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Alunni DSA: Chi Sono, Come Funziona il Sostegno e Cosa Deve Fare la Scuola

foto divisa in 5 parti con docenti alle prese con alunni DSA

Il mondo della scuola si impegna costantemente per garantire l’inclusione e il successo formativo di ogni studente. Tra le diverse esigenze, quelle degli alunni DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) sono particolarmente rilevanti. Comprendere chi sono questi studenti, come funziona il supporto a loro dedicato e quali sono le responsabilità della scuola è fondamentale per docenti, genitori e professionisti dell’educazione. E questo articolo offre una panoramica completa su questi aspetti fondamentali.

Chi sono gli alunni DSA

Gli alunni DSA sono studenti che presentano Disturbi Specifici dell’Apprendimento, cioè difficoltà persistenti in specifiche abilità di apprendimento, in assenza di deficit cognitivi, neurologici o sensoriali. La Legge 170/2010 riconosce quattro tipologie principali di DSA:

  • dislessia: difficoltà specifica nella lettura (lentezza e/o inesattezza);
  • disgrafia: difficoltà specifica nella grafia (realizzazione motoria della scrittura);
  • disortografia: difficoltà specifica nell’ortografia (errori nella scrittura di parole e frasi);
  • discalculia: difficoltà specifica nelle abilità numeriche e di calcolo.

 

È essenziale ricordare che i DSA non sono legati a minore impegno o intelligenza, ma a condizioni neurobiologiche che influenzano l’elaborazione delle informazioni. Possono, pertanto, essere gestiti efficacemente con strategie didattiche e strumenti adeguati. 

docente aiuta alunno con DSA
Gli alunni DSA sono studenti che presentano Disturbi Specifici dell’Apprendimento.

Differenze tra DSA e BES

Spesso i termini DSA e BES vengono confusi, ma è molto importante distinguerli per comprendere i diversi supporti scolastici.

  • DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento): sono una categoria specifica di bisogni educativi speciali, definiti dalla Legge 170/2010. Riguardano disturbi neurobiologici che impattano lettura, scrittura e calcolo, senza altre patologie. La diagnosi clinica porta all’adozione di strumenti specifici (PDP – Piano Didattico Personalizzato), misure dispensative e compensative;
  • BES (Bisogni Educativi Speciali): è una categoria più ampia che include tutte le situazioni in cui uno studente necessita di didattica personalizzata. I BES possono derivare da:
    • Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA): quindi, i DSA sono una sottocategoria dei BES;
    • Disabilità (Legge 104/92): prevedono l’insegnante di sostegno e un PEI (Piano Educativo Individualizzato);
    • Disturbi Evolutivi Specifici: come Disturbo del Linguaggio, ADHD, Disturbo dello Spettro Autistico (senza disabilità intellettiva);
    • svantaggio socio-economico, linguistico o culturale: ad esempio, studenti stranieri o in contesti difficili.

 

Per gli alunni con BES non certificati come DSA o disabilità, la scuola può attivare un PDP basato sull’osservazione pedagogica e la decisione del Consiglio di Classe.

I DSA hanno diritto al sostegno?

No, gli alunni DSA non hanno diritto all’assegnazione di un insegnante di sostegno ai sensi della Legge 104/92. L’insegnante di sostegno è previsto per gli alunni con disabilità certificata, che necessitano di supporto più intensivo.

Per gli alunni con DSA, la normativa (Legge 170/2010 e Linee Guida) prevede il diritto a:

  • didattica personalizzata e individualizzata: strategie didattiche che tengano conto delle loro specifiche difficoltà;
  • strumenti compensativi: facilitano il compito senza alterare gli obiettivi (es. mappe concettuali, sintesi vocale);
  • misure dispensative: evitano prestazioni particolarmente difficili a causa del disturbo (es. dispensa dalla lettura a voce alta);
  • Piano Didattico Personalizzato (PDP): documento che formalizza strategie, strumenti e misure, redatto dal Consiglio di Classe e condiviso con la famiglia.

 

Quindi, pur senza insegnante di sostegno, gli alunni DSA beneficiano di un supporto strutturato per la piena inclusione scolastica.

foto divisa in 5 parti con docenti alle prese con alunni DSA
Spesso i termini DSA e BES vengono confusi, ma è molto importante distinguerli per comprendere i diversi supporti scolastici.

