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Operatore Socio Assistenziale (OSA): chi è, cosa fa, dove lavora e come diventarlo

Operatore Socio Assistenziale -OSA

⏳ Aggiornamento Graduatorie ATA 2027 ⏳

Segretario Coordinatore Amministrativo

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NUOVO DOSSIER OMAGGIO

Come la qualifica di Segretario Coordinatore Amministrativo ti apre le porte di Scuola, Pubblica Amministrazione e Azienda

L’Operatore Socio Assistenziale è una figura professionale del settore socio-assistenziale con un ruolo preciso e delimitato per legge: supporta persone anziane, disabili o fragili nei bisogni primari della vita quotidiana, senza svolgere mansioni sanitarie riservate a infermieri e medici. La qualifica OSA apre sbocchi nel privato sociale, nel pubblico e – canale spesso ignorato – nelle scuole statali come personale ATA.

Chi è l’Operatore Socio Assistenziale: definizione e storia della figura

L’OSA come evoluzione dell’ausiliario sanitario

La figura dell’Operatore Socio Assistenziale è stata introdotta nell’ordinamento italiano nei primi anni 2000 come risposta all’aumento della domanda di assistenza alla persona in contesti non sanitari

Prima della sua istituzione, l’assistenza di base veniva svolta in modo eterogeneo da figure con denominazioni e competenze variabili a seconda della regione. 

L’OSA ha razionalizzato questo panorama, definendo un profilo professionale riconoscibile, con requisiti formativi certificabili e un perimetro di mansioni codificato.

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Denominazioni alternative: OSA, ASA e Addetto all’Assistenza di Base

La moltiplicazione dei titoli regionali ha generato nel tempo una certa confusione. 

La denominazione OSA (Operatore Socio Assistenziale) è la più diffusa a livello nazionale. 

L’ASA (Ausiliario Socio Assistenziale) è una qualifica affine, presente soprattutto in alcune regioni del Nord Italia, con un profilo leggermente più limitato rispetto all’OSA. 

L’espressione Addetto all’Assistenza di Base viene talvolta utilizzata come sinonimo generico. 

In linea di massima, OSA e ASA coincidono nei contesti lavorativi più comuni, ma differiscono nel percorso formativo e in alcune competenze specifiche. 

Per le graduatorie ATA, la normativa (DM 89/2024) li equipara ai fini del punteggio.

Il perimetro del ruolo: ambito sociale, non sanitario

Per legge, l’OSA opera nell’ambito sociale, non in quello sanitario. 

L’Operatore Socio Assistenziale non può:

  • somministrare farmaci; 
  • eseguire medicazioni;
  • effettuare prelievi;
  • intervenire in situazioni di emergenza clinica. 

 

Il suo lavoro si svolge sempre in supporto – e non in sostituzione – del personale infermieristico e medico

Operare fuori da questo perimetro costituisce abuso di professione sanitaria. 

La chiarezza su questo confine è fondamentale non solo per ragioni legali, ma anche per impostare correttamente la collaborazione in équipe.

 

Operatore Socio Assistenziale (OSA)
Il lavoro dell’OSA si svolge sempre in supporto – e non in sostituzione – del personale infermieristico e medico.

 

Le mansioni dell’Operatore Socio Assistenziale: cosa fa nella pratica quotidiana

Assistenza nei bisogni primari

Il nucleo del lavoro dell’OSA riguarda il supporto alle attività di vita quotidiana che la persona assistita non è in grado di svolgere autonomamente. 

Rientrano in quest’area: 

  • l’igiene personale (bagno, doccia, cura del corpo);
  • la vestizione e svestizione;
  • il supporto all’alimentazione (preparazione dei pasti, imboccamento ove necessario);
  • la mobilizzazione (aiuto nel cambio di posizione per prevenire piaghe da decubito); 
  • il supporto alla deambulazione

 

Ogni intervento viene adattato al livello di autonomia residua della persona, nel rispetto della sua dignità e delle indicazioni del piano assistenziale individuale.

Supporto relazionale e socializzazione

L’OSA non si limita al supporto fisico. Una componente rilevante del lavoro riguarda la dimensione relazionale

  • favorire i contatti interpersonali dell’assistito; 
  • prevenire l’isolamento sociale; 
  • stimolare la partecipazione ad attività ricreative o di gruppo. 

