Con il Decreto Ministeriale n. 926 del 26 giugno 2026, firmato dal Ministro Anna Maria Bernini, il Ministero dell’Università e della Ricerca ha pubblicato il provvedimento che autorizza l’XI Ciclo del TFA Sostegno 2026: 30.241 posti confermati, una ripartizione che riporta in gioco la scuola Secondaria di II grado con 9.148 posti e il calendario nazionale delle prove fissato dal 14 al 17 luglio. Ecco tutto quello che occorre sapere per non farsi trovare impreparati.
SOMMARIO
Toggle- Cos’è il TFA Sostegno e cosa si ottiene
- Decreto TFA Sostegno XI Ciclo 2026: il provvedimento MUR n. 926 del 26 giugno
- Pubblicato il decreto: 30.241 posti autorizzati e ripartizione definitiva
- Calendario aggiornato: decreto (26 giugno), bandi atenei (giu-lug), prove (14-17 luglio), avvio corsi (set 2026)
- Posti disponibili: 30.241 confermati, con il ritorno della Secondaria di II grado
- Ripartizione regionale dei 30.241 posti: il Lazio prima regione
- Come monitorare le uscite: sito MUR, atenei, Scuola Moscati — dove trovare le informazioni aggiornate
- Requisiti di accesso al TFA Sostegno 2026: cosa serve per ogni grado
- Infanzia e Primaria: diploma magistrale (≤ a.s. 2001/02) o Laurea in Scienze della Formazione Primaria (LM-85bis)
- Secondaria di I e II Grado: laurea magistrale coerente con la classe di concorso + CFU richiesti, oppure diploma ITP
- Il nodo dei CFU: come colmare i crediti mancanti prima del bando
- Tabella riepilogativa: grado – titolo minimo – note
- Le tre prove del concorso TFA Sostegno 2026: come funzionano
- Prova preselettiva: 60 quesiti a risposta multipla in 2 ore – argomenti e punteggio
- Chi è esonerato dalla preselettiva: docenti con ≥3 anni di servizio sul sostegno, disabili ≥80%, esonero collettivo
- Prova scritta: domande aperte su didattica inclusiva, PEI, normativa — cosa valuta la commissione
- Prova orale: colloquio sulle competenze normative, pedagogiche e motivazionali
- Valutazione dei titoli: cosa incide sulla graduatoria finale dopo l’orale
- Come si svolge il corso: 60 CFU, tirocinio e durata
- Frequenza obbligatoria: lezioni, laboratori e 300 ore di tirocinio diretto nelle scuole
- 60 CFU: distribuzione tra insegnamenti teorici (36), laboratori (9) e tirocinio (12)
- Il diploma di specializzazione: valore legale, spendibilità in Italia e in Europa
- Costo: 2.500–3.500 € di retta + 100-150 € di contributo preselettiva – Carta del Docente e agevolazioni
- Dopo la specializzazione: GPS, supplenze e percorso verso il ruolo
- Come prepararsi al concorso TFA Sostegno 2026: inizia ora
- Domande frequenti sul TFA Sostegno 2026 (FAQ)
- Quando esce il bando del TFA Sostegno XI Ciclo 2026?
- Posso partecipare sia al TFA universitario che al percorso INDIRE?
- Ho 3 anni di servizio sul sostegno: devo fare la preselettiva?
- Quanti posti ci sono per il TFA Sostegno 2026?
- Ci sono posti per la Secondaria di II grado nell’XI Ciclo?
- È possibile seguire il TFA Sostegno XI Ciclo online?
- Il TFA universitario vale quanto il percorso INDIRE per le GPS?
- Con il TFA Sostegno posso lavorare subito come insegnante di sostegno?
- Gli idonei del X Ciclo possono iscriversi direttamente al corso senza rifare le prove?
Cos’è il TFA Sostegno e cosa si ottiene
La specializzazione sul sostegno: il titolo che abilita all’insegnamento e apre la prima fascia GPS
Il Tirocinio Formativo Attivo per il sostegno è il percorso universitario abilitante che consente di conseguire la specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nelle scuole di ogni ordine e grado.
Al termine del corso, previo superamento di una prova finale, si ottiene il diploma universitario di specializzazione, titolo con pieno valore legale.
Il possesso di questo titolo consente di:
- inserirsi nella prima fascia delle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) sul sostegno;
- partecipare ai concorsi pubblici riservati ai posti di sostegno;
- essere convocati con priorità per supplenze annuali e incarichi fino al termine delle attività didattiche.
Rispetto alla seconda fascia, chi opera dalla prima fascia GPS sostegno beneficia di un numero significativamente superiore di convocazioni e di possibilità di stabilizzazione.
Il titolo ha, inoltre, pieno riconoscimento in ambito europeo attraverso le procedure previste dalla Direttiva 2005/36/CE e dal sistema EQF, a differenza del titolo rilasciato da INDIRE, qualificato dal D.M. 75/2025 come «specializzazione non universitaria» valida esclusivamente in Italia.
Perché il 2026 è l’anno giusto: XI Ciclo universitario e II Ciclo INDIRE attivi contemporaneamente
Il 2026 rappresenta uno spartiacque nella storia recente della specializzazione sul sostegno.
