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Prova scritta del Concorso docenti 2027: risposta multipla o aperta? Cosa prevede il DM 205/2023 [AGGIORNATO AL 22 OTTOBRE 2026]

Aula d'esame durante la prova scritta. In primo piano la scritta: "Prova scritta del Concorso docenti 2027: risposta multipla o aperta?".

L’articolo 6, comma 5, del DM n. 205 del 26 ottobre 2023, firmato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, consente di sostituire i 50 quesiti a risposta multipla con 10 quesiti a risposta aperta in 150 minuti, a target PNRR raggiunto. Per la prova scritta del Concorso docenti 2027 la scelta spetta, pertanto, al Ministero e comparirà nel bando, non ancora pubblicato al 22 ottobre 2026. Ecco tutto quello che occorre sapere.

Prova scritta del Concorso docenti 2027: la formula non è ancora decisa

Alla data del 22 ottobre 2026 nessun atto ufficiale stabilisce se la prova scritta sarà a risposta multipla o a risposta aperta. Il bando, che dovrà indicarlo, non è stato ancora pubblicato e il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) non ha comunicato una data.

Gli atti già adottati riguardano altri aspetti della procedura.

La nota prot. n. 8087 del 5 ottobre 2026 ha avviato il censimento delle aule informatizzate dall’8 al 31 ottobre, mentre il 7 ottobre 2026 il CSPI ha espresso parere favorevole sulle nuove tabelle dei titoli.

Va precisato che nessuno dei due atti tocca la struttura della prova scritta.

Il quadro completo su bando, posti e requisiti è disponibile nella Guida al Concorso docenti 2027.

Le due formule previste dal DM 205/2023

Il DM n. 205 del 26 ottobre 2023 disciplina il concorso per la scuola Secondaria di I e II grado, mentre il DM n. 206 di pari data regola quello per la scuola dell’Infanzia e Primaria. 

In entrambi i casi la prova scritta è computer-based ed è unica per tutte le classi di concorso e le tipologie di posto per cui il candidato partecipa.

L’articolo 6 prevede due versioni della stessa prova, con regole diverse su numero di quesiti e durata.

Elemento Risposta multipla (art. 6, commi 1-3) Risposta aperta (art. 6, comma 5)
Numero di quesiti 50 10
Durata 100 minuti 150 minuti
Tempo medio per quesito 2 minuti 15 minuti
Formato della risposta 4 opzioni, una sola esatta Elaborato scritto
Condizione di applicazione Formula usata nei concorsi PNRR A target PNRR raggiunto
Prova preselettiva Non prevista Possibile, a determinate condizioni

Prova a risposta multipla: 50 quesiti in 100 minuti

La formula a risposta multipla è quella applicata nei tre concorsi PNRR. Ogni quesito presenta quattro risposte, una sola esatta, e l’ordine delle domande è casuale per ciascun candidato, senza pubblicazione preventiva della banca dati.

Ambito Quesiti
Pedagogico 10
Psicopedagogico, inclusione compresa 15
Metodologico-didattico, valutazione compresa 15
Lingua inglese (livello B2) 5
Competenze digitali 5
Totale 50

 

Nei concorsi PNRR ogni risposta esatta valeva 2 punti, con zero punti per le risposte errate o non date. La soglia di superamento era di almeno 70/100.

Prova a risposta aperta: 10 quesiti in 150 minuti

La formula alternativa riduce il numero di domande ma richiede risposte argomentate. Il comma 5 dell’articolo 6 mantiene gli stessi ambiti della versione a risposta multipla e ne ridistribuisce il peso.

Ambito Quesiti
Pedagogico 2
Psicopedagogico, inclusione compresa 3
Metodologico-didattico, valutazione compresa 3
Lingua inglese (livello B2) 1
Competenze digitali 1
Totale 10

 

Gli otto quesiti dell’area professionale vertono sui programmi della “Parte generale” dell’Allegato A. Restano a parte il quesito di inglese e quello sull’uso didattico delle tecnologie.

Perché il Ministero può cambiare formula

La risposta multipla nasce come soluzione transitoria legata ai tempi del PNRR, che richiedevano procedure rapide e correzioni automatiche. Il DM 205/2023 subordina, infatti, il passaggio alla risposta aperta al conseguimento del target del Piano, come stabilisce la disposizione di legge richiamata dallo stesso articolo 6, comma 5.

Già nel 2023 il CSPI aveva chiesto di introdurre quesiti a risposta aperta.

Il MIM, nelle premesse del DM 205, non accolse l’osservazione perché contraria alla norma allora vigente per la fase transitoria.

A tal proposito, la possibilità di cambiare formula non equivale a una decisione.

Il Ministero potrebbe confermare i quesiti a risposta multipla, già collaudati su larga scala e più rapidi da correggere, oppure scegliere le domande aperte. Il bando dovrà indicare quale delle due versioni applicare.

Un ulteriore elemento di incertezza riguarda i regolamenti stessi.

Secondo indiscrezioni di stampa, i nuovi Allegati A e B confluirebbero in due nuovi decreti destinati a modificare o sostituire i DM 205 e 206: si tratta di un’ipotesi non ancora formalizzata, che andrà verificata sul testo definitivo.

Va precisato, inoltre, che il censimento avviato con la nota n. 8087 non orienta la scelta. Il comma 5 interviene sulla durata della prova di cui al comma 1, che resta computer-based, ragion per cui le aule informatizzate servono in entrambe le ipotesi.

