Mini-concorsi docenti al posto dei concorsoni annuali: è la linea sostenuta da Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega, ribadita in un post sulla propria pagina Facebook dell’8 ottobre 2026. In parallelo, il parere del CSPI del 7 ottobre 2026 sullo schema di decreto che modifica i DM 205 e 206 del 2023 apre la strada ai nuovi punteggi dei titoli.
Ecco cosa è ufficiale e cosa resta ancora da decidere.
SOMMARIO
Toggle- Mini-concorsi docenti: cosa ha detto Pittoni
- Cosa prevede oggi la normativa
- I nuovi punteggi dei titoli nello schema di decreto
- Prova scritta e requisiti: cosa resta fermo
- Prepararsi con Scuola Moscati
- Domande frequenti sui mini-concorsi docenti (FAQ)
- Quando uscirà il bando del concorso scuola 2027?
- Le dichiarazioni di Pittoni sui mini-concorsi docenti sono ufficiali?
- Quanto vale un anno di servizio nei titoli?
- Quanto vale la specializzazione sul sostegno conseguita con i percorsi INDIRE?
- I nuovi punteggi valgono anche per le graduatorie già pubblicate?
Mini-concorsi docenti: cosa ha detto Pittoni
Il 16 settembre 2026, in un post pubblicato sui propri canali social, Mario Pittoni ha tracciato una linea netta sul reclutamento dopo il PNRR: «I concorsoni annuali per i docenti del dopo PNRR, sui quali la sinistra si era impegnata con Bruxelles, non ci saranno».
Secondo il responsabile Istruzione della Lega, non avrebbe senso continuare a bandire procedure generalizzate in presenza di graduatorie nelle quali risultano già inseriti numerosi precari.
Solo dove le graduatorie sono vuote
Pittoni ha precisato che la nuova impostazione nasce da un confronto con la Commissione europea: «Come avevo preannunciato dopo specifiche interlocuzioni con la Commissione europea, quelli in arrivo sono solo mini-concorsi mirati per le graduatorie vuote, che non fanno concorrenza a nessuno».
Il modello descritto rappresenta, nelle sue parole, «di fatto il contrario di quanto concordato dal precedente Governo per i concorsi PNRR». In concreto, le nuove procedure riguarderebbero soltanto le classi di concorso e le regioni in cui le graduatorie esistenti non hanno più candidati da assumere.
Il post dell’8 ottobre: una richiesta ancora aperta
L’8 ottobre 2026 Pittoni è tornato sul tema con un post su Facebook intitolato «Docenti, no ai concorsoni annuali». Secondo il responsabile Istruzione della Lega, gli impegni assunti nell’ambito del PNRR con la Commissione europea «impongono per i docenti un concorso all’anno».
Rispetto alle dichiarazioni di settembre, la posizione appare più prudente: in attesa di convincere l’Europa a rinunciare alla cadenza annuale, «nella fase attuale si sta chiedendo di potersi almeno limitare a mini bandi mirati», che «intervengano solo dove le graduatorie sono esaurite».
Quiz, preselettiva e cifre sui posti
Nello stesso post Pittoni lega la cadenza annuale alla prova scritta a quiz, che definisce «inefficaci ma veloci quiz a crocette», penalizzanti per i docenti esperti. Le alternative, a suo giudizio, «resusciterebbero l'”amatissima” preselezione».
Pittoni invita, inoltre, a non dare credito «alle cifre che circolano» sul numero dei posti e definisce la cadenza fissa dei concorsi «una scelta ideologica».
Va precisato che si tratta di dichiarazioni politiche, non di atti ufficiali. Numero dei posti, classi di concorso e regioni coinvolte saranno stabiliti soltanto dal bando e dai suoi allegati.

Cosa prevede oggi la normativa
Gli annunci sul concorso scuola 2027 vanno letti alla luce delle regole in vigore, illustrate nel dettaglio nella Guida al concorso docenti 2027.
