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Certificazione Dattilografia ATA: cos’è davvero, come si chiama e come ottenerla

Certificazione Dattilografia denominazione
Mar 22 Set 18:30
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Chi cerca informazioni sulla certificazione dattilografia per le graduatorie ATA si scontra quasi sempre con lo stesso problema: il titolo esiste, vale punti, ma il suo nome ufficiale non è quello con cui lo si cerca online. 

Facciamo chiarezza sulla denominazione corretta, sul quadro normativo di riferimento e su come ottenere un attestato valido per il profilo di Assistente Amministrativo, da spendere nel prossimo aggiornamento ATA previsto per il 2027.

SOMMARIO

“Certificazione dattilografia”: perché questo termine crea confusione

Il termine certificazione dattilografia è ampiamente diffuso sul web, nei forum del personale ATA e persino in alcune comunicazioni di enti di formazione. Il problema è che non corrisponde alla denominazione ufficiale del titolo previsto dalla normativa ministeriale. 

L’attestato di dattilografia rientra tra i titoli valutabili per le graduatorie ATA di terza fascia per il profilo professionale di Assistente Amministrativo, come indicato nell’Allegato A/1 del DM 89/2024.

Usare un’etichetta imprecisa non è un dettaglio secondario: può portare a confondere titoli diversi, a scegliere corsi non validi o a inserire in domanda documentazione non riconoscibile dagli uffici scolastici.

Il titolo si chiama “Attestato di Addestramento Professionale”, non certificazione

Il nome corretto del titolo, così come riportato nelle tabelle di valutazione ministeriali, è “Attestato di addestramento professionale per la dattilografia”

Il D.M. 89/2024 e le precedenti tabelle di valutazione ATA lo indicano come “Attestato di addestramento professionale per la dattilografia o attestato di addestramento professionale per i servizi meccanografici, rilasciati al termine di corsi professionali istituiti dallo Stato, dalle Regioni o da altri enti pubblici”, con un valore di 1 punto per il profilo di Assistente Amministrativo. 

Il termine “certificazione”, quindi, non compare mai nella normativa di riferimento per questo specifico titolo. Conoscere la denominazione esatta è il primo passo per verificare la validità del corso scelto e per autocertificare correttamente il titolo in fase di domanda.

Differenza tra attestato e certificazione: cosa cambia nella pratica ATA

Nel mondo delle qualifiche professionali, attestato e certificazione non sono sinonimi. L’attestato di addestramento professionale è un documento rilasciato al termine di un corso istituito da un ente pubblico, che attesta il completamento di un percorso formativo specifico. 

La certificazione, invece, è un titolo emesso da un organismo accreditato secondo standard normativi definiti, generalmente riferibili a framework europei o internazionali. 

Ai fini della valutazione conta quanto stabilisce l’Allegato A/1 del DM 89/2024: l’attestato deve essere rilasciato al termine di un corso professionale istituito dallo Stato, da una Regione o da un altro ente pubblico. Sono gli estremi di quell’atto — ente istitutore, numero e data della delibera — a rendere il titolo verificabile, ed è ciò che l’aspirante dichiara nella domanda.

Un attestato che non consenta di risalire all’ente pubblico istitutore difficilmente supera il controllo dell’istituzione scolastica destinataria della domanda.

Perché nel mondo ATA si continua a chiamarla “certificazione”: uso comune vs termine ufficiale

Il termine “certificazione dattilografia” si è imposto nel linguaggio comune del personale ATA per un motivo comprensibile: nel settore convivono titoli di natura diversa — attestati, certificazioni informatiche, qualifiche regionali — e nel tempo si è sviluppata una tendenza a usare “certificazione” come etichetta generica per qualsiasi titolo aggiuntivo spendibile in graduatoria. 

L’attestato di dattilografia, per come indicato dal MIM, vale 1 punto nella graduatoria di terza fascia per il profilo di Assistente Amministrativo, ed è un attestato che deve essere istituito da ente pubblico come condizione imprescindibile per la sua validità. 

Il fatto che la ricerca online avvenga quasi sempre con il termine “certificazione” ha spinto molti enti di formazione ad adottarlo nella propria comunicazione, anche a scapito della precisione. Per chi deve costruire la propria posizione in graduatoria, è però fondamentale sapere cosa si sta cercando davvero — e come si chiama ufficialmente.

