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AI Act scuola 2026: obblighi, divieti e novità per gli istituti [AGGIORNATO AL 4 agosto]

Docenti e alunni davanti ad una scuola. In primo piano la scritta "AI Act scuola 2026: obblighi, divieti e novità".

Dal 2 agosto 2026 sono operativi i nuovi obblighi di trasparenza del Regolamento (UE) 2024/1689, l’AI Act europeo: chatbot, deepfake e contenuti generati dall’intelligenza artificiale devono dichiarare la propria natura. Per l’AI Act scuola 2026 rappresenta un doppio banco di prova, tra divieti già attivi sul riconoscimento delle emozioni in classe e obblighi sui sistemi ad alto rischio rinviati al 2027. Ecco tutto quello che occorre sapere.

Cos’è l’AI Act e perché il 2 agosto 2026 è una data chiave

Il Regolamento (UE) 2024/1689, meglio conosciuto come AI Act, è entrato in vigore nell’agosto del 2024, ma la sua applicazione concreta segue un calendario scandito in più fasi. A febbraio 2025 sono scattati i primi divieti sulle pratiche considerate a rischio inaccettabile, quali il social scoring e alcune forme di riconoscimento delle emozioni.

Il 2 agosto 2026 è la data in cui entrano in funzione gli obblighi di trasparenza per chatbot, deepfake e contenuti sintetici, e in cui la Commissione europea acquisisce piena capacità di vigilanza e sanzione. Cambia il livello dei controlli, non solo le regole scritte sulla carta.

A tal proposito, va precisato che il regime più severo, quello riservato ai sistemi ad alto rischio, non parte insieme al resto: il Digital Omnibus, il pacchetto di semplificazione approvato dall’Unione europea a fine giugno 2026, ha spostato l’applicazione piena di questi obblighi al 2 dicembre 2027.

Gli obblighi di trasparenza in vigore dal 2 agosto

Le nuove regole distinguono tra fornitori, ossia le aziende che sviluppano e commercializzano i sistemi di IA, e distributori (o “deployer”), cioè chi utilizza questi sistemi nei propri servizi. Alcune aziende, come i grandi gruppi tecnologici che offrono sia i modelli che le piattaforme, rientrano in entrambe le categorie.

Chatbot e assistenti virtuali: obbligo di dichiararsi

Chi progetta un chatbot, un centralino automatico o un assistente vocale deve informare l’utente di trovarsi davanti a una macchina. Ragion per cui, un servizio clienti automatizzato che simula un operatore umano dovrà dichiararlo in modo chiaro, salvo i casi in cui il contesto renda già evidente la natura artificiale del sistema.

Sono previste esenzioni per alcuni strumenti usati dalle autorità nelle indagini penali, sempre nel rispetto di garanzie a tutela delle persone coinvolte.

Contenuti generati dall’IA: marcatura e watermark

I fornitori di sistemi che generano immagini, video, audio e testi devono inserire un segnale tecnico leggibile dalle macchine, utile a riconoscere l’origine artificiale del contenuto. Il segnale può comparire nei metadati del file, in un watermark invisibile o in altre informazioni digitali incorporate, senza che sia sempre necessaria una scritta visibile.

Restano escluse le normali operazioni di editing standard, quali la correzione ortografica, la regolazione della luminosità o la riduzione del rumore, che non alterano in modo sostanziale il significato del contenuto.

Va precisato che il Digital Omnibus ha introdotto una deroga transitoria: i sistemi già sul mercato prima del 2 agosto 2026 hanno tempo fino al 2 dicembre 2026 per adeguarsi alla marcatura tecnica, mentre i sistemi lanciati dopo il 2 agosto devono essere conformi da subito.

AI Act scuola 2026: docente lavora con AI al pc
Il 2 agosto 2026 è la data in cui entrano in funzione gli obblighi di trasparenza per chatbot, deepfake e contenuti sintetici.

Deepfake e testi di interesse pubblico: l’etichetta visibile

Quando un’organizzazione utilizza professionalmente l’IA per produrre un deepfake, deve dichiarare che il contenuto è stato generato o alterato artificialmente

La stessa logica si applica ai testi generati dall’IA e pubblicati su temi di interesse pubblico, salvo che il contenuto sia stato sottoposto a revisione umana sotto la responsabilità editoriale di una persona identificabile.