Il Ministro Valditara ha confermato ufficialmente entrambi i percorsi con un comunicato del 20 febbraio 2026, precisando che «anche per il 2026 sono previsti percorsi di specializzazione per docenti privi di titolo, attraverso nuovi avvisi, che si affiancheranno ai corsi ordinariamente svolti dalle Università».
Tre ragioni rendono il 2026 particolarmente strategico:
- il doppio canale: chi ha almeno tre anni di servizio sul sostegno negli ultimi otto anni può accedere al percorso INDIRE; chi non li ha, o chi preferisce un titolo universitario riconoscibile in Europa, attende l’XI Ciclo TFA;
- le GPS 2026–2028: chi scioglie la riserva entro il 30 giugno 2026 accede alla prima fascia GPS già per le supplenze dell’anno scolastico 2026/2027;
- i futuri concorsi per il ruolo: il titolo di specializzazione è requisito indispensabile per le procedure selettive riservate al sostegno, e chi lo consegue nel 2026 sarà già in posizione favorevole per le prossime selezioni pubbliche.
TFA Sostegno 2026 vs INDIRE 2026: due percorsi diversi, a chi si rivolge ciascuno
| CARATTERISTICA | TFA UNIVERSITARIO (XI Ciclo) | INDIRE Art. 6 (II Ciclo) | INDIRE Art. 7 (II Ciclo) |
| Requisito principale | Titolo di studio coerente con il grado | ≥ 3 anni servizio sostegno (ultimi 8 aa) | Titolo estero in attesa di riconoscimento |
| Posti | 30.241 | 19.200 nazionali | 3.000 nazionali |
| CFU | 60 | 40 | 36–48 |
| Durata | ~8–9 mesi | ~4 mesi | ~3–4 mesi |
| Selezione | 3 prove (preselettiva + scritta + orale) | Nessuna (graduatoria per servizio) | Nessuna |
| Costo | 2.500–3.500 € | 1.316 € | 916–1.516 € |
| Titolo rilasciato | Specializzazione universitaria (valida UE) | Specializzazione NON universitaria (solo Italia) | Specializzazione NON universitaria (solo Italia) |
| Punteggio GPS | Max 36 punti (O.M. 27/2026) | Max 36 punti | Max 36 punti |
Il TFA universitario è la scelta indicata per chi non ha i requisiti per INDIRE oppure per chi vuole un titolo accademico riconoscibile anche in altri Paesi dell’Unione Europea.
Decreto TFA Sostegno XI Ciclo 2026: il provvedimento MUR n. 926 del 26 giugno
Pubblicato il decreto: 30.241 posti autorizzati e ripartizione definitiva
Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) ha pubblicato il Decreto Ministeriale n. 926 del 26 giugno 2026, a firma del Ministro Anna Maria Bernini, che autorizza ufficialmente l’attivazione dell’XI Ciclo del TFA Sostegno per l’a.a. 2025/2026.
Il decreto recepisce il fabbisogno di 30.241 posti, già comunicato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito con nota prot. 7496 del 25 marzo 2026, e ne definisce la ripartizione definitiva per ordine e grado, la distribuzione per ateneo (Allegato A) e il calendario nazionale delle prove preselettive. Il provvedimento si inserisce nel piano triennale che prevede 90.000 posti complessivi nel periodo 2024-2027.
L’iter si era aperto con la Nota MUR n. 4660 del 14 aprile 2026, con cui gli Atenei erano stati chiamati a inserire le proposte di attivazione dei corsi nella Banca Dati RAD-SUA CdS entro il 7 maggio 2026. Il decreto di giugno chiude la fase istruttoria e avvia le procedure: spetta ora a ciascun ateneo pubblicare il proprio bando, con date, quote di partecipazione e modalità di presentazione della domanda.
Non esiste una procedura nazionale centralizzata: la domanda va presentata alla singola università prescelta, nei termini del suo bando specifico. Considerato che le prove preselettive sono fissate a metà luglio, la finestra utile per iscriversi sarà presumibilmente molto ristretta.
Calendario aggiornato: decreto (26 giugno), bandi atenei (giu-lug), prove (14-17 luglio), avvio corsi (set 2026)
Il cronoprogramma definitivo dell’XI Ciclo, alla luce del DM 926/2026, è il seguente:
| FASE | PERIODO | DETTAGLI |
| Nota MUR di avvio (prot. 4660) | 14 aprile 2026 | Linee guida ministeriali e inserimento proposte in Banca Dati RAD-SUA. |
| Decreto ministeriale (n. 926) | 26 giugno 2026 | Autorizzazione ufficiale, ripartizione definitiva dei posti e calendario delle prove. |
| Pubblicazione bandi Atenei | Giugno – luglio 2026 | Emissione dei bandi specifici da parte delle singole Università. |
| Prove preselettive | 14 – 17 luglio 2026 | Una giornata per ciascun ordine di scuola (dettaglio sotto). |
| Prove scritte e orali | Luglio – settembre 2026 | Valutazione tecnica e colloquio attitudinale. |
| Avvio dei corsi | Settembre – ottobre 2026 | Inizio delle attività didattiche. |
| Conclusione e prova finale | Entro il 30 giugno 2027 | Termine del percorso di specializzazione. |
Le prove preselettive si svolgono in mattinata, con una giornata dedicata a ciascun grado per evitare sovrapposizioni:
- 14 luglio 2026 — Scuola dell’Infanzia;
- 15 luglio 2026 — Scuola Primaria;
- 16 luglio 2026 — Scuola Secondaria di I grado;
- 17 luglio 2026 — Scuola Secondaria di II grado.
