La finestra temporale per presentare la domanda 150 preferenze GPS è aperta su Istanze OnLine dal 16 al 29 luglio 2026 (ore 14.00) e riguarda tutti gli aspiranti inseriti nelle GaE o nelle GPS 2026/28, in vista di supplenze fino al 30 giugno o al 31 agosto 2027.Â
Ma attenzione: non è possibile correggere una domanda scritta male e i suoi effetti si scontano per l’intero anno scolastico. Prima di compilarla, vale la pena capire tre meccanismi che pochi conoscono davvero, e che possono cambiare in modo sostanziale il risultato finale.
SOMMARIO
ToggleL’ordine delle preferenze non è un dettaglio, è la strategia
Il primo elemento da interiorizzare è come lavora davvero il sistema che assegna gli incarichi: non confronta tutte le preferenze insieme per scegliere la più vantaggiosa, ma le legge una per una, nell’ordine esatto in cui sono state scritte, e si ferma alla prima che risulta disponibile.Â
Ciò significa che l’ordine in cui si scrivono le righe della domanda 150 preferenze GPS pesa quanto, se non più, delle scuole scelte. Chi punta soprattutto a un contratto pieno dovrebbe evitare di alternare le tipologie di incarico scuola per scuola.Â
La sequenza più efficace è elencare prima tutte le scuole di interesse con la tipologia di contratto preferita — ad esempio il 31 agosto — e solo dopo aver esaurito quell’elenco ripetere le stesse scuole con la tipologia successiva, il 30 giugno, e così via con eventuali spezzoni.Â
Chi invece vuole restare a tutti i costi in una zona precisa, anche accettando un incarico parziale, può legittimamente alternare le opzioni scuola per scuola: in quel caso starà comunicando all’algoritmo che la vicinanza conta più della tipologia di contratto.Â
Non esiste una sequenza giusta in assoluto: esiste la sequenza giusta per l’obiettivo che si sta davvero perseguendo, ed è questo che va deciso prima di scrivere, non dopo aver ricevuto la nomina.
Nomina al ruolo da GPS sostegno: quando conviene accettare e quando no
Chi si trova in prima fascia GPS sostegno e riceve una proposta di nomina finalizzata al ruolo affronta una decisione che vale la pena inquadrare correttamente.Â
La procedura, regolata dalla circolare ministeriale n. 11814 del 6 maggio 2026 in applicazione dell’articolo 399, comma 3-quater del D.Lgs. 297/1994, impone l’accettazione espressa entro 5 giorni dall’assegnazione (o entro il 1° settembre se la sede viene assegnata dal 28 agosto in avanti): superato quel termine senza risposta, la mancata accettazione vale come rinuncia automatica.
Il punto strategico è questo: sul fronte delle supplenze dell’anno in corso, accettare o rifiutare produce lo stesso identico risultato. Chi riceve l’assegnazione di una sede perde, in entrambi i casi, la possibilità di ottenere qualunque incarico a tempo determinato per il 2026/27, compresi gli interpelli successivi.Â
La differenza si gioca tutta sul medio periodo: accettare significa avviare il percorso verso l’immissione in ruolo, mentre rifiutare significa restare disponibile per ripresentarsi, senza penalizzazioni, l’anno successivo.Â
Ragion per cui, la decisione da prendere non è “quanto mi conviene quest’anno” — perché su quel fronte il conto è già chiuso — ma “dove voglio essere tra due o tre anni”.
I concorsi non svuotano le GPS: ecco dove punteranno le supplenze
L’obiezione più frequente di chi valuta se compilare la domanda 150 preferenze GPS 2026 riguarda l’ondata di concorsi in corso: se le assunzioni aumentano, ha ancora senso investire tempo nelle GPS? La risposta richiede di distinguere due tipi di organico che vengono spesso confusi.Â
L’organico di diritto è il numero di posti stabilmente previsti a inizio anno, ed è su questo che agiscono principalmente le immissioni in ruolo da concorso. L’organico di fatto, invece, nasce da esigenze che emergono durante l’anno — un aumento di iscritti, un progetto specifico, una necessità di sostegno non prevedibile a giugno — e resta la fonte principale delle supplenze GPS, indipendentemente da quanti concorsi si concludano.
Il risultato concreto è che le disponibilità con contratto al 31 agosto, più legate a posti vacanti stabili, sono destinate a diminuire progressivamente nei prossimi anni scolastici.Â
Gli incarichi al 30 giugno e quelli su organico di fatto, invece, continueranno a essere numerosi, perché nessun piano di assunzioni può prevedere in anticipo le esigenze che nascono durante l’anno.Â
Chi compila oggi la domanda 150 preferenze GPS 2026 dovrebbe quindi orientare le proprie aspettative su questo tipo di incarichi, più che sperare in una cattedra intera fino a fine agosto.
Riempire tutte le caselle non è una strategia, è un rischio
Molti aspiranti affrontano la domanda 150 preferenze GPS 2026 partendo da un’idea sbagliata: pensano che il numero indichi scuole da coprire per obbligo, e che più caselle si riempiono, più sale la probabilità di ottenere un incarico.Â
Le 150 caselle sono preferenze, non un elenco minimo da completare, e nessuna norma impone di esprimerne un numero elevato.
Il rischio concreto di questo approccio è opposto a quello che si vuole evitare: chi riempie meccanicamente l’intera lista, arrivando fino alla provincia per “sicurezza”, finisce spesso per accettare implicitamente la disponibilità a lavorare a decine di chilometri da casa, in comuni che non avrebbe mai scelto consapevolmente.Â
La domanda giusta da porsi prima di scrivere la centocinquantesima preferenza non è “conviene metterla per non rischiare”, ma “accetterei davvero questa soluzione se fosse l’unica disponibile”.Â
Costruire la lista partendo dal proprio limite geografico e logistico reale, e non dal numero massimo di caselle disponibili, è il primo passo della strategia — prima ancora di occuparsi dell’ordine tra le tipologie di contratto.
Che l’incarico arrivi da un contratto pieno o da uno spezzone, il punteggio con cui ci si presenta in graduatoria resta la variabile che pesa di più sul lungo periodo. In vista del prossimo aggiornamento delle GPS, i corsi di Scuola Moscati sono pensati per rafforzare la propria posizione prima della prossima finestra di aggiornamento: scopri i percorsi disponibili e i requisiti di accesso.

