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DigCompEdu 6 Aree di Competenza: Guida Completa 2026

DigCompEdu 6 Aree di Competenza: un docente sfoglia la Guida cartacea

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Speciale Certificazioni Informatiche GPS 2026

Lunedì 23 Febbraio ore 18:30

La scuola italiana sta attraversando una fase di profonda trasformazione digitale, in cui la professionalità del docente non si misura più esclusivamente sulla padronanza dei contenuti disciplinari, ma sulla capacità di trasmetterli efficacemente in un ecosistema interconnesso. 

Al centro di questo cambiamento epocale si colloca il DigCompEdu 6 Aree, il framework europeo di riferimento che mappa con precisione scientifica le competenze digitali pedagogiche necessarie per l’insegnamento nel XXI secolo. 

In vista dell’imminente aggiornamento delle graduatorie GPS 2026, comprendere nel dettaglio come si articolano queste aree non rappresenta più solo un dovere etico e formativo, ma diventa – nel caso in cui dovessero essere confermate le novità normative della bozza dell’OM – una strategia fondamentale per sfruttare le nuove tabelle di valutazione dei titoli e per posizionarsi al meglio nelle Graduatorie, in modo da essere pronti ad affrontare le sfide della didattica moderna.

Aggiornamento GPS 2026: Novità Normative, Sanzioni e Proposte CSPI

Prima di addentrarci nell’analisi del framework, è indispensabile contestualizzarlo nel quadro normativo del prossimo aggiornamento GPS 2026, che è oggetto di particolare attenzione per le possibili modifiche al sistema di reclutamento. 

L’anno scolastico 2026/27 porterà con sé l’abolizione definitiva del rinnovo automatico: vigerà l’obbligo per tutti di presentare domanda, pena l’esclusione biennale dalle graduatorie, anche per chi non ha nuovi titoli da dichiarare. 

La bozza di OM prevede anche un deciso inasprimento delle sanzioni: l’abbandono del servizio dopo la presa di servizio comporterà l’esclusione totale da tutte le graduatorie (GAE, GPS, GI) per l’intero biennio. 

Tra le novità di rilievo figurano gli Interpelli, che sostituiscono le MAD e sono aperti a tutti i docenti senza vincoli provinciali, la possibilità di frazionare la cattedra per il completamento orario (spezzone), l’introduzione della II fascia per Educazione Motoria alla Primaria e il riconoscimento esclusivo dei corsi CLIL universitari. 

Inoltre, sarà concessa la possibilità di iscriversi con riserva in I fascia (conseguendo il titolo – abilitazione o specializzazione – entro il 30 giugno 2026) e di dichiarare il servizio dell’anno in corso con riserva.

Estremamente importante è, tuttavia, il dibattito sulle Certificazioni informatiche: mentre la bozza dell’OM ipotizza la valutazione di certificazioni rilasciate nell’ambito di schemi gestiti da organismi accreditati da Accredia, per il relativo campo di applicazione, il CSPI ha avanzato una proposta rivoluzionaria per valorizzare le competenze DigiComp 2.2 e DigCompEdu. 

L’idea è di equiparare le certificazioni che attestano livelli avanzati (B2-C2) di questo framework alle Certificazioni Linguistiche, attribuendo loro un punteggio nettamente superiore (potenzialmente almeno 2 punti) rispetto al canonico 0,5, in modo da premiare la qualità pedagogica e digitale certificata.

Modalità di presentazione dell’istanza

L’accesso alla procedura di aggiornamento avverrà esclusivamente attraverso modalità telematica, eliminando qualsiasi forma di invio cartaceo. 

Le istanze dovranno essere compilate e inoltrate tramite il Portale Unico del Reclutamento (inPA) o, in alternativa, attraverso la piattaforma ministeriale Istanze Online. 

Per accedere al sistema sarà indispensabile essere in possesso di credenziali digitali forti e attive, ovvero SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta d’Identità Elettronica), oltre all’abilitazione specifica al servizio.

 

Introduzione al modello a 6 aree del DigCompEdu

La forza e l’efficacia del quadro di riferimento europeo risiedono nella sua architettura strutturata e progressiva. 

Il DigCompEdu 6 aree non deve essere inteso come una semplice lista di software o abilità tecniche da acquisire, bensì come una mappa concettuale organica divisa in tre macro-sezioni: 

  • le competenze professionali degli educatori;
  • le competenze pedagogiche (che costituiscono il nucleo centrale del modello);
  • le competenze dedicate allo sviluppo delle abilità degli studenti. 