Cosa certifica l’attestato di dattilografia e a chi serve

L’attestato di addestramento professionale per la dattilografia non è un titolo generico di scrittura al computer. Si tratta di una qualifica specifica, prevista dalla normativa ministeriale, che attesta il raggiungimento di competenze tecniche ben definite nell’uso professionale della tastiera. 

Capire esattamente cosa certifica — e per chi vale davvero — è indispensabile prima di iscriversi a qualsiasi corso.

Cosa attesta: competenze di digitazione a 10 dita con scrittura cieca

Il percorso di addestramento professionale per la dattilografia ha un obiettivo tecnico preciso: formare la capacità di scrivere correttamente e velocemente con tutte e dieci le dita, senza guardare la tastiera. 

La tecnica della tastiera cieca — o touch typing — rappresenta il cuore della disciplina dattilografica. Non si tratta semplicemente di saper usare un computer: si tratta di interiorizzare la posizione di ogni tasto, sviluppare una diteggiatura corretta e raggiungere un livello di precisione e velocità adeguato all’impiego in contesti amministrativi professionali. 

Il programma didattico è strutturato in unità progressive, con una prima parte teorica seguita da esercitazioni pratiche, fino ad arrivare alla produzione di testi completi con le 10 dita in modo fluido e autonomo.

A chi serve: esclusivamente per il profilo Assistente Amministrativo ATA

Dal punto di vista del valore in graduatoria, l’attestato di addestramento professionale per la dattilografia produce effetti concreti per un solo profilo del personale ATA: quello di Assistente Amministrativo (AA)

Per questo profilo, il titolo vale 1 punto nelle graduatorie di terza fascia, come stabilito dal D.M. 640/2017 e confermato dal D.M. 89 del 21 maggio 2024. Un punto che — sommato ad altri titoli cumulabili come il Segretario Coordinatore Amministrativo (1,5 pt) — può contribuire in modo significativo al posizionamento finale in graduatoria. 

Per chi lavora o aspira a lavorare negli uffici amministrativi delle scuole pubbliche, l’attestato rappresenta uno dei titoli aggiuntivi più accessibili e con il miglior rapporto tra impegno e punteggio ottenuto.

Profili ATA per cui l’attestato NON vale

Una delle informazioni più importanti da conoscere — e spesso non sufficientemente comunicata — è che l’attestato di dattilografia non attribuisce alcun punto ai profili ATA diversi dall’Assistente Amministrativo. 

Non vale per i Collaboratori Scolastici, per gli Assistenti Tecnici, né per profili come Cuoco, Infermiere, Guardarobiere o Operatore dei servizi agrari. E, ovviamente, non vale nemmeno per l’Operatore Scolastico, profilo la cui attivazione è fissata all’a.s. 2027/2028 per effetto del Decreto PNRR n. 19/2026, convertito dalla Legge 50/2026.

Il titolo è pensato specificamente per le funzioni di segreteria e gestione documentale, ovvero per il profilo AA. Chi appartiene ad altri profili e frequenta un corso di dattilografia nella convinzione di ottenere punteggio aggiuntivo sta investendo tempo e risorse su un titolo che, ai fini della graduatoria, non produrrà alcun effetto. 

Prima di procedere con l’iscrizione è sempre necessario verificare il proprio profilo di appartenenza e le tabelle di valutazione del bando di riferimento.

Quando l’attestato è valido: i requisiti normativi

Non tutti i corsi di dattilografia disponibili online producono un attestato valutabile nelle graduatorie ATA ai sensi del DM 89/2024. La normativa stabilisce condizioni precise che il corso deve soddisfare, e il mancato rispetto anche di uno solo di questi requisiti può rendere il titolo inutilizzabile in sede di domanda ATA. Conoscerli in anticipo è l’unico modo per evitare di pagare un corso che non vale.

Deve essere istituito da ente pubblico: cosa dice la FAQ 20 ministeriale

Il requisito cardine per la validità dell’attestato è stabilito nella FAQ n. 20 del MIM, il documento ufficiale con cui il Ministero ha chiarito i criteri di valutazione dei titoli nelle graduatorie ATA. 

La risposta è netta: il corso di dattilografia deve essere stato istituito dallo Stato, da una Regione o da un altro ente pubblico.

