Il Fondo Nuove Competenze rappresenta una delle principali iniziative nazionali per sostenere le aziende nella formazione del personale, con l’obiettivo di sviluppare competenze strategiche per adeguarsi ai cambiamenti del mercato.
In questa guida, esploreremo cos’è il Fondo Nuove Competenze, chi può accedervi, e come sfruttarlo per finanziare la formazione aziendale in modo efficace.
Cos’è il Fondo Nuove Competenze?
Il Fondo Nuove Competenze è un’agevolazione promossa dall’ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro) che permette alle aziende di riqualificare i propri dipendenti attraverso percorsi formativi.
Nato nel 2020 come risposta alla crisi economica legata alla pandemia, il Fondo è stato rinnovato per sostenere la transizione delle imprese verso un mercato sempre più digitale e sostenibile.
L’obiettivo principale del Fondo è supportare le aziende nel migliorare le competenze del personale, finanziando le ore di formazione attraverso la copertura parziale o totale dei costi delle retribuzioni dei dipendenti impegnati nei percorsi di sviluppo professionale.
Quali sono i benefici per aziende e dipendenti?
Utilizzare il Fondo Nuove Competenze apporta vantaggi tanto alle imprese quanto ai lavoratori. Per le aziende, il Fondo è una leva strategica utile ad affrontare le sfide di un mercato in continua evoluzione.
Grazie a questa misura, infatti, le imprese hanno la possibilità di investire nello sviluppo delle competenze del personale senza gravare sui costi operativi, migliorando al contempo l’efficienza dei processi interni e la qualità dei servizi o prodotti offerti.
L’accesso al Fondo consente di rispondere alle nuove esigenze del mercato, come la digitalizzazione, la sostenibilità e l’adozione di tecnologie innovative, preparandosi a competere in modo più efficace sia a livello nazionale che internazionale.
Per i dipendenti, invece, il Fondo rappresenta un’occasione per acquisire nuove conoscenze e abilità, ampliando il bagaglio professionale.
Grazie ai percorsi formativi finanziati, i dipendenti possono affrontare con maggiore sicurezza i cambiamenti legati all’automazione, alla sostenibilità e alle nuove modalità di lavoro. I lavoratori diventano parte integrante della trasformazione aziendale e contribuiscono in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Chi può accedere al Fondo Nuove Competenze?
Il Fondo Nuove Competenze è pensato per sostenere sia le aziende che i lavoratori, ma l’accesso è regolato da specifici requisiti che devono essere soddisfatti da entrambe le parti.
Le aziende, per beneficiare di questa opportunità, devono rispettare determinati criteri relativi alla loro situazione operativa e alla tipologia di contratti in essere, dimostrando anche di aver sottoscritto accordi con le rappresentanze sindacali per rimodulare l’orario di lavoro dei dipendenti a favore della formazione.
D’altra parte, i lavoratori devono possedere specifiche condizioni contrattuali che ne garantiscano l’idoneità a partecipare ai percorsi formativi previsti.
Questa doppia regolamentazione è necessaria per assicurare che i fondi vengano utilizzati in modo mirato, supportando esclusivamente i progetti che rispettano le finalità del programma e che portano benefici tangibili sia all’impresa che ai dipendenti coinvolti.
I requisiti per le aziende
Come dicevamo, il contributo del Fondo Nuove Competenze è accessibile alle aziende che rispettano specifici requisiti.
In primo luogo, è necessario che l’impresa abbia sottoscritto un accordo collettivo con le rappresentanze sindacali, finalizzato alla rimodulazione temporanea dell’orario di lavoro dei dipendenti, destinando parte delle ore allo svolgimento di attività formative.
Inoltre, possono accedere al Fondo le aziende che operano sul territorio nazionale, senza alcuna distinzione relativa al settore di appartenenza, offrendo così una possibilità trasversale per diversi ambiti produttivi.
Infine, è indispensabile che l’azienda sia in regola con la contribuzione previdenziale e assicurativa, condizione attestata attraverso il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC).
I suddetti criteri garantiscono che il Fondo venga utilizzato da realtà imprenditoriali conformi alle normative vigenti e realmente interessate a investire nella crescita professionale del personale.
I requisiti per i lavoratori
I dipendenti che vogliono accedere al Fondo devono essere assunti con un contratto di lavoro subordinato, che può includere anche contratti a tempo determinato. Inoltre, è fondamentale che i lavoratori siano direttamente coinvolti nei percorsi formativi stabiliti all’interno dell’accordo aziendale.
