Il collaboratore scolastico per la scuola dell’infanzia/primaria ricopre un ruolo specifico e delicato all’interno del personale ATA: oltre alle mansioni ordinarie di pulizia, vigilanza e accoglienza, ha la responsabilità diretta della cura dell’igiene personale dei bambini e dell’assistenza nell’uso dei servizi igienici.
Si tratta di compiti previsti dal profilo del collaboratore scolastico fin dal CCNL Comparto Scuola del 29 novembre 2007 (art. 47 e Tabella A), riconfermati dal CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021 e dal vigente CCNL 2022-2024. Ecco se e cosa cambia rispetto agli altri ordini scolastici.
Cosa fa il collaboratore scolastico nell’infanzia e nella primaria
Il collaboratore scolastico nell’infanzia e nella primaria opera in un contesto educativo particolare: i bambini accolti hanno un’età compresa tra i 3 e i 10 anni, una fascia anagrafica che richiede una vigilanza costante, un linguaggio rassicurante e la capacità di intervenire concretamente sulle necessità fisiologiche dei più piccoli. Si tratta di un livello di responsabilità diretta sull’incolumità e sulla dignità degli alunni che non si ritrova negli ordini scolastici successivi, dove gli studenti sono autonomi nelle attività di base.
L’art. 47 del CCNL e la declaratoria di profilo allegata al contratto definiscono in modo puntuale le mansioni del collaboratore scolastico, con una distinzione esplicita per chi presta servizio nell’infanzia e nella primaria. Tre sono le aree operative specifiche: l’assistenza igienica diretta, la vigilanza in mensa e il supporto durante le attività ludico-didattiche che caratterizzano i due ordini scolastici. Vanno aggiunte poi tutte le mansioni ordinarie del profilo — pulizia dei locali, sorveglianza degli accessi, supporto alla segreteria — ma con la peculiarità di un ambiente fisico (aule colorate, spazi gioco, palestre adattate) e di un’utenza (bambini accompagnati ogni giorno dai genitori) che caratterizzano nettamente il contesto.
Assistenza igienica e cura dei bambini piccoli
Il punto centrale del profilo nell’infanzia e nella primaria è l’assistenza nell’uso dei servizi igienici. Il CCNL stabilisce esplicitamente che il collaboratore scolastico, nelle scuole dell’infanzia e primaria, è tenuto a fornire ausilio agli alunni nell’uso dei servizi e nella cura dell’igiene personale. La mansione comprende l’accompagnamento del bambino al bagno, l’aiuto nell’utilizzo dei sanitari, il supporto in caso di incidenti fisiologici (perdita di urina, vomito) e il cambio degli indumenti quando necessario, nel rispetto della dignità del minore e seguendo i protocolli di igiene previsti dal piano delle attività ATA.
Va sottolineato che si tratta di un’attività ordinaria del profilo, non di un compito straordinario o accessorio. Chi accede al ruolo di collaboratore scolastico in una scuola dell’infanzia o primaria deve essere consapevole che queste mansioni rientrano fra i compiti ricorrenti, da svolgere con professionalità, riservatezza e attenzione. La gestione delle situazioni più delicate — ad esempio l’accompagnamento di alunni con disabilità nell’igiene personale — è disciplinata dagli incarichi specifici previsti dal Fondo dell’Istituzione Scolastica e prevede compensi accessori a carico della contrattazione d’istituto.

Vigilanza differenziata per la fascia 3-10 anni
La vigilanza degli alunni nelle scuole dell’infanzia e primaria si caratterizza per continuità e prossimità fisica. Il collaboratore scolastico è chiamato a sorvegliare i bambini nei momenti di:
- accoglienza all’ingresso (spesso accompagnati direttamente dai genitori in aula nell’infanzia)
- cambio dell’ora e spostamenti tra ambienti scolastici
- uscita per i servizi igienici durante le lezioni
- ricreazione e attività libere in cortile o nelle aree gioco
- uscita al termine delle attività didattiche
A differenza della scuola secondaria, dove gli alunni sono mediamente autonomi, nei due ordini scolastici più piccoli la vigilanza è un’attività attiva e ininterrotta, che richiede attenzione continua e capacità di prevenire le situazioni di rischio. Il rapporto orientativo previsto è di un collaboratore scolastico ogni cinque o sei sezioni, con variazioni in funzione della complessità dell’istituto e della presenza di alunni con disabilità.
