La delibera ANAC n. 168 del 15 aprile 2026, firmata dal Presidente Giuseppe Busia, fissa al 30 novembre 2026 la verifica dei revisori dei conti sulle carenze rilevate a giugno nella sezione Amministrazione trasparente: scuole con punteggi sotto il 100% chiamate a mettersi in regola, in vista dell’attestazione finale del 15 gennaio 2027.
Ecco tutto quello che occorre sapere su ruoli, sottosezioni, indicatori e conseguenze.
SOMMARIO
Toggle- Chi fa cosa: scuola, revisori dei conti e RPCT
- Il calendario dal 15 giugno 2026 al 15 gennaio 2027
- Le sottosezioni sotto verifica nelle scuole
- I cinque indicatori e la soglia del 100%
- Standard ANAC: perché non pesano sul giudizio
- La checklist per la segreteria prima del 30 novembre
- Dopo il 30 novembre: elenco delle inadempienze e responsabilità
- Corso di Segretario Coordinatore Amministrativo di Scuola Moscati
- Domande frequenti su Amministrazione trasparente nelle scuole (FAQ)
- Chi verifica la sezione Amministrazione trasparente delle scuole?
- Cosa succede entro il 30 novembre 2026?
- Basta un solo indicatore sotto il 100% per finire nel monitoraggio?
- La mancata conformità agli standard ANAC è un’inadempienza?
- Entro quando va pubblicata l’attestazione di monitoraggio?
- Quali conseguenze per le carenze non sanate?
Chi fa cosa: scuola, revisori dei conti e RPCT
Nelle pubbliche amministrazioni l’attestazione sugli obblighi di pubblicazione spetta all’Organismo indipendente di valutazione (OIV). Per le istituzioni scolastiche, l’art. 1, comma 562, della legge 197/2022 affida invece queste attribuzioni ai revisori dei conti.
La divisione dei compiti segue tre livelli. La scuola produce e pubblica dati e documenti, i revisori ne verificano la presenza e la qualità, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) pubblica le attestazioni e promuove le correzioni.
A tal proposito, la delibera prevede che, una volta sanate le criticità, l’RPCT predisponga una nota di ottemperanza. Il documento va pubblicato senza ritardo nella sottosezione dedicata agli atti dell’organismo di attestazione.
La delibera ribadisce inoltre la separazione tra chi attesta e chi risponde della trasparenza. La coincidenza dei due ruoli è ammessa solo in via eccezionale e temporanea.
Il calendario dal 15 giugno 2026 al 15 gennaio 2027
Il ciclo 2026 riguarda i dati di competenza dell’anno 2025, cioè documenti e informazioni prodotti, adottati o da approvare entro il 31 dicembre 2025. Si articola in una fase di rilevazione e in una fase di monitoraggio, che scatta solo in presenza di carenze.
| Data | Adempimento |
| 15 giugno 2026 | Data di riferimento della rilevazione |
| Dal 16 giugno 2026 | I revisori compilano la scheda sull’applicativo ANAC «Attestazioni OIV» |
| Entro il 30 luglio 2026 | L’RPCT pubblica attestazione e scheda di rilevazione |
| Dal 31 luglio 2026 | Avvio del monitoraggio sulle criticità segnalate |
| Entro il 30 novembre 2026 | I revisori verificano se le carenze sono state superate |
| Dal 1° dicembre 2026 | Il servizio web genera l’elenco delle inadempienze residue |
| Entro il 15 gennaio 2027 | L’RPCT pubblica l’attestazione di monitoraggio con l’eventuale elenco |
Va precisato che il 30 novembre non è un termine per iniziare a lavorare. L’ANAC chiede di avviare gli adeguamenti subito dopo l’attestazione di luglio, e i revisori possono aggiornare la scheda già dal 31 luglio se la scuola si mette in regola prima.