Le modalità di svolgimento delle selezioni restano disciplinate dai decreti ministeriali n. 92/2019 e n. 90/2020.
Posti disponibili: 30.241 confermati, con il ritorno della Secondaria di II grado
Il DM 926/2026 conferma i 30.241 posti a livello nazionale — cifra inferiore ai 35.784 del X Ciclo, ma superiore ai 32.317 del IX Ciclo — ma ne ridefinisce la distribuzione rispetto alle prime indicazioni della Nota 4660/2026.
La novità più rilevante riguarda la scuola Secondaria di II grado: la Nota di aprile non aveva previsto alcun posto per quel grado, mentre il decreto di giugno gli destina 9.148 posti.
Non si tratta di un aumento del contingente complessivo, già fissato a 30.241, bensì di una redistribuzione interna: una quota consistente dei posti inizialmente ipotizzati per la primaria è stata spostata sul II grado, sulla base del fabbisogno effettivamente rilevato e delle richieste pervenute da numerosi atenei.
La ripartizione definitiva per ordine e grado è la seguente:
| ORDINE E GRADO | POSTI XI CICLO | INCIDENZA |
| Scuola dell’Infanzia | 4.553 | 15,1% |
| Scuola Primaria | 11.698 | 38,7% |
| Scuola Secondaria di I grado | 4.842 | 16,0% |
| Scuola Secondaria di II grado | 9.148 | 30,3% |
| TOTALE | 30.241 | 100% |
La primaria resta il grado con il fabbisogno più alto e assorbe quasi quattro posti su dieci, mentre la Secondaria di II grado — esclusa nelle prime ipotesi — torna a rappresentare oltre il 30% dell’offerta. I candidati in possesso dei requisiti per il II grado, di fatto, rientrano pienamente nell’XI Ciclo.
Ripartizione regionale dei 30.241 posti: il Lazio prima regione
La distribuzione territoriale fissata dall’Allegato A al DM 926/2026 vede il Lazio nettamente in testa con 8.317 posti, pari a oltre un quarto dell’intera offerta nazionale: un primato spiegato dall’elevata concentrazione di atenei, statali e non statali, presenti nella regione. Seguono, secondo le prime elaborazioni sui dati del decreto, Puglia, Sicilia, Lombardia e Campania.
| REGIONE | POSTI TOTALI |
| Lazio | 8.317 |
| Puglia | 2.824 |
| Sicilia | 2.687 |
| Lombardia | 2.492 |
| Campania | 2.404 |
| Toscana | 1.747 |
| Veneto | 1.600 |
| Calabria | 1.494 |
| Emilia-Romagna | 1.357 |
Tra le regioni con la minore disponibilità figurano, all’estremo opposto, Liguria (360 posti), Friuli Venezia Giulia (259), Molise (226) e Trentino-Alto Adige (216).
La distribuzione cambia in modo sensibile da un grado all’altro: il Lazio domina infanzia, primaria e II grado, mentre per la secondaria di I grado guida la Lombardia.
Di seguito le regioni con l’offerta più ampia per ciascun ordine di scuola, secondo le elaborazioni sui dati dell’Allegato A.
Scuola dell’infanzia — 4.553 posti totali:
| REGIONE | POSTI INFANZIA |
| Lazio | 1.185 |
| Sicilia | 685 |
| Campania | 450 |
| Puglia | 400 |
| Calabria | 315 |
Scuola primaria — 11.698 posti totali:
| REGIONE | POSTI PRIMARIA |
| Lazio | 3.725 |
| Puglia | 1.300 |
| Sicilia | 1.165 |
| Campania | 700 |
| Toscana | 694 |
| Veneto | 580 |
| Emilia-Romagna | 570 |
Scuola secondaria di I grado — 4.842 posti totali:
| REGIONE | POSTI SECONDARIA I GRADO |
| Lombardia | 1.085 |
| Veneto | 810 |
| Puglia | 800 |
| Emilia-Romagna | 480 |
| Toscana | 463 |
Per la secondaria di I grado non sono previsti posti in Lazio, Sicilia, Campania, Calabria, Abruzzo, Basilicata, Molise e Umbria.
Scuola secondaria di II grado — 9.148 posti totali:
| REGIONE | POSTI SECONDARIA II GRADO |
| Lazio | 3.407 |
| Campania | 1.254 |
| Sicilia | 837 |
| Lombardia | 757 |
| Calabria | 705 |
| Umbria | 568 |
| Toscana | 366 |
Per la secondaria di II grado non sono previsti posti in Veneto e Liguria.
Il dettaglio completo, regione per regione e ateneo per ateneo, è contenuto nell’Allegato A del decreto: prima di scegliere la sede in cui presentare domanda, è opportuno verificare i posti effettivamente banditi per il proprio grado nell’ateneo di interesse.
Una disposizione operativa ulteriore riguarda gli idonei del X Ciclo: ai sensi dell’articolo 4 comma 4 del DM 92/2019, potranno essere ammessi in soprannumero presso le sedi in cui hanno sostenuto le prove, salvo deroga motivata tra gli atenei interessati.
Alcuni posti sono inoltre riservati ai candidati con disabilità ai sensi dell’articolo 20 della Legge 104/1992.
