Cambiare fascia GPS non è solo una questione burocratica: è una svolta professionale. Per migliaia di docenti precari, il passaggio dalla seconda alla prima fascia rappresenta il confine tra incarichi saltuari e supplenze annuali stabili, con maggiori possibilità di continuità e punteggio.
Con l’aggiornamento GPS 2026 alle porte, capire come cambiare fascia GPS nel modo corretto è fondamentale per non sprecare un’occasione che arriva solo ogni due anni. In questa guida analizziamo cosa serve davvero, cosa è inutile e quali mosse pianificare ora.
Cosa significa davvero cambiare fascia GPS (e perché conviene)
Molti docenti pensano che cambiare fascia GPS significhi “salire in graduatoria”. In realtà è qualcosa di molto più incisivo. La prima fascia GPS è riservata a chi possiede:
- abilitazione all’insegnamento (posto comune);
- specializzazione sul sostegno (TFA).
Essere in prima fascia vuol dire:
- precedenza assoluta nelle convocazioni;
- accesso prioritario alle supplenze al 31 agosto e 30 giugno;
- maggiore continuità lavorativa;
- migliori prospettive per future immissioni in ruolo.
La seconda fascia, invece, raggruppa chi ha solo il titolo di accesso o il servizio minimo richiesto, senza abilitazione. Il punto chiave è uno solo: il punteggio non basta.
Come cambiare fascia GPS: l’unica strada che funziona
Non esistono scorciatoie per cambiare fascia GPS. Il passaggio dalla II alla I fascia è possibile solo se si ottiene il titolo richiesto per la prima fascia.
Posto comune (materia)
Per cambiare fascia GPS su materia è indispensabile conseguire l’abilitazione all’insegnamento sulla specifica classe di concorso. Oggi l’abilitazione si ottiene tramite:
- concorsi ordinari (anche solo abilitanti);
- nuovi percorsi universitari da 60, 36 o 30 CFU previsti dalla riforma del reclutamento.
Senza abilitazione, anche con molti anni di servizio, si resta in seconda fascia.
Posto di sostegno
Per il sostegno, cambiare fascia GPS è possibile esclusivamente ottenendo la specializzazione universitaria (TFA) per il grado richiesto. I tre anni di servizio permettono l’accesso alla seconda fascia, ma non fanno mai scattare il passaggio alla prima.
Gli errori che bloccano il cambio di fascia GPS
Uno degli errori più comuni quando si cerca di cambiare fascia GPS è investire tempo e denaro in titoli che non producono il risultato sperato. Non fanno cambiare fascia:
- master universitari;
- certificazioni informatiche;
- certificazioni linguistiche;
- accumulo di anni di servizio.
Questi titoli sono la strada principale per migliorare il punteggio, non per cambiare fascia. Confondere le due cose porta a false aspettative e a scelte strategiche sbagliate.
Aggiornamento GPS 2026: quando e come ufficializzare il passaggio
Il cambio di fascia può essere dichiarato solo durante la finestra ufficiale di aggiornamento GPS, prevista indicativamente tra marzo e aprile 2026. Le regole operative sono le seguenti:
- chi ha già conseguito il titolo si inserisce direttamente in prima fascia;
- chi sta concludendo abilitazione o TFA potrà inserirsi con riserva, se il titolo sarà ottenuto entro il 30 giugno 2026;
- la riserva dovrà essere sciolta entro l’estate per confermare la posizione.
La domanda si presenta esclusivamente online tramite il Portale inPA, con SPID o CIE.
Perché pianificare ora è la vera mossa vincente
Chi arriva all’aggiornamento GPS senza una strategia rischia di rimandare il cambio di fascia di altri due anni. Agire ora significa:
- scegliere il percorso abilitante più adatto;
- rispettare le tempistiche ministeriali;
- arrivare all’aggiornamento GPS pronti, senza corse dell’ultimo minuto.
Nel sistema delle graduatorie, il tempismo non è un dettaglio: è un vantaggio competitivo.
