramento professionale — vale esattamente 1 punto. La voce nella tabella allegata al DM 89/2024 è denominata “attestato di addestramento professionale di dattilografia rilasciato dallo Stato, Regioni o Comuni”.
Si valuta un solo attestato: non si cumula con altri titoli analoghi
È importante chiarire un aspetto spesso frainteso: nelle graduatorie ATA non è possibile sommare più attestati di dattilografia.
Anche nel caso in cui un candidato abbia frequentato più corsi o ottenuto più certificazioni dello stesso tipo, il punteggio attribuito resta comunque pari a 1 punto complessivo. Questo perché le tabelle ministeriali non prevedono il cumulo di titoli identici o appartenenti alla stessa categoria.
In altre parole, ai fini della valutazione viene considerato un solo attestato di dattilografia, indipendentemente dal numero di certificazioni possedute.
Per questo motivo, inserire più attestati nella domanda non comporta alcun vantaggio in termini di punteggio e, anzi, può creare confusione nella compilazione. La scelta migliore è dichiarare un unico titolo valido e conforme ai requisiti richiesti.
Per quali profili ATA vale il punteggio dattilografia
Uno degli errori più frequenti commessi dai candidati in fase di compilazione della domanda riguarda l’inserimento dell’attestato di dattilografia in profili per cui tale titolo non è previsto. La normativa è inequivocabile.
Il punteggio di dattilografia è riconosciuto solo per il profilo di Assistente Amministrativo (AA).
Per tutti gli altri profili, come Collaboratore Scolastico, Operatore Scolastico, Assistente Tecnico, Cuoco, Infermiere o Guardarobiere, l’attestato non attribuisce alcun punteggio.
Un errore comune è inserire il titolo per un profilo sbagliato nella domanda: in questo caso, il titolo non viene valutato, quindi è fondamentale prestare attenzione a questo dettaglio.
Vale solo per l’Assistente Amministrativo (AA): la norma è esplicita
L’attestato di addestramento professionale di dattilografia è riconosciuto come titolo culturale esclusivamente per il profilo di Assistente Amministrativo. La tabella allegata al DM 89/2024 lo indica senza ambiguità: la voce è presente solo nella colonna relativa all’AA e non compare in nessun’altra tabella di profilo.
Questo profilo è quello che si occupa delle attività di segreteria, gestione dei documenti amministrativi, corrispondenza con famiglie, enti e istituzioni: il collegamento tra la competenza dattilografica e il ruolo è quindi coerente anche sul piano funzionale.
Profili per cui NON vale: Collaboratore Scolastico, Operatore Scolastico, Assistente Tecnico, Cuoco, Infermiere, Guardarobiere
Per tutti gli altri profili del personale ATA di terza fascia, l’attestato di dattilografia non genera alcun punteggio. L’elenco completo dei profili esclusi include:
| Profilo ATA | Dattilografia riconosciuta? |
| Assistente Amministrativo (AA) | ✔ Sì — 1 punto |
| Collaboratore Scolastico (CS) | ✘ No |
| Operatore Scolastico | ✘ No |
| Assistente Tecnico (AT) — tutti gli AR | ✘ No |
| Cuoco | ✘ No |
| Infermiere | ✘ No |
| Guardarobiere | ✘ No |
| Addetto Aziende Agrarie | ✘ No |
Errore comune: inserire l’attestato in un profilo sbagliato nella domanda
In occasione delle ultime tornate di aggiornamento delle graduatorie, molti candidati hanno dichiarato l’attestato di dattilografia anche in domande per profili diversi dall’AA — nella convinzione che fosse comunque valutabile o che al massimo venisse ignorato. Non è così.
Inserire un titolo non previsto dalla tabella di un determinato profilo costituisce una dichiarazione non corrispondente al vero nella domanda.
Nella migliore delle ipotesi il titolo viene semplicemente scartato in fase di valutazione; nella peggiore, se la dichiarazione è ritenuta intenzionale, può determinare l’esclusione dalla graduatoria e l’avvio di procedimenti per dichiarazioni mendaci ai sensi del DPR 445/2000.
