Le Graduatorie ATA terza fascia sono il principale canale di accesso al lavoro scolastico per chi non ha ancora maturato esperienza nel comparto. Si tratta di elenchi provinciali per soli titoli, da cui le scuole attingono per coprire posti vacanti con contratti a tempo determinato. L’aggiornamento attualmente in vigore copre il triennio 2024-2027 ed è il prodotto del DM n. 89 del 21 maggio 2024. Il prossimo bando – atteso nella primavera del 2027 per il triennio 2027-2030 – è la grande occasione di ingresso o di aggiornamento del punteggio. Per chi parte oggi, le settimane che separano dal bando sono il tempo per costruire un punteggio competitivo.
Cosa sono le Graduatorie ATA di terza fascia e a cosa servono
Le Graduatorie ATA di terza fascia sono elenchi provinciali per soli titoli, alimentati attraverso bandi triennali pubblicati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM).
La denominazione completa è «Graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia del personale ATA» – distinte dalle graduatorie di prima e seconda fascia per origine, criterio di alimentazione e ordine di utilizzo nelle convocazioni.
Servono alle istituzioni scolastiche per coprire i posti vacanti del personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario con contratti a tempo determinato:
- supplenze annuali fino al 31 agosto;
- supplenze fino al termine delle attività didattiche (30 giugno);
- supplenze brevi e saltuarie.
Sono il canale di ingresso per chi non ha ancora esperienza scolastica e vuole iniziare a lavorare nelle scuole pubbliche.
Il sistema delle graduatorie ATA si articola su tre livelli, con regole diverse per ciascuno;
- la prima fascia è alimentata dal concorso ATA per soli titoli – il cosiddetto «concorso 24 mesi» – riservato a chi ha già maturato almeno 24 mesi di servizio scolastico. Le graduatorie di prima fascia sono permanenti e si utilizzano per le supplenze annuali e per le immissioni in ruolo;
- la seconda fascia è una graduatoria ad esaurimento: non si alimenta più con nuovi inserimenti e si esaurisce progressivamente con la fuoriuscita dei candidati per immissione in ruolo o per altri motivi;
- la terza fascia è quella di istituto, di durata triennale, alimentata con bandi periodici e aperta a chiunque possieda i requisiti. Nelle convocazioni, le scuole attingono in ordine di priorità: prima dalla prima fascia, poi dalla seconda (se ancora popolata), infine dalla terza.
Le graduatorie attualmente vigenti coprono il triennio 2024-2027 e sono state costituite con il DM 89 del 21 maggio 2024 (domande presentate dal 28 maggio al 28 giugno 2024).
Le prossime, con il bando atteso nella primavera 2027, copriranno il triennio 2027-2030.
Le nuove graduatorie sostituiscono integralmente le precedenti: chi non si iscrive al bando di aggiornamento decade dalla graduatoria precedente.
È un meccanismo a saracinesca – chi non rientra nel bando triennale perde la posizione e deve ricominciare al successivo aggiornamento, con tre anni di servizio in meno.
Una specificità del concorso ATA terza fascia rispetto a molti concorsi pubblici è che si tratta di un concorso per soli titoli: non sono previste prove scritte né orali.
Conta esclusivamente il punteggio determinato dalla somma del voto del titolo di accesso, dei titoli culturali aggiuntivi e dei titoli di servizio.
Chiunque possieda i requisiti può presentare domanda – non c’è selezione preventiva – e la posizione in graduatoria dipende interamente dal punteggio costruito con la combinazione dei titoli.
Il bando ATA terza fascia 2027: quando esce, cosa cambia e come prepararsi
Il prossimo bando di aggiornamento delle Graduatorie ATA terza fascia è atteso nella primavera del 2027 per il triennio 2027-2030.
Le tempistiche standard del comparto prevedono la pubblicazione del decreto ministeriale di indizione tra marzo e maggio, con apertura della finestra di presentazione delle domande sul portale POLIS Istanze Online per circa un mese.
Chi non si iscrive in quella finestra deve aspettare il bando successivo, atteso nel 2030 – tre anni di attesa che corrispondono alla durata del triennio della graduatoria.

Cosa si sa già del bando ATA 2027
Il DM 89/2024 resta il riferimento normativo di base, e il prossimo decreto verosimilmente ricalcherà la sua struttura adattandola alle eventuali novità intervenute nel triennio.