Il ruolo dell’insegnante di sostegno nei casi di dislessia

L’insegnante di sostegno non interviene direttamente nei casi di dislessia (o altri DSA) come figura assegnata dalla Legge 104/92; la sua competenza è piuttosto rivolta agli alunni con disabilità certificata.

Tuttavia, l’insegnante di sostegno, se presente in classe per altri alunni, può avere un ruolo indiretto e collaborativo:

  • collaborazione con il Consiglio di Classe: offre la sua esperienza in metodologie didattiche inclusive per l’elaborazione del PDP degli alunni con DSA;
  • condivisione di strategie: la sua formazione su didattica differenziata e strumenti compensativi può arricchire l’intero gruppo docente;
  • promozione di un clima inclusivo: contribuisce a creare un ambiente classe accogliente per tutti gli studenti.

 

Il referente principale per gli alunni con DSA rimangono il Consiglio di Classe e i docenti curricolari.

Cosa dice la normativa scolastica

La normativa italiana ha ampiamente riconosciuto e tutelato gli alunni con DSA. Il riferimento principale è la Legge 8 ottobre 2010, n. 170: “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” che:

  • riconosce i DSA: definisce chiaramente dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia;
  • garantisce il diritto a una didattica personalizzata: prevede misure di supporto didattico;
  • introduce il Piano Didattico Personalizzato (PDP): documento fondamentale che indica strumenti compensativi, misure dispensative e criteri di valutazione personalizzati;
  • prevede la formazione del personale scolastico;
  • regolamenta le verifiche e le valutazioni: garantisce agli alunni con DSA tempi aggiuntivi e strumenti anche agli esami di Stato.

 

A integrazione, le Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni con DSA (DM 12 luglio 2011) forniscono indicazioni operative. La Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 e la Circolare Ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 hanno, inoltre, esteso il concetto di Bisogni Educativi Speciali (BES), includendo i DSA e specificando le modalità di intervento per tutte le situazioni di BES.

Come formarsi per lavorare con alunni DSA

Per lavorare efficacemente con gli alunni DSA, docenti e operatori scolastici devono possedere competenze specifiche. Esistono diverse modalità di formazione:

  • corsi di perfezionamento universitario: master e corsi specifici sui DSA e didattica inclusiva;
  • corsi di formazione accreditati: organizzati da enti accreditati dal MIM o dagli Uffici Scolastici Regionali, coprono argomenti come l’identificazione, il PDP e le strategie didattiche;
  • webinar e seminari: offrono aggiornamenti rapidi su tematiche specifiche;
  • autoformazione e risorse online: pubblicazioni scientifiche e materiali didattici accessibili;
  • collaborazione con specialisti: confronto con psicologi, neuropsichiatri e logopedisti.

 

Per acquisire competenze specifiche e riconosciute, un corso per il sostegno DSA è un’opportunità mirata. Questo corso fornisce, infatti, gli strumenti pratici per intervenire efficacemente, facendo la differenza nel percorso scolastico di questi studenti. 

Investire in questa formazione significa arricchire il proprio bagaglio professionale e contribuire a una scuola più inclusiva.

docente aiuta alunno con DSA
Per lavorare efficacemente con gli alunni DSA, docenti e operatori scolastici devono possedere competenze specifiche.

Domande frequenti (FAQ)

Qual è il primo passo per identificare un alunno con DSA? 

L’osservazione degli insegnanti: se persistono difficoltà specifiche, la scuola segnala alla famiglia, che si rivolge a specialisti per la diagnosi clinica.

Cosa succede dopo la diagnosi di DSA? 

La scuola redige il Piano Didattico Personalizzato (PDP) in accordo con la famiglia, formalizzando strategie, strumenti compensativi e misure dispensative.

Possono gli alunni con DSA scegliere di non avvalersi del PDP? 

Sì, la famiglia (e lo studente se maggiorenne) può decidere di non avvalersi del PDP, ma è una scelta da ponderare, dato che il PDP è fondamentale per il supporto.

Gli strumenti compensativi sono concessi solo durante le verifiche? 

No, devono essere a disposizione dell’alunno in tutte le fasi dell’apprendimento, lezioni, attività e verifiche, essendo un diritto e un supporto costante.

Come vengono valutati gli alunni DSA agli esami di Stato?

Agli esami di Stato, gli alunni con DSA hanno diritto a misure compensative e dispensative in linea con il loro PDP (es. tempi aggiuntivi, strumenti compensativi, dispense da alcune prove). La valutazione deve valorizzare le competenze acquisite.

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