Come diventare insegnante nel 2026? Diventare docente oggi non significa imboccare una sola strada, ma scegliere il percorso che corrisponde alla propria condizione personale e professionale. La normativa di riferimento è il DPCM 4 agosto 2023, aggiornato dal DM 156/2025, dal DM 137 del 26 gennaio 2026 e dal DM 138 del 27 gennaio 2026, che hanno autorizzato per l’a.a. 2025/2026 oltre 63.890 posti complessivi nei percorsi abilitanti.
La riforma del 2022 in sintesi: i 60 CFU sostituiscono i 24 CFU ed entrano a pieno regime dal 1° gennaio 2026
Il vecchio sistema dei 24 CFU, in vigore fino al 31 ottobre 2022, è stato definitivamente superato.
Dal 1° gennaio 2025 chi vuole insegnare nella scuola Secondaria di primo o secondo grado deve possedere l’abilitazione conseguita attraverso un percorso universitario specifico (da 60 CFU o equipollenti).
I 24 CFU non sono più titolo sufficiente per accedere al concorso ordinario: chi li aveva conseguiti entro la data limite può usarli solo come base per integrare con i 36 CFU di completamento previsti dall’Allegato 5 del DPCM.
La riforma ha sostituito la formazione “fai-da-te” con un sistema strutturato che integra didattica disciplinare, pedagogia e tirocinio diretto nelle scuole.
Tabella di orientamento rapido: ho questa situazione, devo fare questo
| LA TUA SITUAZIONE | PERCORSO DA SEGUIRE | NOTE TECNICHE |
| Laureato magistrale (senza abilitazione) | 60 CFU – Allegato 1 DPCM | Percorso standard comprensivo di tirocinio diretto (20 CFU). |
| Già abilitato o specializzato (altra classe/sostegno) | 30 CFU Art. 13 | Accesso libero, interamente online (modalità sincrona). No tirocinio. |
| Docente con 3 anni di servizio (ultime 5 annualità) | 30 CFU Allegato 2 | Riserva del 45% dei posti sui percorsi da 60 CFU. |
| Vincitore concorso PNRR (senza abilitazione) | 30 CFU Allegato 4 | Percorso da completare post-concorso per ottenere il ruolo. |
| Possessore dei 24 CFU (entro 31/10/2022) | 36 CFU Allegato 5 | Percorso di completamento “ponte” per chi ha i vecchi requisiti. |
| Aspirante docente su sostegno | TFA Sostegno o INDIRE | Specializzazione specifica (non è un’abilitazione su materia). |
Scuola dell’Infanzia e Primaria: il percorso separato della Laurea LM-85bis
Il sistema dei 60 CFU riguarda esclusivamente la scuola Secondaria.
Per insegnare nella scuola dell’Infanzia o nella scuola Primaria il requisito di accesso al concorso è la Laurea Magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria (classe LM-85bis), un corso di studi quinquennale che già al suo interno comprende tirocinio diretto, laboratori e didattiche disciplinari abilitanti.
Non occorre, quindi, alcun percorso post-laurea integrativo: il titolo è di per sé abilitante e dà accesso diretto al concorso e alla prima fascia GPS infanzia/primaria. Una specificità che semplifica il percorso per chi sa già di voler insegnare ai più piccoli.
Il percorso standard: abilitazione, GPS prima fascia, concorso, anno di prova, ruolo
Il percorso per diventare docente di ruolo prevede cinque tappe sequenziali:
- Abilitazione – 60 CFU o percorso equivalente, requisito di base per accedere al ruolo;
- Iscrizione in prima fascia GPS – le Graduatorie Provinciali per le Supplenze, da cui maturare servizio e punteggio;
- Superamento del concorso pubblico – oggi PNRR di tipo ordinario, articolato in prova scritta, prova orale e valutazione titoli;
- Anno di prova e formazione – servizio effettivo con valutazione finale del Comitato di Valutazione;
- Conferma in ruolo a tempo indeterminato – assunzione definitiva con tutti i diritti contrattuali.
Il tempo medio per completare l’intero percorso, partendo da zero, oscilla fra i 3 e i 5 anni.