 

In contesti residenziali come le RSA, la qualità della relazione tra l’operatore e l’assistito incide direttamente sul benessere psicologico di quest’ultimo. 

L’OSA è spesso la figura con cui l’anziano o il disabile trascorre più tempo nella giornata, il che rende la componente empatica e comunicativa del ruolo altrettanto importante di quella tecnica.

Cura dell’ambiente e attività burocratiche di base

Tra le mansioni dell’OSA rientra anche la cura degli spazi di vita dell’assistito: 

  • pulizia e riordino della stanza o dell’abitazione;
  • gestione della biancheria;
  • organizzazione della routine quotidiana. 

 

In molti contesti l’operatore è chiamato a svolgere anche semplici attività di reportistica

  • annotare le variazioni nelle condizioni dell’assistito;
  • segnalare anomalie al coordinatore del servizio;
  • compilare schede di monitoraggio. 

 

Non si tratta di compiti clinici, ma di un supporto documentale che alimenta il lavoro dell’intera équipe.

Collaborazione in équipe: cosa può fare e dove si ferma

L’OSA lavora sempre all’interno di un team multidisciplinare composto da infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali e medici. 

La sua funzione è di supporto operativo: 

  • esegue le indicazioni contenute nel piano assistenziale;
  • segnala variazioni nelle condizioni della persona;
  • raccorda le proprie attività con quelle degli altri professionisti. 

 

Da sottolineare che l’Operatore Socio Assistenziale non può:

  • prendere decisioni cliniche autonome;
  • modificare la terapia farmacologica;
  • sostituire il personale infermieristico in compiti riservati. 

 

Il limite non è una debolezza del profilo: è la garanzia di sicurezza per l’assistito e per l’operatore stesso.

Le tipologie di Operatore Socio Assistenziale: specializzazioni per target

OSA per anziani

L’assistenza alla popolazione anziana rappresenta il contesto di impiego più diffuso per l’OSA. 

In RSA, case di riposo e servizi di assistenza domiciliare, l’operatore supporta persone over 65 con livelli variabili di autosufficienza

Le competenze specifiche includono: 

  • la gestione di problematiche legate all’invecchiamento (mobilità ridotta, deficit cognitivi lievi, incontinenza);
  • il supporto alla socialità;
  • il contrasto alla solitudine e alla depressione senile. 

 

In contesti strutturati, l’OSA che lavora con anziani con demenza è spesso formato con metodologie dedicate come l’approccio Validation o il metodo Gentle Care.

Operatore Socio Assistenziale (OSA): corridoio di una scuola con librerie sui lati
Il nucleo del lavoro dell’OSA riguarda il supporto alle attività di vita quotidiana che la persona assistita non è in grado di svolgere autonomamente.

OSA per disabili

L’OSA che opera con persone con disabilità fisiche e cognitive accompagna l’assistito:

  • nello svolgimento delle attività quotidiane;
  • nel mantenimento delle abilità residue; 
  • nella gestione dei rapporti sociali. 

 

Il lavoro richiede conoscenze specifiche sui diversi profili di disabilità (motoria, intellettiva, sensoriale, psichica) e la capacità di adattare continuamente gli interventi al progetto di vita individuale. 

In questo ambito l’OSA lavora spesso in stretta collaborazione con educatori professionali e psicologi dell’équipe.

OSA per l’infanzia

Nei servizi per la prima infanzia (asili nido, micronidi, comunità familiari), l’OSA supporta la crescita motoria, psicologica e ludica dei bambini da 0 a 6 anni, con attenzione alla preparazione alla vita scolastica. 

Si occupa di: 

  • cura igienica;
  • alimentazione;
  • organizzazione delle attività quotidiane;
  • stimolazione attraverso il gioco. 

 

Il profilo si affianca – senza sostituire – a quello dell’educatore professionale, con funzioni di supporto diretto alla persona.

OSA in contesti scolastici: supporto agli alunni con bisogni speciali

Nelle scuole, l’OSA può operare come supporto agli alunni con disabilità o bisogni educativi speciali, con funzioni di assistenza di base (igiene, mobilizzazione, accompagnamento). 

Va tenuta distinta la figura dell’ASACOM (Assistente alla Comunicazione), che opera specificamente con alunni sordi o con disabilità comunicative, e quella dell’OPI (Operatore Pedagogico per l’Inclusione), presente in alcune regioni con funzioni più spiccatamente educative. 

