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Carta della Dirigenza: l’ANP ne chiede a gran voce l’istituzione

Carta della Dirigenza

Esiste un’asimmetria silenziosa che attraversa i corridoi delle nostre scuole, un paradosso burocratico che vede chi firma le autorizzazioni per l’aggiornamento altrui restare, puntualmente, fuori dalla porta. Parliamo dei Dirigenti Scolastici e della recente battaglia lanciata dall’ANP – Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici e Alte Professionalità della Scuola – per l’istituzione di una “Carta della dirigenza scolastica” e per l’accesso gratuito ai musei.

Non è una questione di “bonus” o di privilegi di casta. È una questione di coerenza di sistema.

Il paradosso del “Leader Educativo” senza strumenti

Da anni la normativa dipinge il Dirigente Scolastico come un “leader educativo”, una figura che non deve limitarsi a far quadrare i conti o a presidiare la sicurezza, ma che deve ispirare la didattica e coordinare l’innovazione. 

Eppure, mentre per i docenti la Carta del Docente riconosce (pur con i suoi limiti) la necessità di acquistare libri, software e corsi, per chi quella scuola la guida non è previsto nulla.

L’esclusione dei dirigenti crea una discontinuità pericolosa. Come può – si domanda l’ANP – un capo d’istituto orientare l’innovazione metodologica o la transizione digitale del PNRR se non gli vengono riconosciuti gli stessi strumenti di aggiornamento dei suoi collaboratori? 

La formazione di un dirigente oggi ricade interamente sulle sue tasche, quasi come se la sua crescita professionale fosse un hobby privato e non un investimento pubblico.

L’ironia del cancello del museo

C’è poi un dettaglio, quasi grottesco, che l’ANP ha giustamente messo nel mirino: l’accesso ai musei statali. In base al decreto n. 111 del 2016, i docenti entrano gratis per motivi di studio. Il dirigente, che di quegli stessi docenti certifica il ruolo e la funzione con la propria firma, deve invece pagare il biglietto.

Questa non è solo un’asimmetria formale. È la negazione del ruolo del DS come ambasciatore culturale sul territorio, sostengono dall’ANP. 

Se il dirigente è colui che stringe patti di comunità, che promuove progetti con le realtà museali e che valida il valore educativo di una mostra per i propri studenti, negargli l’accesso gratuito significa considerare la sua funzione puramente amministrativa e priva di spessore intellettuale.

Verso un nuovo equilibrio scolastico

La richiesta dell’ANP non è un capriccio sindacale, ma un invito a ricucire uno strappo. Una scuola che funziona è una scuola dove tutta la comunità — dai docenti agli ATA, fino alla dirigenza — è messa in condizione di crescere.

Lasciare i presidi privi di strumenti dedicati alla formazione significa indebolire la testa di un’organizzazione complessa che, mai come oggi, ha bisogno di competenze trasversali: dalla pedagogia alla gestione delle risorse umane, dalla legislazione alla cultura visuale.

Sostenere la “Carta della Dirigenza” significa, in ultima analisi, investire sulla qualità della scuola stessa. Perché un dirigente aggiornato e culturalmente stimolato non è solo un miglior amministratore, ma una garanzia di qualità per l’intera comunità educante.

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