Il principio è oggi scritto direttamente nella tabella di valutazione: l’Allegato A/1 del DM 89/2024 riconosce l’attestato di addestramento professionale per la dattilografia (o per i servizi meccanografici) solo se rilasciato al termine di corsi professionali istituiti dallo Stato, dalle Regioni o da altri enti pubblici. Un ente privato può gestire ed erogare il corso, ma il soggetto che lo ha istituito deve essere pubblico: il semplice accreditamento regionale di un ente privato non è condizione sufficiente.

Il punto fondamentale è la distinzione tra istituzione ed erogazione del corso. 

Un ente privato può erogare e gestire il corso nella pratica — organizzare le lezioni, seguire i corsisti, somministrare l’esame — ma il soggetto che lo ha formalmente istituito deve essere pubblico. 

Il semplice fatto che un ente privato sia accreditato alla formazione non è sufficiente. Il soggetto pubblico che ha dato vita al corso deve essere identificabile e verificabile attraverso un atto formale.

L’accreditamento regionale dell’ente erogatore non basta: cosa controllare

Una delle confusioni più frequenti tra chi cerca un corso di dattilografia riguarda l’accreditamento regionale. Molti enti di formazione privati comunicano di essere “accreditati dalla Regione” o “riconosciuti dal MIM” come enti erogatori. 

Questo dato, di per sé, non garantisce la validità dell’attestato ai fini ATA. L’accreditamento regionale di un ente di formazione privato certifica che quell’ente rispetta standard minimi di qualità nella gestione dei corsi, ma non equivale all’istituzione pubblica del corso di dattilografia. 

La domanda corretta da fare prima di acquistare un corso non è “questo ente è accreditato?” ma “questo corso è stato istituito da un ente pubblico?”. Se la risposta non è documentata con precisione, il corso non va acquistato.

La delibera comunale: come riconoscerla e perché è la garanzia di validità

Lo strumento con cui un ente pubblico locale — nella quasi totalità dei casi un Comune — istituisce formalmente un corso di dattilografia è la delibera di giunta comunale

Questo atto amministrativo è la prova concreta e verificabile che il corso è stato istituito da un soggetto pubblico. Ogni corso di dattilografia valido deve riportare in modo chiaro e trasparente gli estremi della delibera: numero, data e nome del Comune che l’ha adottata. 

Un esempio corretto si presenta in questa forma: “Corso istituito dal Comune di [nome], Delibera di Giunta Comunale n. [X] del [data]”. Prima di iscriversi, è buona pratica richiedere o verificare direttamente questo documento. Un ente serio lo mette a disposizione senza difficoltà. L’assenza di questa informazione nella pagina del corso è un segnale di allerta da non ignorare.

Rilasciato al termine del corso: il monte ore e l’esame finale

Accanto all’istituzione pubblica, l’Allegato A/1 del DM 89/2024 indica un secondo elemento, che riguarda il momento del rilascio: sono valutati gli attestati «rilasciati al termine di corsi professionali». L’attestato deve, quindi, certificare il completamento del percorso, non la semplice iscrizione o una frequenza parziale.

Durata, contenuti e modalità della prova conclusiva non sono fissati dal decreto ministeriale: li definisce l’atto con cui l’ente pubblico istituisce il corso. La stessa delibera che rende valido l’attestato stabilisce anche come il percorso è costruito. Nell’addestramento professionale per la dattilografia il monte ore si attesta sulle 200 ore, articolate in unità didattiche progressive che accompagnano dalla teoria della tastiera alla scrittura fluente a dieci dita.

La prova finale è il passaggio che chiude il percorso: completare i moduli non basta, occorre sostenere e superare l’esame previsto dal piano formativo. Nella forma più diffusa oggi — quella online — consiste in un test a risposta multipla, generalmente composto da 30 domande da completare entro 45 minuti, con una soglia minima di risposte corrette.

Solo dopo l’esito positivo viene rilasciato l’attestato di addestramento professionale. È il documento da conservare con cura: da lì si ricavano l’ente pubblico istitutore, gli estremi della delibera e la data di conseguimento, cioè i dati da dichiarare nella domanda di inserimento o aggiornamento nelle graduatorie ATA.

Quanti punti vale nelle graduatorie ATA e per quanto tempo

La domanda più frequente di chi valuta se fare il corso è semplice: conviene davvero? La risposta dipende dal profilo, dall’entità del punteggio e dalla durata nel tempo del titolo. Su tutti e tre i fronti, l’attestato di addestramento professionale per la dattilografia offre risposte chiare. 

