ASACOM e insegnante di sostegno sono due professionisti che possono operare insieme a scuola, per favorire l’inserimento e l’inclusione di alunni con disabilità . Pur ricoprendo ruoli diversi, la loro collaborazione è molto importante e spesso può portare a situazioni di compresenza.
In questo articolo approfondiremo quest’ultimo aspetto, cercando di capire perché è importante e se ci sono delle normative a livello nazionale che la regolano.
La Collaborazione tra ASACOM e Insegnante di Sostegno è Fondamentale
La collaborazione tra l’Assistente all’Autonomia e alla Comunicazione (ASACOM) e l’insegnante di sostegno rappresenta un elemento fondamentale per garantire un’efficace inclusione degli studenti con disabilità .
Entrambe le figure operano con obiettivi comuni, ma con ruoli distinti: l’insegnante di sostegno si occupa della didattica personalizzata e dell’inclusione scolastica, mentre l’ASACOM fornisce un supporto specifico per facilitare l’autonomia e la comunicazione dell’alunno.
Il lavoro in compresenza consente di creare un ambiente più strutturato, in cui l’ASACOM può intervenire in modo mirato per facilitare la partecipazione attiva dell’alunno alle attività didattiche, mentre l’insegnante di sostegno adatta i contenuti educativi alle esigenze specifiche dello studente.
Questa sinergia permette di migliorare l’interazione con i compagni, favorendo una maggiore integrazione sociale e un apprendimento più efficace.
Affinché la compresenza sia realmente produttiva, è fondamentale una pianificazione condivisa basata sul Piano Educativo Individualizzato (PEI). Il dialogo costante tra ASACOM, insegnante di sostegno e il resto del team docente garantisce interventi coordinati e coerenti con gli obiettivi educativi.
Solo attraverso un lavoro sinergico e ben strutturato è possibile offrire agli studenti con disabilità un percorso scolastico inclusivo e di qualità .
L’ASCOM Può Lavorare Senza la Compresenza di un Docente?
Non esiste alcuna norma nazionale che vieti all’ASACOM di operare senza la compresenza di un docente. Eventuali restrizioni in tal senso derivano da regolamenti adottati a livello locale.
L’ASACOM è un professionista, dotato di una qualifica professionale, che lavora all’interno della scuola in base a convenzioni tra enti pubblici e può svolgere compiti di supporto, inclusa la vigilanza.
In alcuni casi, però, l’ente che fornisce il servizio può imporre ai propri dipendenti il divieto di lavorare con l’alunno al di fuori della classe, spesso per ragioni di responsabilità e copertura assicurativa.
Se ciò accade la scuola deve attenersi a tali disposizioni, anche se sarebbe opportuno valutare possibili modifiche per ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili.
In alcune regioni italiane, inoltre, si applica la regola opposta: non è consentita la presenza simultanea dell’ASACOM e dell’insegnante di sostegno sullo stesso alunno.
Gli interventi fuori dall’aula devono essere pianificati con attenzione e concordati nel Piano Educativo Individualizzato (PEI). Se le attività si svolgono fuori dalla scuola, è necessaria l’autorizzazione esplicita del dirigente scolastico, un requisito valido per tutti gli operatori scolastici, non solo per gli ASACOM.