Sul piano formale, l’articolo 59, comma 10, del D.L. 25 maggio 2021, n. 73, prevede tuttora concorsi ordinari a cadenza annuale per i posti comuni e di sostegno. Le regole della procedura restano quelle dei DM n. 205 (Secondaria) e n. 206 (Infanzia e Primaria) del 26 ottobre 2023.
L’unico atto organizzativo già avviato è la nota MIM prot. n. 8087 del 5 ottobre 2026, che ha aperto il censimento delle aule informatizzate dall’8 al 31 ottobre 2026. Il censimento non equivale all’annuncio del bando, ma rappresenta il passaggio che ha preceduto anche le tre procedure PNRR.
Prima le graduatorie, poi i nuovi concorsi
I mini-concorsi docenti annunciati da Pittoni presuppongono che si utilizzino prima gli strumenti già attivi per chi attende l’assunzione. Il DM n. 68 del 22 aprile 2026 ha istituito gli elenchi regionali per il ruolo, riservati a chi ha superato la prova orale di un concorso bandito dal 2020 e non è già di ruolo.
Gli elenchi si utilizzano in subordine allo scorrimento delle graduatorie concorsuali. Per l’anno scolastico 2026/27 il DM n. 136 del 10 luglio 2026 ha autorizzato 46.642 immissioni in ruolo.
I nuovi punteggi dei titoli nello schema di decreto
Il secondo fronte riguarda le tabelle di valutazione dei titoli (Allegato B dei DM 205 e 206). Il percorso dello schema di decreto si è svolto in tre passaggi:
- 16 settembre 2026: secondo quanto riferito dai sindacati, il Ministero ha illustrato la bozza alle organizzazioni sindacali;
- 23 settembre 2026: lo schema è stato trasmesso al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI);
- 7 ottobre 2026: nella seduta plenaria n. 173 il CSPI ha espresso il proprio parere all’unanimità, con osservazioni e richieste.
Il decreto non è ancora stato adottato. Fino alla sua pubblicazione restano in vigore le tabelle del 2023.
Tabella vigente e schema di decreto a confronto
| Voce | Tabella vigente | Schema di decreto |
| Precedente concorso ordinario superato | 12,50 punti | 15 punti, se svolto nel medesimo grado, anche se il titolo è servito per l’accesso |
| Servizio di insegnamento specifico | 2 punti per annualità | 3 punti per annualità |
| Servizio su classi accorpate (DM 255/2023) | Valutazione non uniforme | Valutato come specifico anche sull’altra classe accorpata |
| Specializzazione sul sostegno (percorsi artt. 6 e 7 D.L. 71/2024) | Nessuna voce specifica | Nuova voce A.2.3 con punteggio aggiuntivo |
| Abilitazioni degli ITP | 5 punti (voce A.3.2) | Allineate a quelle degli altri docenti della Secondaria, anche se conseguite con procedure concorsuali selettive |
| Dottorato, ASN, graduatorie AFAM | 12,50 punti | Punteggio aumentato, in linea con le GPS 2026-28 |
| Certificazioni linguistiche C1 / C2 | 3,75 / 5 punti | Valutabili solo se l’ente era riconosciuto dal Ministero al momento del conseguimento |
| Certificazioni CeCLIL | 2,50 punti | Aggiunta la specificazione «svolti dalle università» |
I valori ancora da confermare
Il parere del CSPI non riporta il valore della nuova voce sul sostegno né i nuovi punteggi di dottorato, ASN e graduatorie AFAM. Le ricostruzioni di stampa sulla bozza del 16 settembre indicavano 12,50 punti per la specializzazione conseguita con i percorsi del D.L. 71/2024.
Va precisato, però, che lo schema trasmesso al CSPI il 23 settembre contiene valori diversi da quelli circolati il 16 settembre su precedente concorso e servizio. Ragion per cui ogni cifra assumerà valore definitivo soltanto con il testo del decreto adottato.