I 60 CFU per l’abilitazione all’insegnamento: requisiti, struttura e come accedere nel 2026
Il percorso abilitante da 60 CFU/CFA è la via ordinaria prevista dall’Allegato 1 del DPCM 4 agosto 2023 e disciplinata dal DM 156/2025 e dal DM 138/2026.
È destinato a tutti i laureati magistrali che vogliono ottenere l’abilitazione in una classe di concorso della Secondaria.
La sua struttura, i criteri di accesso e il sistema di riserve definiscono lo standard di riferimento per tutti gli altri percorsi.
Chi può accedere ai 60 CFU: requisiti di laurea e coerenza con la classe di concorso
Possono accedere al percorso da 60 CFU i laureati magistrali, magistrali a ciclo unico o in possesso di titolo equipollente, purché il loro titolo sia coerente con la classe di concorso per cui intendono abilitarsi.
È ammessa la partecipazione anche degli iscritti a corsi di laurea magistrale che abbiano già conseguito almeno 180 CFU e che debbano acquisirne meno di 60 per laurearsi.
Il primo passaggio prima di iscriversi è verificare la classe di concorso di interesse sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM): ogni laurea apre l’accesso a un numero specifico di classi e l’errata corrispondenza è una delle cause più frequenti di esclusione.
Struttura del percorso: 60 CFU tra area trasversale, area disciplinare, tirocinio e prova finale
I 60 CFU si articolano in quattro componenti integrate:
- la prima è l’area trasversale – pedagogia generale, pedagogia speciale, psicologia dell’educazione, antropologia, didattica generale – pensata per costruire le basi pedagogico-didattiche della professione;
- la seconda è l’area disciplinare con le metodologie specifiche della classe di concorso;
- la terza componente, almeno 20 CFU, è il tirocinio diretto nelle scuole secondarie con docente tutor, che si svolge in orario coerente con il calendario scolastico;
- infine il tirocinio indiretto e la prova finale, articolata in una prova scritta e una lezione simulata davanti alla commissione.
Numero chiuso e riserva del 45%: l’accesso ai 60 CFU è contingentato
L’accesso ai percorsi da 60 CFU è a numero chiuso.
Il DM 156/2025 (poi aggiornato dal DM 138 del 27 gennaio 2026) stabilisce annualmente il numero di posti autorizzati per ciascun ateneo e ciascuna classe di concorso.
Una quota del 45% dei posti è riservata ai docenti con almeno 3 anni di servizio nelle scuole statali o paritarie negli ultimi 5, di cui almeno 1 nella specifica classe di concorso.
Un ulteriore 5% è destinato ai titolari di contratti di docenza nei percorsi di IeFP regionali. In caso di domande in eccedenza, l’accesso si decide in base ai criteri dell’Allegato B al DM 156.
Modalità di frequenza, costi e Carta del Docente
I percorsi possono essere erogati in modalità telematica sincrona fino al 50% del totale, con esclusione di tirocinio e laboratori che restano in presenza.
L’accesso alla prova finale richiede una percentuale minima di presenza pari al 70% per ogni attività formativa, requisito stabilito dall’art. 7, comma 7 del DPCM 4 agosto 2023.
Il costo medio di iscrizione si aggira fra 2.000 e 2.500 euro, oltre 150 euro per la prova finale.
La Carta del Docente, dall’a.s. 2025/2026 estesa anche ai precari con supplenza al 30 giugno o 31 agosto e ridotta a 383 euro annui, può essere utilizzata per coprire una parte delle rate di iscrizione.
Cosa si ottiene: abilitazione valida a vita per la specifica classe di concorso
Al superamento della prova finale si ottiene l’abilitazione all’insegnamento per la specifica classe di concorso, titolo valido a tempo indeterminato.
Da quel momento il docente può iscriversi in prima fascia GPS per le supplenze di lunga durata e partecipare ai concorsi ordinari per il ruolo.
È bene ricordare che l’abilitazione si riferisce a una sola classe di concorso: per insegnare su una classe diversa occorre un nuovo percorso (i 30 CFU Art. 13).

I 30 CFU Art. 13: il percorso per chi è già abilitato e vuole insegnare su una nuova materia o grado
Il percorso da 30 CFU disciplinato dall’art. 13 del DPCM 4 agosto 2023 è la strada più breve e accessibile per ottenere una seconda abilitazione.