Per opere artistiche, satiriche o di fantasia l’informazione può essere fornita in una forma compatibile con la fruizione dell’opera, senza interruzioni invasive.

Riconoscimento delle emozioni e categorizzazione biometrica

Chi utilizza sistemi capaci di dedurre lo stato emotivo delle persone, oppure di classificarle in base a caratteristiche biometriche, deve informarle al più tardi al momento della prima esposizione. In particolare, il trattamento dei dati personali resta, comunque, soggetto al GDPR e alle relative normative di settore.

Le sanzioni previste dall’AI Act

Le violazioni degli obblighi di trasparenza possono essere punite con sanzioni fino a 15 milioni di euro o fino al 3% del fatturato mondiale annuo, applicandosi la cifra più elevata tra le due.

Tipo di violazione Sanzione massima
Obblighi di trasparenza 15 milioni di € o 3% del fatturato globale
Pratiche vietate (art. 5) 35 milioni di € o 7% del fatturato globale
Informazioni false o fuorvianti alle autorità 7,5 milioni di € o 1% del fatturato globale
Modelli di IA a rischio sistemico non conformi 15 milioni di € o 3% del fatturato globale

 

L’importo concreto tiene conto della gravità, della durata, del numero di persone coinvolte, dell’intenzionalità e della collaborazione con le autorità. Le regole non riguardano i modelli open source, che per definizione rendono pubblici i propri parametri.

Il rinvio degli obblighi per i sistemi ad alto rischio

Il cuore più oneroso dell’AI Act, quello dedicato ai sistemi ad alto rischio, è stato rinviato dal Digital Omnibus

Nello specifico, la scadenza iniziale del 2 agosto 2026 è stata spostata al 2 dicembre 2027 per i sistemi autonomi, e al 2 agosto 2028 per quelli integrati in prodotti già regolamentati, come dispositivi medici, macchinari e giocattoli.

Obbligo Scadenza originaria Nuova scadenza
Obblighi di trasparenza (chatbot, deepfake, marcatura) 2 agosto 2026 Confermata (proroga tecnica al 2 dicembre 2026 per sistemi preesistenti)
Sistemi ad alto rischio (Allegato III) — sistemi autonomi 2 agosto 2026 2 dicembre 2027
Sistemi ad alto rischio integrati in prodotti regolamentati 2 agosto 2027 2 agosto 2028
Sandbox nazionali obbligatorie 2 agosto 2026 2 agosto 2027
Divieti su contenuti sessuali non consensuali e materiale di abuso su minori 2 dicembre 2026

 

La categoria ad alto rischio comprende alcune delle applicazioni più delicate

  • sistemi biometrici;
  • infrastrutture critiche;
  • istruzione;
  • lavoro;
  • credito;
  • servizi essenziali;
  • polizia;
  • frontiere;
  • giustizia. 

 

Restano, comunque, in calendario alcune norme preparatorie su standard tecnici e organismi di controllo.

AI Act e scuola: cosa cambia per gli istituti italiani

Il rapporto tra AI Act e scuola merita un approfondimento specifico, perché gli istituti scolastici sono coinvolti sia come utilizzatori di strumenti digitali sia come luoghi dove si formano le nuove generazioni.

Il divieto di riconoscimento delle emozioni in classe

Dal febbraio 2025 è vietato l’uso di sistemi di IA per dedurre le emozioni degli studenti e del personale scolastico, sia in aula che nei contesti di lavoro. 

Il divieto nasce dalla natura invasiva di queste tecnologie e dallo squilibrio di potere tipico del contesto educativo, con l’unica eccezione di motivi medici o di sicurezza specifici e regolamentati.

A titolo di esempio, un sistema che rileva se gli studenti parlano tra loro durante una lezione online non rientra nel divieto, perché non deduce alcuna emozione. Un software che, oltre a questo, misura l’ansia o l’eccitazione emotiva rientra, invece, a pieno titolo nella pratica vietata.

I sistemi ad alto rischio nel settore istruzione (Allegato III)

L’Allegato III dell’AI Act classifica come ad alto rischio i sistemi impiegati:

  • per determinare l’accesso o l’ammissione a un istituto;
  • per valutare i risultati dell’apprendimento;
  • per stabilire il livello di istruzione adeguato a una persona;
  • per monitorare comportamenti vietati durante le prove, come nei sistemi di proctoring per gli esami.

