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TFA Sostegno 2026 prove preselettive: struttura, materie, punteggio e come si accede alla scritta

TFA Sostegno 2026 prove preselettive. Immagine divisa in 3 parti con docenti alla scrivania mentre segue un videocorso; alle prese con libri e appunti; in classe. In primo piano la scritta: TFA Sostegno 2026: le Prove preselettive

Le TFA Sostegno 2026 prove preselettive restano il primo filtro selettivo per accedere al percorso di specializzazione dell’XI Ciclo. La struttura è consolidata dal DM 30 settembre 2011 e confermata dai cicli successivi: 60 quesiti a risposta multipla in 120 minuti, valutati sulla base di un punteggio parziale rigido. Il decreto MUR atteso entro giugno 2026 fisserà le date; la meccanica della prova è, invece, già definita ed è su quella che il candidato può lavorare fin da ora.

Come è strutturata la prova preselettiva TFA Sostegno XI Ciclo

La prova preselettiva del TFA Sostegno 2026 XI Ciclo segue lo schema consolidato nei cicli precedenti, fissato dall’articolo 6 del DM 30 settembre 2011 e confermato dal DM 92/2019 con le successive modifiche. 

Il test consiste in un questionario computer-based somministrato in una singola sessione, con caratteristiche standardizzate a livello nazionale.

Le coordinate tecniche sono le seguenti: 

  • 60 quesiti a risposta multipla, ciascuno con 5 opzioni di cui una sola corretta, da risolvere in 120 minuti – una media di due minuti per quesito. 

Ogni risposta esatta vale 0,5 punti, la risposta errata e quella omessa valgono entrambe 0 punti. 

Non è previsto punteggio negativo, una caratteristica che influenza direttamente la strategia di compilazione. 

Il punteggio massimo conseguibile è 30/30; la soglia di superamento è fissata a 21/30, corrispondente a 42 risposte corrette su 60.

La prova si svolge in presenza presso la sede universitaria prescelta, in giornate distinte per grado scolastico. 

Nell’XI Ciclo le giornate saranno tre anziché quattro, in assenza di posti per la Secondaria di II grado. 

I candidati vengono identificati prima dell’ingresso e non possono portare in aula appunti, dispositivi elettronici o materiale didattico.

Le materie della preselettiva: cosa sapere davvero

Le materie della prova sono indicate dall’articolo 6 comma 2 del DM 92/2019 e riguardano cinque aree di competenza, con una ripartizione numerica parzialmente vincolata dalla normativa:

  • la prima area – competenze linguistiche e comprensione dei testi – è quantitativamente dominante. La normativa impone almeno 20 quesiti dedicati a questa area, una quota che nei cicli precedenti è arrivata anche a 25-30 domande in alcuni atenei. Gli argomenti ricorrenti sono: grammatica italiana, sintassi, lessico, analisi del testo, comprensione di brani (spesso tratti da autori di saggistica pedagogica o educativa), figure retoriche, coesione e coerenza testuale. La padronanza della lingua italiana pesa quindi fino a 10-15 punti sui 30 disponibili: l’area non è trascurabile, è la più pesante;
  • la seconda area riguarda le competenze logiche e ragionamento astratto. I quesiti tipici sono serie numeriche, inferenze logiche, analogie, ragionamento deduttivo e induttivo, problemi di matematica elementare applicata. Per chi non ha una formazione scientifica recente, è spesso l’area più destabilizzante, ma anche la più allenabile con la pratica dei quiz;
  • la terza areacompetenze socio-psico-pedagogiche e didattiche – è il cuore tematico della prova. Comprende: psicologia dello sviluppo (Piaget, Vygotskij, Bruner), pedagogia speciale, teorie dell’apprendimento, didattica inclusiva, modello ICF e Profilo di Funzionamento ex D.Lgs. 66/2017, struttura del PEI ai sensi del DM 182/2020, metodologie didattiche;
  • la quarta area riguarda la normativa scolastica, con particolare attenzione all’inclusione: Costituzione (artt. 3, 33, 34), Legge 104/1992, D.Lgs. 66/2017 come modificato dal D.Lgs. 96/2019, DPR 275/1999 sull’autonomia scolastica, DM 182/2020 sul PEI, normativa BES e DSA (Legge 170/2010);
  • la quinta area – competenze organizzative, empatia, intelligenza emotiva, creatività e pensiero divergente – è la più trasversale. Contiene quesiti sulle soft skills del docente di sostegno, sulla relazione educativa, sulla gestione del gruppo classe. Non esistono manuali dedicati a questa area: si prepara studiando casi, leggendo saggi sulla relazione educativa e allenandosi su quiz dei cicli passati.

Un’ultima precisazione tecnica: il programma ministeriale non indica autori specifici né concetti puntuali. Definisce macroaree e ciascun ateneo seleziona i contenuti all’interno di quelle aree. 