Per il profilo di Assistente Amministrativo l’attestato di addestramento professionale per la dattilografia incide sulla posizione in graduatoria. Le graduatorie ATA di terza fascia si aggiornano con cadenza triennale: chi non presenta il titolo entro la finestra del 2027 dovrà attendere l’aggiornamento successivo (2030).

1 punto per l’Assistente Amministrativo secondo il D.M. 89/2024

Il D.M. 89 del 21 maggio 2024 — il decreto ministeriale che ha disciplinato l’aggiornamento delle graduatorie ATA di terza fascia per il triennio 2024-2027 — conferma il valore di 1 punto per l’attestato di addestramento professionale per la dattilografia, valido esclusivamente per il profilo di Assistente Amministrativo. 

Un punto che, nel contesto delle graduatorie ATA, ha un peso concreto: un Assistente Amministrativo che possiede anche la qualifica professionale di Segretario Coordinatore Amministrativo (1,5 punti) arriva a 2,5 punti aggiuntivi — una differenza che, su graduatorie competitive, può cambiare significativamente la posizione finale.

L’attestato non ha scadenza: rimane valido per tutti i futuri aggiornamenti

A differenza di alcune certificazioni informatiche che seguono logiche di rinnovo periodico, l’attestato di addestramento professionale per la dattilografia non ha scadenza

Una volta conseguito, rimane valido per tutti i futuri aggiornamenti delle graduatorie ATA, senza necessità di rinnovo o di nuovi esami integrativi. 

Chi lo ottiene oggi potrà spenderlo nel prossimo bando del 2027, in quello successivo e in tutti i futuri aggiornamenti, purché la normativa ministeriale continui a riconoscerne il valore — come ha fatto costantemente dal D.M. 640/2017 fino al D.M. 89/2024. 

È opportuno precisare, per completezza, che eventuali modifiche normative future potrebbero in linea teorica incidere sui punteggi o sui criteri di valutazione, come accade per qualsiasi titolo soggetto a decreti ministeriali periodicamente aggiornati. Ad oggi, però, il titolo è stabile e pienamente riconosciuto.

Come ottenere la certificazione dattilografia ATA: il percorso passo dopo passo

Ottenere l’attestato di addestramento professionale per la dattilografia richiede meno tempo di quanto si pensi. Il percorso è interamente online, strutturato e accessibile a tutti — a patto di scegliere il corso giusto fin dal primo passo.

Scegliere un corso istituito da ente pubblico con delibera comunale verificabile

Il primo passo — e il più importante — è verificare che il corso scelto sia stato formalmente istituito da un ente pubblico

Non basta che il sito del corso riporti la dicitura “riconosciuto MIM” o “valido per ATA”: occorre che siano indicati in modo esplicito gli estremi della delibera dell’ente pubblico istitutore — numero, data e nome del Comune. 

Prima di acquistare, è buona norma cercare questa informazione nella pagina del corso o richiederla direttamente all’ente erogatore. Un corso serio la rende disponibile senza difficoltà, spesso con link diretto all’atto deliberativo.

Seguire il corso online: struttura, moduli e materiali didattici

Una volta iscritti, il corso si svolge interamente in modalità e-learning, accessibile da qualsiasi dispositivo e senza vincoli di orario. 

Il programma è strutturato in moduli progressivi: si parte dalla teoria della tastiera — posizione delle dita, suddivisione in zone, postura corretta — per arrivare gradualmente alla pratica della digitazione a 10 dita con tecnica cieca. 

Al termine di tutti i moduli si viene ammessi all’esame finale.

Superare l’esame finale: modalità, numero di domande e soglia minima

L’esame finale consiste in un test a risposta multipla di 30 domande da completare in 45 minuti. In caso di mancato superamento, il test è ripetibile gratuitamente, il che rende il percorso accessibile anche a chi ha bisogno di più di un tentativo. 

Non è richiesta la presenza fisica: l’intera procedura avviene da remoto, con la piattaforma che registra l’esito e sblocca automaticamente il rilascio dell’attestato.

Scaricare l’attestato in PDF e conservarlo per la domanda ATA

Al superamento dell’esame, l’attestato di addestramento professionale viene generato in formato digitale PDF e reso disponibile direttamente in piattaforma, in tempi molto brevi — spesso in giornata o entro pochi giorni lavorativi. 

È fondamentale salvare il file in modo sicuro e conservarne una copia in un luogo facilmente accessibile. Il titolo va dichiarato nella domanda ATA in fase di inserimento o aggiornamento: l’articolo 6, comma 4 del DM 89/2024 stabilisce che gli aspiranti dichiarano i titoli posseduti «senza produrre alcuna certificazione».

