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Il personale ATA: aree di competenza

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Come la qualifica di Segretario Coordinatore Amministrativo ti apre le porte di Scuola, Pubblica Amministrazione e Azienda

Le aree di competenza del personale ATA sono state ridisegnate dal CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021 firmato definitivamente all’ARAN il 18 gennaio 2024 ed entrato in vigore il 1° maggio 2024.

Sono state introdotte rilevanti novità: la riduzione delle aree da cinque a quattro, l’obbligo della Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (CIAD) per quasi tutti i profili e il rinvio dell’attivazione dell’Operatore Scolastico all’anno scolastico 2027/2028 disposto dal Decreto PNRR n. 19 del 19 febbraio 2026, convertito in legge il 15 aprile 2026.

Personale ATA: definizione e funzione nel sistema scolastico

Per comprendere a fondo le aree di competenza del personale ATA bisogna partire dalla definizione stessa di questa categoria. L’acronimo ATA sta per Ausiliario Tecnico e Amministrativo e individua il complesso dei dipendenti non docenti che operano all’interno delle scuole italiane di ogni ordine e grado, dalle scuole dell’infanzia agli istituti secondari di secondo grado, comprese le istituzioni educative come convitti ed educandati.

Nello specifico, il personale ATA assolve a funzioni amministrative, contabili, gestionali, strumentali, operative, di accoglienza e di sorveglianza connesse all’attività delle istituzioni scolastiche, in rapporto di collaborazione con il dirigente scolastico e con il personale docente, sotto la direzione del Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA).

L’accesso al ruolo di personale ATA avviene attraverso il sistema delle graduatorie, articolate su tre fasce distinte. Nella prima fascia rientrano i candidati appartenenti alle graduatorie provinciali permanenti, dette anche graduatorie ATA 24 mesi, disciplinate dal Decreto Legislativo n. 297 del 16 aprile 1994. 

Nella seconda fascia si collocano i pretendenti delle graduatorie provinciali ad esaurimento. Nella terza fascia, infine, sono inseribili coloro che possiedono i soli titoli richiesti dai bandi emanati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), aggiornati con cadenza triennale: il prossimo aggiornamento delle graduatorie di terza fascia è atteso per la primavera 2027, mentre il termine per il primo inserimento ATA 2026 è fissato al 19 maggio 2026.

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Le quattro aree del personale ATA dopo il CCNL 2019-2021

Dopo aver inquadrato la categoria, è il momento di addentrarsi nel cuore della materia: le aree di competenza in cui si articola oggi il personale ATA. 

A tal proposito, va segnalato che il vecchio impianto a cinque aree (A, AS, B, C, D) è stato definitivamente superato dal CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021, che ha riorganizzato l’intera classificazione in quattro aree professionali, ciascuna corrispondente a un differente livello di conoscenze, capacità, abilità, competenze professionali, responsabilità e autonomia.

Nello specifico, le quattro nuove aree sono:

  • Area dei Collaboratori
  • Area degli Operatori
  • Area degli Assistenti
  • Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione

 

L’allegato A del CCNL specifica nel dettaglio le funzioni, le competenze e i requisiti di accesso per ciascun profilo professionale all’interno delle rispettive aree. Vediamole una per una.

Area dei Collaboratori

L’Area dei Collaboratori rappresenta il primo livello del nuovo ordinamento professionale ATA e corrisponde, di fatto, alla precedente Area A. Appartengono a quest’area i lavoratori che eseguono, nell’ambito di specifiche istruzioni ricevute, attività caratterizzate da procedure definite, anche in sequenze diversificate, che possono richiedere l’uso di strumentazione di base.

L’unico profilo professionale collocato in questa area è quello del Collaboratore Scolastico, figura presente in ogni istituto scolastico italiano e popolarmente nota con il termine di “bidello”. 