🚫 Rischio esclusione
Non inserire l’attestato di dattilografia nelle domande per profili diversi dall’Assistente Amministrativo. Il titolo verrebbe ignorato e — in caso di controllo — la dichiarazione potrebbe essere contestata formalmente.
Condizioni per ottenere il punteggio: quando l’attestato è valido
Non ogni attestato di dattilografia è automaticamente riconoscibile. Il DM 89/2024 fissa i criteri di ammissibilità con precisione, e la FAQ 16 pubblicata dal MIM ha ulteriormente chiarito i punti più controversi, spesso fraintesi dagli aspiranti candidati e — in alcuni casi — dagli stessi enti erogatori dei corsi.
Deve essere istituito da ente pubblico (Stato, Regioni, Comuni): la FAQ 16 del MIM
Il requisito fondamentale è che il corso di dattilografia — e l’attestato che ne consegue — sia istituito direttamente da un ente pubblico: Stato, Regione o Comune.
Ciò significa che il soggetto pubblico non deve limitarsi a finanziare il corso o a riconoscerne il provider: deve essere esso stesso l’ente istitutore, ovvero il soggetto che formalmente delibera, organizza e certifica il percorso formativo.
La FAQ 16 del MIM (Ministero dell’Istruzione e del Merito), pubblicata in occasione dell’aggiornamento delle graduatorie del 2024, ha chiarito esplicitamente questo aspetto, rispondendo ai numerosi dubbi sollevati da candidati e scuole sulle procedure di verifica.
«L’attestato di addestramento professionale di dattilografia deve essere rilasciato da enti pubblici (Stato, Regioni, Province, Comuni) che hanno istituito corsi di dattilografia. Non sono valutabili attestati rilasciati da enti privati, anche se accreditati dalla Regione per la formazione professionale.»
Il semplice accreditamento dell’ente erogatore non basta: cosa cambia
Questo è il punto che crea più confusione. Moltissimi corsi di formazione professionale — inclusi quelli relativi alla dattilografia — vengono erogati da enti privati che operano in regime di accreditamento regionale.
L’accreditamento certifica che l’ente privato rispetta standard qualitativi definiti dalla Regione, ma non trasforma l’ente privato in un ente pubblico.
Un attestato rilasciato da un ente privato accreditato, anche se il corso è parzialmente finanziato con fondi pubblici o rientra in un catalogo regionale, non è valido ai fini del punteggio ATA. La distinzione rilevante è tra:
- Corso istituito da ente pubblico → attestato valido (la delibera o atto istitutivo è dell’ente pubblico)
- Corso erogato da ente privato accreditato → attestato non valido (anche se il privato ha accreditamento regionale)
- Corso finanziato con fondi pubblici ma gestito da privati → attestato non valido
Prima di iscriversi a qualsiasi corso, è indispensabile verificare che l’atto istitutivo sia una delibera comunale o un provvedimento di un ente pubblico — non un semplice accreditamento regionale.
Attestato di addestramento professionale: la denominazione corretta da dichiarare in domanda
Nella domanda di inserimento o aggiornamento nelle graduatorie ATA, il titolo va dichiarato con la denominazione esatta prevista dalla tabella ministeriale: “attestato di addestramento professionale di dattilografia”.
Non “attestato di dattilografia”, non “certificato di competenza informatica di base”, non “patente europea della dattilografia”.
L’uso della denominazione corretta è importante perché i sistemi informatici ministeriali e le commissioni di valutazione fanno riferimento alle voci esatte della tabella. Una denominazione difforme — anche se sostanzialmente equivalente nel contenuto — può portare al mancato riconoscimento del titolo.
✅ Denominazione da usare in domanda
«Attestato di addestramento professionale di dattilografia rilasciato da ente pubblico (Stato/Regione/Comune)» — seguita da: ente rilasciante, data di rilascio, numero di protocollo se disponibile.
Perché conviene ottenere l’attestato ora, prima dell’aggiornamento 2027
Il tempo è una variabile concreta nella strategia di punteggio ATA. Ottenere l’attestato di dattilografia prima dell’aggiornamento del 2027 non è solo una precauzione normativa: è una scelta che produce un vantaggio diretto e misurabile sulla posizione in graduatoria.