I requisiti di accesso per i singoli profili dovrebbero essere confermati, in particolare l’obbligatorietà della CIAD (Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale) per tutti i profili tranne il Collaboratore Scolastico.
Per il profilo di Operatore Scolastico – di prima attivazione operativa nel 2026/2027 con il differimento dell’avvio effettivo al 1° settembre 2027 dovuto al D.L. 19/2026 PNRR – restano da definire alcuni dettagli applicativi del nuovo Allegato A/6, ma il quadro dei titoli di accesso (qualifica socio-assistenziale + CIAD) appare consolidato.
Una specificità del calendario 2027 è la presenza, nello stesso anno, di due bandi ATA:
- il bando di aggiornamento della terza fascia di istituto (per il triennio 2027-2030);
- il consueto concorso ATA 24 mesi per la prima fascia.
Le due procedure si rivolgono a platee diverse – la terza fascia a chi è all’inizio del percorso, la prima fascia a chi ha già almeno 24 mesi di servizio – ma è possibile partecipare a entrambe se si possiedono i requisiti per ciascuna.
Chi accede alla prima fascia mantiene comunque l’iscrizione in terza fascia, ma viene chiamato prima dalla prima fascia (priorità nelle convocazioni).
La finestra critica per chi parte oggi è quella tra l’attuale aggiornamento del concorso ATA 24 mesi 2026 (istanze dal 28 aprile al 19 maggio 2026) e l’apertura del bando di terza fascia 2027.
I titoli devono essere posseduti alla data di scadenza della domanda: chi conseguirà la CIAD a giugno 2026 e la qualifica OSA a fine 2026 troverà entrambi i titoli pienamente valutabili nel bando 2027.
Chi rimanda di un anno troverà gli stessi titoli più tutti quelli che gli altri candidati hanno acquisito nel frattempo – è un’aritmetica concorsuale in cui ogni mese di ritardo è una posizione persa.
Requisiti per entrare in terza fascia ATA: titolo di studio e CIAD per ogni profilo
I requisiti di accesso alle Graduatorie ATA terza fascia sono regolati dall’art. 2 del DM 89/2024 e si articolano in due livelli:
- i requisiti generali, comuni a tutti i profili;
- i requisiti specifici di accesso, che variano in funzione del profilo professionale richiesto.
I requisiti generali sono quelli previsti dalla normativa sull’accesso al pubblico impiego:
- cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione Europea;
- maggiore età;
- godimento dei diritti civili e politici;
- idoneità fisica all’impiego;
- assenza di condanne penali ostative all’accesso al pubblico impiego;
- regolarità rispetto agli obblighi di leva (per chi vi è soggetto).
Un’ulteriore condizione, specifica della terza fascia, è la non iscrizione a pieno titolo nelle graduatorie di prima o seconda fascia per lo stesso profilo e la stessa provincia: chi è già in fascia superiore non può iscriversi anche in terza fascia per lo stesso profilo (può però iscriversi in terza fascia per un profilo diverso, secondo le modalità di accesso che vedremo nel paragrafo dedicato).
I requisiti specifici di accesso variano profilo per profilo, in funzione del titolo di studio richiesto e della necessità o meno della CIAD:
- il Collaboratore Scolastico è il profilo con i requisiti meno stringenti. Può accedere chi possiede uno dei seguenti titoli: diploma di qualifica professionale (triennale o quinquennale), maestro d’arte, scuola magistrale, diploma di maturità di qualunque tipologia, oppure qualifica triennale regionale (IeFP). La CIAD non è richiesta come requisito di accesso per il CS — è il profilo più accessibile dell’intero comparto e quello che apre l’ingresso al lavoro scolastico anche a chi possiede solo una qualifica professionale di base.
- l’Operatore Scolastico è il profilo nuovo, di prima attivazione operativa dal 2027. Per accedervi sono richiesti tre titoli distinti, tutti obbligatori: un titolo di studio di base (uno tra quelli del CS), una qualifica socio-assistenziale (OSA, OSS, ASACOM, OAD o equivalente), e la CIAD. È il profilo con la disciplina di accesso più articolata: chi vuole candidarsi come OS deve costruire la combinazione completa, e – come abbiamo visto in altri pezzi del cluster – la qualifica usata come accesso non potrà essere cumulata anche come titolo culturale ai fini del punteggio.
