Il settore dell’istruzione sta vivendo un’accelerazione tecnologica senza precedenti, che impone una ridefinizione costante delle competenze necessarie per insegnare efficacemente. Dal 2017, anno di pubblicazione del primo quadro di riferimento europeo, lo scenario è mutato radicalmente a causa dell’intelligenza artificiale e della didattica ibrida, rendendo necessaria un’evoluzione verso quello che viene comunemente definito DigCompEdu 2.2. Questi sviluppi non vanno letti come un “semplice aggiornamento tecnico”, ma come un ampliamento delle competenze richieste dall’evoluzione tecnologica e pedagogica. Comprendere a fondo queste novità è essenziale per i docenti, soprattutto in vista delle imminenti scadenze per l’aggiornamento delle Graduatorie GPS e delle nuove richieste professionali.
Modalità di presentazione dell’istanza e novità GPS 2026
Prima di addentrarci nelle specificità del framework aggiornato, è fondamentale inquadrare il contesto pratico del prossimo aggiornamento delle Graduatorie provinciali per le supplenze 2026.
L’accesso alle graduatorie avverrà esclusivamente in modalità telematica digitale: le istanze dovranno essere obbligatoriamente inoltrate tramite il Portale Unico del Reclutamento (inPA) o attraverso la piattaforma “Istanze Online”, accedendo mediante credenziali forti come SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta d’Identità Elettronica).
L’aggiornamento del 2026 porta con sé novità normative sostanziali che non possono essere ignorate.
Vige l’obbligo tassativo per tutti di presentare domanda di aggiornamento o permanenza, pena l’esclusione definitiva dalle graduatorie per il biennio, sancendo la fine del rinnovo automatico.
Si assiste, inoltre, a un netto inasprimento delle sanzioni, con l’abbandono del servizio che comporterà l’esclusione biennale totale da tutte le liste.
Tra le altre innovazioni figurano la “liberalizzazione” degli Interpelli, l’istituzione della II fascia specifica per Educazione Motoria alla Primaria, la possibilità di iscrizione con riserva in I fascia per chi consegue il titolo entro il 30 giugno 2026 e una maggiore flessibilità nella gestione dello spezzone orario per il completamento.
Di estrema importanza è, tuttavia, il dibattito ancora in corso sulla valutazione dei titoli informatici.
Mentre l’attuale bozza dell’Ordinanza Ministeriale limita la valutazione alle sole Certificazioni informatiche rilasciate nell’ambito di schemi gestiti da organismi di certificazione accreditati (per il relativo schema/campo di applicazione), il CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) ha avanzato una proposta dirompente.
Ovvero quella di equiparare le certificazioni informatiche che attestano i livelli avanzati del framework DigCompEdu a quelle linguistiche, ipotizzando un punteggio nettamente superiore (almeno 2 punti) per premiare la reale competenza pedagogica, in modo da rendere più rilevante, sul piano professionale e potenzialmente anche valutativo, l’attenzione alle competenze digitali pedagogiche.
Da tenere presente, tuttavia, che l’accreditamento presso Accredia riguarda l’organismo e lo schema, non il framework DigCompEdu in quanto tale.
DigCompEdu 2.2: l’evoluzione del framework per il 2024-2026
L’evoluzione del quadro di riferimento europeo non è un esercizio teorico astratto, ma nasce come risposta diretta e necessaria ai cambiamenti tettonici avvenuti nel panorama tecnologico, sociale ed educativo negli ultimi anni, che hanno ridefinito il concetto stesso di competenza digitale.
Perché è stato necessario l’aggiornamento
Il framework originale pubblicato nel 2017 era uno strumento solido, ma concepito in un’epoca pre-pandemica e, soprattutto, precedente alla diffusione di massa dell’Intelligenza Artificiale Generativa (come ChatGPT).
L’esplosione di queste tecnologie ha reso necessario integrare e aggiornare l’interpretazione operativa di alcune competenze, soprattutto sul piano critico, etico e metodologico.
Oggi non è più sufficiente saper usare una LIM o un software didattico; è necessario saper interagire criticamente con sistemi “intelligenti”, comprenderne i limiti etici e tecnici, e guidare gli studenti nel loro utilizzo consapevole per l’apprendimento.