Come monitorare le uscite: sito MUR, atenei, Scuola Moscati — dove trovare le informazioni aggiornate
Per non perdere la finestra di presentazione delle domande, è consigliabile:
- monitorare la pagina ufficiale del MUR (mur.gov.it) e il portale InPA, da cui verrà gestita la presentazione delle domande;
- seguire i siti degli atenei di interesse, che pubblicheranno i bandi specifici entro luglio;
- restare aggiornati tramite Scuola Moscati (scuolamoscati.it), che pubblica aggiornamenti tempestivi su bandi, date e cambiamenti normativi legati al TFA Sostegno.
Requisiti di accesso al TFA Sostegno 2026: cosa serve per ogni grado
Infanzia e Primaria: diploma magistrale (≤ a.s. 2001/02) o Laurea in Scienze della Formazione Primaria (LM-85bis)
Per accedere ai posti di sostegno nella scuola dell’Infanzia è necessario possedere uno dei seguenti titoli:
- Diploma magistrale (o di scuola magistrale), anche ad indirizzo psicopedagogico o linguistico, conseguito entro l’a.s. 2001/2002, incluso il diploma triennale specificamente per l’infanzia;
- Laurea in Scienze della Formazione Primaria con indirizzo infanzia (vecchio ordinamento) o appartenente alla classe LM-85bis (nuovo ordinamento);
- Titolo estero riconosciuto equivalente dal Ministero dell’Istruzione.
Per la scuola Primaria i titoli validi sono sostanzialmente gli stessi, con la precisazione che il diploma magistrale triennale deve avere validità per la scuola primaria.
Il diploma esclusivamente triennale valido per l’Infanzia non è sufficiente per la primaria: serve il diploma quadriennale o quinquennale sperimentale.
Secondaria di I e II Grado: laurea magistrale coerente con la classe di concorso + CFU richiesti, oppure diploma ITP
Per la scuola Secondaria di I grado sono validi:
- Laurea magistrale o a ciclo unico coerente con almeno una classe di concorso della secondaria di I grado, comprensiva di tutti i CFU richiesti dalla normativa;
- Abilitazione specifica per una classe di concorso del grado scolastico di riferimento.
Per la scuola Secondaria di II grado i requisiti sono analoghi, con la differenza che la laurea deve essere coerente con una classe di concorso specifica del II grado.
A differenza di quanto ipotizzato dalla Nota 4660/2026, il DM 926/2026 ha autorizzato 9.148 posti per questo grado: i candidati in possesso dei requisiti per il II grado possono quindi partecipare regolarmente all’XI Ciclo, nelle sedi che hanno bandito posti per le rispettive classi di concorso.
Se il titolo di laurea dà accesso solo a classi di concorso del II grado, il candidato non può concorrere anche per il I grado, e viceversa.
Nota per gli ITP: gli Insegnanti Tecnico Pratici possono accedere con il solo diploma valido per la classe di concorso (DPR 19/2016, Tabella B) solo fino al 31 dicembre 2026 (proroga introdotta dal D.L. 127/2025). Dal 2027 sarà obbligatoria almeno una laurea triennale.
Il nodo dei CFU: come colmare i crediti mancanti prima del bando
Un aspetto che genera frequenti dubbi riguarda i candidati la cui laurea magistrale permette in linea di principio l’accesso a una classe di concorso, ma non copre la totalità dei CFU richiesti dalla normativa.
I crediti mancanti possono essere colmati attraverso corsi singoli universitari o percorsi di formazione riconosciuti, il cui superamento è condizione necessaria per presentare domanda al TFA.
I CFU richiesti sono indicati nella Tabella A del DPR 19/2016 e nei successivi aggiornamenti.
Chi si trova in questa situazione deve verificare la propria posizione con anticipo rispetto alla pubblicazione del bando, poiché i tempi per integrare i CFU mancanti possono essere stretti.
Tabella riepilogativa: grado – titolo minimo – note
| GRADO SCOLASTICO | TITOLO MINIMO RICHIESTO | NOTE SPECIFICHE |
| Infanzia | Diploma magistrale entro a.s. 2001/02 o Laurea LM-85bis (indirizzo infanzia) | Vale anche il diploma triennale di scuola magistrale conseguito entro il 2001/02. |
| Primaria | Diploma magistrale entro a.s. 2001/02 o Laurea LM-85bis | Il diploma triennale valido solo per l’infanzia non è sufficiente; serve il diploma quadriennale/quinquennale. |
| Secondaria I grado | Laurea magistrale coerente con la classe di concorso + CFU richiesti | |
| Secondaria II grado | Laurea magistrale coerente con la classe di concorso + CFU richiesti | Ammesso anche diploma ITP specifico per laboratori (DPR 19/2016, Tabella B). |
Le tre prove del concorso TFA Sostegno 2026: come funzionano
Prova preselettiva: 60 quesiti a risposta multipla in 2 ore – argomenti e punteggio
La prova preselettiva è il primo filtro selettivo e, in molti casi, determina già la selezione della maggior parte dei candidati.
Si tratta di un test a risposta multipla con le seguenti caratteristiche:
- 60 quesiti con 5 opzioni di risposta (una sola corretta);
- 2 ore di tempo per il completamento;
- 0,5 punti per ogni risposta corretta; 0 punti per risposte errate o non fornite;
- accedono alla prova scritta i candidati nei primi posti della graduatoria, in numero pari al doppio dei posti banditi dall’ateneo per quel grado.