Al Collaboratore Scolastico spettano, a titolo esemplificativo, l’accoglienza e la sorveglianza nei confronti degli alunni e del pubblico, la pulizia dei locali, degli spazi scolastici e degli arredi, la vigilanza durante i pasti nelle mense, la custodia dei locali scolastici e la collaborazione con i docenti.

A tal proposito, va sottolineato un aspetto cruciale per chi intende inserirsi in graduatoria: il Collaboratore Scolastico è l’unico profilo ATA esente dall’obbligo della Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (CIAD). Ciò rende l’ingresso in questa area accessibile a chi è in possesso del solo titolo di scuola secondaria di primo grado e di una qualifica professionale triennale, senza necessità di certificazioni digitali aggiuntive. 

Per chi parte da questo profilo, inoltre, il CCNL prevede la possibilità di progredire verticalmente verso l’Area degli Operatori una volta che il nuovo profilo di Operatore Scolastico sarà operativo. Nel frattempo, titoli come OSA, ASACOM e OPI consentono di ottenere il punteggio aggiuntivo di +1 punto valido proprio per il profilo di Collaboratore Scolastico e, in prospettiva, per quello di Operatore Scolastico.

Area degli Operatori

L’Area degli Operatori è quella in cui si concentrano le novità più rilevanti dell’intera riforma. Appartengono a quest’area i lavoratori che eseguono, nell’ambito di specifiche istruzioni e con responsabilità connessa alla corretta esecuzione del proprio lavoro, attività caratterizzate da procedure ben definite e che richiedono una preparazione tecnico-professionale non specialistica.

In questa area sono ricompresi due profili distinti. Il primo è quello dell’Operatore Scolastico, figura di nuova istituzione che dovrebbe occuparsi, oltre ai compiti tradizionalmente svolti dai collaboratori scolastici, anche dell’assistenza non specialistica agli alunni con disabilità, del supporto ai servizi amministrativi e tecnici e di attività di accoglienza più articolate. 

A tal proposito, va segnalata una novità di assoluto rilievo: l’attivazione del profilo di Operatore Scolastico, originariamente prevista per il 1° maggio 2024 e poi più volte rinviata, è stata definitivamente posticipata all’anno scolastico 2027/2028 dal Decreto PNRR n. 19 del 19 febbraio 2026, convertito in legge il 15 aprile 2026. 

Ragion per cui, fino a quel momento, le scuole continueranno a utilizzare la figura del Collaboratore Scolastico anche per le mansioni che dovranno essere progressivamente trasferite all’Operatore. 

Il piano di attivazione a regime prevede 42.112 posti per il profilo di Operatore Scolastico, ai quali si accederà attraverso due canali: la mobilità verticale del personale già in servizio e il reclutamento esterno tramite graduatorie ATA aggiornate. I requisiti di accesso prevedono il diploma di qualifica triennale o un certificato di competenze relativo al primo triennio degli istituti professionali, accompagnato dalla CIAD.

Il secondo profilo è quello dell’Operatore dei Servizi Agrari (corrispondente al precedente collaboratore scolastico addetto all’azienda agraria), figura presente esclusivamente negli istituti agrari, con mansioni connesse alla conduzione dell’azienda agraria annessa alla scuola e al supporto delle attività didattico-laboratoriali del settore.

Area degli Assistenti

L’Area degli Assistenti, che assorbe il contenuto della precedente Area B, raccoglie i profili che ricoprono posizioni di lavoro caratterizzate da conoscenze teoriche e informatiche di base, capacità operative e tecniche specifiche, autonomia e responsabilità nell’ambito di prescrizioni di massima. 