- l’Assistente Amministrativo richiede il diploma di scuola secondaria di II grado (di qualunque tipologia) più la CIAD. È la combinazione più frequente tra i candidati ATA senza esperienza, che entrano nel comparto con il diploma di maturità conseguito alla fine del percorso scolastico ordinario e una CIAD acquisita ad hoc per la candidatura.
- l’Assistente Tecnico richiede un diploma di scuola secondaria di II grado coerente con l’area di laboratorio di riferimento (la classificazione segue il Decreto Ministeriale 59 del 26 giugno 2008, Allegato C, che mappa i diplomi alle aree di laboratorio AR01-AR40), più la CIAD. Per l’AT il legame tra diploma e area è stringente: il diploma scientifico ad esempio dà accesso a determinate aree e non ad altre.
- i profili di Cuoco, Infermiere, Guardarobiere e Operatore dei Servizi Agrari sono profili specialistici, con titoli di accesso settoriali. Il Cuoco richiede il diploma di tecnico dei servizi di ristorazione settore cucina; l’Infermiere la laurea in scienze infermieristiche o titolo equipollente; il Guardarobiere la qualifica di operatore della moda; l’Operatore dei Servizi Agrari la qualifica triennale in ambito agroalimentare. Tutti e quattro questi profili richiedono la CIAD come requisito di accesso.
| PROFILO | TITOLO DI ACCESSO | CIAD OBBLIGATORIA? |
| Collaboratore Scolastico | Qualifica triennale, maestro d’arte, scuola magistrale, diploma di maturità o qualifica regionale | No |
| Operatore Scolastico | Titolo CS + qualifica socio-assistenziale (OSA/OSS/ASACOM/OAD) | Sì |
| Assistente Amministrativo | Diploma di maturità (qualunque indirizzo) | Sì |
| Assistente Tecnico | Diploma di maturità coerente con l’area di laboratorio | Sì |
| Cuoco | Diploma tecnico dei servizi di ristorazione settore cucina | Sì |
| Infermiere | Laurea in scienze infermieristiche o titolo equipollente | Sì |
| Guardarobiere | Qualifica di operatore della moda | Sì |
| Operatore Servizi Agrari | Qualifica triennale in ambito agroalimentare | Sì |
Come si calcola il punteggio nelle Graduatorie ATA di terza fascia: le tre componenti del DM 89/2024
Il punteggio nelle Graduatorie ATA di terza fascia è dato da tre componenti distinte definite dall’Allegato A del DM 89/2024, che si sommano per produrre il punteggio totale dell’aspirante.
La prima componente è il voto del titolo di accesso: il punteggio assegnato al diploma o al titolo equivalente che dà accesso al profilo.
Il decreto stabilisce che il voto del titolo di studio venga rapportato a una scala in decimi, con un intervallo tra 6 (sufficienza) e 10 (massimo con lode).
Per i diplomi di maturità con voto in centesimi (60-100), la conversione si effettua moltiplicando il voto per 10 e dividendo per 100; per quelli in sessantesimi (36-60), si moltiplica per 10 e si divide per 60.
Per i titoli con qualifica complessiva, si applicano le equivalenze previste dal DM 89/2024: sufficiente = 6, buono = 7, distinto = 8, ottimo = 9.
Per i titoli senza voto né giudizio si considera la votazione minima di 6. È una componente fissa, non modificabile una volta conseguito il diploma: la differenza tra un 60/100 e un 100/100 vale 4 punti – una distanza che, in graduatoria, può tradursi in centinaia di posizioni.
La seconda componente sono i titoli culturali aggiuntivi: qualifiche professionali, certificazioni informatiche aggiuntive, lauree, attestati di addestramento professionale.
Le tabelle dei titoli valutabili sono articolate per profilo nei diversi Allegati (A/1 per AA, A/2 per AT-Cuoco-Infermiere, A/3 per Guardarobiere, A/4 per OS Agrari, A/5 per CS, A/6 per OS).