La finestra di iscrizione è a tempo. Le domande di aggiornamento delle graduatorie ATA si aprono per un periodo definito e non prorogabile. Chi si organizza con anticipo — conseguendo i titoli con mesi di margine — può presentare una domanda completa, priva di errori e con tutta la documentazione in ordine.
Chi invece ottiene l’attestato sotto pressione temporale rischia di incorrere in disguidi burocratici, ritardi nella ricezione del documento o errori nella compilazione che compromettono il riconoscimento del titolo.
Un punto può valere decine o centinaia di posizioni. Nelle province più competitive, la distanza tra una posizione utile per le convocazioni e una posizione “di coda” è spesso inferiore a 2 punti. L’attestato di dattilografia, da solo, copre metà di quel gap.
La logica è semplice: i titoli che hai già valgono sempre; quelli che non hai ancora non valgono nulla. Conseguire l’attestato adesso significa trasformare un’opportunità incerta in un punto sicuro, spendibile nell’aggiornamento del 2027.
Le graduatorie, difatti, si aggiornano ogni 3 anni: se non ottieni il miglior punteggio possibile ora, rischi di restare fermo fino al 2030.
La dattilografia nel quadro complessivo del punteggio ATA terza fascia
Per capire davvero quanto incide l’attestato di dattilografia sulla posizione in graduatoria, è necessario inquadrarlo all’interno della struttura completa del punteggio ATA terza fascia.
Le tre componenti del punteggio: titolo di accesso, titoli culturali, servizio
Il punteggio complessivo di un candidato nelle graduatorie ATA terza fascia è determinato dalla somma di tre componenti principali:
- Titolo di accesso: diploma di scuola secondaria di II grado e
- Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale, nel caso della figura dell’Assistente Amministrativo.
- Titoli culturali: lauree, certificazioni informatiche, attestato di dattilografia, qualifiche aggiuntive.
- Servizio: punteggio derivante dai periodi di servizio prestato nelle istituzioni scolastiche, con coefficienti diversi a seconda del tipo di contratto e del profilo.
Per i candidati senza esperienza lavorativa scolastica (prima iscrizione), il punteggio è determinato quasi interamente dai titoli culturali. Ecco perché ogni singolo punto acquista un peso specifico molto elevato: 1 punto da dattilografia può fare la differenza tra una posizione utile e una non utile in una graduatoria provinciale competitiva.
Quanto può incidere 1 punto sulla posizione in graduatoria
L’impatto di 1 punto varia significativamente a seconda della provincia e del profilo. In alcune province metropolitane (Milano, Roma, Napoli), la graduatoria AA può contenere migliaia di candidati con punteggi compresi tra 6 e 8 punti: in questi contesti, 1 punto aggiuntivo sposta mediamente di 200-500 posizioni verso l’alto.
In province più piccole — con graduatorie di 100-300 candidati — lo stesso punto può valere l’accesso a una fascia di convocazione completamente diversa, determinando di fatto se si riceve o no una proposta di contratto durante l’anno.
Nelle province ad alta densità di candidati, la differenza tra il 100° e il 600° posto in graduatoria AA è spesso inferiore a 2 punti. L’attestato di dattilografia, da solo, copre metà di questo gap.
Come ottenere il punto dattilografia: il corso riconosciuto MIM
Ora che è chiaro quanto vale e per chi vale, la domanda pratica è: come si ottiene un attestato di dattilografia valido? La risposta richiede attenzione ai dettagli normativi, perché non tutti i corsi sul mercato soddisfano i requisiti.
Requisiti del corso valido: delibera comunale, 200 ore, esame finale
Un corso di dattilografia che produce un attestato valido ai fini del punteggio ATA deve soddisfare cumulativamente questi requisiti:
1 Istituzione tramite delibera di un ente pubblico
Il corso deve essere formalmente istituito da un Comune, dalla Regione o dallo Stato tramite atto deliberativo. Non è sufficiente l’accreditamento di un ente privato.