Si rivolge a un pubblico molto specifico: docenti che possiedono già un titolo abilitante e che vogliono allargare il proprio raggio d’azione su classi di concorso diverse o gradi scolastici differenti.
Chi può accedere ai 30 CFU Art. 13: già abilitati, specializzati sostegno, vincitori di concorso
Il requisito di accesso è uno solo, ma deve essere soddisfatto: aver conseguito una precedente abilitazione (su qualunque classe di concorso, anche tramite TFA tradizionale, PAS, SSIS, COBASLID o concorso abilitante) oppure il titolo di specializzazione sul sostegno.
Sono inclusi anche i laureati in Scienze della Formazione Primaria, già abilitati per natura del titolo.
A differenza del percorso da 60 CFU, l’art. 13 non è contingentato: l’accesso è libero, non vi sono limiti di posti né graduatorie di selezione, salvo il rispetto del limite di una sola domanda per classe di concorso presso lo stesso ateneo.
Caratteristiche operative: 100% online sincrono, niente tirocinio diretto, prova finale prevista
Il percorso si svolge interamente in modalità online sincrona, ad eccezione della prova finale che si tiene in presenza.
Non è previsto tirocinio diretto nelle scuole, una semplificazione importante che permette al docente già in servizio di conciliare il percorso con il proprio impegno didattico.
Resta il tirocinio indiretto e la prova finale (scritto + lezione simulata). La durata media è di 4-6 mesi, con un costo medio intorno ai 1.500 euro.
Strategia: il 30 CFU Art. 13 come moltiplicatore di opportunità per i docenti precari
Per il docente precario, ogni nuova abilitazione equivale a un nuovo canale di chiamata dalle GPS.
Un insegnante abilitato su una sola classe di concorso ha accesso a un solo elenco di supplenze; con due o tre abilitazioni la possibilità di essere convocati cresce in modo proporzionale.
Lo stesso ragionamento vale per i concorsi: ogni abilitazione apre la partecipazione a un concorso aggiuntivo.
Per chi ha già investito tempo e risorse in una prima abilitazione, il 30 CFU Art. 13 rappresenta il moltiplicatore più conveniente in termini di rapporto costo/beneficio.
Il percorso abilitante 30 CFU di Scuola Moscati
Per chi desidera approfondire le classi di concorso disponibili, le modalità di frequenza, i costi aggiornati e le tempistiche di iscrizione del percorso abilitante 30 CFU, è possibile consultare la pagina dedicata sul sito di Scuola Moscati: /percorsi-abilitanti-docenti/.
I 30 e 36 CFU per triennalisti e vincitori di concorso: chi sono i destinatari
Accanto ai due percorsi principali (60 CFU e 30 CFU Art. 13) esistono altre strade pensate per categorie con requisiti specifici, in particolare i docenti con anzianità di servizio e i vincitori di concorso PNRR ancora privi di abilitazione completa.
30 CFU per triennalisti (Allegato 2 DPCM): la riserva per chi ha 3 anni di servizio
Il percorso da 30 CFU disciplinato dall’art. 2-ter, comma 4-bis del D.lgs. 59/2017 (Allegato 2 del DPCM) è riservato ai docenti che, nei 5 anni precedenti, hanno svolto almeno 3 anni di servizio nelle scuole statali o paritarie, di cui almeno 1 nella specifica classe di concorso.
La riserva del 45% sui 60 CFU è già destinata a questa categoria, ma il 30 CFU Allegato 2 rappresenta una via alternativa e dedicata.
È consigliabile presentare entrambe le domande contemporaneamente (al 60 CFU con riserva e al 30 CFU Allegato 2) per massimizzare le probabilità di accesso. Il costo medio è di circa 1.880 euro.
30 CFU per vincitori di concorso (Allegato 4): il percorso post-concorso obbligatorio
L’Allegato 4 del DPCM contiene un percorso da 30 CFU non contingentato destinato ai vincitori del concorso PNRR che hanno superato le prove, ma non hanno ancora completato l’abilitazione.
È un percorso post-concorso obbligatorio, indispensabile per formalizzare l’immissione in ruolo.
