Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2019-2021, sottoscritto all’Aran il 18 gennaio 2024, disciplina le ore di riposo per il personale ATA e i criteri per l’organizzazione dei turni. L’articolo 66 del contratto fissa un riposo minimo di 11 ore consecutive ogni 24 ore e pone limiti ai turni notturni e festivi.
Ecco come funzionano le turnazioni e cosa prevede il contratto in vigore.
SOMMARIO
ToggleLe ore di riposo per il personale ATA: le regole sulle turnazioni
L’articolo 66 del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021 individua i criteri che regolano l’adozione dell’orario di lavoro su turni per il personale ATA. Si fa ricorso alle turnazioni quando le altre forme di orario ordinario non bastano a coprire le esigenze di servizio.
I criteri principali sono i seguenti:
- Rotazione del personale: i lavoratori si avvicendano, in modo da coprire l’intera durata del servizio in modo rotativo.
- Ripartizione per professionalità: la distribuzione nei turni avviene in base alle professionalità richieste in ciascun turno.
- Sovrapposizione parziale: è ammessa una parziale sovrapposizione tra il personale subentrante e quello del turno precedente.
- Riposo minimo di 11 ore: le ore di riposo per il personale ATA devono essere almeno 11 consecutive, all’interno di ogni periodo di 24 ore.
- Turno serale limitato: un turno che supera le ore 20 può essere attivato solo in presenza di esigenze specifiche legate alle attività didattiche.
- Limiti a turni notturni e festivi: il numero di turni notturni e festivi è limitato; nei periodi senza convittori il turno notturno è sospeso, salvo comprovate esigenze e disponibilità del personale.
- Turno notturno: è quello compreso tra le 22 e le 6 del giorno successivo; il turno notturno-festivo cade tra le 22 del giorno prefestivo e le 6 del giorno festivo, oppure tra le 22 del giorno festivo e le 6 del giorno successivo.

Tutele per maternità, disabilità e turno notturno
Il CCNL tiene conto anche di situazioni particolari previste dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104 e dal D.Lgs. n. 151 del 2001. Ai dipendenti che si trovano nelle condizioni previste da queste norme è concesso di non lavorare nelle ore notturne.
È inoltre proibito adibire le donne al lavoro tra le 24 e le 6, dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. Lo prevede l’articolo 53 del D.Lgs. n. 151 del 2001.
L’articolo 66 del CCNL 2019-2021 ha abrogato le disposizioni del CCNL 2007 relative alle turnazioni. Il quadro normativo sulle ore di riposo per il personale ATA è quindi definito, oggi, da questa disciplina.
Il CCNL 2022-2024 cambia le regole sulle turnazioni ATA?
Il 23 dicembre 2025 è stato sottoscritto all’Aran il CCNL Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024. Il nuovo contratto non modifica l’articolo 66 sulle turnazioni, che resta la norma di riferimento per le ore di riposo per il personale ATA.
Tra le novità principali del CCNL 2022-2024 c’è il diritto alla disconnessione. La norma demanda alla contrattazione integrativa d’istituto la definizione dei criteri per l’uso degli strumenti di lavoro fuori dall’orario di servizio.
Chi si prepara a entrare nel personale ATA in vista del bando 2027 può aggiornare le proprie qualifiche già da ora per aumentare il proprio punteggio a seconda del profilo professionale cui si aspira.
Domande frequenti su ore di riposo e turnazioni ATA (FAQ)
Quante ore di riposo minime deve avere il personale ATA?
Il personale ATA ha diritto a un riposo minimo di 11 ore consecutive ogni 24 ore, come previsto dall’articolo 66 del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021. La regola vale per tutte le turnazioni, comprese quelle su cinque o sei giorni.
Cos’è il turno notturno per il personale ATA?
È il periodo di lavoro compreso tra le 22 e le 6 del giorno successivo. Il turno notturno-festivo cade invece tra le 22 del giorno prefestivo e le 6 del giorno festivo, oppure tra le 22 del giorno festivo e le 6 del giorno successivo.
Il CCNL 2022-2024 ha modificato le regole sulle turnazioni ATA?
No, il CCNL 2022-2024, firmato il 23 dicembre 2025, non interviene sull’articolo 66 relativo alle turnazioni. Introduce invece il diritto alla disconnessione, demandato alla contrattazione integrativa d’istituto.
Chi può essere esentato dal turno notturno?
Sono esentati i dipendenti nelle condizioni previste dalla legge n. 104 del 1992 e dal D.Lgs. n. 151 del 2001. Per le lavoratrici, il divieto di lavoro notturno vale dall’accertamento della gravidanza fino al primo anno di vita del bambino.