L’OSA in ambito scolastico svolge mansioni di assistenza alla persona, non di supporto didattico: una distinzione normativa e operativa da tenere presente.

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Differenza tra OSA e OSS: mansioni, competenze e percorso formativo a confronto

Cosa può fare l’OSS che l’OSA non può

L’Operatore Socio Assistenziale (OSS) è una figura di livello superiore rispetto all’OSA: può operare sia in contesti sociali che sanitari, somministrare terapie su prescrizione medica, effettuare medicazioni semplici, gestire cateteri e sondini, lavorare in pronto soccorso e in sala operatoria come supporto al personale infermieristico. 

L’OSA, invece, rimane confinato all’ambito socio-assistenziale e non ha accesso a questi contesti. 

La distinzione non riguarda la qualità del lavoro, ma il perimetro di competenza e la formazione ricevuta.

La differenza nel percorso formativo

Il percorso per diventare OSA varia da 300 a 800 ore a seconda della regione e dell’ente formativo. 

Il corso OSA di Scuola Moscati è strutturato in 300 ore con formula online sincrona e FAD (formazione a distanza), ed è specificamente calibrato per chi intende accedere alle graduatorie ATA o lavorare in contesti socio-assistenziali non residenziali. 

Per diventare OSS, il percorso richiede, invece, almeno 1.000 ore di formazione, con stage pratico obbligatorio. 

Chi già possiede la qualifica OSA può accedere a percorsi di riqualifica abbreviata verso l’OSS, con riconoscimento delle competenze già acquisite.

Tabella comparativa OSA vs OSS vs ASA

CARATTERISTICA OSA (Operatore Socio-Assistenziale) ASA (Ausiliario Socio-Assistenziale) OSS (Operatore Socio-Sanitario)
Ambito Socio-assistenziale Socio-assistenziale Socio-sanitario
Mansioni principali Igiene, mobilizzazione, alimentazione, supporto relazionale. Simili all’OSA, ma con un profilo leggermente più limitato. Come OSA + supporto in terapie, medicazioni e assistenza infermieristica.
Contesti complessi No No (Pronto soccorso, sala operatoria).
Farmaci e medicazioni No No (su prescrizione e supervisione).
Formazione 300–800 ore (variabile per regione/ente). 300–600 ore. 1.000 ore (teoria + stage obbligatorio).
EQF Livello 3 Livello 2–3 Livello 3
Punti ATA (CS/OS) 1 punto 1 punto 1 punto
Sbocchi lavorativi RSA, assistenza domiciliare, scuole, centri diurni, enti locali. RSA, assistenza domiciliare. RSA, Ospedali pubblici/privati, pronto soccorso, domiciliare.

Dove lavora l’Operatore Socio Assistenziale: contesti e sbocchi professionali

Settore privato

Il settore privato è il principale sbocco per l’OSA in Italia. 

Le opportunità si concentrano in: 

  • RSA e case di riposo;
  • comunità di recupero;
  • servizi di assistenza domiciliare;
  • cooperative sociali;
  • strutture per disabili. 

 

Nel privato il contratto è quasi sempre quello delle Cooperative Sociali (CCNL Cooperative Sociali) o di assistenti familiari conviventi. 

La retribuzione oraria nel domiciliare privato oscilla tra i 10 e i 15 euro/ora, con forti variazioni geografiche e in base al tipo di rapporto contrattuale.

Settore pubblico

Nel pubblico, l’OSA può accedere tramite concorso a posizioni in ospedali, enti locali, servizi sociali comunali e aziende sanitarie locali. 

Le prove concorsuali includono generalmente una prova scritta, una prova orale e – in molti bandi – una prova pratica che valuta le competenze operative. 

L’accesso al pubblico garantisce maggiore stabilità contrattuale e un inquadramento nel CCNL Comparto Funzioni Locali o nel CCNL Sanità, con retribuzioni superiori rispetto al privato.

Settore scolastico: il canale ATA

Il terzo sbocco – raramente citato dalle fonti informative – è quello scolastico (Personale ATA). 

L’OSA può candidarsi come Collaboratore Scolastico o Operatore Scolastico nelle scuole statali tramite le Graduatorie di terza fascia ATA. 

La qualifica vale 1 punto nelle tabelle di valutazione dei titoli (DM 89/2024, Tabella A/5 e A/6), che si aggiunge al punteggio del titolo di studio e agli altri titoli professionali. 