Il vincitore di concorso senza abilitazione viene assunto con riserva e ha l’obbligo di completare il percorso entro un termine fissato dal contratto di assunzione.
36 CFU di completamento: la strada per chi aveva i 24 CFU entro il 31 ottobre 2022
L’Allegato 5 del DPCM disciplina il percorso da 36 CFU/CFA destinato a chi, entro il 31 ottobre 2022, aveva conseguito i vecchi 24 CFU.
Si tratta di un percorso di completamento (i 24 + i 36 fanno effettivamente i 60 CFU richiesti dalla normativa attuale) e non di una nuova formazione da zero.
È destinato anche agli ITP vincitori del concorso PNRR che hanno partecipato con il diploma.
La validità dei vecchi 24 CFU è quindi salvaguardata, ma solo come base di completamento, non come titolo abilitante autonomo.

Come diventare insegnante di sostegno: il TFA Sostegno XI Ciclo 2026 e il percorso INDIRE
Diventare insegnante di sostegno significa specializzarsi nell’insegnamento agli alunni con disabilità, una delle figure più richieste dalla scuola italiana: si stima che oltre il 40% delle cattedre di sostegno sia coperto da personale non specializzato.
Esistono oggi due strade principali, regolate da normative diverse.
Cos’è il TFA Sostegno XI Ciclo: numeri ufficiali e cronoprogramma 2026
Il Tirocinio Formativo Attivo per il sostegno è il percorso universitario abilitante a numero chiuso che rilascia il diploma di specializzazione (60 CFU).
Con la Nota n. 4660 del 14 aprile 2026, il MUR ha autorizzato 30.241 posti per l’XI Ciclo, ripartiti tra 4.809 per l’infanzia, circa 21.202 per la primaria e 4.230 per la secondaria di I grado.
Una novità di rilievo è l’assenza totale di posti per la Secondaria di II grado, motivata dal surplus di specializzati prodotto nei cicli precedenti.
La Lombardia concentra il fabbisogno più alto (6.903 posti), seguita da Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto.
Il decreto attuativo del MUR è atteso tra fine maggio e giugno 2026, i bandi degli atenei seguiranno fra giugno e luglio, le prove preselettive sono previste in estate.
Cosa si ottiene: diploma di specializzazione, prima fascia GPS sostegno e fino a 36 punti
Al termine del TFA si consegue il diploma universitario di specializzazione sul sostegno, titolo con pieno valore legale che abilita all’insegnamento su posto di sostegno in ogni ordine e grado per cui si è ottenuto il titolo.
Il diploma garantisce l’inserimento in prima fascia GPS sostegno, con un punteggio fino a 36 punti come previsto dall’Ordinanza Ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 (Tabella A/7).
La prima fascia GPS sostegno offre la priorità nelle convocazioni per supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche, con un volume di chiamate significativamente superiore rispetto alla seconda fascia.
Il percorso INDIRE come alternativa per i triennalisti del sostegno
Per chi ha già accumulato esperienza sul sostegno senza titolo, esiste una via parallela: il percorso INDIRE II Ciclo, attivato dal D.M. n. 75 del 24 aprile 2025 (art. 6 – triennalisti) e dal D.I. n. 77 del 24 aprile 2025 (art. 7 – titolo estero), già operativi dal marzo 2026.
Nello specifico:
- l’art. 6 mette a disposizione 30.000 posti complessivi (10.800 INDIRE + 19.200 Università) per docenti con almeno 3 anni di servizio sul sostegno negli ultimi 8 anni;
- l’art. 7 prevede 7.000 posti (4.000 INDIRE + 3.000 Università) per chi ha conseguito la specializzazione all’estero.
Il D.I. n. 41 del 9 marzo 2026 ha ridotto la durata minima da 4 a 3 mesi per consentire lo scioglimento della riserva nelle GPS entro il 30 giugno 2026.
Il costo è di 1.316 euro per il percorso art. 6 da 40 CFU, contro i 2.500 euro circa del TFA universitario. Il limite del titolo INDIRE è il riconoscimento esclusivo in ambito italiano e l’erogazione tramite ente non universitario nelle sedi INDIRE dirette.
