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Spezzoni GPS 2026: cosa sono, il nuovo posto orario e come scegliere nella domanda

Spezzone GPS 2026

Tra i docenti che in questi giorni stanno compilando le 150 preferenze (si ha tempo fino alle ore 14.00 del 29 luglio), gli spezzoni GPS 2026 sono probabilmente l’argomento che genera più dubbi: non è raro, infatti, sentire parlare di COI, COE, posto orario e spezzone di posto orario come se fossero sinonimi, quando in realtà indicano situazioni diverse con conseguenze diverse sull’incarico che si riceverà. 

Vediamo cosa significa davvero ciascun termine, cos’è cambiato con la novità del posto orario introdotta nel 2026, e come dichiarare correttamente queste opzioni nella domanda.

Cos’è uno spezzone

Uno spezzone è una porzione di cattedra inferiore al monte ore pieno previsto per il proprio grado di scuola: generalmente tra 7 e 17 ore, contro le 18 ore di una cattedra completa nella scuola secondaria (24 nella primaria, 25 nella scuola dell’infanzia). 

Si forma quando, in un istituto, restano ore disponibili che non bastano a costituire un incarico intero.

COI e COE: le due cattedre intere non sono uguali

Prima di arrivare al posto orario, è utile chiarire la differenza tra le due modalità con cui si può ottenere un orario completo restando su cattedre “intere”:

  • COI (Cattedra Orario Interna): tutte le ore sono concentrate in un solo istituto scolastico.
  • COE (Cattedra Orario Esterna): le ore sono divise tra la scuola principale, sede di organico, e una o più scuole di completamento situate nello stesso comune.

 

Nello specifico, una COE resta preferibile a più spezzoni sparsi, perché garantisce comunque un orario pieno, anche se su più sedi.

La novità 2026: il posto orario

A tal proposito, la vera novità di quest’anno è il posto orario: un pacchetto completo di ore (18 per la secondaria, 24 per la primaria, 25 per l’infanzia) che gli Uffici Scolastici possono costituire aggregando più spezzoni, ciascuno di massimo 6 ore, con gli stessi criteri già usati per formare le COE. 

Ragion per cui, il posto orario di fatto trasforma più spezzoni isolati in un incarico a tutti gli effetti equivalente a una cattedra intera, con la differenza che le ore possono provenire da un massimo di tre scuole situate in non più di due comuni.

Spezzone di posto orario: la distinzione che confonde tutti

Nello specifico, va distinto il posto orario (pacchetto completo di ore, aggregato dall’amministrazione) dallo spezzone di posto orario, che è invece un insieme di spezzoni già aggregati che però non raggiunge il monte ore pieno previsto per il proprio grado di scuola. 

In altre parole: se l’aggregazione arriva a 18, 24 o 25 ore, si tratta di un posto orario a tutti gli effetti; se l’aggregazione resta sotto quella soglia, resta uno spezzone di posto orario, con un trattamento economico e di punteggio proporzionalmente inferiore. 

Ragion per cui, prima di accettare un’assegnazione è importante verificare a quale delle due situazioni corrisponde concretamente l’incarico proposto.

Come si dichiarano nella domanda delle 150 preferenze

Nella piattaforma delle Istanze OnLine è prevista una sezione dedicata proprio a queste tipologie di incarico, in cui il docente può indicare le proprie preferenze sul numero di ore e sulle modalità di completamento: stessa classe di concorso, materie diverse o comuni limitrofi. 

Nello specifico, includere la disponibilità a COE, spezzoni e posto orario nella propria domanda amplia sensibilmente le opportunità di ricevere un incarico, perché le cattedre complete e concentrate in un solo istituto restano numericamente meno frequenti delle situazioni miste.

Il completamento per chi è già in servizio: cosa può chiedere il docente titolare di spezzone

A tal proposito, chi ha già ottenuto un incarico su spezzone durante l’anno può chiedere il completamento dell’orario, che dal 2026 non passa più per un nuovo scorrimento delle GPS ma attraverso le Graduatorie di Istituto (GI): è la scuola stessa a utilizzarle per assegnare le ore disponibili, sia per le supplenze brevi sia per quelle fino al termine delle attività didattiche. 

Nello specifico, il completamento è subordinato a due condizioni: non deve esserci più di un docente della stessa disciplina nella stessa classe, e la soluzione deve essere concretamente sostenibile in termini di orari e distanze tra le sedi coinvolte. 

Se queste condizioni sono rispettate, il Dirigente Scolastico non ha discrezionalità: il completamento diventa un atto dovuto, non più una concessione facoltativa.

Perché conviene includerli comunque nella domanda

Ragion per cui, escludere a priori spezzoni, COE e posto orario dalla propria domanda significa restringere in modo significativo le proprie possibilità di ricevere un incarico, soprattutto per chi ha un punteggio che non garantisce l’accesso alle cattedre intere più richieste. 

Dichiararsi disponibili, specificando con attenzione le opzioni di completamento preferite, resta la scelta più efficace per chi punta a lavorare da subito, anche a costo di qualche spostamento in più tra le sedi.

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