Gli argomenti si distribuiscono su quattro aree principali:
- Area 1 – Competenze linguistiche e comprensione del testo: almeno 20 quesiti su 60 (obbligatori per normativa). Grammatica italiana, analisi del testo, comprensione di brani, figure retoriche, lessico e sintassi;
- Area 2 – Logica e ragionamento: serie numeriche e simboliche, inferenze logiche, ragionamento deduttivo e induttivo, analogie tra concetti;
- Area 3 – Competenze socio-psico-pedagogiche e didattiche: psicologia dello sviluppo, pedagogia speciale, didattica inclusiva, normativa scolastica, teorie dell’apprendimento, modelli di intervento per alunni con disabilità o BES;
- Area 4 – Competenze didattiche diversificate per grado: varia in base al grado. Per infanzia e primaria si valutano metodologie di questi cicli, sviluppo dell’età prescolare e scolare; per la secondaria si privilegiano metodologie disciplinari e gestione dell’inclusione in contesti curricolari diversificati.
Chi è esonerato dalla preselettiva: docenti con ≥3 anni di servizio sul sostegno, disabili ≥80%, esonero collettivo
La normativa prevede tre categorie di esonero dalla prova preselettiva:
- docenti con almeno 3 anni di servizio su posto di sostegno maturati negli ultimi 5 anni scolastici nello specifico grado per cui si concorre (nei limiti della riserva del 35% dei posti). Il servizio deve essere riferito allo stesso grado: i tre anni in Primaria non danno diritto all’esonero per la Secondaria, e viceversa. Accedono direttamente alla prova scritta;
- candidati con disabilità pari o superiore all’80% ai sensi dell’articolo 20 della Legge 104/1992, con accesso diretto alla prova scritta;
- esonero collettivo: se il numero totale degli iscritti alla preselettiva per un determinato grado è pari o inferiore al doppio dei posti banditi dall’ateneo, la preselettiva viene soppressa e tutti i candidati accedono direttamente alla prova scritta.
Prova scritta: domande aperte su didattica inclusiva, PEI, normativa — cosa valuta la commissione
La prova scritta è accessibile ai candidati che hanno superato la preselettiva (o che ne sono stati esonerati) e valuta competenze più approfondite attraverso domande a risposta aperta o semi-strutturata.
Le tematiche principali includono:
- Progettazione di interventi educativi individualizzati: elaborazione di un PEI secondo la prospettiva biopsicosociale dell’ICF-CY, definizione degli obiettivi a breve, medio e lungo termine, scelta delle metodologie adeguate al profilo di funzionamento dell’alunno;
- Didattica per l’inclusione: metodologie attive (cooperative learning, peer tutoring, flipped classroom), Universal Design for Learning (UDL), differenziazione didattica;
- Normativa sull’inclusione scolastica: Legge 104/1992, Legge 170/2010, D.Lgs. 66/2017, D.Lgs. 96/2019, Linee Guida per i DSA;
- Psicologia dell’educazione e dello sviluppo: teorie cognitive e comportamentali, sviluppo neuropsicologico nei bambini e negli adolescenti.
Le commissioni attribuiscono particolare peso alla chiarezza espositiva, alla coerenza logica dell’argomentazione e alla capacità di collegare i concetti teorici con situazioni educative concrete.
Il punteggio minimo per la sufficienza è 21/30.
Prova orale: colloquio sulle competenze normative, pedagogiche e motivazionali
La prova orale è il momento più personale dell’iter selettivo: un colloquio con la commissione esaminatrice che valuta tre dimensioni fondamentali:
- competenze normative e pedagogiche: conoscenza del quadro legislativo dell’inclusione scolastica, dei principali modelli teorici e delle implicazioni operative per il docente di sostegno;
- attitudine all’insegnamento di sostegno: motivazione, capacità di empatia, gestione delle situazioni complesse, disponibilità al lavoro in équipe con colleghi, figure specialistiche e famiglie;
- competenze comunicative e relazionali: fondamentali per chi opererà quotidianamente con alunni con disabilità in contesti talvolta emotivamente impegnativi.
Anche per la prova orale il punteggio minimo per la sufficienza è 21/30.
Valutazione dei titoli: cosa incide sulla graduatoria finale dopo l’orale
Dopo il superamento della prova orale, i candidati ricevono un punteggio aggiuntivo derivante dalla valutazione dei titoli culturali e professionali.
Tra i titoli valorizzati:
- il voto di laurea;
- dottorati di ricerca o ulteriori specializzazioni;
- esperienze di servizio su posti di sostegno (anche se non sufficienti per l’esonero dalla preselettiva);
- pubblicazioni scientifiche.
La graduatoria finale è il risultato della somma dei punteggi ottenuti nelle prove e nella valutazione dei titoli. Solo chi risulta in posizione utile in questa graduatoria accede al corso.
Come si svolge il corso: 60 CFU, tirocinio e durata
Frequenza obbligatoria: lezioni, laboratori e 300 ore di tirocinio diretto nelle scuole
Il corso TFA Sostegno XI Ciclo si sviluppa nell’arco di circa 8–9 mesi, con avvio previsto a settembre 2026 e conclusione entro giugno 2027.