 

In totale, il modello definisce 22 competenze DigCompEdu elementari, descritte attraverso livelli di padronanza progressivi, che guidano il docente in un percorso di crescita continua, accompagnandolo in un percorso di sviluppo progressivo delle competenze digitali professionali.

Area 1 – Coinvolgimento e valorizzazione professionale

La prima delle aree DigCompEdu si focalizza sulla dimensione professionale dell’insegnante. 

Riguarda l’utilizzo delle tecnologie digitali non specificamente per l’attività di insegnamento in classe, ma per comunicare, collaborare e sviluppare la propria carriera all’interno dell’organizzazione scolastica e nel più ampio contesto educativo.

1.1 Comunicazione organizzativa digitale

Questa competenza va ben oltre la semplice capacità di inviare un’email. 

Riguarda la capacità del docente di utilizzare le tecnologie digitali per migliorare la comunicazione organizzativa con studenti, genitori e terze parti (es. enti locali).

Un docente competente sa selezionare i canali più appropriati per ogni tipo di messaggio (registro elettronico per comunicazioni ufficiali, piattaforme dedicate per avvisi rapidi), in modo da garantire sempre la riservatezza, il rispetto della privacy e l’osservanza delle policy istituzionali e, soprattutto, da evitare il sovraccarico informativo e da garantire l’accessibilità delle informazioni.

1.2 Collaborazione professionale online

L’isolamento professionale è uno dei grandi rischi dell’insegnamento. Questa competenza implica l’uso del digitale per collaborare in modo efficace con altri educatori, condividendo conoscenze, esperienze e buone pratiche. 

Significa partecipare attivamente a reti professionali online, community di pratica o gruppi di lavoro d’istituto su cloud, co-creando risorse e progetti comuni. 

La tecnologia diventa, quindi, un ponte per costruire un’intelligenza collettiva che arricchisce l’intera comunità scolastica, superando i confini fisici della sala professori.

1.3 Pratica riflessiva e sviluppo professionale

Il docente competente non utilizza la tecnologia in modo meccanico, ma riflette criticamente sul proprio operato digitale. 

Questa competenza descrive la capacità di analizzare la propria pratica didattica attraverso i dati e i feedback raccolti digitalmente, individuando i punti di forza e le aree di miglioramento. 

Si tratta di capire se l’uso di un determinato strumento ha realmente facilitato l’apprendimento o se ha creato barriere, utilizzando questa consapevolezza per evolvere il proprio stile di insegnamento e adattarlo ai bisogni mutevoli della classe.

1.4 Sviluppo professionale digitale continuo (CPD)

In un mondo tecnologico in rapida evoluzione, la formazione non può fermarsi al conseguimento della laurea. 

Questa competenza riguarda l’uso delle risorse digitali per il proprio aggiornamento continuo (Continuous Professional Development).

Il docente sfrutta webinar, corsi online (MOOC), portali di ricerca e comunità virtuali per tenersi aggiornato non solo sulle tecnologie, ma sulle nuove metodologie pedagogiche. 

Il digitale diventa così sia l’oggetto della formazione che lo strumento privilegiato per accedervi in modalità flessibile e personalizzata.

DigCompEdu 6 Aree di Competenza: infografica riassuntiva
Il DigCompEdu 6 aree deve essere inteso come una mappa concettuale organica divisa in tre macro-sezioni.

Area 2 – Risorse digitali educative

Questa area sposta l’attenzione sulla gestione dei contenuti didattici. Un docente esperto nelle DigCompEdu aree di competenza deve saper navigare nel vasto oceano delle risorse online, selezionando, creando e condividendo materiali di qualità nel rispetto delle norme.

2.1 Selezione delle risorse digitali

Internet offre un’infinità di materiali, ma non tutti sono validi. 

Questa competenza riguarda la capacità di identificare, valutare e selezionare risorse digitali (app, siti web, video, testi) in base a criteri pedagogici precisi: 

  • pertinenza con gli obiettivi di apprendimento;
  • affidabilità scientifica della fonte;
  • adeguatezza all’età degli studenti;
  • qualità del design didattico. 

 

Il docente agisce come un curatore esperto, filtrando il rumore di fondo per offrire agli studenti solo contenuti verificati e di alto valore educativo.

2.2 Creazione e modifica di risorse digitali

Il docente moderno non è solo un consumatore passivo di contenuti, ma un “prosumer” (produttore-consumatore). 

Questa competenza implica la capacità di creare risorse educative digitali originali (video-lezioni, presentazioni interattive, infografiche) o di modificare e adattare risorse esistenti (Open Educational Resources – OER) per rispondere alle specifiche esigenze della propria classe. 