Il Corso di Preparazione TFA Sostegno di Scuola Moscati
Per affrontare la prova preselettiva del TFA Sostegno XI Ciclo con la preparazione necessaria sui 60 quesiti previsti, Scuola Moscati – ente accreditato dal MIM – offre il Corso di Preparazione al Concorso TFA Sostegno interamente online, con simulatore preselettiva, esercitazioni per scritto e orale, e la garanzia “TFA Superato o Rimborsato”.

Il concorso docenti: come funziona, prove e cosa cambia con la riforma PNRR
Conseguita l’abilitazione, il passaggio successivo per diventare insegnante di ruolo è il concorso pubblico, oggi articolato sul ciclo PNRR previsto dal D.lgs. 59/2017.
Le sue regole sono cambiate negli ultimi anni e definiscono oggi un percorso strutturato in tre prove, valutazione titoli e graduatoria di merito.
Chi può partecipare: il requisito dei 60 CFU e la fine del regime transitorio dei 24 CFU
Possono partecipare al concorso ordinario i candidati in possesso dell’abilitazione specifica per la classe di concorso, conseguita attraverso il percorso da 60 CFU o titoli equipollenti.
Il regime transitorio che permetteva la partecipazione anche con i soli 24 CFU si è chiuso il 31 dicembre 2024: dal 2025 è obbligatoria l’abilitazione completa.
Per il sostegno, il requisito di partecipazione al concorso a cattedra specifico è il diploma di specializzazione sul sostegno (TFA o INDIRE).
Struttura del concorso PNRR: prova scritta, prova orale, valutazione titoli
Il concorso PNRR si articola in:
- una prova scritta a risposta multipla (50 quesiti su competenze disciplinari, didattiche, pedagogiche, di lingua inglese e informatica);
- una prova orale che comprende una lezione simulata in italiano e in lingua inglese (di norma a livello B2/C1) e nella valutazione titoli.
Il superamento di entrambe le prove è condizione necessaria per l’inserimento in graduatoria. La graduatoria di merito determina l’immissione in ruolo nei limiti dei posti messi a bando in ciascuna regione e classe di concorso.
Le GPS prima fascia: il canale per maturare servizio in attesa del concorso
Chi è abilitato, ma non ha ancora vinto il concorso, ha a disposizione un canale parallelo: l’iscrizione in prima fascia GPS, le Graduatorie provinciali per le supplenze.
Le supplenze ottenute dalla GPS permettono di maturare servizio (da 12 a 24 punti annui in graduatoria, a seconda del tipo di contratto), accumulare titoli aggiuntivi e accedere alla Carta del Docente per la formazione.
Per molti aspiranti, le GPS sono il canale di ingresso reale nel sistema scolastico, in attesa della stabilizzazione attraverso il concorso.
Concorsi PNRR attivi e prossimi cicli concorsuali
Il concorso straordinario PNRR3 è in fase di svolgimento: le prove orali sono in corso per molte classi di concorso e le graduatorie dei vincitori usciranno nei prossimi mesi.
Chi si sta preparando ora sta puntando al prossimo ciclo concorsuale ordinario, la cui pubblicazione di bando sarà il prossimo grande appuntamento per gli aspiranti docenti.
Per affrontare la prova orale e la lezione simulata, Scuola Moscati offre il Corso di preparazione al concorso docenti e la Preparazione al concorso con focus specifico sulla didattica della lezione simulata.
L’anno di prova e l’immissione in ruolo: gli ultimi step per diventare insegnante di ruolo
Vinto il concorso, il percorso non finisce. Restano da affrontare l’anno di prova e la conferma in ruolo, due passaggi formali ma non scontati che completano l’iter per diventare insegnante a tempo indeterminato.
L’anno di prova: servizio effettivo, formazione, valutazione finale
Dopo l’assunzione a tempo determinato in qualità di vincitore di concorso, il docente svolge un anno di servizio effettivo durante il quale è sottoposto a valutazione finale.
Il percorso prevede:
- un minimo di 180 giorni di servizio effettivo;
- attività di formazione in presenza e a distanza (50 ore complessive);
- peer observation con un docente tutor (12 ore di osservazione reciproca);
- redazione di un bilancio di competenze iniziale e finale;
- un colloquio finale con il Comitato di Valutazione composto dal Dirigente Scolastico, da due docenti e dal tutor.