Il FNC prevede la possibilità di includere altre categorie di lavoratori, ovvero:
- disoccupati da almeno 12 mesi: assunti con contratti di apprendistato o a tempo indeterminato dopo la pubblicazione del decreto e prima della formazione. Il FNC copre il 100% della retribuzione oraria;
- lavoratori assunti con contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca (apprendistato di terzo livello): assunti dopo la pubblicazione del decreto e prima della formazione e anche in questo caso il fondo finanzia il 100% della retribuzione oraria;
- disoccupati preselezionati dall’azienda: inseriti in progetti che coinvolgono dipendenti e disoccupati. Se almeno il 70% viene assunto stabilmente dopo la formazione, il datore riceve un contributo aggiuntivo;
- disoccupati da formare per la successiva assunzione con contratti stagionali: nei settori turismo e agricoltura, con un bonus per assunzioni di almeno 120 giorni e percorsi formativi di minimo 20 ore.
I requisiti necessari sono innanzitutto la disoccupazione documentata tramite la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) sul portale MyANPAL. In secondo luogo, la scelta dei destinatari della formazione è legata al progetto formativo presentato dall’azienda e agli accordi collettivi stipulati con i sindacati.
Come funziona il Fondo Nuove Competenze?
Il Fondo opera rimborsando le ore di formazione svolte dai dipendenti durante l’orario di lavoro. Questo significa che le aziende non devono sostenere i costi delle retribuzioni per le ore dedicate alla formazione, rendendo più sostenibile l’investimento in competenze.
La durata della formazione per ciascun lavoratore deve essere compresa tra 30 e 150 ore. Per i contratti stagionali nei settori del turismo e dell’agricoltura, invece, il minimo è fissato a 20 ore.
I suddetti parametri assicurano un percorso educativo mirato e adeguato alle diverse tipologie di lavoro e alle specificità dei settori di appartenenza.
Quali sono le tempistiche per la richiesta?
I datori di lavoro interessati ad accedere al Fondo Nuove Competenze possono presentare un’unica istanza di contributo, scegliendo tra le linee di intervento disponibili: sistemi formativi, filiere formative o singoli datori di lavoro.
La procedura è strettamente regolamentata e richiede il rispetto delle tempistiche e delle modalità operative indicate dal Ministero.
La domanda deve essere inoltrata dal legale rappresentante dell’azienda o, in alternativa, da un delegato, utilizzando strumenti di identificazione digitale come SPID, CIE o CNS.
La piattaforma dedicata per l’invio sarà operativa dal 10 febbraio 2025 al 10 aprile 2025, garantendo due mesi per completare l’iter.
Nel caso in cui venga nominato un delegato, è necessario caricare sulla piattaforma una delega firmata, accompagnata dai documenti di identità sia del delegante che del delegato, in conformità a quanto previsto dall’articolo 38, comma 3-bis, del DPR n. 445/2000.
Per partecipare, è indispensabile che il datore di lavoro e l’eventuale delegato siano registrati sul sistema informativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, accessibile tramite il portale MyANPAL.
Il servizio, attivo dal 9 dicembre 2024, consente la gestione delle richieste di accesso al Fondo e degli altri servizi collegati. I soggetti già registrati sono invitati a verificare e aggiornare i propri dati per assicurare che le informazioni siano corrette e complete al momento della domanda.

Ci sono limiti per l’importo finanziabile?
La dotazione complessiva del Fondo ammonta a 730 milioni di euro, finanziati attraverso il Programma Nazionale Giovani Donne e Lavoro e distribuiti tra le diverse aree geografiche del Paese in base al livello di sviluppo economico.
Le Regioni più sviluppate, che includono Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, le Province autonome di Bolzano e Trento, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto, ricevono una quota pari a 225,9 milioni di euro.
Le Regioni in transizione, ovvero Abruzzo, Marche e Umbria, dispongono di 39,9 milioni di euro, mentre alle Regioni meno sviluppate, come Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, è destinata la quota maggiore, pari a 464,1 milioni di euro.
Queste risorse sono distribuite su tre principali linee di intervento:
- 25% per Sistemi formativi, destinati a raggruppamenti di imprese guidati da grandi datori di lavoro di riferimento, detti Big Player.
- 25% per Filiere formative, rivolte a imprese micro, piccole e medie che operano in specifici distretti produttivi, reti o filiere territoriali con vocazione economica e produttiva.
- 50% per Singoli datori di lavoro, che costituiscono la maggior parte delle richieste.
