Università, via libera del Senato alla doppia iscrizione

Con 178 sì, 4 astenuti e 5 voti contrari il Senato ha approvato in via definitiva la legge che consente agli studenti l’iscrizione contemporanea a due diversi corsi di laurea. Si tratta di un provvedimento storico che abroga una norma che resisteva dal 1933. L’art. 142 del Decreto Regio n. 1592/1933 vietava, infatti, la possibilità della doppia

immatricolazione. Da oggi, invece, chi lo vorrà, potrà tranquillamente iscriversi a due diversi corsi di laurea, anche in due università diverse. E, quindi, conseguire una doppia laurea congiunta. E questo vale tanto per le istituzioni italiane che per quelle estere. E, ovviamente, anche per gli atenei telematici. Niente impedirà più ad uno studente di Lettere classiche di frequentare allo stesso tempo anche Ingegneria aerospaziale. O ad uno di Biologia di iscriversi anche a Scienze Politiche. Lo stesso discorso vale anche per gli istituti dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). Un divieto che ha resistito per quasi novant’anni e che erano in molti a ritenere anacronistico. A giorni, intanto, è prevista anche la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Mentre, una volta sentito la Crui (Conferenza dei rettori), il Cun (Consiglio universitario nazionale) e il Cnsu (Consiglio degli studenti), il Ministero dell’Università e della Ricerca stilerà il relativo Regolamento. Il tutto entro due mesi dalla data di entrata in vigore della nuova legge.

 

Cosa cambia rispetto al passato?

Gli studenti e le studentesse potranno, già a partire dal prossimo anno accademico, iscriversi contemporaneamente a due diversi corsi di laurea, di laurea magistrale o di master. A patto, ovviamente, di essere in possesso  dei titoli di studio richiesti dall’ordinamento per l’iscrizione a ogni singolo corso di studi. E potranno farlo anche presso due diverse università. Sia in Italia che all’estero. O in via telematica. La scelta potrà riguardare anche un corso di laurea ed un master, o magari un dottorato di ricerca o una specializzazione (esclusi, però, i corsi di specializzazione medica). Questi ultimi, tuttavia, saranno abbinabili ad un corso di dottorato di ricerca o ad un master. Il divieto della doppia iscrizione continuerà, di contro, a rimanere in vigore per quanto riguarda la stessa classe di laurea  e lo stesso master presso due università diverse. Proibita anche l’iscrizione contemporanea a due dottorati di ricerca. In ogni caso, inoltre, non saranno possibili più di due iscrizioni contemporanee.

Riassumendo, la nuova legge prevede la possibilità della doppia immatricolazione nei seguenti casi:  

  • due diversi corsi di laurea, di laurea magistrale o di master, anche presso più università, scuole o istituti superiori a ordinamento speciale;
  • un corso di laurea o di laurea magistrale e ad un corso di master, di dottorato di ricerca o di specializzazione (ad eccezione dei corsi di specializzazione medica);
  • un corso di dottorato di ricerca o di master e ad un corso di specializzazione medica.

 

Verifica

La nuova legge sulla doppia immatricolazione approvata dal Senato e ora in attesa di una regolamentazione, verrà ad ogni modo monitorata con attenzione e sarà quindi soggetta ad una valutazione sulla base dei risultati. E’ stato, infatti, deciso di fissare una prima verifica tra tre anni. In quell’occasione il ministero sarà chiamato a presentare al Parlamento una relazione puntuale e dettagliata sugli effetti della nuova normativa. A partire dal numero di studenti che avranno effettivamente optato per la doppia iscrizione a due corsi di laurea. Ma non è tutto. Perché la relazione dovrà tenere conto anche degli studenti che, eventualmente, avranno rinunciato in corsa all’opzione della doppia immatricolazione, del numero di studenti fuori corso. Ma anche sulle prospettive di lavoro nel frattempo concretizzatesi.  

 

Il problema delle tasse universitarie 

A partire dal prossimo anno accademico iscriversi a due corsi di laurea sarà possibile. Ma come fare con il pagamento delle tasse? Un aspetto fondamentale e tutt’altro che trascurabile. E, infatti, si è già corsi al riparo. La sostenibilità della doppia iscrizione è stata garantita estendendo l’eventuale esonero totale o parziale delle tasse di iscrizione anche alla seconda immatricolazione. Ovviamente questo vale solo per quanti, sulla base del proprio Isee, ne hanno diritto. Un primo passo, ma non una soluzione definitiva né sufficiente. Gli esoneri, infatti, coprono solo una fascia di popolazione tra l’altro molto ristretta. Ecco perché sembra che il ministero dell’Università si sia già messo in moto per elaborare delle strategie finalizzate ad ampliare il diritto allo studio e il numero dei fruitori delle agevolazioni. Fermo restando che i singoli atenei hanno la facoltà di mettere in campo, nel pieno rispetto della loro autonomia, tutte le misure che dovessero ritenere opportune per praticare dei costi agevolati delle relative tasse a quanti dovessero optare per la doppia immatricolazione. Il beneficio concernente le borse di studio e i posti alloggio, invece, sarà valido esclusivamente per una sola iscrizione.    

 

Le reazioni

Per il ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, si tratta di “un grande risultato che consente al nostro Paese di fare un passo in avanti nella formazione universitaria, in linea con il contesto internazionale”. La stessa ha, inoltre, annunciato che il ministero è già al lavoro “per fornire quanto prima indicazioni agli atenei per consentire una prima applicazione della legge”. “Con questa legge – ha detto – garantiamo ai giovani di poter avere un’opzione che una legge del 1933 rendeva impossibile”. 

Le fa eco il sottosegretario del ministero dell’Istruzione, Rossano Sasso: “Si è concluso un percorso iniziato nel 2020, quando depositai personalmente una proposta di legge tesa a cancellare una norma profondamente ingiusta. Ora, finalmente, siamo riusciti a mandare in pensione, una volta per tutte, un divieto palesemente fuori dal tempo”. Sottolineando la necessità di favorire “l’incremento di laureati con una profonda formazione multidisciplinare”, ha poi aggiunto: “Quella che prima era un’opportunità riservata a chi poteva permettersi di studiare all’estero, con un notevole esborso economico, ora sarà accessibile a tutti”. 

Da parte sua, il responsabile scuola della Lega, Mario Pittoni, chiosa: “La legge si fa carico dell’esigenza di favorire una formazione specialistica di carattere trasversale, che sia in grado di coniugare l’approfondimento universitario con una sempre maggiore flessibilità delle competenze e dei saperi”. 

Di provvedimento atteso da anni da tantissimi giovani, parla invece il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Mariolina Castellone. “Si tratta – ha detto – di una possibilità che fino ad oggi era preclusa ai nostri studenti e che invece molti altri colleghi universitari europei già avevano”. 

Esulta anche l’onorevole Alessandro Fusacchia, relatore alla Camera della proposta di legge di iniziativa parlamentare per abrogare il divieto di contemporanea iscrizione a due corsi di laurea. “Da oggi – ha commentato – ognuno sarà più libero di costruirsi un percorso più attento alle proprie aspettative ed esigenze”. Poi ha aggiunto: “Servirà lavorare ulteriormente sul diritto allo studio. Abbiamo già messo nella legge una misura importante, che prevede l’esonero dal pagamento delle tasse universitarie per chi è sotto la soglia ISEE. Ma questo non basta. Nessuno studente meritevole dovrà rinunciare alla doppia iscrizione per ragioni economiche”.

Condividi L'articolo

Articoli Correlati

Ecco come
Vincere il concorso Docenti
Ultime ore

La Promo scade tra:

Ore
Minuti
Secondi