Può, quindi, capitare che nella prova compaiano autori o concetti non presenti nei manuali standard di preparazione – una caratteristica che rende la preparazione sulla banca dati dei cicli precedenti particolarmente utile.

TFA Sostegno 2026 prove preselettive: docente davanti ad una scuola
Il test consiste in un questionario computer-based somministrato in una singola sessione, con caratteristiche standardizzate a livello nazionale.

Punteggio e meccanica di accesso alla prova scritta

Il punteggio della preselettiva non si somma a quello delle prove successive. 

Serve esclusivamente per il passaggio alla prova scritta: una volta superata la soglia, il valore numerico specifico non incide sulla graduatoria finale, che si costruisce sommando i punteggi di prova scritta e prova orale.

La meccanica di accesso è, però, più articolata della semplice soglia dei 21/30. 

Accedono alla prova scritta i candidati in numero pari al doppio dei posti banditi dall’ateneo per quel grado scolastico, in ordine di graduatoria decrescente. 

In pratica: superare i 21/30 non garantisce l’accesso alla scritta. Se un ateneo bandisce 100 posti per la primaria, accedono alla scritta i primi 200 candidati della graduatoria della preselettiva, anche se ce ne fossero 250 oltre la soglia.

Questa meccanica produce tre conseguenze operative per il candidato: 

  • il punteggio obiettivo realistico non è 21/30 ma il più alto possibile, perché a parità di soglia conta la posizione relativa;
  • la scelta dell’ateneo incide sulla competitività – atenei più piccoli con meno domande possono avere graduatorie meno affollate;
  • ottenere un punteggio alla preselettiva sopra la media significativa (25-27/30) è il vero discrimine, non il superamento formale.

Tabella punteggio-soglia

ELEMENTO VALORE NOTE
Numero quesiti 60 Risposta multipla, 5 opzioni per ogni domanda.
Durata 120 minuti Media di 2 minuti esatti per ogni quesito.
Punti risposta corretta 0,5 Nessun bonus aggiuntivo.
Punti risposta errata 0 Nessuna penalizzazione (conviene sempre rispondere).
Punti risposta omessa 0 Nessuna penalizzazione.
Punteggio massimo 30/30 Raggiungibile con 60 risposte corrette su 60.
Soglia di superamento 21/30 Necessarie almeno 42 risposte corrette.
Accesso alla scritta Top 2x posti Ammessi i candidati pari al doppio dei posti banditi.

Chi accede direttamente alla scritta senza preselettiva

Il DM 92/2019, art. 6, prevede categorie di candidati esonerati dalla prova preselettiva. 

Per l’XI Ciclo le fattispecie sono tre, tutte da valutare con attenzione perché cambiano radicalmente la strategia di preparazione:

  • Docenti con almeno tre annualità di servizio sul sostegno nel medesimo grado scolastico per cui si concorre, anche non consecutive, negli ultimi dieci anni scolastici. Per questo profilo è previsto l’accesso diretto alla prova scritta, nel limite di una quota riservata che nei cicli precedenti ha oscillato tra il 30% e il 35% dei posti per ateneo. Il decreto MUR dell’XI Ciclo fisserà la percentuale definitiva.
  • Candidati con disabilità pari o superiore all’80% ai sensi dell’articolo 20, comma 2-bis, della Legge 5 febbraio 1992, n. 104. La condizione va documentata con verbale di accertamento in corso di validità.
  • Decadimento collettivo della preselettiva. Se il numero totale delle domande presentate per un determinato grado a un ateneo è inferiore o uguale al doppio dei posti banditi, la preselettiva decade per tutti i candidati di quel grado. La circostanza si è verificata con frequenza negli ultimi cicli, soprattutto in atenei di dimensioni medie del Centro e Sud Italia, e rappresenta un elemento rilevante nella scelta della sede.

Per una trattazione più ampia dei requisiti e delle categorie di esonero, rimandiamo alla Guida sui requisiti TFA Sostegno 2026 e alla Guida generale TFA Sostegno 2026 XI ciclo.

Tre errori tipici da evitare nella preselettiva

Lo studio delle prove dei cicli precedenti ha evidenziato alcune abitudini ricorrenti che penalizzano i candidati più di quanto immaginino:

