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Riforma classi di concorso: pubblicato il DM

Riforma classi di concorso

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Riforma classi di concorso

Il MUR, Ministero dell’Università e della Ricerca, ha, da poche ore, pubblicato due decreti ministeriali inerenti la Riforma classi di concorso. Si tratta del DM 1649 del 19-12-2023 per le lauree magistrali e del DM 1648 del 19-12-2023 per le lauree triennali. 

Entrambi i decreti disciplinano le classi di laurea. Nonostante lascino invariata la denominazione delle 45 classi di laurea precedentemente indicate, introducono importanti modifiche nei contenuti didattico-formativi.

Questa riforma punta ad aggiornare i curricula universitari, per oltrepassare i limiti esistenti e consentire la creazione di percorsi interdisciplinari. La stessa è prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che auspica l’immissione in ruolo di 70.000 docenti, entro giugno 2026.

Una Riforma per migliorare la qualità dell’istruzione

Lo scopo fondamentale di queste nuove disposizioni è migliorare la qualità dell’istruzione superiore in Italia. L’obiettivo, inoltre, è rendere i corsi di laurea più pertinenti e attuali rispetto alle esigenze del mercato del lavoro e della società.

In un mondo in costante evoluzione, l’istruzione superiore deve adattarsi per preparare gli studenti in modo adeguato. Per cui, una delle principali novità del decreto, è la definizione di nuove classi per i corsi di laurea

Le università sono, ora, tenute a istituire e attivare corsi di laurea professionalizzanti, rispettando specifiche classi di appartenenza. Non è consentito istituire due corsi di laurea nella stessa classe se i loro programmi didattici non differiscono per almeno 40 crediti

Questa disposizione mira a garantire la diversità e la specializzazione dei corsi offerti. I regolamenti didattici delle università devono, ora, conformarsi alle nuove disposizioni, compresa l’istituzione di nuovi corsi a partire dall’a.a. 2024/2025

Promozione dell’Interdisciplinarietà e della Cooperazione Accademica

Le università hanno l’obbligo di aggiornare i loro regolamenti in modo tempestivo. Per garantire, secondo la Riforma classi di concorso, l’avvio dei nuovi corsi con ordinamenti sempre al passo. Questo significa che gli studenti potranno beneficiare di nuovi corsi più attuali e pertinenti.

Entrambi i decreti ministeriali stabiliscono anche criteri rigorosi per l’assegnazione dei crediti formativi. Richiedendo che gli obiettivi di formazione dei corsi siano in linea con gli standard europei e con i possibili sbocchi professionali. 

Le università sono incoraggiate a fornire agli studenti una formazione solida e concentrata, evitando la dispersione su un eccessivo numero di discipline. Questo promuove una maggiore efficacia nell’apprendimento.

Impegno orario e prova finale

La Riforma classi di concorso determina, per ciascun corso di laurea, l’impegno orario. Lo stesso deve rimanere a disposizione dello studente e non deve essere inferiore al 50% dell’impegno orario complessivo.

Salvo quando sono previste attività formative ad alto contenuto sperimentale o pratico. Inoltre, gli aspiranti docenti che abbiano maturato 120 crediti sono ammessi a sostenere la prova finale per il conseguimento del titolo di studio. Questo rappresenta un passo avanti nella flessibilità e nell’autonomia degli studenti.

Particolare attenzione è stata data alla facilitazione della mobilità degli studenti tra i vari corsi di laurea e università. Con l’obiettivo di massimizzare il riconoscimento dei crediti già acquisiti. 

Questa disposizione promuove un’esperienza di apprendimento più dinamica e personalizzata. Consentendo agli studenti di sfruttare al meglio le risorse offerte dalle diverse istituzioni.

Un’applicazione uniforme per tutte le Università

È importante notare che le disposizioni di questo decreto si applicano a tutte le università, sia statali che non statali, comprese le università telematiche. Questo garantisce una uniformità nell’applicazione delle nuove regole, creando un sistema universitario più coeso.

In conclusione, la riforma delle classi di concorso introdotta dal Ministero dell’Università e della Ricerca rappresenta un passo significativo verso un’istruzione superiore più adattabile, pertinente e di qualità in Italia. 

Queste nuove disposizioni mirano a preparare gli studenti in modo migliore per affrontare le sfide del mondo contemporaneo. E a promuovere, inoltre, l’interdisciplinarietà, la cooperazione accademica e la mobilità degli studenti. 

È un cambiamento che andrà a beneficio di tutti gli attori coinvolti nell’istruzione superiore italiana, contribuendo a creare una società più preparata e competente. È ora compito delle università implementare queste nuove regole con sollecitudine per garantire un futuro migliore per gli studenti italiani.

 

Guarda e Scarica il decreto ministeriale per le classi di concorso laurea magistrale

Scarica il decreto ministeriale per le classi di concorso laurea triennale

Consulta e Scarica allegato lauree magistrali

Scarica allegato lauree triennali

 

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