Capire come cambiare fascia GPS significa smettere di inseguire il punteggio e iniziare a costruire una carriera più solida. Il 2026 rappresenta uno snodo cruciale: chi si muove adesso sarà davanti agli altri quando partiranno le convocazioni.
Le novità di maggior rilievo dell’aggiornamento GPS 2026-2028
Il prossimo aggiornamento delle GPS per il biennio 2026–2028 segnerà un cambio di passo rilevante sul piano regolamentare. Le novità nascono dalla Bozza dell’Ordinanza Ministeriale e dalle osservazioni formulate dal CSPI, e ridisegnano in modo concreto le regole di accesso e permanenza in graduatoria. Le vediamo.
Obbligo di presentazione della domanda: fine del rinnovo automatico
Una delle novità più impattanti dell’aggiornamento GPS 2026–2028 riguarda l’introduzione dell’obbligo di presentare l’istanza per tutti gli aspiranti docenti, senza eccezioni.
In passato, chi non aveva variazioni da comunicare poteva contare sul rinnovo automatico della propria posizione; questo meccanismo viene definitivamente superato.
Chi non invierà la domanda entro i termini stabiliti dal Ministero sarà cancellato dalle graduatorie e non potrà partecipare alle convocazioni per l’intero biennio di validità.
Dichiarazione del servizio 2025/26: inserimento con riserva e conferma successiva
Il servizio svolto durante l’anno scolastico 2025/26 potrà essere dichiarato anche se non ancora concluso al momento della domanda. L’inserimento avverrà con riserva, consentendo ai docenti di non perdere punteggio.
Tuttavia, per rendere effettivo il riconoscimento dei punti, sarà obbligatorio confermare i dati tra giugno e luglio, una fase cruciale che, se trascurata, comporterà la perdita del punteggio maturato.
Certificazioni informatiche: criteri più stringenti e valorizzazione di quelle avanzate
Le nuove regole previste dalla Bozza di Ordinanza Ministeriale introducono una selezione più rigorosa sulle certificazioni digitali valutabili ai fini del punteggio.
Saranno prese in considerazione solo quelle rilasciate da enti accreditati Accredia, escludendo titoli non riconosciuti ufficialmente, mentre dovrebbero restare valide quelle già valutate nel biennio precedente.
Il CSPI ha proposto di attribuire un peso maggiore alle certificazioni di livello avanzato, basate su framework europei come DigComp 2.2 e DigCompEdu, ponendole su un piano simile alle certificazioni linguistiche per importanza strategica.
Sanzioni più severe in caso di rinuncia o abbandono dell’incarico
Il nuovo impianto normativo punta a garantire maggiore stabilità alle scuole, introducendo penalità più dure per chi rinuncia a una supplenza o interrompe il servizio senza giustificato motivo.
Nei casi più gravi, la sanzione prevista è l’esclusione dalle GPS per due anni, una misura che rende essenziale valutare con attenzione ogni accettazione di incarico.
Interpelli ufficiali: superamento definitivo delle MAD
Con l’aggiornamento 2026 viene formalizzato l’abbandono delle MAD tradizionali. Al loro posto entrano in modo strutturale gli interpelli, avvisi pubblici emessi dalle scuole quando le graduatorie risultano esaurite.
Questi interpelli saranno consultabili da tutti i docenti non già impegnati e diventeranno l’unico canale legittimo per il reclutamento straordinario, rendendo il sistema più trasparente e tracciabile.
Ulteriori cambiamenti: nuove fasce, titoli riconosciuti e flessibilità oraria
Tra le altre innovazioni previste spicca l’istituzione di una seconda fascia specifica per Educazione Motoria nella scuola primaria, pensata per rispondere alle esigenze di questo insegnamento.
Viene inoltre confermato il riconoscimento esclusivo dei titoli CLIL universitari, escludendo percorsi non accademici. Infine, si introduce una maggiore elasticità nella gestione delle supplenze, facilitando il completamento dell’orario attraverso spezzoni distribuiti su più istituti.