Si tratta dell’area più diversificata dell’intero personale ATA, perché ospita ben cinque profili professionali differenti. Nello specifico, vi rientrano:

  • L’Assistente Amministrativo, che svolge attività richiedenti specifica preparazione professionale e capacità di attuazione delle procedure anche attraverso l’uso di strumenti informatici e piattaforme digitali (contabilità, gestione documentale, gestione degli alunni e del personale). Ha competenza e responsabilità diretta della tenuta dell’archivio, del protocollo e del magazzino.
  • L’Assistente Tecnico, che supporta la didattica nei laboratori scolastici garantendone l’efficienza e la funzionalità, conduce gli autoveicoli scolastici dove previsto, e collabora con i docenti nelle attività tecnico-pratiche.
  • Il Cuoco, figura presente esclusivamente nei convitti, negli educandati e negli istituti con strutture residenziali, responsabile della preparazione dei pasti per gli utenti dell’istituzione.
  • Il Guardarobiere, incaricato della gestione e della custodia degli indumenti e degli effetti personali degli alunni convittori, anch’egli presente solo nelle strutture residenziali.
  • L’Infermiere, che presta assistenza sanitaria di primo livello, somministra farmaci prescritti e monitora le condizioni di salute degli alunni, in particolare in istituti che accolgono studenti con bisogni speciali o dotati di strutture convittuali.

 

Per tutti i profili dell’Area degli Assistenti, ad eccezione dell’Infermiere già laureato in Scienze Infermieristiche, è oggi obbligatorio il possesso della Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (CIAD) quale requisito di accesso alle graduatorie. 

Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione

L’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione (EQ) rappresenta il livello apicale del personale ATA e nasce dalla confluenza delle precedenti Area C (Coordinatori, mai effettivamente attivata) e Area D (DSGA). Appartengono a quest’area i lavoratori caratterizzati da un’elevata autonomia operativa, una significativa responsabilità decisionale e la capacità di svolgere attività complesse anche con rilevanza esterna all’istituto.

In questa area è collocato il profilo del Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA), presente in tutte le scuole, al quale spettano le funzioni di sovrintendenza ai servizi generali, amministrativi e contabili, di organizzazione e coordinamento del personale ATA, di promozione delle attività progettuali e di verifica dei risultati raggiunti rispetto agli obiettivi assegnati.

A tal proposito, va sottolineato che l’incarico di DSGA ha oggi natura triennale e viene attribuito a seguito di procedure cui partecipano tutti i dipendenti inquadrati nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione. 

Per i nuovi bandi di concorso destinati al reclutamento dei DSGA, come confermato dalla Dichiarazione congiunta n. 12 allegata al CCNL e dal bando del concorso ordinario DSGA per 1.435 posti pubblicato il 16 dicembre 2024, il titolo richiesto è la laurea magistrale (vecchio ordinamento o specialistica) in Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economia o titoli equipollenti, accompagnata dalla CIAD.

Per i Coordinatori Amministrativi e Tecnici, profili previsti dal CCNL ma fino ad oggi mai effettivamente attivati, il CCNL 2019-2021 ha introdotto la possibilità di accedere alla nuova Area dei Funzionari tramite procedure selettive riservate per chi abbia svolto a tempo pieno le funzioni di DSGA per almeno tre anni interi, anche in assenza del titolo di studio previsto per l’accesso esterno. Le modalità operative di tali procedure sono demandate a uno specifico decreto ministeriale di prossima emanazione.

Le novità che cambiano le aree di competenza ATA

Accanto alla riorganizzazione delle aree, il CCNL 2019-2021 e i successivi provvedimenti hanno introdotto tre cambiamenti strutturali che incidono profondamente sulle competenze e sui percorsi di carriera del personale ATA.

Nello specifico, il primo cambiamento riguarda l’obbligo della Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (CIAD) come requisito di accesso per tutti i profili ATA, ad eccezione del Collaboratore Scolastico. Si tratta di una scelta che valorizza le competenze digitali del personale scolastico e che ha implicazioni dirette per chi sta preparando la propria domanda di inserimento in graduatoria: senza CIAD, l’istanza non è presentabile.

Il secondo cambiamento riguarda l’introduzione della mobilità verticale tra le aree, un meccanismo prima del tutto assente. Il CCNL 2019-2021 prevede, in fase di prima applicazione, procedure valutative agevolate per il passaggio da un’area all’altra in deroga ai titoli di studio ordinariamente richiesti per l’accesso dall’esterno, purché il candidato sia in possesso di specifici requisiti di anzianità di servizio. 