Inoltre 1 milione di euro è riservato al finanziamento di progetti che includono percorsi di formazione per disoccupati da assumere con contratti stagionali.
Quali sono le spese coperte dal fondo?
Il Fondo Nuove Competenze è pensato per sostenere i datori di lavoro nei processi di transizione digitale ed ecologica, promuovendo al contempo nuove opportunità occupazionali.
Il FNC rimborsa due tipi di costi sostenuti durante le attività formative: il costo orario della retribuzione, esclusa la quota contributiva a carico del lavoratore, e quello relativo ai contributi, comprensivo della parte a carico del dipendente.
Ogni intervento finanziato deve essere strutturato all’interno di un piano formativo. Nel caso in cui l’azienda aderisca a più Fondi Paritetici Interprofessionali (FPI), possono essere presentati più piani formativi distinti.
Ciascun piano deve includere uno o più percorsi formativi, ai quali sono associati i partecipanti e gli obiettivi di apprendimento che devono essere descritti dettagliatamente. Devono, inoltre, fare riferimento agli standard di qualificazione stabiliti dal decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 115 del 9 luglio 2024.
Il progetto formativo deve puntare a valorizzare le competenze già presenti nel lavoratore e a personalizzare gli interventi in base alle esigenze individuali. Al termine del percorso, è obbligatorio rilasciare un documento che certifichi o validi le competenze acquisite, in linea con la normativa vigente.
Le caratteristiche delle attività formative finanziabili
Gli ambiti prioritari per l’accrescimento delle competenze dei lavoratori, in linea con i processi di innovazione aziendale, comprendono diverse aree strategiche che riflettono le principali trasformazioni in atto nelle imprese moderne.
Tra queste, i sistemi tecnologici e digitali rivestono un ruolo centrale, poiché consentono di ottimizzare processi produttivi, migliorare la gestione dei dati e favorire l’interconnessione tra le diverse funzioni aziendali.
Un’altra area di interesse è rappresentata dall’introduzione e sviluppo dell’intelligenza artificiale, che offre alle aziende la possibilità di automatizzare operazioni complesse, migliorare l’efficienza operativa e creare nuovi modelli di business basati sull’analisi avanzata dei dati.
L’attenzione alla sostenibilità e all’impatto ambientale è altrettanto cruciale, spingendo le aziende a investire in pratiche ecologiche che riducano le emissioni e rispettino i principi dell’economia circolare, promuovendo il riutilizzo delle risorse e la riduzione degli sprechi.
Parallelamente, la transizione ecologica e l’efficientamento energetico rappresentano due pilastri fondamentali per migliorare la sostenibilità delle operazioni aziendali, garantendo risparmi economici e il rispetto delle normative ambientali.
Infine, il welfare aziendale e il benessere organizzativo completano il quadro degli ambiti di intervento, con l’obiettivo di creare ambienti di lavoro più inclusivi, migliorare la qualità della vita dei dipendenti e promuovere una maggiore coesione tra i diversi attori aziendali.
Come presentare la domanda per accedere al Fondo Nuove Competenze?
Le domande per accedere al Fondo Nuove Competenze potranno essere presentate dal 10 febbraio al 10 aprile 2025 tramite la piattaforma dedicata. Durante la compilazione dell’istanza, sarà necessario fornire alcune informazioni fondamentali.
Tra queste, i dati anagrafici del datore di lavoro, quelli relativi all’ente formativo incaricato dell’erogazione della formazione e, se diverso, dell’organismo che certifica le competenze acquisite dai lavoratori.
Inoltre, bisognerà inserire il dettaglio dei lavoratori coinvolti, specificando i loro codici fiscali, il numero di ore di riduzione dell’orario di lavoro destinate alla formazione e il costo del lavoro stimato, come previsto dal decreto e dall’Avviso.
Alla domanda sarà necessario allegare una serie di documenti obbligatori che vediamo di seguito.
Quali sono i documenti necessari?
Le aziende devono allegare alla domanda l’accordo collettivo aziendale che stabilisce la rimodulazione dell’orario di lavoro per la formazione, il progetto formativo dettagliato, e, se richiesto, le autocertificazioni per la rappresentatività sindacale.
Nel caso in cui la domanda venga inoltrata da un delegato, sarà necessario includere la delega del legale rappresentante, accompagnata dai documenti di identità sia del delegante che del delegato.
Quali piattaforme utilizzare?
Le richieste vanno inoltrate attraverso la piattaforma ufficiale di ANPAL o il portale dedicato del Ministero del Lavoro. È possibile trovare informazioni dettagliate e aggiornamenti sui siti:
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