Le sottosezioni sotto verifica nelle scuole
Per le pubbliche amministrazioni, categoria in cui rientrano le istituzioni scolastiche, la delibera individua 15 obblighi oggetto di attestazione:
- atti generali (art. 12);
- organizzazione (artt. 13 e 14);
- consulenti e collaboratori (art. 15);
- personale, con le dichiarazioni su inconferibilità e incompatibilità (art. 20 D.Lgs. 39/2013);
- performance (art. 20);
- attività e procedimenti (art. 35);
- provvedimenti (art. 23);
- sovvenzioni, contributi e vantaggi economici (artt. 26–27);
- bilanci (art. 29);
- controlli e rilievi sull’amministrazione (art. 31);
- servizi erogati (art. 32);
- pagamenti dell’amministrazione (artt. 4-bis e 36);
- bandi di gara e contratti (art. 37 e D.Lgs. 36/2023);
- pianificazione e governo del territorio (art. 39);
- interventi straordinari e di emergenza (art. 42).
Gli articoli citati, salvo diversa indicazione, sono quelli del D.Lgs. 33/2013. Per le voci che non ricorrono nella scuola è prevista l’opzione «Non applicabile», ma la delibera chiede di inserire in sezione una dicitura esplicita, ad esempio «nell’anno 2025 non sono stati erogati contributi».
Sui contratti pubblici la verifica copre sia i dati trasmessi tramite le piattaforme digitali alla Banca dati nazionale sia quelli pubblicati in sezione. Ogni rinvio tramite link deve risultare funzionante e diretto, con atti non modificabili e dotati di data e firma certa.
L’attestazione riguarda infine anche l’assenza di filtri che impediscano ai motori di ricerca di indicizzare la sezione. Rientrano nella verifica pure gli atti mai prodotti, quando la norma ne imponeva l’adozione.
I cinque indicatori e la soglia del 100%
Per ogni obbligo i revisori valutano cinque indicatori di qualità: pubblicazione, completezza del contenuto, completezza rispetto agli uffici o ai soggetti tenuti, aggiornamento e formato.
L’indicatore di pubblicazione prevede tre esiti: dato non pubblicato, pubblicato fuori dalla sezione oppure pubblicato in Amministrazione trasparente. Gli altri quattro si misurano su cinque fasce: 0%, 1–33%, 34–66%, 67–99% e 100%.
La regola che decide l’accesso al monitoraggio è netta: basta un punteggio inferiore al 100%, anche su un solo indicatore, perché la scuola debba adeguarsi.
Il controllo di novembre, però, non riparte da zero. I revisori riesaminano soltanto le criticità già riportate nella scheda di rilevazione, sugli stessi cinque indicatori.
Standard ANAC: perché non pesano sul giudizio
Il ciclo 2026 introduce una verifica in più, di natura ricognitiva, sull’allineamento agli schemi standard della delibera ANAC n. 495 del 25 settembre 2024. I revisori indicano per ogni obbligo una piena conformità, una conformità parziale o una non conformità.
Nello specifico, risultano non conformi i dati pubblicati solo come PDF, scansioni o testo libero, mentre tabelle Excel, CSV o HTML senza metadati completi valgono come conformità parziale. La piena conformità richiede dati strutturati con tutti i metadati previsti.
Per quest’anno, tuttavia, l’esito sugli standard non incide sul grado di assolvimento dell’obbligo e non apre il monitoraggio. Non va neppure riportato nell’elenco delle inadempienze.
L’ANAC lo presenta come un banco di prova per le verifiche future. Ragion per cui conviene usare il monitoraggio anche per avviare la conversione dei dati in formati strutturati.