Per Scuola Moscati – che forma specificamente per questo canale – si tratta di un vantaggio competitivo reale: chi consegue la qualifica OSA non si prepara solo al lavoro socio-assistenziale, ma anche a un accesso più solido alle graduatorie scolastiche.

Stipendio dell’Operatore Socio Assistenziale: quanto guadagna nel 2026

Range retributivo aggiornato

Lo stipendio dell’OSA varia in modo significativo in base al contesto lavorativo, alla regione e al tipo di contratto. 

Il range medio si attesta tra 1.100 e 1.400 euro netti al mese per un contratto a tempo pieno. 

Nel Centro-Nord, nei contesti residenziali strutturati (RSA, comunità), la retribuzione può raggiungere i 1.500 euro netti mensili, soprattutto con inquadramento nel CCNL Sanità o in quello delle Cooperative Sociali di tipo A.

Nel domiciliare privato la remunerazione è oraria: tra i 10 e i 15 euro/ora, con oscillazioni legate all’esperienza e al luogo.

Stipendio nel settore scolastico ATA

Per chi accede al ruolo di Collaboratore Scolastico nelle scuole statali, la retribuzione è regolata dal CCNL Scuola 2022–2024

Nelle fasce iniziali, lo stipendio lordo mensile si aggira intorno ai 1.600–1.700 euro lordi, con un netto che scende a circa 1.100–1.150 euro dopo le trattenute previdenziali e fiscali. 

La progressione stipendiale è legata all’anzianità di servizio e agli scatti contrattuali previsti dal CCNL.

Prospettive di crescita

L’OSA non è un punto d’arrivo. Le principali traiettorie di sviluppo professionale includono: 

  • la riqualifica a OSS tramite percorso formativo abbreviato; 
  • le specializzazioni verticali per demenza, cure palliative, disabilità complessa o prima infanzia; 
  • l’accesso al ruolo pubblico tramite concorso; 
  • la progressione verso ruoli di coordinamento nei servizi sociali. 

 

Per chi opera nel settore scolastico, la stabilizzazione come dipendente statale passa attraverso le Graduatorie di terza fascia e l’eventuale partecipazione a concorsi ATA.

OSA e graduatorie ATA: la qualifica vale 1 punto per Collaboratore e Operatore Scolastico

Per quali profili vale il punto

La qualifica OSA è valutata come titolo professionale nelle Graduatorie di terza fascia ATA esclusivamente per due profili: 

  • il Collaboratore Scolastico (CS);
  • l’Operatore Scolastico (OS)

 

Il riferimento normativo è il DM 89/2024, Tabella A/5 (Collaboratore Scolastico) e Tabella A/6 (Operatore Scolastico). 

Il punteggio (1 punto) si aggiunge al punteggio derivante dal titolo di studio e da eventuali altri titoli professionali. 

Non vale per tutti i profili ATA: per figure come l’Assistente Tecnico, il DSGA o l’Assistente Amministrativo, la qualifica OSA non produce punteggio aggiuntivo.

Per il dettaglio del punteggio della qualifica OSA nelle graduatorie ATA 2027 e la strategia di cumulabilità, consulta la nostra [Guida punteggio OSA per le graduatorie ATA] e la [Guida punteggio ATA].

Come si inserisce il titolo nella domanda ATA

Nella domanda di iscrizione alle Graduatorie di terza fascia, la qualifica OSA va indicata nella sezione “titoli culturali” – sottosezione dedicata alle qualifiche professionali. 

Il DM 89/2024 (Allegato A/5 e A/6) non fissa un limite esplicito al numero di qualifiche socio-assistenziali valutabili: chi possiede sia OSA che OSS può potenzialmente ottenere 1 punto per ciascuna

Il decreto non precisa “si valuta un solo titolo” per questa voce, a differenza di altre categorie (es. Certificazioni informatiche). 

L’interpretazione applicativa ha, tuttavia, generato difformità tra le istituzioni scolastiche, con richieste di chiarimento ufficiale al MIM ancora pendenti.

Prossimo aggiornamento graduatorie terza fascia: primavera 2027

Il prossimo aggiornamento delle Graduatorie di terza fascia ATA è previsto per la primavera 2027

Chi intende utilizzare la qualifica OSA ai fini del punteggio deve conseguirla in tempo utile per presentare la domanda di aggiornamento. 