Richiede abilità tecniche di editing, ma soprattutto la capacità di progettare contenuti che siano didatticamente efficaci e visivamente chiari.

2.3 Gestione protezione e condivisione delle risorse

Una volta create o selezionate, le risorse vanno organizzate e condivise. 

Questa competenza riguarda la capacità di catalogare i materiali in modo efficiente (repository, drive condivisi, piattaforme LMS) per renderli facilmente reperibili a studenti e colleghi. 

Aspetto fondamentale è la gestione legale ed etica: il docente deve conoscere e applicare le normative sul diritto d’autore (copyright), saper utilizzare le licenze aperte (come Creative Commons) e proteggere i dati personali eventualmente contenuti nei materiali didattici, nel pieno rispetto del GDPR.

Area 3 – Pratiche di insegnamento e apprendimento

Questa è l’area centrale del framework, dove le competenze DigCompEdu entrano fisicamente (o virtualmente) in classe. 

Riguarda la capacità di progettare, pianificare e implementare l’uso delle tecnologie digitali nelle diverse fasi del processo di insegnamento e apprendimento.

3.1 Insegnamento con tecnologie digitali

Questa competenza riguarda l’orchestrazione degli interventi didattici mediati dalla tecnologia. 

Non si tratta solo di accendere la LIM, ma di integrare strutturalmente i dispositivi digitali nella lezione per spiegare concetti complessi, modellare processi o presentare informazioni in modi diversificati. 

Il docente sa alternare momenti di spiegazione frontale, attività digitali individuali e lavori di gruppo, gestendo con sicurezza il setting tecnologico e risolvendo eventuali problemi tecnici imprevisti per mantenere fluido il ritmo della lezione.

3.2 Guida e supporto agli studenti

Il digitale permette di estendere il supporto docente oltre l’orario scolastico e le mura dell’aula. 

Questa competenza descrive l’uso di tecnologie per fornire orientamento e assistenza tempestiva agli studenti (ad esempio tramite chat didattiche, forum, o commenti su piattaforme cloud). 

Si tratta di anticipare le difficoltà, offrire risorse di recupero o approfondimento mirate e supportare gli studenti nello svolgimento dei compiti, al fine di garantire che nessuno venga lasciato indietro a causa di dubbi non risolti.

3.3 Apprendimento collaborativo

La tecnologia è un potentissimo facilitatore della collaborazione. 

Questa competenza riguarda la capacità di progettare e gestire attività didattiche in cui gli studenti lavorano insieme utilizzando strumenti digitali (documenti condivisi, wiki, bacheche virtuali, ambienti di coding collaborativo). 

Il docente guida gli studenti non solo nel lavoro di gruppo, ma nella costruzione condivisa della conoscenza, stimolando l’interdipendenza positiva, la negoziazione dei significati e la comunicazione efficace all’interno dei team virtuali o in presenza.

3.4 Apprendimento autoregolato

L’obiettivo finale dell’educazione è l’autonomia. 

Questa competenza implica l’uso delle tecnologie digitali per supportare i processi di apprendimento autoregolato degli studenti. 

Il docente insegna agli alunni a utilizzare strumenti digitali (calendari, app di gestione dei compiti, portfolio digitali, rubriche di autovalutazione) per pianificare il proprio lavoro, monitorare i progressi, riflettere sul proprio percorso di apprendimento e sviluppare strategie metacognitive efficaci, rendendoli protagonisti attivi della propria formazione.

DigCompEdu 6 Aree di Competenza: docente davanti ad un pc consulta la Guida
Il modello definisce 22 competenze DigCompEdu elementari, descritte attraverso livelli di padronanza progressivi.

Area 4 – Valutazione dell’apprendimento

Tra le aree della DigCompEdu, quella della valutazione è spesso la più strategica per il successo formativo. 

Il digitale offre strumenti utili per documentare e monitorare gli apprendimenti (valutazione sommativa), ma soprattutto per supportare l’apprendimento in itinere (valutazione formativa).

4.1 Strategie di valutazione digitale

Questa competenza riguarda l’utilizzo di una varietà di strumenti digitali (piattaforme di testing, sondaggi in tempo reale, quiz gamificati, e-portfolio) per monitorare i progressi degli studenti. 

Il docente competente sa scegliere lo strumento giusto per ogni fase, in modo da garantire la validità e l’affidabilità delle misurazioni: 

  • test diagnostici per rilevare i prerequisiti;
  • prove formative rapide per verificare la comprensione durante la lezione;
  • compiti complessi per la valutazione sommativa finale. 