Non è possibile seguirlo in modalità completamente a distanza: la frequenza in presenza resta la norma, in particolare per laboratori e tirocinio.
Il DM 926/2026 introduce però una novità sperimentale: su richiesta dell’Università di Torino e del Coordinamento dei Direttori dei corsi, e in attesa di una modifica formale dell’allegato C del DM 30 settembre 2011, è ammesso lo svolgimento fino al 20% del monte ore complessivo in modalità telematica.
Per gli insegnamenti teorici il regolamento prevede un limite massimo di assenze pari al 20% del monte ore di ciascun insegnamento. Per i laboratori e il tirocinio la frequenza è, invece, obbligatoria in modo integrale (DM 92/2019, art. 3 c. 4): le assenze non sono ammesse come per gli insegnamenti teorici e, se si supera la soglia consentita dal regolamento dell’ateneo, il corsista non viene ammesso all’esame finale. Le ore eventualmente perse vanno recuperate secondo le modalità stabilite dalla singola Università.
60 CFU: distribuzione tra insegnamenti teorici (36), laboratori (9) e tirocinio (12)
Il corso prevede il conseguimento di 60 Crediti Formativi Universitari (CFU), stabiliti dal D.M. 249/2010. Un CFU equivale a 25 ore complessive tra lezione e studio individuale, per un monte ore totale di circa 1.500 ore.
La distribuzione è la seguente:
| COMPONENTE | CFU |
| Insegnamenti teorici (psicologia, pedagogia speciale, didattica inclusiva, normativa, tecnologie) | 36 |
| Laboratori pedagogico-didattici | 9 |
| Tirocinio diretto nelle scuole | 6 |
| Tirocinio indiretto (TIC e supervisione) | 6 |
| Prova finale | 3 |
| TOTALE | 60 |
Il tirocinio si articola in due tipologie da 150 ore ciascuna (300 ore totali):
- il tirocinio diretto si svolge nelle scuole, affiancando un docente di sostegno in servizio;
- il tirocinio indiretto si svolge in sede universitaria con il tutor accademico, attraverso analisi dei casi incontrati e redazione del portfolio professionale.
Il diploma di specializzazione: valore legale, spendibilità in Italia e in Europa
Al termine del percorso, previo superamento di tutti gli esami e completamento delle ore di tirocinio, il corsista sostiene una prova finale con discussione di una relazione di tirocinio davanti a una commissione universitaria.
Il diploma universitario di specializzazione ha pieno valore legale e consente di:
- concorrere su posti di sostegno nelle scuole statali italiane;
- inserirsi nella prima fascia GPS sostegno;
- partecipare ai concorsi pubblici riservati al sostegno;
- avviare procedure di riconoscimento in altri Paesi UE attraverso la Direttiva 2005/36/CE e il sistema EQF.
Il voto di specializzazione (espresso su base 100) determina direttamente il punteggio GPS in base alla Tabella A/7 dell’O.M. 27/2026.
Costo: 2.500–3.500 € di retta + 100-150 € di contributo preselettiva – Carta del Docente e agevolazioni
Il percorso prevede due voci di spesa principali:
- contributo per la preselettiva: da 100 a 150 euro (non rimborsabile anche in caso di mancato superamento);
- retta di iscrizione al corso: tra 2.500 e 3.500 euro per l’intera durata, con possibilità di rateizzazione in 2, 3 o 4 rate.
La Carta del Docente può essere utilizzata per coprire integralmente o parzialmente la retta, poiché il percorso rientra tra le destinazioni d’uso previste per la formazione universitaria.
A partire dall’a.s. 2025/2026, la Carta è stata estesa anche ai docenti precari con supplenza annuale o fino al termine delle attività didattiche (D.L. 127/2025), con un importo per il 2025/2026 di 383 euro. Le modalità di pagamento tramite buono elettronico variano da ateneo ad ateneo.
Dopo la specializzazione: GPS, supplenze e percorso verso il ruolo
Prima fascia GPS sostegno: più chiamate, più supplenze, più possibilità di stabilizzazione
Per un docente precario che aspira alla stabilizzazione, il titolo di specializzazione sul sostegno rappresenta la via più diretta verso il ruolo.
La prima fascia GPS sostegno è la graduatoria da cui le scuole attingono per le supplenze annuali e per le immissioni in ruolo su posti vacanti, e l’inserimento in questa fascia – possibile solo con il titolo di specializzazione – offre possibilità nettamente superiori rispetto alla seconda fascia.
Chi opera dalla seconda fascia subisce un netto svantaggio in termini di convocazioni e di accesso ai contratti annuali.
Il punteggio GPS 2026: fino a 36 punti in base al voto di specializzazione (O.M. 27/2026, Tabella A/7)
Il punteggio nella prima fascia GPS sostegno è calcolato in base alla Tabella A/7 dell’O.M. 27 del 16 febbraio 2026.
La formula prevede:
- da 8 a 24 punti in base al voto di specializzazione;
- 12 punti fissi aggiuntivi riconosciuti a tutti i candidati specializzati;
- punteggio massimo complessivo: 36 punti.
Nel dettaglio, i punti per voto di specializzazione sono i seguenti:
| VOTO DI SPECIALIZZAZIONE | PUNTI GPS |
| 60 – 65 | 8 |
| 66 – 70 | 10 |
| 71 – 75 | 12 |
| 76 – 80 | 14 |
| 81 – 85 | 16 |
| 86 – 90 | 18 |
| 91 – 95 | 22 |
| 96 – 100 | 24 |
È previsto, inoltre, un bonus aggiuntivo di 9 punti per ciascuna classe di concorso per chi possiede il titolo di specializzazione.