2 Durata minima di 200 ore
Il percorso formativo deve avere un monte ore complessivo di almeno 200 ore, come previsto dalle linee guida ministeriali per i corsi di addestramento professionale.
3 Esame finale con commissione
Il corso deve concludersi con un esame finale davanti a una commissione, che valuta le competenze acquisite e certifica il superamento del percorso formativo.
4 Attestato con denominazione corretta
Il documento rilasciato deve riportare la dicitura “attestato di addestramento professionale di dattilografia” e indicare l’ente pubblico istitutore del corso.
Come verificare che il corso sia istituito da ente pubblico prima di iscriversi
Prima di effettuare qualsiasi pagamento o iscrizione, è indispensabile ottenere dall’ente o dal provider che propone il corso la documentazione che attesti l’origine pubblica dell’atto istitutivo. In pratica, devono essere richiesti:
- Copia della delibera comunale (o atto regionale/statale) con cui il corso è stato istituito.
- Numero e data della delibera.
- Conferma che l’attestato finale riporterà il timbro e la firma dell’ente pubblico istitutore.
Un provider serio e strutturato mette a disposizione questa documentazione senza difficoltà, già nella fase di presentazione del corso. Se la risposta alla richiesta di documentazione è vaga, generica o si limita a citare “accreditamento regionale”, è opportuno sospendere la valutazione e approfondire.
Corso online: accesso immediato, esame da casa, attestato in PDF
Il corso di dattilografia proposto da Scuola Moscati è erogato interamente online, con accesso immediato alla piattaforma dopo l’iscrizione. Il percorso formativo prevede moduli progressivi di teoria e pratica dattilografica, simulazioni di velocità e accuratezza, e si conclude con un esame finale sostenibile da remoto.
Al superamento dell’esame viene rilasciato un attestato in formato PDF, con tutti i riferimenti normativi richiesti per la validità ai fini del punteggio ATA terza fascia. Il documento è immediatamente utilizzabile per la domanda di inserimento o aggiornamento in graduatoria.
Iscriviti ora al corso di dattilografia e ottieni 1 punto in graduatoria ATA, attestato riconosciuto MIM, esame da casa. Accesso immediato alla piattaforma dopo l’iscrizione.
Massimizza il punteggio AA: combina dattilografia con altri titoli
L’attestato di dattilografia è il titolo singolo con il rapporto valore/sforzo più alto per il profilo Assistente Amministrativo. Ma per costruire un punteggio davvero competitivo, è utile pianificare la combinazione dei titoli disponibili.
Dattilografia + CIAD: base obbligatoria per entrare in graduatoria
La CIAD (Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale) non è un titolo culturale che aggiunge punti, ma è il prerequisito obbligatorio per poter accedere alle graduatorie ATA di terza fascia per il profilo AA. Senza CIAD, la domanda è irricevibile.
La combinazione CIAD + dattilografia costituisce quindi la base minima per un candidato AA che voglia costruire un punteggio competitivo partendo da zero. CIAD garantisce l’ammissibilità; dattilografia aggiunge 1 punto fin dall’inizio.
Dattilografia + certificazione informatica
Aggiungendo alla dattilografia una certificazione informatica riconosciuta, il candidato accumula punteggi aggiuntivi rispetto al solo titolo di accesso. La certificazione informatica può essere conseguita in parallelo con il corso di dattilografia, ottimizzando i tempi.
Dattilografia + Qualifica Segretario Coordinatore Amministrativo (1,5 pt): la combinazione più efficace
La combinazione più potente in termini di punteggio aggiuntivo per il profilo AA è quella tra l’attestato di dattilografia (1 pt) e la qualifica di Segretario Coordinatore Amministrativo (1,5 pt), per un totale di 2,5 punti aggiuntivi dai soli titoli culturali.