4.2 Analisi delle evidenze e dati

Le piattaforme digitali generano una grande quantità di dati sull’attività degli studenti (tempi di connessione, tassi di errore, percorsi di navigazione). 

Questa competenza descrive la capacità del docente di leggere e interpretare questi dati (Learning Analytics) per ottenere informazioni preziose sui comportamenti di apprendimento. 

Analizzando le evidenze, l’insegnante può identificare tempestivamente gli studenti a rischio, capire quali argomenti sono risultati ostici per la classe e adattare la propria programmazione di conseguenza.

4.3 Feedback e pianificazione

Il feedback è uno dei motori più potenti dell’apprendimento. Il digitale permette di fornire riscontri più ricchi, tempestivi e personalizzati rispetto alla correzione tradizionale. 

Questa competenza riguarda l’uso della tecnologia per dare feedback multimediali (es. commenti audio, video-correzioni, annotazioni su documenti cloud) che aiutino lo studente a capire l’errore e a migliorarsi. 

Inoltre, il docente utilizza i risultati delle valutazioni digitali per ri-progettare e calibrare le future attività didattiche, chiudendo il cerchio valutativo.

Area 5 – Valorizzazione delle potenzialità degli studenti

Questa area è intrinsecamente legata all’inclusione e all’equità. 

Il digitale diventa la leva strategica per abbattere le barriere, valorizzare le differenze individuali e favorire le condizioni affinché ogni studente possa sviluppare al meglio le proprie potenzialità.

5.1 Accessibilità e inclusione digitale

La scuola deve essere per tutti. 

Questa competenza riguarda la capacità di garantire che le risorse didattiche, gli strumenti e le piattaforme utilizzate siano accessibili a tutti gli studenti, inclusi quelli con Bisogni Educativi Speciali (BES) o disabilità. 

Significa conoscere e applicare i principi dell’accessibilità (es. uso di testo alternativo per le immagini, sottotitoli nei video, formati ad alta leggibilità) e saper utilizzare le tecnologie assistive (screen reader, sintetizzatori vocali, mappe concettuali digitali) per compensare le difficoltà funzionali.

5.2 Differenziazione e personalizzazione

Ogni studente ha stili e ritmi di apprendimento diversi. 

Questa competenza implica l’uso delle tecnologie digitali per differenziare l’offerta formativa, proponendo percorsi personalizzati all’interno della stessa classe. 

Il docente può assegnare risorse di livello diverso, proporre attività alternative o permettere agli studenti di scegliere come dimostrare la propria competenza. 

La tecnologia consente di gestire questa complessità in modo sostenibile e di offrire supporto aggiuntivo a chi è in difficoltà e sfide avanzate per le eccellenze.

5.3 Coinvolgimento attivo degli studenti

L’apprendimento profondo richiede partecipazione attiva. 

Questa competenza riguarda l’uso del digitale per motivare gli studenti e contrastare la disaffezione scolastica. 

Il docente utilizza strategie come la gamification, l’apprendimento basato sul gioco, la realtà aumentata o virtuale per rendere le lezioni coinvolgenti e immersive. 

Collega gli argomenti di studio agli interessi reali degli studenti e al loro mondo digitale, stimolando la curiosità, la creatività e il desiderio di apprendere in modo attivo e non passivo.

Area 6 – Favorire lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti

L’ultima delle aree DigCompEdu chiude il cerchio pedagogico: non basta che il docente sia digitalmente competente, deve essere in grado di trasferire queste competenze agli studenti. Questa area si concentra sulla didattica delle competenze digitali trasversali.

6.1 Alfabetizzazione informativa e mediatica

In un’epoca di sovraccarico informativo, questa competenza è vitale. 

Il docente insegna agli studenti come formulare strategie di ricerca efficaci, come valutare criticamente la credibilità e l’affidabilità delle fonti online e come confrontare informazioni diverse. 

Include l’educazione ai media, per aiutare i ragazzi a comprendere i meccanismi dell’informazione, riconoscere le fake news, i bias cognitivi e le manipolazioni, promuovendo lo sviluppo del pensiero critico.

6.2 Comunicazione e collaborazione digitale

I ragazzi comunicano costantemente, ma spesso senza consapevolezza. 

Il docente guida gli studenti nell’uso efficace, responsabile e appropriato degli strumenti di comunicazione digitale (email, chat, social media). 

Insegna loro come adattare il registro comunicativo al contesto, come collaborare produttivamente in team virtuali, come rispettare la netiquette e come costruire relazioni digitali positive, evitando i conflitti e i malintesi tipici della comunicazione mediata.

