Le certificazioni informatiche ATA non sono più, oggi, una semplice voce accessoria della tabella di valutazione: con il Decreto Ministeriale n. 89 del 21 maggio 2024 il quadro è cambiato radicalmente, e il possesso di determinati titoli digitali è diventato la condizione che separa chi accede alle graduatorie da chi resta escluso. A tal proposito, comprendere quali sono le certificazioni informatiche valide, a quanto ammonta il punteggio attribuito a ciascuna e come queste si combinano nei diversi profili ATA è la prima mossa strategica per chi intende presentarsi competitivo al prossimo bando, atteso per il 2027.
Nello specifico, la trasformazione normativa avvenuta con il DM 89/2024 ha riorganizzato il sistema delle certificazioni informatiche ATA in tre famiglie distinte, ciascuna con regole, finalità e punteggio differenti. Ragion per cui parlare genericamente di “certificazioni informatiche” senza distinguere la tipologia espone l’aspirante al rischio di scelte formative errate, di domande respinte o, nel migliore dei casi, di investimenti formativi che non producono il punteggio atteso.
Va detto che la materia presenta diversi profili tecnici che meritano di essere chiariti uno per uno, ed è proprio questo l’obiettivo della guida che segue: fornire la mappa completa dei titoli digitali ATA, profilo per profilo, alla luce della normativa attualmente in vigore.
Cosa sono le certificazioni informatiche ATA secondo il DM 89/2024
Quando si parla di certificazioni informatiche ATA si fa riferimento all’insieme dei titoli digitali che il Ministero dell’Istruzione e del Merito riconosce come validi nell’ambito delle graduatorie di terza fascia del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario, oggi disciplinate dal Decreto Ministeriale n. 89 del 21 maggio 2024.
Nello specifico, il DM 89/2024 — pubblicato in attuazione del CCNL del comparto Istruzione e Ricerca sottoscritto il 18 gennaio 2024 — ha introdotto un sistema di valutazione articolato su due assi: da un lato, un requisito di accesso obbligatorio per partecipare alla procedura; dall’altro, una serie di titoli culturali aggiuntivi che concorrono a determinare il punteggio in graduatoria. In tale architettura, le certificazioni informatiche occupano una posizione centrale, perché compaiono in entrambe le dimensioni.
A tal proposito, il riferimento europeo cui la normativa rinvia è il framework DigComp 2.2, ovvero il quadro di riferimento per le competenze digitali dei cittadini elaborato dalla Commissione Europea. Le certificazioni informatiche valide per i fini delle graduatorie ATA devono essere conformi a tale framework e, soprattutto, devono essere rilasciate da enti accreditati Accredia. Si tratta di un punto di non poco conto, poiché non tutte le certificazioni informatiche presenti sul mercato rispondono a entrambi i requisiti — accreditamento Accredia e conformità DigComp 2.2 — e una scelta errata può tradursi nell’esclusione del titolo dalla valutazione.
Le tre famiglie di titoli digitali nel sistema ATA
Il quadro disegnato dal DM 89/2024 distingue chiaramente tre famiglie di certificazioni informatiche ATA, ciascuna con una funzione propria e con regole di cumulabilità specifiche. Ragion per cui è necessario analizzarle separatamente prima di poterle combinare in una strategia di punteggio.
CIAD: il requisito di accesso obbligatorio
La CIAD — Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale è, oggi, il vero spartiacque del sistema ATA. Introdotta come requisito obbligatorio di accesso dalla Dichiarazione Congiunta n. 5 dell’Allegato A al CCNL 18 gennaio 2024, richiamata dalla nota K dell’Allegato A del DM 89/2024, la CIAD deve essere posseduta da tutti i profili professionali del personale ATA con un’unica, fondamentale eccezione: il Collaboratore Scolastico.
Nello specifico, chi non possiede la CIAD non può essere inserito in graduatoria, a prescindere da qualunque altro titolo, qualifica o anzianità di servizio sia in grado di documentare. La CIAD, di per sé, non attribuisce punteggio aggiuntivo nella tabella di valutazione — apre, semplicemente, la porta di accesso al sistema. Senza CIAD la domanda viene respinta; con CIAD si può procedere alla compilazione di tutte le altre voci.