Cosa cambia per chi ha anni di servizio
L’aumento da 2 a 3 punti per annualità ha un effetto concreto sul punteggio finale. Un docente con cinque anni di servizio specifico passerebbe da 10 a 15 punti, sempre entro il tetto complessivo di 50 punti riservato ai titoli.
Le richieste del CSPI
Il CSPI ha formulato due richieste al Ministero. La prima riguarda la proporzionalità del punteggio attribuito alla nuova voce sul sostegno, rispetto alle caratteristiche formative dei diversi percorsi di specializzazione.
La seconda chiede di verificare l’equilibrio complessivo della tabella tra titoli culturali e esperienza in cattedra. Le nuove tabelle varranno per le procedure future: graduatorie già pubblicate, concorsi conclusi e punteggi già assegnati restano invariati.
Prova scritta e requisiti: cosa resta fermo
Per il concorso scuola 2027 potrebbe cambiare anche la formula della prova scritta.
Con la fine della fase PNRR, il DM 205/2023 consente al Ministero di sostituire i 50 quesiti a risposta multipla in 100 minuti con 10 quesiti a risposta aperta in 150 minuti. Solo in tal caso potrebbe tornare la prova preselettiva, se i candidati superano quattro volte i posti e sono almeno 250.
Il legame tra quesiti aperti e preselettiva richiamato da Pittoni trova, quindi, riscontro nel regolamento.
Sui requisiti di accesso, alcune regole risultano già definite:
- 24 CFU: dal 1° gennaio 2025 non costituiscono più requisito di accesso;
- tre anni di servizio: per la Secondaria resta la via alternativa all’abilitazione prevista dall’articolo 5, comma 4, del D.Lgs. 59/2017;
- ITP: il D.L. 30 settembre 2026, n. 170, consente la partecipazione con il solo diploma ai concorsi banditi entro il 31 dicembre 2027 (decreto in attesa di conversione);
- sostegno: serve la specializzazione per il grado di scuola per cui si concorre.
Prepararsi con Scuola Moscati
Per affrontare con maggiore sicurezza le prove del concorso, può risultare utile frequentare un percorso di preparazione strutturato. Scuola Moscati, ente accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, offre videocorsi specifici disponibili su www.scuolamoscati.it, progettati per coprire ogni aspetto della procedura selettiva.
La preparazione al concorso docenti 2027 può iniziare già prima del bando, perché gli ambiti della prova scritta sono noti e non cambiano con la formula scelta. Oltre 9.330 docenti formati da Scuola Moscati sono oggi attivi nella scuola.
Domande frequenti sui mini-concorsi docenti (FAQ)
Quando uscirà il bando del concorso scuola 2027?
Il bando non è stato ancora pubblicato e il Ministero non ha indicato una data. Secondo Mario Pittoni, le prossime procedure saranno mini-concorsi mirati sulle classi di concorso e sulle regioni con graduatorie esaurite.
Le dichiarazioni di Pittoni sui mini-concorsi docenti sono ufficiali?
No. Si tratta di dichiarazioni politiche del responsabile Istruzione della Lega. Nel post dell’8 ottobre 2026 lo stesso Pittoni ha spiegato che la richiesta di limitarsi a mini bandi mirati è tuttora in corso. Posti, classi di concorso e regioni saranno fissati soltanto dal bando.
Quanto vale un anno di servizio nei titoli?
Nella tabella vigente 2 punti. Lo schema di decreto esaminato dal CSPI ne prevede 3, ma il valore diventerà definitivo solo con l’adozione del decreto.
Quanto vale la specializzazione sul sostegno conseguita con i percorsi INDIRE?
Lo schema introduce la nuova voce A.2.3 per i percorsi degli articoli 6 e 7 del D.L. 71/2024. Le ricostruzioni sulla bozza indicavano 12,50 punti, ma il parere del CSPI non riporta il valore.
I nuovi punteggi valgono anche per le graduatorie già pubblicate?
No. Le nuove tabelle si applicheranno alle procedure future, mentre graduatorie già pubblicate e punteggi assegnati restano invariati.