La verifica documentale avviene in un secondo momento, a cura dell’istituzione scolastica destinataria, che può richiedere l’originale a supporto di quanto dichiarato.

Come inserire correttamente l’attestato nella domanda (POLIS Istanze Online)

Le domande per l’inserimento e l’aggiornamento nelle graduatorie ATA di terza fascia si presentano esclusivamente online tramite la piattaforma POLIS Istanze Online, accessibile con credenziali SPID o CIE all’indirizzo dedicato del Ministero dell’Istruzione. 

Una volta effettuato l’accesso, si seleziona il profilo di interesse — nel caso dell’attestato di dattilografia, il profilo Assistente Amministrativo — e si accede alla sezione “Titoli culturali e certificazioni informatiche”

In questa sezione va dichiarato il titolo come “Attestato di addestramento professionale per la dattilografia”, con indicazione dell’ente pubblico istitutore e degli estremi della delibera comunale riportati sull’attestato stesso.

Le domande presentate con modalità diverse da quella telematica non vengono considerate valide.

Il corso di Dattilografia di Scuola Moscati

Scuola Moscati offre il Corso di Addestramento Professionale per la Dattilografia, istituito dal Comune di Spezzano Albanese (CS) con Delibera di Giunta Comunale n. 104 del 2020 e rinnovato in convenzione con Delibera di Giunta Comunale n. 31 dell’11 aprile 2024 per gli anni scolastici dal 2024/2025 al 2027/2028.

La gestione è affidata in convenzione a Biesse Solution S.r.l., secondo il modello che l’Allegato A/1 del DM 89/2024 riconosce espressamente: corso istituito da ente pubblico, anche se gestito da privati. L’attestato vale 1 punto nelle graduatorie ATA di terza fascia per il profilo di Assistente Amministrativo.

Il corso si svolge interamente online, con esame finale accessibile in piattaforma e attestato disponibile subito dopo il superamento. Scopri il corso e tutte le informazioni.

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Combina il corso ad altri titoli e massimizza il punteggio in graduatoria

L’attestato di dattilografia è un punto di partenza solido, ma la strategia più efficace per un aspirante Assistente Amministrativo è costruire un punteggio complessivo combinando più titoli complementari. 

Scuola Moscati offre tutti i percorsi necessari per farlo, con corsi interamente online e titoli valutabili nelle graduatorie ATA. Di seguito i due elementi da considerare:

  • il requisito di accesso;
  • il titolo cumulabile più efficace.

CIAD: il requisito minimo per entrare in graduatoria

Prima ancora di ragionare sul punteggio, c’è un prerequisito da non trascurare: senza la Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (CIAD), la domanda di inserimento nelle graduatorie ATA terza fascia per il profilo AA non è ammissibile. 

Per il profilo di Assistente Amministrativo la Certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale (CIAD) vale esclusivamente come requisito di accesso e non aggiunge punti in graduatoria. Solo per il profilo di Collaboratore Scolastico, dove non costituisce requisito di accesso, la CIAD è invece valutata come certificazione informatica aggiuntiva: 0,25 punti, ai sensi dell’Allegato A/5 del DM 89/2024.

Dattilografia + Segretario Coordinatore Amministrativo: la combinazione più efficace per l’AA

Per chi vuole costruire il punteggio più alto possibile, la combinazione da considerare è quella tra la dattilografia e la Qualifica di Segretario Coordinatore Amministrativo. 

La qualifica di Segretario Coordinatore Amministrativo vale 1,5 punti nelle graduatorie ATA per l’Assistente Amministrativo, come previsto dalle tabelle di aggiornamento 2024. La qualifica è riconosciuta a livello nazionale ed europeo, con livello EQF 5 nel Repertorio Regionale delle Qualifiche Professionali della Regione Campania. 

Il corso ha una durata di 300 ore, completabili interamente online in circa quattro mesi e mezzo attraverso la piattaforma Discentya, con un modello misto DAD/FAD: 84 ore di formazione teorica asincrona, 126 ore di lezioni in videoconferenza e 90 ore di tirocinio e attività laboratoriali online. 

Al termine del percorso, superato l’esame finale, viene rilasciata la qualifica professionale ai sensi del D.lgs 13/2013 e dell’art. 14 della Legge 845/78.