Attestato di Dattilografia: il caso speciale dell’Assistente Amministrativo
La seconda famiglia di titoli digitali ATA ha una fisionomia del tutto particolare, poiché esiste un solo titolo culturale di natura informatica che il DM 89/2024 riconosce esclusivamente al profilo dell’Assistente Amministrativo: l’Attestato di Dattilografia.
Nello specifico, la tabella A/1 dell’Allegato A del DM 89/2024 — relativa appunto al profilo AA — valuta l’Attestato di Dattilografia con un punteggio di 1 punto pieno, pari a quattro volte il valore di una certificazione informatica aggiuntiva. Ragion per cui, nel rapporto tra impegno formativo e punteggio ottenibile, la dattilografia è oggi il titolo culturale più conveniente in assoluto per chi punta al profilo di Assistente Amministrativo.
A tal proposito, occorre tuttavia precisare due aspetti tecnici fondamentali. Il primo riguarda la natura del titolo: oggi, quando si parla di Dattilografia, ci si riferisce non al vecchio addestramento alla macchina da scrivere, bensì all’apprendimento del metodo della tastiera cieca applicato alla videoscrittura digitale, ovvero alla capacità di digitare correttamente sulla tastiera del computer senza guardare i tasti.
Il secondo aspetto, ancora più rilevante, concerne il requisito formale del titolo: per essere valutato, l’Attestato di Dattilografia deve essere rilasciato a conclusione di un corso istituito da un ente formativo riconosciuto secondo i parametri stabiliti dalla normativa vigente.
Il Corso Dattilografia ATA di Scuola Moscati, erogato online con il metodo della tastiera cieca e articolato in unità didattiche progressive, soddisfa integralmente questo requisito e rilascia un attestato pienamente valido per il punteggio in graduatoria.
Nello specifico, il percorso è strutturato per accompagnare l’aspirante AA dal livello base fino alla padronanza necessaria al superamento dell’esame finale, ed è oggi uno dei prodotti più richiesti del nostro catalogo proprio in virtù del suo eccellente rapporto tra investimento formativo e punteggio attribuito.
Certificazione informatica aggiuntiva da 0,25 punti
Accanto alla CIAD e all’Attestato di Dattilografia, il DM 89/2024 prevede una terza tipologia di titolo digitale che incide direttamente sul punteggio di graduatoria: la certificazione informatica aggiuntiva, valutata 0,25 punti uniformemente per tutti i profili ATA.
Nello specifico, l’Allegato A del decreto riconosce in questa categoria i titoli rilasciati secondo i principali framework europei e internazionali in materia di competenze digitali.
Secondo quanto stabilito dall’Allegato A del DM 89/2024, si valuta una sola certificazione informatica aggiuntiva per profilo. Presentarne due, tre o cinque non aumenta il punteggio in graduatoria, che resta fissato a 0,25 punti complessivi.
Va detto, inoltre, che l’uniformazione a 0,25 punti rappresenta una novità sostanziale del DM 89/2024 rispetto al regime previgente. Tuttavia, la nota L dell’Allegato A chiarisce che i candidati i quali avevano ottenuto, nel bando 2021, valutazioni superiori (0,50 o 0,60 punti) per certificazioni informatiche aggiuntive, mantengono il punteggio già attribuito: il decreto non procede a rivalutazione al ribasso delle posizioni acquisite, e si applica esclusivamente ai nuovi inserimenti e alle nuove certificazioni dichiarate dal 2024 in avanti.
Mappa per profilo: quali certificazioni informatiche per chi
Una volta chiarite le tre famiglie di certificazioni informatiche ATA, occorre tradurre il quadro normativo in indicazioni operative profilo per profilo. Nello specifico, ciascuna delle figure professionali del personale ATA presenta una propria configurazione di titoli digitali richiesti e valutabili, secondo quanto stabilito dalle singole tabelle dell’Allegato A del DM 89/2024.
Collaboratore Scolastico (CS)
Il Collaboratore Scolastico è il profilo con la disciplina più favorevole sul fronte delle certificazioni informatiche ATA, in quanto rappresenta l’unica eccezione al sistema di accesso obbligatorio: non è richiesta la CIAD per presentare domanda di inserimento in graduatoria.