I termini esatti di apertura delle domande non sono ancora stati pubblicati al momento della redazione di questo articolo, ma la finestra temporale indicata dal Ministero suggerisce di completare il percorso formativo entro la fine del 2026 per essere nelle condizioni di iscriversi.

Operatore Socio Assistenziale (OSA): alunni e docenti sulle scale di una scuola
L’OSA lavora sempre all’interno di un team multidisciplinare composto da infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali e medici.

Come diventare Operatore Socio Assistenziale: requisiti e percorso formativo

Requisiti di accesso al corso OSA

Per iscriversi a un corso OSA sono richiesti:

  • Età minima: 18 anni;
  • Titolo di studio: diploma di scuola secondaria di primo grado (licenza media) o superiore;
  • Conoscenza della lingua italiana: requisito previsto per la fruizione dei contenuti formativi e la partecipazione alle attività d’aula o online.

 

Non è richiesta alcuna esperienza pregressa nel settore socio-assistenziale. Il corso è accessibile anche a chi proviene da percorsi professionali completamente diversi.

Durata del corso (300 ore) e Attestato di qualifica (EQF 3, nazionale, senza scadenza)

La durata dei corsi OSA varia in modo significativo a seconda della regione e della tipologia di ente formativo. 

Il corso OSA di Scuola Moscati è strutturato in 300 ore con formula online sincrona e FAD, pensato per chi vuole conseguire la qualifica in modo flessibile e in tempi rapidi. 

Il percorso è riconosciuto a livello nazionale ai sensi del D.Lgs. 13/2013. 

Al termine del percorso formativo viene rilasciato un attestato di qualifica professionale riconosciuto a livello nazionale, ai sensi del D.Lgs. 13/2013 sul sistema nazionale di certificazione delle competenze. 

Il titolo è posizionato al livello EQF 3 del Quadro Europeo delle Qualifiche, valido per l’inserimento nelle graduatorie ATA, per i concorsi pubblici e per l’accesso al mercato del lavoro socio-assistenziale privato. 

L’attestato non ha scadenza: una volta conseguito, rimane valido a tempo indeterminato senza necessità di rinnovo. 

È spendibile in tutta Italia sia nel settore privato che nel pubblico, incluse le graduatorie ATA.

Corso OSA di Scuola Moscati: online, 300 ore, attestato EQF 3

Per chi vuole conseguire la qualifica OSA con un percorso flessibile e riconosciuto, Scuola Moscati offre un corso interamente online, strutturato in 300 ore con lezioni sincrone e moduli in FAD.

 

Al termine viene rilasciato l’attestato EQF 3 valido su tutto il territorio nazionale, spendibile nelle graduatorie ATA (1 punto per i profili CS e OS, DM 89/2024), nei concorsi pubblici e nel mercato del lavoro socio-assistenziale privato.

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La durata del Corso OSA 

La durata complessiva del Corso OSA è di circa 4 mesi, per un totale di 300 ore di formazione.

Più nel dettaglio, il programma del corso prevede:

  • 210 ore di Teoria in DAD (da svolgere interamente ONLINE in modalità sincrona);
  • 90 ore di Laboratorio (che l’allievo svolgerà interamente ONLINE in modalità sincrona).

 

Dopo aver completato il corso di formazione OSA e aver superato l’esame finale online, verrà rilasciato agli allievi un attestato con la qualifica professionale di Operatore Socio Assistenziale.

Questo attestato è valido sia in Italia che in ambito europeo, in conformità al D. Lgs. 13/2013 (già Legge 845/78) e alle successive modifiche e integrazioni.

→ [Scopri il corso OSA di Scuola Moscati]

Domande frequenti sull’Operatore Socio Assistenziale (FAQ)

Qual è la differenza tra OSA e OSS?

L’OSA opera esclusivamente in ambito socio-assistenziale e non può svolgere mansioni sanitarie (somministrazione di farmaci, medicazioni, accesso a contesti clinici complessi). L’OSS ha un profilo più ampio, può operare anche in ambito sanitario e richiede un percorso formativo più lungo (almeno 1.000 ore). Chi possiede la qualifica OSA può accedere a percorsi di riqualifica abbreviata per diventare OSS.

La qualifica OSA dà punti nelle graduatorie ATA?

Sì, ma con una precisazione normativa importante: il punto è riconosciuto esclusivamente per i profili Collaboratore Scolastico e Operatore Scolastico, ai sensi del DM 89/2024 (Tabella A/5 e A/6). Non vale per tutti i profili ATA. Il titolo va inserito nella sezione “titoli culturali” della domanda di iscrizione alle graduatorie di terza fascia.