L’O.M. 27/2026 equipara il punteggio tra TFA universitario e percorso INDIRE.
Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), nella seduta dell’11 dicembre 2025, aveva votato all’unanimità parere contrario a tale equiparazione, evidenziando la differente profondità formativa dei due percorsi.
Il Ministero ha consapevolmente disatteso il parere, ma la questione potrebbe diventare oggetto di contenzioso nei mesi a venire.
Concorsi per il ruolo sul sostegno: come la specializzazione apre l’accesso alle procedure pubbliche
Il titolo di specializzazione è requisito indispensabile per partecipare ai concorsi riservati ai posti di sostegno.
Nei cicli concorsuali recenti, in particolare con il concorso PNRR, i docenti specializzati hanno avuto accesso a procedure semplificate o riservate, con immissioni in ruolo in tempi relativamente brevi.
Una volta immessi in ruolo, i docenti di sostegno sono soggetti al vincolo quinquennale: l’obbligo di permanere per almeno cinque anni nella scuola e nel ruolo per cui si è ottenuto il posto.
Lo scopo è garantire continuità didattica e stabilità per gli alunni con disabilità.
Lo stipendio del docente neoimmesso in ruolo è pari a quello del docente curriculare dello stesso grado: circa 21.000–22.000 euro lordi annui (1.350–1.450 euro netti mensili) per Infanzia e Primaria, con importi leggermente superiori per la Secondaria (CCNL Istruzione e Ricerca 2022–2024, firmato il 23 dicembre 2025).
Come prepararsi al concorso TFA Sostegno 2026: inizia ora
Perché iniziare subito: prove fissate dal 14 al 17 luglio — chi studia prima parte avvantaggiato
La finestra temporale è ormai strettissima. Con il DM 926/2026 pubblicato e le prove preselettive fissate dal 14 al 17 luglio 2026, i bandi universitari sono attesi a giorni e i tempi per iscriversi e prepararsi si riducono drasticamente.
La prova preselettiva del TFA Sostegno non è una prova di cultura generale: richiede una conoscenza specifica delle teorie psicopedagogiche, della normativa sull’inclusione, delle metodologie didattiche e delle competenze linguistiche. Materie che non si affrontano produttivamente in pochi giorni.
Chi arriva preparato ha un vantaggio reale e misurabile: la preselettiva filtra i candidati in modo rigido (accede alla scritta solo il doppio dei posti banditi) e chi ha già simulato centinaia di quesiti riconosce immediatamente i temi ricorrenti, gestisce i tempi con sicurezza e riduce drasticamente il margine di errore.
La struttura delle prove è rimasta sostanzialmente invariata nel tempo: iniziare prima della pubblicazione dei bandi non è solo consigliabile, è strategicamente necessario.
Proprio per arrivare pronti a questa finestra ristretta, può risultare utile affidarsi a un percorso strutturato come il Corso di Preparazione al Concorso TFA Sostegno di Scuola Moscati, interamente online e aggiornato all’XI Ciclo, che accompagna il candidato dalla preselettiva fino alla prova orale con video-lezioni, simulatore di quesiti ed esercitazioni guidate.

Gli argomenti chiave da padroneggiare per tutte e tre le prove: pedagogia speciale, normativa inclusione, didattica BES
Gli argomenti con la maggiore frequenza nelle prove dei cicli precedenti sono:
- Teorie dello sviluppo cognitivo (Piaget, Vygotskij, Bruner) e le loro implicazioni per la didattica;
- Modello ICF e Profilo di Funzionamento introdotto dal D.Lgs. 66/2017;
- Struttura e contenuti del PEI (D.M. 182/2020 e successive modifiche);
- Legge 104/1992 e Legge 170/2010 sui DSA;
- Metodologie inclusive: cooperative learning, peer tutoring, UDL, differenziazione didattica;
- Bisogni Educativi Speciali: DSA, ADHD, disabilità intellettiva, autismo, disabilità sensoriali;
- Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) e ausili tecnologici per l’inclusione.
Per la prova scritta e l’orale la profondità richiesta è maggiore: il candidato deve essere in grado di progettare un intervento educativo per un profilo di funzionamento dato, argomentare le proprie scelte metodologiche e dimostrare una visione integrata del ruolo del docente di sostegno all’interno del team educativo.
Corso di Preparazione al Concorso TFA Sostegno di Scuola Moscati
Per chi intende partecipare all’XI Ciclo, Scuola Moscati offre il Corso di Preparazione al Concorso TFA Sostegno, progettato per accompagnare il candidato lungo l’intero percorso selettivo – dalla prova preselettiva fino alla prova orale – con l’obiettivo di massimizzare le possibilità di vincere il concorso e accedere al percorso universitario.
Il corso include:
- video-lezioni sulle materie oggetto delle prove;
- simulatore con migliaia di quesiti preselettivi aggiornati ai cicli più recenti;
- esercitazioni guidate sulla prova scritta;
- sessioni di preparazione alla prova orale.
Il tutto accessibile interamente online, con materiali aggiornati all’XI Ciclo.