La checklist per la segreteria prima del 30 novembre
Le indicazioni della delibera si traducono in alcuni controlli concreti, da svolgere in raccordo con il Dirigente Scolastico e il DSGA:
- recuperare la scheda di rilevazione pubblicata entro il 30 luglio e isolare le righe con punteggi sotto il 100%;
- pubblicare o completare, per ciascuna riga, i dati di competenza 2025 nella sottosezione corretta;
- aggiornare dati scaduti e sostituire i file in formato non aperto;
- inserire le diciture di non ricorrenza per gli obblighi che non riguardano la scuola;
- controllare che i link alla Banca dati nazionale dei contratti pubblici funzionino e portino direttamente agli atti;
- verificare che la sezione non sia esclusa dall’indicizzazione dei motori di ricerca;
- segnalare all’RPCT gli adeguamenti, ai fini della nota di ottemperanza, e metterli a disposizione dei revisori.
Per approfondire le competenze amministrativo-contabili coinvolte, è possibile consultare la guida al ruolo e alle funzioni del DSGA e la scheda sul concorso DSGA.
Dopo il 30 novembre: elenco delle inadempienze e responsabilità
Se al 30 novembre le carenze persistono, i revisori elencano sottosezione per sottosezione i dati, i documenti e le informazioni mancanti o incompleti. Dal 1° dicembre 2026 il servizio web ANAC consente di generare ed estrarre il relativo elenco.
L’attestazione di monitoraggio, con scheda ed eventuale elenco, va pubblicata dall’RPCT entro il 15 gennaio 2027 in «Controlli e rilievi sull’amministrazione». La comunicazione all’ANAC passa solo dall’applicativo web.
Le conseguenze non sono formali. L’elenco viene trasmesso all’organo di indirizzo e, nei casi più gravi, all’Ufficio procedimenti disciplinari.
L’art. 46 del D.Lgs. 33/2013 lega inoltre l’inadempimento alla responsabilità dirigenziale, al possibile danno all’immagine e alla retribuzione di risultato. L’ANAC può usare l’elenco per contestare formalmente la violazione e chiedere conto delle misure adottate.
Restano infine la vigilanza a campione dell’Autorità e un possibile controllo documentale della Guardia di Finanza. L’applicativo, va precisato, resta disponibile anche oltre le scadenze, con evidenza della data dell’adempimento tardivo.
Corso di Segretario Coordinatore Amministrativo di Scuola Moscati
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Domande frequenti su Amministrazione trasparente nelle scuole (FAQ)
Chi verifica la sezione Amministrazione trasparente delle scuole?
Nelle istituzioni scolastiche le funzioni dell’OIV sono svolte dai revisori dei conti, in base all’art. 1, comma 562, della legge 197/2022. I revisori compilano le schede sull’applicativo ANAC e redigono l’attestazione.
Cosa succede entro il 30 novembre 2026?
Secondo la delibera ANAC n. 168/2026, entro quella data i revisori verificano se le criticità emerse nella rilevazione del 15 giugno sono state superate. La verifica riguarda solo le voci con punteggio inferiore al 100%.
Basta un solo indicatore sotto il 100% per finire nel monitoraggio?
Sì. Un punteggio inferiore al 100% anche in uno solo dei cinque indicatori di qualità richiede misure di adeguamento e apre la fase di monitoraggio.
La mancata conformità agli standard ANAC è un’inadempienza?
No, per il ciclo 2026. La verifica sugli schemi della delibera n. 495/2024 ha natura ricognitiva: non incide sul grado di assolvimento e non entra nell’elenco delle inadempienze.
Entro quando va pubblicata l’attestazione di monitoraggio?
Entro il 15 gennaio 2027, a cura dell’RPCT, nella sottosezione «Controlli e rilievi sull’amministrazione», insieme alla scheda di monitoraggio e all’eventuale elenco delle inadempienze.
Quali conseguenze per le carenze non sanate?
L’elenco delle inadempienze va all’organo di indirizzo e, nei casi più gravi, all’Ufficio procedimenti disciplinari. L’ANAC può contestare formalmente la violazione e l’art. 46 del D.Lgs. 33/2013 collega l’inadempimento alla responsabilità dirigenziale.