I valori principali del 2024-2027:
- qualifiche professionali socio-assistenziali (OSA, OSS, ASACOM, OPI, OAD): 1 punto ciascuna per CS e OS (con cumulabilità prudenziale fino a 2-3 punti);
- Coordinatore Amministrativo (Operatore Amministrativo Contabile, EQF 5): 1,5 punti per AA – il punteggio singolo più alto del comparto;
- dattilografia: 1 punto per AA;
- certificazione informatica aggiuntiva: 0,25 punti per tutti i profili (uniformati dal DM 89/2024);
- laurea triennale o magistrale: 2 punti per AA, AT, Cuoco, Infermiere, Guardarobiere (non valutata per CS).
La componente dei titoli culturali è variabile: è il margine su cui agire prima del bando attraverso percorsi di formazione mirati.
La terza componente sono i titoli di servizio, che valorizzano l’esperienza maturata nelle scuole.
La regola base prevede 6 punti per anno scolastico di servizio prestato nello stesso profilo nelle scuole statali (corrispondenti a 0,50 punti per mese o frazione superiore a 15 giorni).
Per il servizio prestato in scuole non statali paritarie il valore si dimezza (3 punti/anno, 0,25 punti/mese). Per il servizio prestato in altro profilo ATA – diverso da quello per cui si concorre – si applicano coefficienti ridotti specificati nell’Allegato A.
Il servizio prestato come docente è classificato come «altro servizio» e valorizzato con coefficienti differenziati per profilo.
Il servizio in part-time è valutato per intero, indipendentemente dal numero di ore settimanali.
La terza componente è quella che cresce più di tutte nel tempo: ogni anno di supplenza aggiunge 6 punti al punteggio totale, e dopo qualche triennio diventa la componente preponderante della graduatoria.
Per il dettaglio delle tabelle complete per ciascun profilo – con tutti i titoli culturali valutabili, i punteggi specifici, le regole di cumulabilità e la clausola di salvaguardia per le certificazioni informatiche già valutate fino al DM 50/2021 – rimandiamo alla Guida ai titoli valutabili del Personale ATA.
Punteggi competitivi per profilo: esempi concreti e quanto basta per essere convocati
I numeri astratti del punteggio diventano significativi solo quando li si traduce in scenari concreti. Vediamo alcuni esempi tipici per i due profili più richiesti.
- Esempio Collaboratore Scolastico senza esperienza. Una candidata con diploma di maturità a 80/100 (voto rapportato a 10 = 8 punti), che ha conseguito le qualifiche OSA + ASACOM + OPI (1 punto ciascuna in cumulabilità prudenziale = 3 punti) e nessun servizio pregresso, parte con un punteggio di 11 punti (8 + 3). Una posizione di partenza solida per il primo bando di terza fascia. Aggiungendo 2 anni di supplenze come CS in scuola statale (12 punti), il punteggio sale a 23 punti – una posizione competitiva nelle province ad alta densità di posti del centro-sud Italia, dove i punteggi medi nelle graduatorie 2024-2027 si sono attestati intorno a questa soglia.
- Esempio Assistente Amministrativo senza esperienza. Un candidato con diploma di maturità a 80/100 (8 punti), CIAD (requisito di accesso, 0 punti diretti), corso di Coordinatore Amministrativo (1,5 punti), corso di Dattilografia (1 punto), certificazione informatica aggiuntiva diversa dalla CIAD come ECDL o EIPASS (0,25 punti), parte con 10,75 punti sui titoli culturali. Aggiungendo 3 anni di supplenze come AA statale (18 punti), il punteggio sale a 28,75 punti: una posizione competitiva nella maggior parte delle province italiane.
Le province ad alta densità scolastica – Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze – richiedono tipicamente punteggi più alti rispetto alle province minori, perché il numero di candidati supera ampiamente il numero di posti messi a concorso.
Le province a bassa densità o in aree disagiate (province interne del Sud, aree montane) hanno spesso graduatorie con punteggi medi più bassi e, quindi, soglie di convocazione più accessibili. La scelta strategica della provincia incide tanto quanto il punteggio: un candidato con 15 punti in una provincia minore può essere convocato più rapidamente di un candidato con 25 punti a Roma.
La strategia per chi parte da zero è semplice e replicabile:
- CIAD (requisito di accesso o certificazione aggiuntiva 0,25 pt per CS) + una qualifica socio-assistenziale (1 punto) + scelta di una provincia intermedia (non le grandi metropoli, non le province minime).