Ragion per cui chi punta esclusivamente al profilo CS può tecnicamente compilare la domanda anche senza alcuna certificazione informatica. Tuttavia, va detto che la disciplina del CS presenta un secondo vantaggio strategico non trascurabile: la CIAD, se posseduta, viene valutata come certificazione informatica aggiuntiva da 0,25 punti, dato che per questo profilo non costituisce requisito di accesso.
Chi pianifica una doppia candidatura sui profili Collaboratore Scolastico e Operatore Scolastico — strategia consigliata per moltiplicare le finestre di chiamata nel triennio 2027/2030 — deve necessariamente acquisire la CIAD: la sua assenza preclude la candidatura sul versante OS, anche se la stessa persona è perfettamente in regola per il versante CS.
Operatore Scolastico (OS): l’attivazione rinviata al 2027/2028
Il profilo dell’Operatore Scolastico rappresenta la novità più significativa introdotta dal CCNL 18 gennaio 2024 nel sistema ATA. Tuttavia, va detto che la sua effettiva attivazione ha subito una modifica normativa recente di cui occorre tenere conto: il Decreto-Legge n. 19 del 2026 (Decreto PNRR), convertito in legge il 15 aprile 2026, ha rinviato l’avvio operativo del profilo OS all’anno scolastico 2027/2028, ovvero al 1° settembre 2027.
Nello specifico, la tabella A/6 dell’Allegato A del DM 89/2024 — che disciplina la valutazione dei titoli per l’OS — replica integralmente la struttura prevista per il Collaboratore Scolastico in tema di titoli culturali, ma con una differenza sostanziale: per l’Operatore Scolastico la CIAD è requisito obbligatorio di accesso. Ragion per cui l’aspirante OS deve necessariamente conseguire la certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale prima di poter presentare domanda di inserimento.
Assistente Amministrativo (AA)
Il profilo dell’Assistente Amministrativo è quello che presenta il quadro certificativo più articolato sul fronte digitale, e non a caso è il profilo per il quale le certificazioni informatiche ATA assumono il peso strategico maggiore in graduatoria.
Nello specifico, la tabella A/1 prevede che l’AA possa cumulare fino a tre titoli digitali distinti: la CIAD come requisito obbligatorio di accesso (senza la quale la domanda viene respinta), l’Attestato di Dattilografia da 1 punto e una certificazione informatica aggiuntiva da 0,25 punti.
Va detto che la CIAD, per l’AA, non genera punteggio aggiuntivo proprio perché costituisce requisito di accesso obbligatorio: la certificazione informatica aggiuntiva da 0,25 punti deve essere, quindi, un titolo distinto e ulteriore rispetto alla CIAD stessa.
A tal proposito, va sottolineato che il combinato disposto CIAD + Dattilografia + certificazione informatica aggiuntiva rappresenta oggi la triade culturale digitale standard per chi punta a un punteggio competitivo nel profilo AA.
Assistente Tecnico (AT)
L’Assistente Tecnico, profilo destinato a operare nei laboratori didattici delle scuole secondarie di secondo grado, è soggetto al medesimo regime degli altri profili tecnico-amministrativi sul fronte delle certificazioni informatiche: CIAD come requisito obbligatorio di accesso.
Nello specifico, va detto che per l’AT la dimensione informatica assume una rilevanza professionale del tutto particolare, dato che la natura del ruolo richiede competenze digitali avanzate nella gestione e manutenzione delle dotazioni di laboratorio. Tuttavia, il DM 89/2024 non prevede titoli informatici aggiuntivi specifici per il profilo oltre a quelli già menzionati, e l’Attestato di Dattilografia — pur potendo essere posseduto — non concorre al punteggio per l’AT.
Cuoco, Infermiere, Guardarobiere
I tre profili minori del personale ATA — Cuoco, Infermiere e Guardarobiere — rientrano nel regime ordinario delle certificazioni informatiche previsto dal DM 89/2024: CIAD obbligatoria per l’accesso.
Va detto, tuttavia, che il peso relativo della componente digitale nel punteggio complessivo di questi profili è minore rispetto agli altri, dato che le rispettive tabelle di valutazione attribuiscono maggior rilievo a titoli e qualifiche professionali specifiche del settore di riferimento.