6.3 Creazione di contenuti digitali

Lo studente deve passare da fruitore a creatore. 

Questa competenza riguarda la capacità di stimolare gli studenti a esprimersi attraverso i media digitali, producendo artefatti creativi (testi multimediali, video, blog, codice informatico). 

Il docente insegna non solo le abilità tecniche di editing o programmazione, ma anche i principi del design, della narrazione transmediale e, soprattutto, il rispetto della proprietà intellettuale, delle licenze d’uso e del diritto d’autore nelle proprie produzioni.

6.4 Uso responsabile e benessere digitale

La tecnologia comporta rischi che vanno gestiti. 

Questa competenza implica l’educazione alla sicurezza informatica (gestione password, protezione dati) e alla prevenzione dei rischi online (cyberbullismo, adescamento, truffe). 

Include anche un aspetto fondamentale di “benessere digitale“: insegnare agli studenti a gestire il tempo schermo, a riconoscere i segnali di dipendenza tecnologica, a proteggere la propria reputazione online (digital footprint) e a bilanciare la vita online con quella offline per un sano sviluppo psicofisico.

6.5 Problem solving digitale

La tecnologia è uno strumento per risolvere problemi. 

Questa competenza riguarda lo sviluppo del pensiero computazionale e della capacità di problem solving. 

Il docente insegna agli studenti come risolvere problemi tecnici comuni (troubleshooting), ma soprattutto come utilizzare gli strumenti digitali in modo creativo per trovare soluzioni a problemi complessi del mondo reale. 

Include l’introduzione alla logica della programmazione (coding) e alla robotica educativa come palestre per il pensiero logico-analitico.

Come valutare le proprie competenze nelle 6 aree

Per acquisire consapevolezza sul proprio livello di padronanza all’interno del DigCompEdu 6 aree, la Commissione Europea ha sviluppato uno strumento ufficiale e gratuito: il “DigCompEdu Check-In“. 

Si tratta di un questionario di autovalutazione strutturato che guida il docente attraverso una serie di domande relative alle 22 competenze DigCompEdu. 

Al termine, il sistema restituisce un profilo dettagliato che posiziona l’insegnante su uno dei 6 livelli di progressione (da A1 Novizio, che necessita di guida, a C2 Pioniere, che innova e ispira), offrendo indicazioni e spunti di riflessione utili alla pianificazione del proprio percorso di formazione e sviluppo professionale.

Tabella competenze: esempi pratici per docenti italiani

Area di Competenza Esempio Pratico (Livello Base – A1/A2) Esempio Pratico (Livello Avanzato – B2/C1)
1. Coinvolgimento Utilizzo WhatsApp o SMS personali per inviare avvisi rapidi e informali ai colleghi o ai genitori. Partecipo attivamente alla gestione di spazi di lavoro condivisi per la progettazione didattica.
2. Risorse Cerco video su YouTube digitando parole chiave generiche e proietto il primo risultato pertinente in classe. Creo videolezioni interattive (es. con EdPuzzle) inserendo domande di verifica e adatto risorse OER modificandole con licenze Creative Commons.
3. Insegnamento Utilizzo la LIM o il monitor touch essenzialmente come un proiettore per mostrare slide statiche durante la lezione frontale. Progetto e sperimento attività di tipo Flipped Classroom in cui gli studenti studiano i materiali a casa e usano il tempo in classe per attività laboratoriali collaborative mediate dalla tecnologia.
4. Valutazione Somministro un quiz a risposta multipla su Kahoot al termine della lezione per verificare l’attenzione, senza analizzare i dati. Utilizzo rubriche di valutazione digitali nel registro elettronico per l’autovalutazione degli studenti e analizzo i report statistici per personalizzare il recupero.
5. Valorizzazione Ingrandisco manualmente il testo o le immagini sulla LIM per aiutare genericamente gli alunni che faticano a vedere dal fondo. Progetto percorsi di apprendimento adattivi su piattaforma Moodle che prevedono l’erogazione differenziata di risorse di supporto.
6. Competenze Studenti Chiedo agli alunni di “cercare su internet” informazioni per una ricerca, lasciandoli liberi di usare qualsiasi sito. Guido gli alunni nella creazione di un blog di classe o un podcast, fornendo griglie precise per la verifica dell’attendibilità delle fonti e il rispetto del copyright.

 

Apertura GPS: 23 Febbraio – 16 Marzo

Certificazioni Informatiche GPS 2026

Accreditate Accredia – Riconosciute MIM

Fino a 3 Punti GPS 2026

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