Questa combinazione produce un profilo minimo realistico per ottenere supplenze già dal primo anno di iscrizione in terza fascia – soprattutto per il profilo CS, dove la concorrenza per le supplenze brevi è alta, ma la rotazione è frequente.
Il margine di crescita successivo è dato dall’accumulo del servizio: 6 punti all’anno sono una progressione che, in tre anni, porta a un punteggio competitivo praticamente in qualunque provincia.

Come presentare la domanda ATA terza fascia: POLIS, scelta della provincia e selezione delle scuole
La domanda di iscrizione alle Graduatorie ATA terza fascia si presenta esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma POLIS Istanze Online del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Per accedere occorrono le credenziali SPID o CIE (Carta d’Identità Elettronica), oltre all’abilitazione al servizio Istanze on line: l’abilitazione, se non già attiva, va richiesta in anticipo perché l’attivazione richiede alcuni giorni.
Le istanze presentate con modalità diverse non vengono prese in considerazione.
La regola base è che ogni candidato può presentare istanza per una sola provincia, e la domanda è unica per tutti i profili professionali per cui si possiedono i requisiti.
Chi si candida come CS, AA e AT lo fa in un’unica domanda, indicando i tre profili e le rispettive modalità di accesso.
La provincia è quella delle istituzioni scolastiche che valuteranno l’istanza e da cui partiranno le convocazioni – la scelta è strategica perché vincola per tutto il triennio della graduatoria.
Come scegliere la provincia
Tre criteri principali orientano la decisione:
- la densità scolastica: province con molte scuole offrono più posti ma generano anche più concorrenza, alzando le soglie di punteggio per le convocazioni;
- la distanza dal domicilio: il pendolarismo in caso di convocazione è oneroso e rende difficile gestire supplenze brevi in scuole distanti;
- i punteggi medi storici: alcune province hanno tradizionalmente graduatorie con punteggi medi più bassi (province interne del Sud, aree montane), altre più alti (Roma, Milano, Napoli). Il bilanciamento ottimale tra disponibilità di posti e concorrenza varia da candidato a candidato.
All’interno della provincia, il candidato sceglie fino a 30 scuole (istituzioni scolastiche) presso cui essere inserito in graduatoria.
Le 30 scuole vanno scelte al momento della presentazione della domanda e ripresentate anche in caso di aggiornamento o conferma – chi ne sceglie meno, o le omette, viene convocato solo dalla scuola capofila a cui ha indirizzato la domanda.
Più scuole si scelgono, più aumentano le probabilità di convocazione.
La strategia ottimale è includere scuole geograficamente distribuite sul territorio provinciale: un mix di scuole vicine al domicilio e scuole più periferiche – queste ultime hanno spesso meno candidati nei primi posti della graduatoria.
Una particolare attenzione va dedicata alla domanda mista – chi era già in graduatoria per un profilo nel triennio 2024-2027 e si inserisce per un altro profilo nel 2027.
In questi casi la procedura POLIS richiede di compilare con precisione la sezione dei servizi pregressi, distinguendo i servizi che valgono come accesso da quelli che valgono come titolo.
Errori in questa sezione possono determinare il mancato riconoscimento dei servizi o, peggio, la nullità della domanda.
La regola operativa: ogni servizio si dichiara una sola volta, indicando il profilo per cui vale come accesso (un solo profilo) e i profili per cui vale come servizio aggiuntivo.
Le modalità di accesso A-G: come compilare correttamente la domanda POLIS
Una delle voci più delicate della domanda è quella relativa alla modalità di accesso.
Il sistema POLIS richiede al candidato, prima ancora di compilare le tabelle dei titoli, di indicare la modalità con cui accede alla graduatoria scegliendo tra sette opzioni indicate dall’art. 5 comma 8 del DM 89/2024, individuate con le lettere A, B, C, D, E, F, G.
La scelta della modalità corretta determina quale sezione della domanda compilare e quali rischi di depennamento si corrono – una scelta errata può portare alla cancellazione automatica dalla graduatoria di fascia superiore in cui si è già inseriti.
Le sette modalità coprono tutte le combinazioni possibili tra la posizione attuale del candidato (mai inserito, già in prima fascia, già in seconda fascia, già in terza fascia) e la provincia di destinazione (stessa provincia, provincia diversa, stesso profilo, profilo diverso).