Il giudizio finale è positivo o negativo: in caso di esito negativo è prevista la possibilità di ripetere l’anno di prova una sola volta.
L’immissione in ruolo: contratto a tempo indeterminato e diritti pieni
Superato l’anno di prova con esito positivo, il docente è confermato nel ruolo a tempo indeterminato.
La retribuzione segue le tabelle del CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024 sottoscritto il 5 novembre 2025, con riconoscimento degli scatti di anzianità ogni 6 anni circa, della Retribuzione Professionale Docenti (RPD), dei diritti previdenziali pieni e della tutela sindacale completa.
La sede di servizio è inizialmente quella assegnata al momento dell’immissione in ruolo, con vincolo triennale prima di poter chiedere mobilità.
Stipendio del docente neoassunto: lordo, netto e Carta del Docente
Lo stipendio del docente neoassunto varia in base al grado scolastico.
Per la Primaria e l’Infanzia, il tabellare CCNL 2022-2024 fissa la retribuzione base 0-8 anni a 22.420,48 euro lordi annui, pari a circa 1.868 euro lordi mensili (1.350-1.400 euro netti).
Per la Secondaria di II grado, lo stipendio iniziale è di 24.268,28 euro lordi annui, pari a circa 2.022 euro lordi mensili (1.450-1.500 euro netti).
La Carta del Docente per l’a.s. 2025/2026 ammonta a 383 euro annui (ridotta dai 500 storici per ampliamento della platea), ed è ora estesa anche ai precari con supplenza al 30 giugno o 31 agosto.
È utilizzabile per libri, corsi di formazione, master, hardware (con cadenza quadriennale), abbonamenti culturali e di trasporto, strumenti musicali.
Le tempistiche realistiche dall’iscrizione ai 60 CFU al ruolo
Per chi inizia oggi senza alcun servizio pregresso, la stima minima realistica è di 3-5 anni:
- 1 anno per i 60 CFU;
- 1-2 anni di GPS prima fascia in attesa del concorso;
- 1 anno di concorso e graduatoria;
- 1 anno di prova.
Per chi ha già abilitazione e annualità di supplenze accumulate, il tempo si riduce a 1-3 anni, in particolare se si è già in graduatoria di merito di un concorso PNRR.
Per il sostegno, i tempi sono mediamente più rapidi grazie al maggior fabbisogno e ai canali concorsuali specifici.

Come Scuola Moscati ti accompagna nel percorso per diventare insegnante: corsi e servizi disponibili
Diventare insegnante è un percorso strutturato che richiede preparazione mirata in ogni sua tappa. Scuola Moscati – ente accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito – offre un’offerta formativa completa per ciascuna fase del percorso.
Percorso abilitante 30 CFU (Art. 13) per chi è già abilitato
Per i docenti già abilitati che vogliono ottenere una seconda abilitazione, Scuola Moscati propone il percorso 30 CFU Art. 13 in convenzione con atenei accreditati, interamente online, con classi di concorso disponibili e iscrizioni aperte.
Il percorso è particolarmente indicato per i precari che vogliono allargare il proprio raggio di chiamata dalle GPS.
Corso di preparazione al TFA Sostegno XI Ciclo 2026
Il corso di preparazione TFA Sostegno include:
- video-lezioni su tutte le aree della preselettiva (competenze linguistiche, logico-deduttive, socio-psico-pedagogiche, empatia e intelligenza emotiva, creatività e pensiero divergente, normativa scolastica);
- simulatore preselettiva con migliaia di quesiti;
- esercitazioni per la prova scritta e per l’orale.
La garanzia “TFA Superato o Rimborsato” rappresenta una tutela concreta sull’investimento formativo.
Preparazione al concorso docenti per la prova orale
Il corso specifico per la lezione simulata del concorso docenti copre la prova orale in italiano e in lingua straniera, con focus su micro-progettazione didattica, gestione del gruppo classe, uso delle TIC, valutazione formativa.
È disponibile anche il modulo di preparazione in inglese certificato B2/C1 per chi deve sostenere la prova in lingua straniera.
