Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 4 agosto 2026 il decreto-legge sulla Pubblica amministrazione, il cui articolo 5 riguarda direttamente il mondo dell’istruzione. Il Decreto PA 2026 introduce quattro misure distinte: il reclutamento dei docenti, le scuole paritarie, i servizi educativi comunali per l’infanzia e gli asili nido. Il testo dovrà ora seguire l’iter parlamentare di conversione entro sessanta giorni.
SOMMARIO
Toggle- Decreto PA 2026: le quattro novità per la scuola
- Docenti, niente cancellazione dai concorsi ordinari dopo il ruolo
- Scuole paritarie, contributi prorogati fino al 2027/2028
- Nidi e infanzia comunale, proroga dei servizi fino al 2028
- Asili nido, le risorse utilizzabili anche per la videosorveglianza
- Iter parlamentare e prossimi passi
- Domande frequenti sul Decreto PA 2026 (FAQ)
- Cos’è il Decreto PA 2026?
- I docenti di ruolo restano nelle graduatorie dei concorsi ordinari?
- Da quando si applica la nuova regola sulle graduatorie?
- Fino a quando sono prorogati i contributi alle scuole paritarie?
- Cosa cambia per nidi e infanzia comunale?
- Il decreto stanzia nuovi fondi per la videosorveglianza negli asili nido?
- Il testo è già legge?
Decreto PA 2026: le quattro novità per la scuola
L’articolo 5 del provvedimento raccoglie interventi eterogenei, accomunati dal settore dell’istruzione. Le disposizioni modificano quattro norme già vigenti:
- l’articolo 13 del decreto legislativo n. 59 del 2017 sul reclutamento dei docenti;
- l’articolo 1 della legge n. 62 del 2000 sulle scuole paritarie;
- l’articolo 15-bis del decreto-legge n. 19 del 2024 sui servizi educativi comunali;
- l’articolo 5-septies del decreto-legge n. 32 del 2019 sugli asili nido.
Va precisato che si tratta, al momento, di un testo approvato in prima lettura dal Governo. Le misure diventeranno definitive solo dopo la conversione in legge, fase nella quale il Parlamento potrà introdurre modifiche.
Docenti, niente cancellazione dai concorsi ordinari dopo il ruolo
La modifica più rilevante per il personale docente riguarda l’articolo 13, comma 5, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59.
La norma vigente prevede che l’insegnante, una volta superato il test finale e ottenuta una valutazione positiva del periodo di prova, venga cancellato dalle graduatorie concorsuali, dalle graduatorie a esaurimento e da quelle di istituto, e al tempo stesso confermato in ruolo nella scuola in cui ha svolto l’anno di prova.
Il Decreto PA 2026 introduce un’eccezione a questo meccanismo: la cancellazione automatica non si applicherà più alle graduatorie dei concorsi ordinari. Il docente potrà, quindi, restare iscritto e continuare a partecipare alle relative procedure anche dopo l’immissione in ruolo, mentre resta confermata l’uscita dalle graduatorie a esaurimento e di istituto.
A tal proposito, il testo precisa che le nuove disposizioni troveranno applicazione a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, e non retroattivamente.
La misura risponde alle richieste di più organizzazioni sindacali, che da tempo segnalavano come la cancellazione integrale penalizzasse i docenti interessati a cambiare classe di concorso o grado scolastico dopo la stabilizzazione.

Scuole paritarie, contributi prorogati fino al 2027/2028
Il primo comma dell’articolo 5 interviene sull’articolo 1, comma 4-ter, della legge 10 marzo 2000, n. 62, la norma che disciplina l’erogazione dei contributi statali alle scuole paritarie.
Il riferimento agli anni scolastici 2023/2024, 2024/2025 e 2025/2026 viene sostituito da una formulazione che estende l’efficacia della disciplina fino all’anno scolastico 2027/2028.
Nello specifico, la proroga garantisce continuità ai finanziamenti destinati al settore, in un momento in cui diversi istituti paritari segnalano difficoltà di sostenibilità economica.
Alcune fonti giornalistiche hanno inoltre riportato, in una fase preliminare di elaborazione del provvedimento, un possibile intervento sui requisiti di abilitazione dei docenti privi di titolo impiegati nelle paritarie: tale ipotesi non risulta, però, confermata nella versione del testo approvata dal Consiglio dei Ministri e circolata attraverso le bozze ufficiali.
Nidi e infanzia comunale, proroga dei servizi fino al 2028
Il decreto modifica anche l’articolo 15-bis del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, che disciplina la continuità dei servizi educativi e scolastici comunali per l’infanzia. Le modifiche riguardano tre aspetti puntuali:
- in primo luogo, la disciplina viene estesa fino all’anno scolastico 2027/2028, con un anno di proroga rispetto al termine precedente del 2026/2027;
- in secondo luogo, il riferimento al contratto collettivo nazionale del comparto Funzioni locali passa dal triennio 2019-2021 al triennio 2022-2024, aggiornando così la base contrattuale su cui si fonda l’utilizzo del personale;
- in terzo luogo, il termine del 31 dicembre 2027 relativo alle proroghe contrattuali viene differito al 31 dicembre 2028. L’obiettivo dichiarato dal provvedimento è assicurare la continuità dell’erogazione dei servizi educativi comunali, in un contesto nel quale i Comuni gestiscono organici e risorse su base pluriennale.