Tempistiche rilascio versione ufficiale
È importante sottolineare una distinzione tecnica: a differenza del DigComp per i cittadini, che ha avuto una release ufficiale e consolidata in un unico documento denominato “2.2”, per il DigCompEdu non sempre esiste una “release” unica e denominata: l’evoluzione passa spesso attraverso pubblicazioni, report e linee guida che aggiornano il contesto applicativo del framework.
Il Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea sta pubblicando una serie di report tematici e linee guida integrative (in particolare sull’uso dell’IA nell’educazione e sulla didattica ibrida) che possono integrare e arricchire l’applicazione del DigCompEdu, senza necessariamente configurare una “nuova versione” formalmente denominata.
Questo corpus di documenti si sta consolidando progressivamente nel biennio 2024-2026 come il nuovo standard di riferimento.

Cosa è cambiato rispetto alla versione 2017
Sebbene la struttura macroscopica a 6 aree di competenza e 6 livelli di progressione rimanga il pilastro portante del modello, il contenuto specifico dei descrittori delle competenze viene profondamente arricchito, sfumato e ridefinito per rispondere alle nuove esigenze della scuola contemporanea.
Per orientarsi efficacemente nelle novità, è utile richiamare brevemente la struttura fondamentale del framework, che rimane il pilastro architettonico anche degli sviluppi e degli approfondimenti più recenti collegati al framework.
Il modello si articola in 6 aree interconnesse, raggruppabili idealmente in tre macro-ambiti di intervento:
- la sfera professionale del docente (Area 1: Coinvolgimento professionale);
- il nucleo centrale delle competenze pedagogiche e didattiche (Area 2: Risorse digitali, Area 3: Pratiche di insegnamento e apprendimento, Area 4: Valutazione, Area 5: Valorizzazione delle potenzialità degli studenti);
- l’ambito specifico dedicato allo sviluppo diretto delle abilità degli alunni (Area 6: Favorire lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti).
Questa solida architettura garantisce una copertura olistica del ruolo dell’educatore, dall’aggiornamento personale fino alla didattica in aula.
Nuove competenze digitali emergenti
Si passa da una visione prevalentemente strumentale delle tecnologie a una visione più complessa ed ecologica.
Le nuove competenze emergenti includono:
- la capacità di progettare e gestire ambienti di apprendimento ibridi (che integrano fluidamente presenza fisica e spazi virtuali);
- la capacità di curare, gestire e interpretare i dati educativi generati dalle piattaforme (learning analytics) per migliorare l’insegnamento;
- una crescente consapevolezza dell’impatto ambientale e della sostenibilità delle infrastrutture digitali utilizzate a scuola.
Focus su Intelligenza Artificiale e strumenti AI
Questo rappresenta il cambiamento più radicale e trasversale della nuova versione.
Il framework ora integra la necessità per i docenti di comprendere e utilizzare l’Intelligenza Artificiale in tutte le 6 aree.
Non si tratta di trasformare gli insegnanti in ingegneri informatici, ma di formare educatori in grado di capire come l’IA possa:
- supportare la progettazione didattica;
- personalizzare i percorsi di apprendimento;
- assistere nella valutazione.
Il tutto mantenendo sempre il controllo pedagogico e la responsabilità decisionale umana (human-in-the-loop).
Maggiore enfasi su inclusione e accessibilità digitale
Le tecnologie avanzate offrono oggi strumenti potentissimi e prima inaccessibili per l’inclusione scolastica (come la sottotitolazione automatica in tempo reale, la traduzione istantanea, le interfacce vocali evolute e i sintetizzatori vocali naturali).
L’aggiornamento del framework pone un accento ancora più forte sull’Area 5 (Valorizzazione delle potenzialità) e richiede ai docenti non solo di conoscere questi strumenti, ma di saperli integrare proattivamente nella progettazione didattica per garantire l’accessibilità universale (Universal Design for Learning), in particolare per gli studenti con BES e DSA.
Aggiornamento competenze cittadinanza digitale studenti
L’Area 6, dedicata allo sviluppo delle competenze digitali degli studenti, viene profondamente rivista per riflettere le sfide odierne.
La cittadinanza digitale oggi va oltre la semplice netiquette e questo significa:
- insegnare ai ragazzi a riconoscere i deepfake e la disinformazione generata da AI;
- comprendere i meccanismi algoritmici che governano i feed dei social media e le bolle di filtraggio;
- gestire attivamente la propria privacy e identità digitale in un’economia basata sui dati.