Scopri tutti i percorsi Scuola Moscati per diventare insegnante
Sul sito www.scuolamoscati.it sono disponibili tutti i percorsi formativi: 30 CFU, TFA Sostegno, concorso docenti, certificazioni linguistiche e percorsi per il personale ATA.
Oltre 9.330 docenti già formati con Scuola Moscati lavorano oggi nelle scuole italiane, con più di 3.650 recensioni a 5 stelle su Trustpilot a testimoniare la qualità dei corsi.
Domande frequenti su come diventare insegnante (FAQ)
Ho una laurea triennale: posso diventare insegnante?
Con la sola laurea triennale non è possibile insegnare nella scuola statale. Per la scuola secondaria serve la laurea magistrale (o magistrale a ciclo unico) coerente con la classe di concorso, integrata dai 60 CFU abilitanti. Per la scuola primaria e dell’infanzia serve la laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria (LM-85bis). Solo per gli ITP (Insegnanti Tecnico-Pratici) il diploma è ancora valido come requisito di accesso fino al 31 dicembre 2026, in base al DL 202/2024.
I 24 CFU che ho già conseguito valgono ancora nel 2026?
Sì, ma solo come base di completamento. Chi ha conseguito i 24 CFU entro il 31 ottobre 2022 può integrarli con il percorso da 36 CFU previsto dall’Allegato 5 del DPCM 4 agosto 2023 per ottenere l’abilitazione completa. I soli 24 CFU non sono più titolo sufficiente per partecipare ai concorsi né per ottenere l’abilitazione: serve l’integrazione obbligatoria.
Quanto tempo ci vuole per diventare insegnante di ruolo partendo da zero?
La stima realistica per chi inizia oggi senza servizio pregresso è di 3-5 anni: circa 1 anno per i 60 CFU, 1-2 anni di GPS prima fascia in attesa del concorso, 1 anno per concorso e graduatoria, 1 anno di prova. Per chi ha già abilitazione e annualità di supplenze accumulate, il tempo si riduce a 1-3 anni.
Posso fare i 60 CFU mentre finisco la laurea magistrale?
Sì, a condizione di avere già conseguito almeno 180 CFU della laurea magistrale e dover ancora acquisire meno di 60 CFU per laurearsi. La possibilità è prevista esplicitamente dall’art. 4 del DM 156/2025. Si tratta di una opportunità importante per i magistrandi che vogliono ottimizzare i tempi di accesso al concorso.
Differenza tra 60 CFU e TFA Sostegno: quando scelgo uno o l’altro?
I 60 CFU portano all’abilitazione su una specifica classe di concorso della scuola secondaria (es. matematica, lettere, lingue). Il TFA Sostegno porta alla specializzazione sul sostegno didattico, valida per tutti gli ordini e gradi (in base al ciclo di TFA conseguito). I due percorsi sono complementari, non alternativi: si può essere sia abilitati su una classe di concorso, sia specializzati sul sostegno. È anche possibile frequentare contemporaneamente entrambi i percorsi, compatibilmente con gli obblighi di frequenza.
Cosa sono le GPS e a cosa servono per diventare insegnante?
Le GPS – Graduatorie Provinciali per le Supplenze – sono le graduatorie provinciali da cui le scuole attingono per le supplenze annuali (al 31 agosto) e fino al termine delle attività didattiche (al 30 giugno). Si articolano in prima fascia (riservata agli abilitati) e seconda fascia (per chi ha solo i requisiti di accesso al concorso). Permettono di maturare servizio, accumulare punteggio e accedere ai canali di immissione in ruolo da GPS prima fascia previsti per il sostegno e per altre classi di concorso in carenza.
Posso usare la Carta del Docente per i 60 CFU?
Sì, la Carta del Docente da 383 euro per l’a.s. 2025/2026 è utilizzabile per finanziare l’iscrizione ai percorsi abilitanti universitari, ai master, ai corsi di aggiornamento professionale e all’acquisto di libri e materiali di formazione. Dall’a.s. 2025/2026 la Carta è estesa anche ai docenti precari con contratto al 30 giugno o al 31 agosto, novità importante per chi sta maturando servizio dalle GPS in attesa del ruolo.