 

Questi sistemi devono rispettare requisiti rigorosi in termini di gestione dei rischi, qualità dei dati, trasparenza e sorveglianza umana, allo scopo di evitare discriminazioni basate su genere, età o disabilità. 

Tali obblighi, tuttavia, rientrano nel rinvio previsto dal Digital Omnibus e diventeranno pienamente applicabili solo dal 2 dicembre 2027.

Obbligo di formazione e alfabetizzazione all’IA per il personale

L’articolo 4 dell’AI Act impone a tutti i datori di lavoro, compresi i dirigenti scolastici, di garantire che il personale che utilizza o supervisiona sistemi di IA acquisisca un livello sufficiente di competenze

L’obbligo, tuttavia, riguarda in senso stretto i docenti e il personale che, adottando o programmando di adottare strumenti di IA nella propria attività, si configurano come “utilizzatori” (deployer), e non indistintamente l’intero personale scolastico.

Il “sistema scuola” nel suo complesso rientra, comunque, nell’Allegato III dell’AI Act tra i sistemi ad alto rischio, poiché gestisce procedure — iscrizione, ammissione, reclutamento, assegnazione a percorsi, valutazione degli apprendimenti, orientamento, proctoring, profilazione o personalizzazione significativa — che potrebbero incidere sui diritti degli interessati se affidate all’IA senza supervisione umana. 

Per queste attività specifiche, l’art. 4 fissava al 2 febbraio 2025 la scadenza per la pianificazione della formazione, non al 2 agosto 2026.

Va segnalato un equivoco diffuso anche in ambito commerciale, secondo cui entro il 2 agosto 2026 tutto il personale scolastico dovrebbe completare obbligatoriamente un corso sull’IA

L’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, con nota del 2 luglio 2026, ha chiarito che questa affermazione non è corretta: la data del 2 agosto riguarda altre disposizioni del Regolamento, in particolare gli obblighi di trasparenza e l’avvio della piena attività di vigilanza, e non l’insorgenza dell’obbligo formativo previsto dall’art. 4. 

La Commissione europea ha, inoltre, precisato che l’art. 4 non impone un modello di corso unico, una durata prestabilita o il rilascio di una certificazione specifica: l’approccio deve essere calibrato sul contesto organizzativo, sui ruoli effettivamente coinvolti e sugli strumenti di IA realmente utilizzati, e può comprendere anche iniziative di informazione e accompagnamento adeguatamente documentate.

I dirigenti scolastici, in qualità di titolari del trattamento ai sensi del GDPR, devono inoltre verificare che i fornitori di piattaforme digitali abbiano ottenuto la marcatura CE prevista e forniscano istruzioni chiare sull’uso e sulla supervisione umana dei dati trattati.

Come adottare una policy interna sull’uso dell’IA

Un modo concreto per rispondere agli obblighi di alfabetizzazione e trasparenza è dotarsi di una policy interna che stabilisca regole chiare per tutto il personale

Un documento di questo tipo dovrebbe individuare, quantomeno, gli strumenti di IA effettivamente autorizzati e le condizioni del loro utilizzo, distinguendo: 

  • tra account aziendali e account personali; 
  • i dati che non possono in alcun caso essere inseriti in un sistema di IA, in particolare le categorie particolari di dati personali di cui all’art. 9 del GDPR; 
  • l’obbligo di verifica umana su ogni output prima della pubblicazione o dell’utilizzo a fini decisionali; 
  • le regole di etichettatura dei contenuti sintetici pubblicati, coerenti con l’art. 50 dell’AI Act; 
  • un protocollo interno per l’autorizzazione di nuovi strumenti di IA, così da evitare adozioni spontanee non governate.

 

Per il personale scolastico, un aspetto delicato riguarda in particolare l’uso dell’IA nei processi di selezione: qualsiasi strumento che confronti o valuti candidature rientra tra le attività ad alto rischio previste dall’Allegato III, ragion per cui l’IA può avere un ruolo organizzativo di supporto, ma la decisione finale deve restare sempre in capo a una persona, con criteri documentati.

AI Act scuola 2026: riunione tra DS e docenti in merito all'utilizzo dell'AI
Dal febbraio 2025 è vietato l’uso di sistemi di IA per dedurre le emozioni degli studenti e del personale scolastico.