Nello specifico, dal Collaboratore Scolastico all’Operatore Scolastico è possibile transitare con un attestato di qualifica professionale di operatore dei servizi sociali e almeno 5 anni di esperienza, oppure con la licenza media e almeno 10 anni di esperienza. Dall’Area degli Assistenti all’Area dei Funzionari ed Elevata Qualificazione, invece, è richiesto il diploma di scuola secondaria di secondo grado e almeno 10 anni di servizio, oppure la laurea magistrale e almeno 5 anni di servizio.

Il terzo cambiamento, infine, è il rinvio dell’attivazione dell’Operatore Scolastico al 2027/2028, di cui si è già detto, che congela temporaneamente la piena operatività della mobilità verticale verso il profilo di destinazione e mantiene in capo al Collaboratore Scolastico le mansioni che dovranno essere progressivamente trasferite all’Operatore.

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Come accedere alle aree del personale ATA: graduatorie e fasce

Una volta chiarito il quadro delle aree, è opportuno soffermarsi sulle modalità concrete di accesso. L’ingresso al personale ATA, infatti, avviene attraverso il sistema delle graduatorie, che si distinguono in tre fasce a seconda dei titoli e dei requisiti posseduti dal candidato.

Nella prima fascia rientrano i candidati appartenenti alle graduatorie provinciali permanenti, note anche come graduatorie ATA 24 mesi, alle quali si accede dopo aver maturato almeno ventiquattro mesi di servizio (anche non continuativi) nel profilo professionale di interesse presso le istituzioni scolastiche statali. Si tratta della fascia più ambita, perché garantisce l’assunzione a tempo indeterminato.

Nella seconda fascia si trovano i candidati delle graduatorie provinciali ad esaurimento, derivanti dai precedenti decreti ministeriali e oggi non più alimentate da nuovi ingressi.

Nella terza fascia, infine, possono inserirsi tutti coloro che sono in possesso dei requisiti di titolo previsti dai bandi triennali emanati dal MIM. Le graduatorie di terza fascia, aggiornate da ultimo nel 2024 sulla base del D.M. n. 89 del 21 maggio 2024, costituiscono il principale canale di ingresso per chi parte da zero e mira a costruire un percorso di carriera nel mondo della scuola.

Costruire un punteggio competitivo per le aree ATA

In un contesto in cui la concorrenza nelle graduatorie ATA si fa sempre più serrata e in cui il prossimo aggiornamento delle graduatorie di terza fascia è atteso per la primavera 2027, pianificare con anticipo l’acquisizione dei titoli necessari diventa una scelta strategica.

A tal proposito, Scuola Moscati, ente di formazione professionale n. 1 in Italia per docenti e personale ATA, ha strutturato un’offerta formativa completa pensata proprio per chi vuole accedere alle aree del personale ATA o valorizzare il proprio percorso professionale. 

Nello specifico, con Scuola Moscati potrai ottenere la Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (CIAD) richiesta come requisito di accesso obbligatorio per quasi tutti i profili ATA, mentre i corsi OSA, ASACOM e OPI permettono di costruire un punteggio aggiuntivo per le graduatorie di Collaboratore Scolastico (ASACOM anche per Operatore Scolastico). 

Per chi punta più in alto, il corso Coordinatore Amministrativo rappresenta il primo gradino verso l’Area degli Assistenti e, in prospettiva, verso quella dei Funzionari ed Elevata Qualificazione.

Ragion per cui, conoscere a fondo le aree di competenza del personale ATA non è solo un esercizio teorico, ma il punto di partenza per costruire un percorso professionale solido all’interno della scuola pubblica italiana. Con il prossimo bando ATA 2027 alle porte e con il termine del 19 maggio 2026 per il primo inserimento ATA 2026 ormai imminente, il momento di muoversi è adesso.

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