Con la dattilografia (1 pt) e la qualifica di Segretario Coordinatore Amministrativo (1,5 pt) il candidato AA somma 2,5 punti dai titoli culturali specifici del profilo, ai quali l’Allegato A/1 del DM 89/2024 consente di aggiungere la laurea (2 punti), l’eventuale idoneità in un precedente concorso pubblico (1 punto) e una certificazione informatica diversa dalla CIAD (0,25 punti), fino a un massimo di 5,75 punti di titoli di cultura aggiuntivi — un vantaggio che, nelle province più competitive, incide in modo tangibile sulla posizione in graduatoria.

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Domande frequenti sulla certificazione dattilografia ATA

Riproponiamo alcune delle domande più frequenti sulla Certificazione Dattilografia:

La “certificazione” dattilografia è la stessa cosa dell’attestato?

Dipende. Nel linguaggio comune del personale ATA i due termini vengono usati in modo intercambiabile, ma sul piano formale si riferiscono a documenti di natura diversa. Il titolo valutato ai fini del punteggio nelle graduatorie si chiama ufficialmente Attestato di addestramento professionale per la dattilografia: questa è la denominazione che compare nelle tabelle ministeriali di valutazione dei titoli e negli atti normativi di riferimento. La parola “certificazione” non compare mai nella normativa specifica per questo titolo. In sede di domanda su POLIS Istanze Online, va quindi dichiarato con la denominazione corretta, indicando ente pubblico istitutore ed estremi della delibera comunale. Usare il termine sbagliato non invalida la dichiarazione, ma può creare difficoltà in fase di verifica documentale da parte degli uffici scolastici.

Un corso accreditato regionale vale come ente pubblico?

No. L’accreditamento regionale di un ente di formazione privato e l’istituzione pubblica del corso sono due cose distinte. L’Allegato A/1 del DM 89/2024 riconosce solo gli attestati rilasciati al termine di corsi istituiti dallo Stato, da una Regione o da un altro ente pubblico — tipicamente un Comune, attraverso delibera di giunta. Il semplice accreditamento regionale di un ente privato per l’erogazione della formazione non è condizione sufficiente.

Il corso di Dattilografia di Scuola Moscati soddisfa esattamente questo requisito: è stato istituito dal Comune di Spezzano Albanese (CS) con atto originario Delibera di Giunta Comunale n. 104 del 2020, la cui convenzione è stata rinnovata con Delibera di Giunta Comunale n. 31 dell’11 aprile 2024 per gli anni scolastici dal 2024/2025 al 2027/2028. Scuola Moscati (Biesse Solution S.r.l.) gestisce il corso in convenzione con il Comune, che resta l’ente pubblico istitutore — l’attestato rilasciato è quindi pienamente valido ai fini del punteggio ATA.

Posso usare lo stesso attestato per più profili ATA?

No. L’attestato di addestramento professionale per la dattilografia attribuisce punteggio esclusivamente per il profilo di Assistente Amministrativo (AA). Non produce alcun effetto sul punteggio degli altri profili ATA — né per il Collaboratore Scolastico, né per l’Assistente Tecnico, né per altri profili di area A o B. Anche chi presenta domanda per più profili contemporaneamente non può sommare il punto della dattilografia su profili diversi da AA. Le tabelle ministeriali di valutazione dei titoli sono esplicite in questo senso e non lasciano margini di interpretazione: il titolo è profilato in modo specifico e la sua spendibilità è limitata a quel solo ambito.

L’attestato conseguito anni fa è ancora valido per il 2027?

. L’attestato di addestramento professionale per la dattilografia non ha scadenza e non richiede rinnovo. Un titolo conseguito nel 2018, nel 2020 o nel 2022 è pienamente valido per l’aggiornamento delle graduatorie ATA del triennio 2024-2027, disciplinato dal D.M. 89/2024, esattamente come uno conseguito oggi. Il valore di 1 punto per il profilo di Assistente Amministrativo è rimasto invariato dall’introduzione del titolo nelle tabelle ministeriali fino all’ultimo decreto disponibile. L’unica avvertenza di carattere generale vale per qualsiasi titolo soggetto a normativa ministeriale: eventuali futuri decreti di aggiornamento potrebbero in linea teorica modificare i criteri di valutazione. Ad oggi, però, nessuna disposizione ha intaccato il riconoscimento di questo titolo, che si conferma stabile e spendibile su tutto il territorio nazionale.

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