  • Il primo errore: non rispondere per paura di sbagliare. L’assenza di penalizzazione per le risposte errate rende la strategia del «rispondo solo se sono sicuro» sistematicamente subottimale. Statisticamente, con cinque opzioni di risposta, tirare a indovinare ha un valore atteso positivo anche senza alcuna preparazione: un quesito su cinque è corretto per caso, valore 0,1 punti di media contro 0 dell’omissione. Regola operativa: rispondere sempre a tutti i 60 quesiti.
  • Il secondo errore: dedicare troppo tempo alle domande di logica. Per un candidato non allenato, un solo quesito logico complesso può assorbire cinque-sei minuti. Su una prova di 120 minuti significa sacrificare altre 2-3 risposte linguistiche a punteggio certo. Regola operativa: se un quesito non si risolve entro i 2 minuti medi, segnarlo, proseguire, tornarci alla fine.
  • Il terzo errore: trascurare le competenze linguistiche. I 20 quesiti obbligatori su comprensione del testo pesano fino a un terzo del punteggio totale, sono quelli con la percentuale di risposte corrette mediamente più alta, e sono gli unici completamente allenabili con esercizi disponibili da anni. Un candidato che non raggiunge almeno 16-18 su 20 in quest’area parte con uno svantaggio che difficilmente recupera sulle altre aree più variabili.

Come arriva preparato alla prova un candidato solido

La prova preselettiva non è una prova di cultura generale. 

Richiede conoscenze specifiche di teorie psicopedagogiche, normativa sull’inclusione, metodologie didattiche e competenze linguistiche – materie che non si affrontano in poche settimane. 

L’analisi delle prove degli ultimi cicli individua una serie di argomenti ricorrenti che rappresentano la colonna vertebrale della preparazione: 

  • le teorie dello sviluppo cognitivo di Piaget, Vygotskij e Bruner con le loro implicazioni per la didattica inclusiva; 
  • il modello ICF e il Profilo di Funzionamento introdotto dal D.Lgs. 66/2017; 
  • la struttura del PEI secondo il DM 182/2020 (GLO, aree di intervento, obiettivi a breve e lungo termine); 
  • la Legge 104/1992 nelle sue articolazioni principali.

La finestra temporale da aprile a luglio 2026 è determinante. 

Chi inizia a studiare ora ha a disposizione 3-4 mesi per coprire il programma, esercitarsi sulla banca dati dei cicli precedenti, simulare la prova completa con il tempo reale. 

Chi attende la pubblicazione del bando per iniziare – tipicamente giugno-luglio – si trova con 3-4 settimane per coprire un programma che ne richiederebbe almeno otto.

Per il calendario completo delle fasi dell’XI Ciclo – dal decreto MUR ai bandi degli atenei alle date delle prove – rimandiamo alla Guida su quando esce il bando TFA Sostegno 2026.

Il Corso di Preparazione al TFA Sostegno di Scuola Moscati

Il Corso di Preparazione al Concorso TFA Sostegno di Scuola Moscati – ente accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito – è interamente online e già disponibile su www.scuolamoscati.it. 

Copre tutte e cinque le aree della preselettiva con videolezioni, manuali digitali, banca dati di oltre 5.000 quesiti con soluzioni commentate, simulazioni cronometrate e il supporto di un tutor dedicato. 

Include la garanzia “TFA Superato o Rimborsato” per chi inizia a studiare fin da ora, senza aspettare la pubblicazione del decreto.

Domande frequenti sulle prove preselettive TFA Sostegno 2026 (FAQ)

Quanti quesiti bisogna indovinare per superare la preselettiva?

La soglia di superamento è fissata a 21/30, corrispondente a 42 risposte corrette su 60. Le altre 18 possono essere sbagliate o omesse senza penalizzazione. Attenzione però: superare la soglia non garantisce l’accesso alla prova scritta. Accedono solo i primi candidati in graduatoria, in numero pari al doppio dei posti banditi dall’ateneo.

Le risposte errate penalizzano il punteggio?

No. Il DM 92/2019 prevede 0,5 punti per risposta corretta e 0 punti per risposta errata od omessa. Non essendoci penalizzazione, è statisticamente conveniente rispondere a tutti i 60 quesiti, anche quando si è incerti.

Quanti sono i quesiti di competenze linguistiche?

La normativa impone un minimo di 20 quesiti dedicati a comprensione del testo e competenze linguistiche in italiano. Nei cicli recenti alcuni atenei hanno portato questa quota fino a 25-30 domande. È l’area che pesa di più sul punteggio finale.

Le prove della preselettiva sono uguali in tutti gli atenei?

La struttura (60 quesiti, 120 minuti, punteggio 0,5) è identica a livello nazionale. I contenuti specifici dei quesiti sono invece elaborati dal singolo ateneo, che sceglie argomenti e autori all’interno delle macroaree fissate dal DM 92/2019. Non esiste una banca dati ufficiale nazionale dei quesiti.

Esiste una banca dati ufficiale dei quesiti preselettivi?

No. A differenza di altri concorsi pubblici, per il TFA Sostegno non è prevista la pubblicazione preventiva di una banca dati. I quesiti vengono elaborati ex novo da ciascun ateneo per ogni ciclo. La preparazione si svolge quindi sulle prove dei cicli precedenti e su simulatori ricostruiti dalle banche dati non ufficiali.

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