Mensa scolastica e assistenza al pasto
Le scuole dell’infanzia a tempo pieno e molte scuole primarie a tempo pieno o prolungato prevedono il servizio mensa. Il CCNL include esplicitamente fra i compiti ordinari del collaboratore scolastico l’ordinaria vigilanza e l’assistenza necessaria durante il pasto nelle mense scolastiche. La mansione comprende l’allestimento dei tavoli, la sorveglianza del comportamento alimentare dei bambini, l’aiuto nei piccoli gesti che i più piccoli non riescono ancora a compiere autonomamente (sbucciare la frutta, aprire le confezioni, tagliare alimenti complessi).
In casi specifici, e solo in presenza di accordi formali tra l’istituzione scolastica e il gestore del servizio mensa, al collaboratore scolastico può essere richiesto anche il lavaggio di stoviglie e tovagliato, sempre con riconoscimento legale ed economico aggiuntivo. Si tratta di una situazione marginale, tipica di istituti scolastici con mense interne e scarsità di personale dedicato.
Il nuovo inquadramento: l’Area dei Collaboratori del CCNL 2019-2021
Con il CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021, sottoscritto il 18 gennaio 2024 ed entrato in vigore il 1° maggio 2024, il sistema di classificazione del personale ATA è stato profondamente riorganizzato. Le precedenti aree A, AS, B e D sono state sostituite da quattro nuove aree professionali: l’Area dei Collaboratori, l’Area degli Operatori, l’Area degli Assistenti e l’Area dei Funzionari ed Elevata Qualificazione.
Il collaboratore scolastico infanzia primaria rientra nell’Area dei Collaboratori, che comprende i lavoratori che eseguono attività caratterizzate da procedure definite, anche in sequenze diversificate, con l’eventuale uso di strumentazione di base.
La nuova classificazione introduce un percorso di mobilità verticale verso l’Area degli Operatori, gerarchicamente superiore: il collaboratore scolastico in possesso di una qualifica socio-assistenziale (OSA o ASACOM) e di tre anni di servizio potrà progredire al profilo di Operatore Scolastico, attivo dal 1° settembre 2027 secondo quanto stabilito dal D.L. 19 del 19 febbraio 2026 (PNRR), convertito in legge il 15 aprile 2026.
Stipendio del collaboratore scolastico infanzia e primaria nel 2026
Lo stipendio del collaboratore scolastico nelle scuole dell’infanzia e primaria è identico a quello del collaboratore scolastico in qualsiasi altro ordine di scuola. La retribuzione è stata aggiornata dal CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024, sottoscritto definitivamente il 23 dicembre 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 gennaio 2026, con decorrenza economica dal 1° gennaio 2024.
| Fascia di anzianità | Lordo annuo | Netto mensile (stima) |
|---|---|---|
| 0-8 anni | 17.456,64 € | ~1.062 € |
| 9-14 anni | 18.958,81 € | ~1.152 € |
| 15-20 anni | 20.053,14 € | ~1.219 € |
| 21-27 anni | 21.154,23 € | ~1.286 € |
| 28-34 anni | 21.966,65 € | ~1.335 € |
| Oltre 35 anni | 22.559,35 € | ~1.371 € |
Gli aumenti del CCNL 2022-2024 vanno da +85,74 € lordi mensili (fascia 0-8 anni) a +110,80 € (oltre 35 anni di servizio). Gli arretrati liquidati a gennaio 2026 si attestano in media sui 1.427 € lordi, a cui si aggiungono due una tantum (270,70 € + 109 €). Per il dettaglio completo della struttura retributiva, delle indennità accessorie e dei meccanismi di calcolo del netto si rinvia alla guida Collaboratore scolastico ATA: mansioni, stipendio 2026 e come diventarlo.
L’ipotesi CCNL 2025-2027 firmata il 1° aprile 2026 prevede un ulteriore aumento medio di 107 € lordi mensili, fino a 110 € per i collaboratori scolastici, con effetti in busta paga al termine dell’iter di approvazione (prevedibilmente fine 2026 o inizio 2027).
Requisiti e soft skill per lavorare con bambini di 3-10 anni
I requisiti formali per accedere al profilo di collaboratore scolastico infanzia e primaria sono gli stessi previsti per l’intera categoria: diploma di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale oppure certificato di competenze del primo triennio della scuola secondaria di secondo grado. Per il collaboratore scolastico, a differenza degli altri profili ATA, la CIAD (Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale) non è obbligatoria.