Asili nido, le risorse utilizzabili anche per la videosorveglianza
L’ultima disposizione dell’articolo 5 riguarda gli asili nido e modifica l’articolo 5-septies del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32. Il nuovo testo prevede che le risorse già assegnate alle strutture possano essere impiegate anche per l’installazione di sistemi di videosorveglianza, nel rispetto della disciplina statale vigente in materia.
La finalità indicata dalla norma è la tutela del patrimonio delle strutture interessate, in un periodo segnato da un aumento di furti e atti vandalici in diversi edifici scolastici e nelle relative aree di pertinenza. Il testo non introduce nuovi stanziamenti dedicati: si limita a estendere le finalità di utilizzo di fondi già disponibili.
Va, inoltre, sottolineato che l’installazione degli impianti resta subordinata al rispetto delle norme statali in materia di privacy e trattamento dei dati personali, un vincolo che riguarda in particolare le riprese in aree frequentate da minori.
Iter parlamentare e prossimi passi
Il decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri dovrà ora essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrare in vigore, per poi essere presentato alle Camere per la conversione in legge entro sessanta giorni. Durante l’esame parlamentare, le commissioni competenti potranno introdurre modifiche al testo attraverso emendamenti.
Le seguenti misure restano, quindi, soggette a possibili variazioni: la formulazione definitiva delle norme su docenti, paritarie, nidi e videosorveglianza sarà nota solo al termine dell’iter di conversione.
Le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria hanno già annunciato l’intenzione di seguire da vicino il passaggio parlamentare, soprattutto sul fronte del reclutamento dei docenti.
| Misura | Norma modificata | Novità principale | Validità |
| Reclutamento docenti | Art. 13, co. 5, D.Lgs. 59/2017 | Niente cancellazione dai concorsi ordinari dopo il ruolo | Dall’entrata in vigore della legge di conversione |
| Scuole paritarie | Art. 1, co. 4-ter, L. 62/2000 | Proroga dei contributi statali | Fino all’a.s. 2027/2028 |
| Nidi e infanzia comunale | Art. 15-bis, D.L. 19/2024 | Proroga di personale, risorse e contratti | Fino all’a.s. 2027/2028 e al 31/12/2028 |
| Asili nido | Art. 5-septies, D.L. 32/2019 | Fondi utilizzabili anche per videosorveglianza | Risorse già assegnate, nessun nuovo stanziamento |
Domande frequenti sul Decreto PA 2026 (FAQ)
Cos’è il Decreto PA 2026?
È il decreto-legge sulla Pubblica amministrazione approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026, che contiene, all’articolo 5, quattro misure relative alla scuola: reclutamento docenti, scuole paritarie, servizi comunali per l’infanzia e asili nido.
I docenti di ruolo restano nelle graduatorie dei concorsi ordinari?
Sì. Con il superamento dell’anno di prova, il Decreto PA 2026 esclude i concorsi ordinari dalla cancellazione automatica, mentre resta confermata l’uscita dalle graduatorie a esaurimento e di istituto.
Da quando si applica la nuova regola sulle graduatorie?
Il testo prevede che la novità si applichi a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, non in modo retroattivo.
Fino a quando sono prorogati i contributi alle scuole paritarie?
I contributi statali alle scuole paritarie, disciplinati dalla legge n. 62 del 2000, vengono prorogati fino all’anno scolastico 2027/2028.
Cosa cambia per nidi e infanzia comunale?
La disciplina sulla continuità dei servizi comunali viene estesa fino all’a.s. 2027/2028, con aggiornamento del riferimento contrattuale al CCNL Funzioni locali 2022-2024 e proroga dei contratti fino al 31 dicembre 2028.
Il decreto stanzia nuovi fondi per la videosorveglianza negli asili nido?
No. La norma consente di utilizzare le risorse già assegnate alle strutture anche per l’installazione di sistemi di videosorveglianza a tutela del patrimonio, senza prevedere nuovi stanziamenti dedicati.
Il testo è già legge?
No. Si tratta di un decreto-legge in vigore dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che dovrà essere convertito dal Parlamento entro sessanta giorni: durante l’iter le disposizioni potranno essere modificate.
⚠️ Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2026. Contenuto basato sulla bozza del decreto-legge approvata dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026. Il testo è ancora in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e di conversione parlamentare: eventuali modifiche in sede di conversione saranno oggetto di aggiornamento.