Una simile combinazione consente di raggiungere punteggi difficilmente raggiungibili da candidati in possesso dei soli titoli di accesso.
| Combinazione | Punti aggiuntivi totali | Difficoltà acquisizione |
| Solo dattilografia | +1,00 pt | Bassa |
| Dattilografia + laurea aggiuntiva | +3,00 pt | Alta |
| Dattilografia + Segretario Coordinatore Amministrativo | +2,50 pt | Media |
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Domande frequenti su dattilografia e punteggio ATA
Le domande che seguono raccolgono i dubbi più frequenti degli aspiranti candidati ATA. Le risposte sono basate sul DM 89/2024 e sulle FAQ ufficiali del MIM.
Ho già l’attestato dal 2021: devo rifarlo per il 2027?
No, non è necessario rifarlo. L’attestato di addestramento professionale di dattilografia non ha una scadenza temporale. Un attestato conseguito nel 2021 — o anche prima, purché rilasciato da un ente pubblico in conformità ai requisiti normativi — è pienamente valido per l’inserimento nelle graduatorie del 2024 e del 2027.
L’unico elemento rilevante è che il titolo rispetti i requisiti normativi (ente pubblico istitutore, denominazione corretta, esame finale superato). Il dato non è la data di rilascio, ma la conformità alle prescrizioni del DM di riferimento.
L’attestato ha scadenza? Vale per tutti i futuri aggiornamenti?
Se hai già l’attestato, puoi inserirlo nella domanda senza necessità di rinnovarlo.
L’attestato non ha scadenza. Una volta conseguito, il titolo rimane valido a tempo indeterminato. Non è soggetto a rinnovi periodici, corsi di aggiornamento obbligatori o scadenze di validità — a differenza, ad esempio, di alcune certificazioni linguistiche che prevedono un periodo di validità limitato.
Ciò che può cambiare è la norma che lo valuta: se un futuro aggiornamento del DM eliminasse o modificasse la voce “attestato di addestramento professionale di dattilografia”, il titolo in sé resterebbe valido, ma potrebbe non essere più inseribile nelle graduatorie come titolo culturale per le nuove procedure. Come illustrato nella sezione dedicata, tuttavia, il principio della clausola di salvaguardia protegge chi ha già inserito il titolo nelle graduatorie vigenti.
Posso inserirlo anche se mi iscrivo come Collaboratore Scolastico?
No. Come illustrato nella sezione dedicata, l’attestato di dattilografia è un titolo culturale valutabile esclusivamente per il profilo di Assistente Amministrativo. Non è previsto nella tabella di valutazione del Collaboratore Scolastico, né di nessun altro profilo ATA.
Se ti iscrivi come Collaboratore Scolastico e inserisci ugualmente l’attestato di dattilografia nella domanda, il titolo verrà ignorato in fase di valutazione — e, in caso di controllo formale, la dichiarazione potrebbe essere contestata.
Se possiedi l’attestato e vuoi che produca punteggio, devi presentare domanda per il profilo Assistente Amministrativo, assicurandoti naturalmente di possedere anche il titolo di accesso richiesto per quel profilo (diploma di scuola secondaria di secondo grado).
Cosa succede se inserisco un attestato non valido nella domanda?
Le conseguenze dipendono dal tipo e dall’intenzionalità dell’errore, e si muovono su due piani distinti.
Piano amministrativo: se l’attestato non rispetta i requisiti normativi (ente privato, mancanza di delibera pubblica, denominazione errata), la commissione di valutazione semplicemente non attribuirà il punteggio. Il candidato perderà il punto che pensava di aver acquisito, scivolando di posizione in graduatoria rispetto ai calcoli previsti.
Piano penale-amministrativo: la domanda di inserimento nelle graduatorie è una dichiarazione sostitutiva ai sensi del DPR 445/2000. Dichiarare un titolo falso o non valido consapevolmente configura il reato di falsa dichiarazione amministrativa, con sanzioni che includono l’esclusione dalla graduatoria, l’impossibilità di reiscriversi per un periodo determinato e — nei casi più gravi — segnalazione all’autorità giudiziaria.
Il rischio è quindi concreto. Prima di inserire qualsiasi titolo nella domanda, è sempre consigliabile verificarne la validità anche con l’ufficio ATA dell’Ambito Territoriale Provinciale (ATP/USP) di riferimento.