Oltre ai requisiti formali, il lavoro con bambini di età compresa tra 3 e 10 anni richiede un set di competenze relazionali specifiche che fanno la differenza nella qualità del servizio:
- pazienza nella gestione dei tempi lenti dei bambini più piccoli
- gentilezza e capacità di rassicurare bambini in difficoltà o in lacrime
- disponibilità alle mansioni di assistenza igienica, vissute con professionalità e senza imbarazzo
- capacità relazionale con genitori spesso ansiosi soprattutto nei primi giorni di scuola dell’infanzia
- affidabilità nel rispetto dei protocolli di vigilanza
- discrezione nella gestione delle situazioni delicate (incidenti fisiologici, malori, comportamenti aggressivi tra pari)
Si tratta di soft skill che vengono spesso valutate informalmente dal Dirigente Scolastico in fase di assegnazione delle sedi e dei reparti, soprattutto nelle scuole dell’infanzia, dove il rapporto quotidiano con la famiglia è particolarmente stretto.
Come accedere al ruolo: graduatorie ATA terza fascia
Per ottenere supplenze come collaboratore scolastico infanzia primaria è necessario inserirsi nelle graduatorie di terza fascia ATA, disciplinate dal Decreto Ministeriale n. 89 del 21 maggio 2024 per il triennio 2024/2027. Le graduatorie sono provinciali e attribuiscono punteggi in base al titolo di accesso, ai titoli aggiuntivi e al servizio prestato. Il prossimo aggiornamento è previsto per la primavera 2027, con validità per il triennio 2027/2030.
Non esiste una graduatoria specifica per le scuole dell’infanzia e primaria: la candidatura è unica per il profilo di collaboratore scolastico, indipendentemente dall’ordine di scuola. La sede di servizio viene poi assegnata in base alle disponibilità della provincia, alla posizione in graduatoria e alle preferenze espresse dal candidato. Per chi desidera lavorare specificamente nelle scuole dell’infanzia o primaria, è possibile indicare le preferenze in fase di compilazione della domanda, ferma restando la disponibilità effettiva di posti.
Per chi ha già maturato 24 mesi di servizio è disponibile il concorso 24 mesi ATA, procedura riservata che porta all’inserimento in graduatorie permanenti utili per le immissioni in ruolo. La nota MIM prot. 10009 del 15 aprile 2026 ha aperto la finestra di presentazione delle domande dal 28 aprile al 19 maggio 2026 sulla piattaforma POLIS – Istanze online.
I corsi Scuola Moscati per aumentare il punteggio ATA
Puoi aumentare il punteggio nelle graduatorie ATA di terza fascia e accedere più rapidamente come CS alle supplenze nelle scuole dell’infanzia e primaria con Scuola Moscati che propone un’offerta formativa pensata specificamente per chi punta a lavorare nei due ordini scolastici più piccoli:
- Corso OSA (Operatore Socio Assistenziale) — qualifica regionale che attribuisce 1 punto in graduatoria ATA, particolarmente preziosa per chi vuole lavorare con bambini piccoli e alunni con disabilità.
- Corso ASACOM (Assistente Specialistico all’Autonomia e alla Comunicazione) — qualifica che attribuisce 1 punto in graduatoria ATA e abilita all’assistenza didattico-educativa specifica per alunni con disabilità sensoriali e cognitive.
- Corso OPI (Operatore per l’Infanzia) – qualifica che attribuisce 1 punto in graduatoria ATA e permette di lavorare come Operatore dell’ infanzia presso reparti ospedalieri, asili nido, comunità per minori, istituti scolastici, cooperative sociali e case famiglia..
Combinando le tre qualifiche, si possono accumulare fino a 3 punti aggiuntivi rispetto a chi entra in graduatoria con il solo titolo di accesso. Tutti i percorsi sono in modalità videocorso online, con tempi flessibili e attestati validi ai fini del punteggio. Acquisire i titoli prima dell’aggiornamento delle graduatorie ATA del 2027 significa partire con un vantaggio concreto rispetto alla concorrenza, ottenere chiamate per supplenze più rapidamente e maturare il servizio utile per accedere al concorso 24 mesi e all’immissione in ruolo.