Le competenze IA nel DigCompEdu 2.2
L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale non è una semplice appendice aggiuntiva, ma permea diverse aree del framework aggiornato e, soprattutto, richiede ai docenti di sviluppare una specifica “alfabetizzazione all’IA” (AI literacy).
Intelligenza Artificiale generativa nell’insegnamento (ChatGPT Gemini Claude)
Il docente competente secondo i nuovi standard deve saper utilizzare i Large Language Models (LLM) e gli strumenti di IA generativa come assistenti per la progettazione didattica.
Questo include lo sviluppo di competenze di “prompt engineering” pedagogico:
- saper formulare richieste efficaci all’IA per generare bozze di piani di lezione;
- creare esempi diversificati;
- differenziare materiali didattici per livelli diversi;
- generare idee per attività creative, mantenendo sempre una revisione critica e un adattamento umano dei risultati prodotti dalla macchina.
Etica dell’IA in ambito educativo
Una competenza trasversale fondamentale è la consapevolezza etica nell’uso dell’IA.
I docenti devono conoscere i rischi legati ai bias (pregiudizi) algoritmici di genere, razza o cultura presenti nei dataset di addestramento, comprendere le implicazioni sulla privacy dei dati degli studenti quando si utilizzano piattaforme esterne e vigilare sul rischio di eccessiva dipendenza cognitiva dalla tecnologia o di antropomorfizzazione dei sistemi di IA da parte degli studenti.
Devono agire come garanti etici dell’introduzione di questi strumenti in classe.
Valutazione critica output AI
L’IA generativa è nota per la sua capacità di “allucinare”, ovvero di inventare informazioni false esponendole con grande sicurezza e plausibilità.
Una competenza chiave del DigCompEdu 2.2 è la capacità del docente (e il conseguente insegnamento della stessa agli studenti) di non fidarsi mai ciecamente degli output dell’IA.
È necessario sviluppare strategie rigorose di verifica fattuale (fact-checking), incrocio con fonti affidabili e valutazione critica della pertinenza, accuratezza e logica delle risposte fornite dai modelli.
Strumenti di AI per personalizzazione didattica
L’IA offre opportunità inedite per potenziare l’Area 5 del framework.
I docenti devono imparare a conoscere e utilizzare sistemi di tutoraggio intelligente (Intelligent Tutoring Systems) o piattaforme di apprendimento adattivo che utilizzano l’IA per analizzare le performance degli studenti in tempo reale e fornire percorsi di recupero o potenziamento personalizzati, adattando il livello di difficoltà e i contenuti ai ritmi di apprendimento del singolo studente.

DigCompEdu 2.2 in italiano: disponibilità materiali e traduzioni
L’adozione efficace del framework aggiornato nel contesto nazionale passa inevitabilmente attraverso la disponibilità di risorse formative e documentazione di qualità nella nostra lingua.
Documenti ufficiali tradotti
I report principali del JRC sull’IA nell’educazione e le linee guida etiche che costituiscono l’ossatura teorica del DigCompEdu 2.2 vengono progressivamente tradotti nelle lingue ufficiali dell’Unione.
È fondamentale per i docenti fare riferimento costante ai siti istituzionali della Commissione Europea, del portale SchoolEducationGateway e del JRC per accedere alle versioni più recenti, autorevoli e ufficiali dei documenti, evitando interpretazioni di seconda mano.
Risorse per docenti italiani
In Italia, enti di ricerca come INDIRE, i poli formativi territoriali (creati con il PNRR), le università e le associazioni professionali dei docenti stanno iniziando a produrre una mole significativa di materiali, webinar, corsi e linee guida operative che traducono, adattano e contestualizzano le nuove direttive europee per la realtà scolastica italiana.
Queste risorse sono essenziali per rendere i concetti astratti dell’aggiornamento accessibili e applicabili nelle classi del nostro Paese.
Implicazioni per i docenti italiani nel 2026
L’evoluzione del framework europeo non è un mero esercizio teorico per accademici, ma avrà ripercussioni pratiche dirette e tangibili sulla carriera, la formazione e la valutazione dei docenti italiani nei prossimi anni.