Trasparenza anche su Scuola Moscati: come utilizziamo l’IA nei nostri contenuti

In linea con lo spirito di trasparenza promosso dall’AI Act, Scuola Moscati (brand commerciale di Biesse Solution srl) ha adottato una propria Policy di Uso Accettabile dell’Intelligenza Artificiale, approvata con delibera dell’Amministratore Unico il 31 luglio 2026 e destinata a essere recepita nel Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

La Policy stabilisce, tra le altre cose, che l’uso dell’IA: 

  • non può mai sostituire la decisione umana su questioni che riguardano diritti o interessi delle persone;
  • che ogni contenuto generato con l’IA e destinato alla pubblicazione deve essere verificato da una persona prima della diffusione;
  • che i contenuti sintetici diffusi al pubblico devono essere identificabili come tali. 

 

Nello specifico, l’intelligenza artificiale viene impiegata per la generazione delle immagini a corredo degli articoli e come supporto nella fase di revisione dei testi

La responsabilità editoriale e la verifica finale dei contenuti restano in ogni caso a cura della redazione, secondo il principio del controllo editoriale effettivo richiesto dal Regolamento per i testi di interesse pubblico.

Domande frequenti sull’AI Act scuola 2026 (FAQ)

Da quando è obbligatorio dichiarare che un contenuto è generato dall’IA?

Dal 2 agosto 2026 i fornitori di sistemi di IA devono inserire una marcatura tecnica leggibile dalle macchine su immagini, audio, video e testi sintetici. I sistemi già sul mercato prima di questa data hanno tempo fino al 2 dicembre 2026 per adeguarsi.

È vietato usare il riconoscimento delle emozioni a scuola?

Sì, il divieto è in vigore dal febbraio 2025 e riguarda sia gli studenti che il personale scolastico, salvo motivi medici o di sicurezza specifici e regolamentati dalla normativa.

Quali sanzioni sono previste per le scuole che violano l’AI Act?

Le sanzioni variano in base al tipo di violazione: si passa da 7,5 milioni di euro per informazioni fuorvianti alle autorità, fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato per le pratiche vietate senza eccezioni.

Quando entreranno in vigore gli obblighi per i sistemi ad alto rischio nell’istruzione?

Il Digital Omnibus ha rinviato l’applicazione piena di questi obblighi al 2 dicembre 2027 per i sistemi autonomi, mentre per quelli integrati in prodotti regolamentati la scadenza è fissata al 2 agosto 2028.

Le scuole devono formare il personale sull’intelligenza artificiale?

L’articolo 4 dell’AI Act richiede un livello adeguato di competenze per chi utilizza o supervisiona sistemi di IA, ma l’obbligo riguarda in senso stretto i docenti e il personale che si configurano come “utilizzatori” di questi strumenti, non l’intero personale scolastico indistintamente. L’approccio va proporzionato al ruolo, ai sistemi effettivamente usati e al livello di rischio.

È vero che entro il 2 agosto 2026 tutto il personale scolastico deve completare un corso obbligatorio sull’IA?

No. L’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia ha chiarito, con nota del 2 luglio 2026, che questa affermazione — circolata anche in ambito commerciale — non corrisponde al contenuto dell’art. 4 dell’AI Act: la scadenza del 2 agosto 2026 riguarda altre disposizioni del Regolamento (trasparenza e vigilanza), non l’obbligo formativo, che peraltro non prevede un corso unico standardizzato per tutti.

È utile per un istituto adottare una policy interna sull’uso dell’IA?

Sì. Una policy interna aiuta a distinguere gli usi consentiti da quelli vietati, a stabilire l’obbligo di verifica umana sugli output e a rispondere agli obblighi di alfabetizzazione previsti dall’art. 4 dell’AI Act, riducendo i rischi legati a un uso non governato degli strumenti di IA.

 

⚠️ Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2026

Fonti normative e giornalistiche utilizzate: Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act); comunicazione della Commissione europea sulle linee guida per fornitori e utilizzatori (agosto 2026); Digital Omnibus (pacchetto di semplificazione approvato a fine giugno 2026); rassegna stampa su obblighi di trasparenza ed elenco sanzioni; Policy di Uso Accettabile dell’Intelligenza Artificiale di Biesse Solution S.r.l. — Scuola di Alta Formazione San Giuseppe Moscati (31 luglio 2026); Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, nota prot. m_pi.AOODRLO.REGISTRO UFFICIALE.U.0035264 del 2 luglio 2026, “Misure di alfabetizzazione in materia di intelligenza artificiale – chiarimenti in merito alla data del 2 agosto 2026”. 

 

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