Risposta aperta e prova preselettiva: il legame da conoscere

La scelta della formula non incide soltanto sulla prova scritta. Il DM 205/2023 collega la prova preselettiva proprio all’opzione per la risposta aperta: con i quesiti a risposta multipla, come nei concorsi PNRR, la preselettiva non si svolge.

Con la risposta aperta, la preselettiva diventa possibile alle seguenti condizioni:

  1. il bando sceglie la prova scritta a risposta aperta;
  2. in una regione, per la singola procedura, i candidati superano quattro volte i posti;
  3. il numero dei candidati non è comunque inferiore a 250.

 

Nella preselettiva ogni risposta esatta vale 1 punto, quelle errate o non date zero.

Alla prova scritta accede un numero di candidati pari al triplo dei posti per regione e procedura, e il punteggio della preselettiva non concorre alla graduatoria finale.

Cosa studiare: gli argomenti restano gli stessi

Il confronto tra le due tabelle mostra che la formula incide sulla forma della prova, non sui contenuti. Gli ambiti restano: 

  • pedagogico;
  • psicopedagogico;
  • metodologico-didattico;
  • lingua inglese;
  • competenze digitali.

 

Il riferimento per lo studio resta la “Parte generale” dell’Allegato A del DM 205/2023 per la Secondaria e dell’Allegato A del DM 206/2023 per Infanzia e Primaria.

Secondo ricostruzioni di stampa, il Ministero lavora a un aggiornamento dell’Allegato A, legato soprattutto alle nuove Indicazioni nazionali per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo, su cui il CSPI dovrà esprimere un parere.

Fino all’adozione di un nuovo testo, il programma vigente resta quello del 2023.

Cambia, invece, il tipo di competenza richiesta. La risposta multipla premia il riconoscimento rapido del concetto corretto, mentre la risposta aperta chiede di definire, argomentare e collegare teoria e pratica didattica in un testo ordinato.

Prova scritta del Concorso docenti 2027: aspirante docente durante la fase di studio
Il Ministero potrebbe confermare i quesiti a risposta multipla oppure scegliere le domande aperte.

Come prepararsi a entrambe le formule

Una preparazione efficace per la prova scritta del Concorso docenti 2027 non deve scommettere su una sola formula. Le seguenti indicazioni valgono in entrambi gli scenari:

  1. Studiare per concetti, non per domande: autori, teorie e modelli vanno compresi in modo da poterli sia riconoscere sia spiegare.
  2. Collegare teoria e classe: ogni nucleo pedagogico va accompagnato da un esempio di applicazione didattica, utile soprattutto nella risposta aperta.
  3. Allenare la scrittura sintetica: con 15 minuti medi per quesito conviene esercitarsi su risposte brevi, strutturate in definizione, sviluppo ed esempio.
  4. Simulare i tempi: 2 minuti per quesito nella risposta multipla, 15 nella risposta aperta.
  5. Curare inglese e digitale: il livello B2 va allenato anche nella produzione scritta, non solo nella comprensione.
  6. Seguire i decreti: eventuali modifiche all’Allegato A possono aggiungere argomenti, come le nuove Indicazioni nazionali.

 

L’orale, comunque, resta il momento in cui contano le competenze disciplinari della classe di concorso, ragion per cui conviene non trascurarne la preparazione.

Corso di preparazione al Concorso docenti di Scuola Moscati

Per affrontare con maggiore sicurezza la prova scritta del Concorso docenti 2027, a risposta multipla o aperta, può risultare utile frequentare un percorso di preparazione strutturato. 

Scuola Moscati, ente accreditato dal MIM, offre videocorsi specifici disponibili su www.scuolamoscati.it, progettati per coprire ogni aspetto della procedura selettiva.

I corsi seguono gli ambiti della “Parte generale” dell’Allegato A e accompagnano il candidato fino alla prova orale.

A oggi Scuola Moscati conta circa 10.000 docenti formati oggi attivi nella scuola e oltre 3.733 recensioni a 5 stelle su Trustpilot.

Domande frequenti sulla prova scritta del Concorso docenti 2027 (FAQ)

La prova scritta del prossimo concorso docenti sarà a risposta multipla o aperta?

Non è ancora deciso. L’articolo 6 del DM 205/2023 consente al Ministero di scegliere tra 50 quesiti a risposta multipla e 10 quesiti a risposta aperta, e la scelta sarà indicata nel bando, non ancora pubblicato al 22 ottobre 2026.

Quanti quesiti avrà la prova a risposta aperta?

Dieci quesiti in 150 minuti: otto di ambito pedagogico, psicopedagogico e metodologico-didattico, uno di lingua inglese a livello B2 e uno sulle competenze digitali.

Con la risposta aperta ci sarà la prova preselettiva?

Può esserci, ma non in modo automatico. Il DM 205/2023 la collega alla scelta della risposta aperta e a un numero di candidati superiore a quattro volte i posti, e comunque non inferiore a 250, nella singola procedura regionale.

Cambiano gli argomenti da studiare se la prova diventa a risposta aperta?

No, gli ambiti restano gli stessi della “Parte generale” dell’Allegato A. Cambia la forma della prova, che con la risposta aperta richiede di argomentare e non solo di riconoscere la risposta corretta.

Il programma del concorso sarà aggiornato?

Secondo ricostruzioni di stampa, il Ministero lavora a un aggiornamento dell’Allegato A legato alle nuove Indicazioni nazionali per l’Infanzia e il primo ciclo. Fino all’adozione di un nuovo testo resta valido il programma del 2023.

Il censimento delle aule indica quale formula sarà scelta?

No. La nota n. 8087 del 5 ottobre 2026 riguarda le aule informatizzate, che servono in entrambe le ipotesi perché la prova scritta resta computer-based.

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