Per chi si iscrive è disponibile la garanzia “TFA Superato o Rimborsato”: qualora il corsista non superasse il concorso, ha diritto al rimborso integrale del 100% del costo del corso.
Domande frequenti sul TFA Sostegno 2026 (FAQ)
Quando esce il bando del TFA Sostegno XI Ciclo 2026?
Il MUR ha pubblicato il Decreto Ministeriale n. 926 del 26 giugno 2026, che autorizza i 30.241 posti, fissa la ripartizione definitiva per ordine e grado e stabilisce il calendario delle prove preselettive (dal 14 al 17 luglio 2026). I bandi dei singoli atenei seguiranno a breve: è in quei bandi che si troveranno date di iscrizione, programmi d’esame e modalità organizzative. Si consiglia di monitorare – oltre agli aggiornamenti di questo articolo e al blog di Scuola Moscati “Mondo Scuola News” – il sito del MUR, il portale InPA e le pagine ufficiali degli atenei prescelti.
Posso partecipare sia al TFA universitario che al percorso INDIRE?
No. I due percorsi sono incompatibili: non è possibile essere iscritti contemporaneamente a entrambi. Chi è già iscritto al percorso INDIRE deve rinunciarvi formalmente prima di potersi iscrivere al TFA universitario, e viceversa.
Ho 3 anni di servizio sul sostegno: devo fare la preselettiva?
I docenti con almeno tre anni di servizio su posto di sostegno negli ultimi cinque anni scolastici, nello specifico grado per cui si concorre, sono esonerati dalla preselettiva e accedono direttamente alla prova scritta. Il servizio deve essere documentabile e riferito allo stesso grado scolastico della domanda.
Quanti posti ci sono per il TFA Sostegno 2026?
Il numero ufficiale, fissato dal Decreto Ministeriale n. 926 del 26 giugno 2026, è di 30.241 posti così ripartiti: 4.553 per l’Infanzia, 11.698 per la Primaria, 4.842 per la Secondaria di I grado e 9.148 per la Secondaria di II grado. Il Lazio è la regione con l’offerta più ampia (8.317 posti, oltre un quarto del totale nazionale), grazie all’elevata concentrazione di atenei statali e non statali. Per confronto, il X Ciclo aveva autorizzato 35.784 posti.
Ci sono posti per la Secondaria di II grado nell’XI Ciclo?
Sì. A differenza di quanto previsto dalla Nota MUR 4660/2026 – che non aveva rilevato fabbisogno per quel grado – il Decreto n. 926/2026 destina alla Secondaria di II grado 9.148 posti, pari a oltre il 30% del contingente. Non si tratta di posti aggiuntivi, ma di una redistribuzione interna ai 30.241 complessivi: una parte dei posti inizialmente ipotizzati per la primaria è stata riassegnata al II grado in base al fabbisogno rilevato e alle richieste degli atenei.
È possibile seguire il TFA Sostegno XI Ciclo online?
Solo in parte. Il DM 926/2026 ammette, in via sperimentale, lo svolgimento fino al 20% del monte ore complessivo in modalità telematica; la restante parte si svolge in presenza e, in particolare, laboratori e tirocinio richiedono la frequenza obbligatoria integrale. Non è quindi possibile completare il percorso interamente a distanza.
Il TFA universitario vale quanto il percorso INDIRE per le GPS?
Ai fini delle GPS e dell’accesso ai concorsi per il ruolo, i due titoli sono equiparati dalla normativa vigente (O.M. 27/2026, Tabella A/7), con un punteggio massimo di 36 punti. Tuttavia, il titolo TFA è universitario e può essere utilizzato per procedure di riconoscimento in altri Paesi UE, mentre il titolo INDIRE è espressamente definito «non universitario» e vale solo in Italia.
Con il TFA Sostegno posso lavorare subito come insegnante di sostegno?
Sì. Non appena si consegue il diploma di specializzazione, è possibile inserirsi nella prima fascia GPS sostegno e ricevere convocazioni per supplenze annuali già nell’anno scolastico successivo. Per accedere al ruolo è necessario superare il relativo concorso pubblico: una volta immessi in ruolo, si è soggetti al vincolo quinquennale di permanenza nella scuola e nella tipologia di posto ottenuta.
Gli idonei del X Ciclo possono iscriversi direttamente al corso senza rifare le prove?
Sì. Il DM 926/2026 conferma che, ai sensi dell’articolo 4 comma 4 del DM 92/2019, gli idonei del X Ciclo possono essere ammessi in soprannumero presso le stesse sedi in cui hanno sostenuto le prove, salvo deroga motivata tra gli atenei interessati. È un’opportunità significativa per chi, pur avendo superato le prove del X Ciclo, non era riuscito ad accedere al corso per esaurimento posti.
⚠️ Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2026. I dati dell’XI Ciclo TFA Sostegno 2026 si basano sul Decreto Ministeriale MUR n. 926 del 26 giugno 2026 (autorizzazione di 30.241 posti, ripartizione definitiva per ordine e grado con 9.148 posti destinati alla Secondaria di II grado, calendario delle prove preselettive dal 14 al 17 luglio 2026, apertura sperimentale fino al 20% di didattica a distanza). Le date di iscrizione e i dettagli operativi saranno definiti dai bandi dei singoli atenei, attesi nei prossimi giorni. La pagina verrà aggiornata alla pubblicazione dei bandi universitari.