Cumulabilità: cosa puoi sommare e cosa no
La questione della cumulabilità delle certificazioni informatiche ATA è uno dei punti normativi più rilevanti del DM 89/2024, e generare confusione su questo aspetto significa, per l’aspirante, rischiare di costruire un dossier formativo subottimale o, peggio ancora, ridondante. Nello specifico, le regole di cumulabilità si possono sintetizzare in tre principi cardine.
Primo principio: la CIAD e la certificazione informatica aggiuntiva sono titoli distinti e devono essere posseduti separatamente.
Secondo principio: si valuta una sola certificazione informatica aggiuntiva per profilo. Presentarne più di una nella domanda non incrementa il punteggio, che resta sempre e soltanto 0,25 punti complessivi. La scelta del titolo da indicare è quindi irrilevante ai fini del valore in graduatoria, purché sia tra quelli riconosciuti.
Terzo principio: l’Attestato di Dattilografia è cumulabile con la CIAD esclusivamente per il profilo di Assistente Amministrativo. A tal proposito, l’AA con CIAD + Dattilografia che aggiunge la qualifica EQF 5 di Coordinatore Amministrativo (1,50 punti) arriva ad un totale di 2.50 punti. Per gli altri profili, l’Attestato di Dattilografia non è valutabile e non concorre al punteggio.
Timing: tempi di conseguimento e calendario verso il bando 2027
L’ultima dimensione che vale la pena chiarire è quella temporale, perché la pianificazione del proprio percorso formativo deve necessariamente tenere conto sia dei tempi di conseguimento dei singoli titoli sia delle scadenze normative attese.
Nello specifico, la CertiCod FULL richiede mediamente 1-2 mesi di preparazione, comprensivi della parte di studio del programma DigComp 2.2 e della prenotazione dell’esame.
L’Attestato di Dattilografia richiede 1-2 mesi di pratica costante con il metodo della tastiera cieca per arrivare alla velocità di digitazione utile al superamento dell’esame finale. La qualifica di Coordinatore Amministrativo, invece, richiede un percorso più articolato di 4-5 mesi, data la natura EQF 5 del titolo.
Ragion per cui, chi punta a un set completo di certificazioni — CIAD + Dattilografia + Coordinatore Amministrativo — deve realisticamente iniziare il proprio percorso entro l’estate 2026 per arrivare al bando 2027 con tutti i titoli nel cassetto. Iniziare in autunno 2026, in particolare per il percorso Coordinatore Amministrativo, espone al rischio di non completare i titoli più lunghi entro la scadenza ufficiale della domanda.
A tal proposito, va segnalata anche una scadenza intermedia di rilievo: chi intende partecipare alle Graduatorie ATA 24 mesi 2026 — il concorso per soli titoli che alimenta le graduatorie provinciali permanenti di prima fascia — ha a disposizione una finestra di domanda sul portale POLIS Istanze Online fino alle ore 14:00 del 19 maggio 2026, secondo quanto disposto dalla nota MIM relativa al provvedimento.
Per chi è arrivato preparato a quella scadenza, il vantaggio competitivo in graduatoria è già stato costruito; per chi è rimasto fuori, il prossimo appuntamento utile è il bando di terza fascia del 2027.
La prospettiva strategica sul bando ATA 2027
Le certificazioni informatiche ATA non sono, oggi, un dettaglio della propria domanda di inserimento in graduatoria: sono il primo elemento da pianificare, dato che il sistema definito dal DM 89/2024 ha eretto la CIAD a vera e propria porta d’accesso al sistema e ha riconosciuto alla certificazione informatica aggiuntiva e — per il solo profilo AA — all’Attestato di Dattilografia un peso specifico in graduatoria che, nei margini stretti della terza fascia, può fare la differenza tra una convocazione e un’attesa prolungata.
Nello specifico, costruire il proprio dossier digitale ATA significa, oggi, conoscere a fondo le tre famiglie di certificazioni, sapere quale titolo serve per ciascun profilo, e affidarsi a un ente formativo che soddisfi integralmente i requisiti tecnici prescritti dalla normativa. Ragion per cui la scelta dell’ente con cui costruire il proprio percorso non è una variabile secondaria: è il primo, vero passaggio strategico verso il bando 2027.