Le sette modalità sono:
- Modalità A — l’aspirante non è inserito a pieno titolo in alcuna graduatoria (di prima fascia, di seconda fascia o di terza fascia) per il profilo richiesto, in alcuna provincia. È la modalità tipica di chi presenta domanda per la prima volta;
- Modalità B — l’aspirante è già inserito nella graduatoria permanente di prima fascia per le assunzioni a tempo indeterminato per altro profilo professionale della stessa provincia;
- Modalità C — l’aspirante è già inserito nell’elenco provinciale ad esaurimento o nella graduatoria provinciale ad esaurimento di Collaboratore Scolastico per altro profilo della stessa provincia;
- Modalità D — l’aspirante è inserito nella graduatoria permanente di prima fascia per il medesimo o altro profilo, ma in una provincia diversa da quella di destinazione della domanda di terza fascia;
- Modalità E — l’aspirante è inserito nell’elenco provinciale ad esaurimento o nella graduatoria provinciale ad esaurimento di CS per il medesimo o altro profilo, in provincia diversa da quella di destinazione della domanda;
- Modalità F — l’aspirante è inserito nelle graduatorie di terza fascia di altra provincia e chiede l’iscrizione in una nuova provincia (cambiamento di provincia);
- Modalità G — riservata a chi presenta esclusivamente domanda di conferma (non aggiornamento, non inserimento) per il medesimo profilo del triennio precedente, mantenendo la valutazione già attribuita.
La scelta della modalità giusta è fondamentale per evitare conseguenze indesiderate.
Chi è già in prima o seconda fascia per un profilo deve indicare la modalità corretta tra B, C, D ed E – non la modalità A (riservata ai nuovi inserimenti).
Indicare la modalità A quando si è già in fascia superiore può portare a un doppio inserimento che il sistema rileva come anomalia, con possibile depennamento dalla fascia superiore.
Allo stesso modo, chi cambia provincia rispetto a una graduatoria di terza fascia preesistente deve indicare la modalità F – non la modalità A, che il sistema rileverebbe come incoerente con la presenza in altra graduatoria.
Una regola operativa contenuta nelle FAQ MIM è che, se per un determinato profilo il candidato ha più di un’opzione disponibile, deve scegliere la prima che figura nell’elenco.
La regola serve a uniformare le scelte e a evitare che candidati nella stessa situazione optino per modalità diverse, generando disparità di trattamento.
Un caso particolare è quello dei 30 giorni di servizio prestati prima del 25 luglio 2008: chi può documentarli in posti corrispondenti al profilo professionale richiesto ha titolo all’inclusione in terza fascia anche se non ha mai sostenuto un concorso ATA.
Si tratta di una specifica disciplina di salvaguardia per chi ha maturato servizi nel comparto ATA in un’epoca antecedente all’attuale sistema di reclutamento.

Cosa fare nell’attesa del bando 2027: MAD, titoli e concorso 24 mesi
Per chi è interessato a entrare nel comparto ATA, ma deve attendere il bando 2027, il periodo intermedio non è tempo perso: ci sono diverse attività utili per costruire il punteggio e cominciare a maturare servizio.
La MAD (Messa a Disposizione) è il canale informale di candidatura diretta alle scuole. Si tratta di un’autocandidatura inviata via PEC – accompagnata da CV, lettera di candidatura e documenti – alle scuole della provincia di interesse, finalizzata a essere considerati per supplenze brevi quando le graduatorie di istituto sono esaurite.
La MAD non sostituisce l’iscrizione in terza fascia, ma può essere utile per iniziare a maturare i primi mesi di servizio in attesa del bando 2027. L’efficacia della MAD dipende dalla reattività delle scuole e dalla saturazione delle graduatorie di terza fascia esistenti: con l’introduzione obbligatoria degli interpelli (O.M. 88/2024) la centralità della MAD è diminuita, ma resta ancora utilizzata da molte scuole come «ultima risorsa».
Il concorso ATA 24 mesi 2026 è già aperto: la nota MIM prot. 10009 del 15 aprile 2026 ha fissato la finestra di domanda dalle ore 14:00 del 28 aprile alle ore 14:00 del 19 maggio 2026 per chi possiede almeno 24 mesi di servizio in scuole statali. È il canale per salire in prima fascia, con priorità assoluta nelle convocazioni annuali. Chi possiede i requisiti dovrebbe presentare domanda — l’ingresso in prima fascia è il salto qualitativo più significativo nel sistema delle graduatorie ATA.