La qualifica OSA scade?

No. L’attestato di qualifica OSA, rilasciato ai sensi del D.Lgs. 13/2013, non ha scadenza e rimane valido a tempo indeterminato su tutto il territorio nazionale.

Con la qualifica OSA posso lavorare in ospedale?

In modo molto limitato: l’OSA può operare in contesti ospedalieri soltanto in reparti o servizi a bassa intensità assistenziale, con funzioni di supporto logistico e relazionale. Non può lavorare in pronto soccorso, sale operatorie o reparti ad alta intensità clinica, contesti riservati all’OSS. Per accedere pienamente al contesto ospedaliero è necessaria la riqualifica a OSS.

Posso diventare OSS partendo dalla qualifica OSA?

Sì. Chi è in possesso della qualifica OSA può accedere a percorsi di riqualifica abbreviata verso l’OSS, con riconoscimento delle competenze già acquisite. La durata del percorso abbreviato varia in base alla regione e all’ente formativo, ma è generalmente inferiore alle 1.000 ore previste per chi parte da zero.

Quanto guadagna un OSA al mese?

Lo stipendio di un Operatore Socio Assistenziale varia in modo significativo in funzione del contesto lavorativo, della regione e del tipo di contratto. Nello specifico, in cooperative sociali e RSA il range medio si attesta tra 1.100 e 1.400 euro netti al mese per un contratto a tempo pieno, con punte fino a 1.500 euro netti nei contesti residenziali strutturati del Centro-Nord. Nel domiciliare privato la retribuzione è oraria, tra 10 e 15 euro/ora, con oscillazioni legate all’esperienza e alla regione. Nel settore scolastico ATA, lo stipendio del Collaboratore Scolastico è regolato dal CCNL Scuola 2022-2024: nelle fasce iniziali si aggira tra 1.600 e 1.700 euro lordi mensili (circa 1.100-1.150 euro netti dopo trattenute), con progressione legata all’anzianità di servizio.

Quale qualifica scegliere tra OSA, ASACOM e OPI per lavorare nelle scuole?

La scelta dipende dal target di utenza e dal tipo di intervento che si vuole svolgere. Nello specifico: l’OSA (Operatore Socio Assistenziale, 300 ore, EQF 3) è la scelta più versatile e copre l’assistenza di base a tutti gli alunni con disabilità o bisogni educativi speciali (igiene, mobilizzazione, accompagnamento); l’ASACOM (Assistente Specialistico all’Autonomia e Comunicazione, 500 ore, EQF 4) si specializza sulla disabilità intellettiva, sensoriale o comunicativa, e opera con alunni con autismo, sordità, paralisi cerebrali; l’OPI (Operatore Pedagogico per l’Inclusione o Operatore dell’Infanzia, EQF 4) ha una funzione più educativa che assistenziale, e opera in particolare nella scuola dell’infanzia e primaria. Ai fini del punteggio in graduatoria ATA, tutte e tre valgono +1 punto per i profili di Collaboratore Scolastico e Operatore Scolastico (DM 89/2024, Tabella A/5 e A/6). Per la scelta operativa, OSA è la qualifica con il rapporto tempo-rendimento più favorevole: 300 ore in cinque mesi contro le 500 dell’ASACOM.

Quali sono i requisiti per iscriversi al corso OSA?

Per iscriversi al corso OSA sono richiesti tre requisiti, tutti vincolanti. Il primo è l’età minima di 18 anni: il corso non è accessibile ai minorenni, in quanto la qualifica abilita all’assistenza diretta a persone fragili e richiede la maggiore età ai sensi della normativa nazionale e regionale. Il secondo è il titolo di studio: è sufficiente la licenza media (diploma di scuola secondaria di primo grado) o un titolo superiore. Non è richiesto il diploma di scuola superiore, a differenza di altre qualifiche del comparto socio-assistenziale come l’ASACOM o il Segretario Coordinatore Amministrativo. Il terzo è la conoscenza della lingua italiana sufficiente alla fruizione dei contenuti formativi e alla partecipazione alle attività di laboratorio. Ad ogni modo, non è richiesta alcuna esperienza pregressa nel settore: il corso è accessibile anche a chi proviene da percorsi professionali completamente diversi.

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