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150 Preferenze GPS 2026: come scegliere in base al tuo profilo

150 Preferenze GPS 2026 come scegliere in base al tuo profilo

Centocinquanta caselle da riempire, e nessuna indicazione su cosa scriverci dentro: è il momento in cui la maggior parte dei docenti si blocca davanti alla domanda GPS, la cui finestra di compilazione è aperta su Istanze On Line dal 16 al 29 luglio 2026 (ore 14:00 di entrambe le date). Non perché manchino le istruzioni tecniche — quelle si trovano facilmente — ma perché nessuno spiega davvero come si decide cosa metterci, in base al proprio punteggio, alla propria materia e alla propria vita fuori dalla scuola.

Questa guida non aggiunge un altro elenco di passaggi da seguire: parte da chi deve affrontare la scelta, non dalla procedura. Se cerchi la parte meccanica — scadenze, algoritmo, come si inserisce una preferenza sul portale — la trovi nella nostra guida strategica alla compilazione e nella panoramica completa sulla procedura. Qui ci concentriamo su un solo problema: capire quale strategia si adatta a te, prima ancora di aprire il modulo.

Il primo bivio: velocità o precisione 

Prima di scrivere anche una sola preferenza, vale la pena chiarirsi su un punto: cosa conta di più tra ottenere una supplenza il prima possibile e ottenerla esattamente dove si vuole? 

Sono due obiettivi che tirano in direzioni opposte. Chi punta tutto sulla precisione riempie la lista di preferenze puntuali sulle scuole desiderate, accettando il rischio di restare fuori se quelle sedi non si liberano. 

Chi punta sulla velocità usa preferenze sintetiche ampie — comune, distretto, intera provincia — accettando di lavorare anche lontano da casa o in una sede non scelta nel dettaglio. Nessuna delle due scelte è sbagliata: il punto è farla consapevolmente, prima di iniziare a scrivere, e non a metà compilazione. 

Quattro profili, quattro strategie diverse 

Chi compila la domanda raramente si riconosce in un consiglio unico valido per tutti: la strategia giusta dipende da chi sei, non da una regola generale. Ecco quattro profili che ricorrono più spesso tra chi si prepara alla compilazione delle 150 preferenze GPS 2026, e la logica che conviene seguire in ciascun caso. 

Punteggio basso, poca esperienza 

Chi è appena entrato in GPS o ha un punteggio ancora modesto parte in una posizione di svantaggio rispetto a chi ha anni di supplenze alle spalle. 

Nello specifico, la strategia più razionale è privilegiare la copertura: poche preferenze puntuali sulle sedi davvero irrinunciabili, e il resto della lista costruito con preferenze sintetiche ampie, fino a coprire l’intera provincia se la propria classe di concorso lo consente. 

Ragion per cui, in questo caso la domanda giusta non è “dove voglio lavorare” ma “dove è più probabile che il mio punteggio trovi spazio”: il meccanismo di ripescaggio dell’algoritmo lavora a favore di chi ha lasciato meno caselle vuote. 

Punteggio medio-alto, obiettivo su una scuola precisa 

Chi ha già accumulato punteggio e ha in mente una sede specifica — magari per continuità con l’anno precedente, o per vicinanza a casa — può permettersi un approccio più selettivo, ma non dovrebbe comunque giocarsi tutto su poche preferenze puntuali. 

A tal proposito, la strategia più equilibrata è aprire la lista con le sedi realmente desiderate in ordine di priorità reale, e proseguire con preferenze sintetiche di area, in modo che il ripescaggio possa comunque intercettare una sede accettabile se le prime scelte non si liberano nel proprio turno. 

Vincoli familiari o territoriali 

Chi ha figli piccoli, un partner con un lavoro fisso in una città, o più in generale non può permettersi di allontanarsi troppo da casa, dovrebbe costruire la lista partendo da un raggio geografico definito, non dalla graduatoria delle scuole più prestigiose. 

Nello specifico, conviene mappare in anticipo tutti i comuni raggiungibili in un tempo di spostamento sostenibile, ed esprimere preferenze sintetiche su quei comuni prima ancora di pensare alle singole scuole. Ragion per cui, in questo profilo la geografia conta più del punteggio: meglio una lista più corta ma coerente con la propria vita, che 150 caselle riempite senza criterio. 

Materia rara o posto di sostegno 

Chi insegna una disciplina con pochi aspiranti, o è specializzato su sostegno, si trova in una posizione diversa dagli altri profili: la domanda di docenti supera spesso l’offerta disponibile, quindi anche un punteggio non elevatissimo ha buone probabilità di trovare una sede. 

A tal proposito, questo profilo può permettersi di essere più selettivo con le preferenze puntuali senza il timore di restare completamente fuori, ma dovrebbe comunque evitare di limitarsi a pochissime scuole: anche in una nicchia favorevole, un ventaglio troppo ristretto resta un rischio evitabile. 

Quante preferenze puntuali e quante sintetiche 

Non esiste una proporzione fissa valida per tutti, ma un criterio pratico aiuta a orientarsi: più il proprio punteggio è distante dalla soglia storica di chiamata nella propria provincia, più conviene spostare il peso della lista verso le preferenze sintetiche. 

Chi invece si trova comodamente sopra quella soglia può permettersi una quota maggiore di preferenze puntuali senza rischiare di restare escluso. 

Ragion per cui, un buon punto di partenza è chiedersi non “quante ne metto” ma “quanto margine ho prima che il rischio di restare senza incarico diventi concreto”, e costruire la lista a partire da quella risposta. 

Spezzoni orari: conviene dichiararsi disponibili? 

Anche qui la risposta cambia in base all’obiettivo personale. Chi ha bisogno di un reddito stabile da subito, e può gestire l’organizzazione logistica di più materie o più sedi, dovrebbe dichiararsi disponibile agli spezzoni: le cattedre complete sono meno frequenti di quelle parziali, e rifiutarli a priori restringe sensibilmente le occasioni disponibili. 

Chi invece punta soprattutto sulla continuità con un’unica scuola, o non può gestire spostamenti multipli nella stessa settimana, può ragionevolmente scegliere di non dichiararsi disponibile, accettando in cambio un tempo di attesa potenzialmente più lungo. 

Gli errori di scelta più comuni (non di compilazione) 

Al di là degli errori tecnici già segnalati altrove, ci sono errori di impostazione che riguardano proprio la fase decisionale: 

  • Scegliere solo le sedi ideali senza alcuna rete di sicurezza, e ritrovarsi con zero possibilità se nessuna di quelle si libera. 
  • Fare l’opposto — coprire tutta la provincia senza alcuna preferenza puntuale — e ritrovarsi catapultati lontano da casa pur avendo un punteggio che avrebbe permesso di scegliere meglio. 
  • Decidere la strategia mentre si compila la domanda, sotto la pressione della scadenza, invece che nelle settimane precedenti con calma. 
  • Ignorare la propria reale disponibilità a spostarsi o a gestire spezzoni, e ritrovarsi con un incarico incompatibile con la propria vita quotidiana. 

 

Uno strumento, non un test

Alla fine, le 150 caselle non sono un test a cui rispondere bene o male: sono uno strumento che restituisce esattamente quello che gli si chiede. 

Chi le riempie senza una direzione ottiene una lista qualsiasi; chi si è fermato a capire cosa vuole davvero — velocità, vicinanza, una scuola precisa, o semplicemente entrare nel sistema — ottiene una lista che lavora per lui anche nei turni successivi, quando l’algoritmo torna a scorrere la graduatoria. Il resto, a quel punto, è solo compilazione.

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