Aggiornamento delle competenze richieste
Il profilo professionale atteso del docente si alza significativamente. Non sarà più sufficiente dimostrare competenze digitali di base o strumentali.
Nei bandi di concorso, nei progetti PNRR e nelle richieste delle scuole sarà sempre più implicita o esplicita la necessità di dimostrare una capacità di integrazione pedagogica delle tecnologie avanzate, inclusa una fluenza di base nell’uso dell’IA e nella gestione di ambienti ibridi.
Nuovi standard di valutazione docenti
Anche se l’implementazione non sarà immediata, è altamente prevedibile che i futuri sistemi di valutazione della professionalità docente, i requisiti per l’accesso a figure di sistema (come gli Animatori Digitali o i mentor) e le eventuali progressioni di carriera legate alla formazione si allineeranno progressivamente ai descrittori più avanzati e aggiornati del framework europeo.
Impatto su formazione obbligatoria
I percorsi di formazione incentivata e obbligatoria, in particolare quelli massicciamente finanziati dal PNRR Scuola 4.0 (come i percorsi per la transizione digitale), stanno già incorporando i moduli sull’IA, sui big data e sulle nuove competenze pedagogiche.
La formazione si sposterà sempre più dall’addestramento sull’uso del software alla formazione metodologica sull’uso strategico e critico delle tecnologie definite nel nuovo framework.
Come aggiornarsi al DigCompEdu 2.2
Prepararsi attivamente al cambiamento è fondamentale per i docenti che vogliono rimanere al passo con i tempi e non farsi trovare impreparati di fronte alle nuove sfide.
Risorse gratuite disponibili online
La Commissione Europea, attraverso piattaforme come EU Academy, offre MOOC (Massive Open Online Courses) e webinar gratuiti di alta qualità (spesso in inglese con sottotitoli) focalizzati sulle competenze digitali avanzate e sull’uso dell’IA per docenti.
Anche le community di pratica online internazionali e nazionali sono ottime fonti per scambiare esperienze concrete sull’uso delle nuove tecnologie in classe.
Corsi di aggiornamento specifici
È altamente consigliabile orientarsi verso percorsi formativi strutturati (offerti da università, enti di ricerca o enti accreditati MIM) che esplicitino chiaramente nel loro programma il riferimento all’IA generativa in educazione e all’aggiornamento del framework europeo.
È opportuno superare i corsi tradizionali focalizzati solo sull’uso del pacchetto Office o della LIM per abbracciare percorsi più metodologici.
Certificazioni aggiornate alla versione 2.2
In vista dell’aggiornamento GPS 2026 e della concreta possibilità che venga accolta la proposta del CSPI, acquisire certificazioni che attestino formalmente competenze di livello avanzato (B2, C1) allineate alla visione del DigCompEdu (e che, quindi, includano la valutazione delle competenze legate all’IA e alle nuove pedagogie digitali) potrebbe rappresentare un investimento formativo strategico per massimizzare il proprio punteggio in graduatoria.
Differenze pratiche: cosa cambia per chi ha già studiato la versione 2017
Per i docenti che hanno già familiarità con il framework del 2017, la buona notizia è che l’impianto strutturale non cambia e non bisogna ricominciare da zero.
Le 6 aree e la logica di progressione rimangono identiche. Ciò che cambia è la “grana” fine e la profondità dei descrittori delle competenze, che ora incorporano il livello tecnologico attuale:
- Area 2 (Risorse Digitali): ora include esplicitamente la capacità di utilizzare l’IA per generare, adattare o modificare risorse didattiche e la capacità di valutarne criticamente la qualità e l’affidabilità.
- Area 3 (Pratiche di Insegnamento): include la gestione di assistenti virtuali o tutor basati su IA in classe e la progettazione di attività didattiche che integrano l’interazione con sistemi di intelligenza artificiale.
- Area 4 (Valutazione): include l’uso critico ed etico di strumenti di correzione automatica, analisi dei dati di apprendimento e supporto alla valutazione basati su IA, ponendo estrema attenzione a non delegare mai completamente alla macchina il giudizio valutativo finale sullo studente.
In sintesi, non si tratta di una sostituzione, ma di un arricchimento significativo e necessario delle competenze esistenti con un nuovo strato tecnologico e, soprattutto, con una forte componente etica e critica indispensabile per l’era dell’IA.