Costruire il punteggio prima del bando 2027 è la priorità strategica per chi parte oggi senza esperienza. I titoli conseguiti nei prossimi 12 mesi – CIAD, qualifiche socio-assistenziali, dattilografia, Coordinatore Amministrativo – saranno tutti valutabili nella domanda 2027.
Chi conclude un corso OSA a settembre 2026 troverà il punto in graduatoria nel bando 2027. Chi rimanda di un anno rischia di trovarsi in una graduatoria con concorrenti che, nel frattempo, hanno aggiunto qualifiche o accumulato altri mesi di servizio.
Per il dettaglio sul funzionamento delle convocazioni, sui diritti del supplente, sulla gestione delle rinunce e delle sanzioni, rimandiamo all’approfondimento dedicato alle Supplenze ATA. Quel pezzo risponde alla domanda «cosa succede dopo essere entrati in graduatoria»; questo Pillar risponde alla domanda «come si entra e come si costruisce il punteggio».
I titoli da conseguire entro autunno 2026 per arrivare al bando 2027 con il punteggio massimo disponibile
Per chi vuole presentarsi al bando 2027 con il punteggio massimo costruibile sui titoli culturali, il quadro temporale di azione è il prossimo autunno 2026 – dopo quella scadenza, anche i percorsi più lunghi devono essere già stati avviati per essere completati in tempo per la domanda.
Il set ottimale di titoli varia per profilo:
- per chi punta al Collaboratore Scolastico, il margine sui titoli culturali è il più ampio del comparto. La CIAD non è obbligatoria come accesso ma può essere inserita come certificazione informatica aggiuntiva (0,25 punti). Le qualifiche socio-assistenziali – OSA, OSS, ASACOM, OPI, OAD – valgono 1 punto ciascuna, con cumulabilità prudenziale fino a 2-3 punti totali (la coppia OSA + OSS è la cumulabilità più consolidata). Il massimo raggiungibile sui titoli culturali, per il CS, prima di accumulare servizio, è di circa 3,25 punti (cert. informatica + tre qualifiche).
- per chi punta all’Operatore Scolastico, la disciplina è più articolata. La CIAD è obbligatoria come accesso (non dà punteggio diretto) e una qualifica socio-assistenziale serve come accesso (anche questa non cumulabile come titolo culturale per la regola della lettera D dell’Allegato A del DM 89/2024). Il margine sui titoli culturali aggiuntivi è quindi dato da una o due qualifiche distinte da quella di accesso (1 punto ciascuna, fino a 2 punti totali) più la cert. informatica aggiuntiva diversa dalla CIAD (0,25 punti). Una particolarità importante: l’OPI non vale come titolo culturale per OS (Allegato A/6 DM 89/2024), il suo perimetro applicativo è limitato al CS.
- per chi punta all’Assistente Amministrativo, la combinazione più ricca è quella che integra CIAD (obbligatoria come accesso), Segretario Coordinatore Amministrativo (1,5 punti – il punteggio singolo più alto del comparto), dattilografia (1 punto) e certificazione informatica aggiuntiva diversa dalla CIAD (0,25 punti). Il totale raggiungibile sui titoli culturali aggiuntivi è di 2,75 punti – la combinazione più alta del comparto per la singola candidatura.

I corsi Scuola Moscati per le Graduatorie ATA terza fascia 2027
Scuola Moscati – ente accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito – propone la filiera completa dei corsi e delle certificazioni richieste per le Graduatorie ATA terza fascia 2027:
- la CertiCod Full — la CIAD rilasciata da Biesse Solution S.r.l., ente accreditato Accredia OdC n. 02261, conforme al framework europeo DigComp 2.2, esame online supervisionato — è il punto di partenza obbligatorio per quasi tutti i profili ATA;
- il Corso OSA (300 ore, EQF 3) vale 1 punto per CS e per OS, e funge anche da titolo di accesso al futuro profilo OS;
- il Corso ASACOM (500 ore, EQF 4) vale 1 punto per CS e per OS;
- il Corso OPI (Operatore per l’Infanzia, EQF 4) vale 1 punto esclusivamente per il profilo CS;
- il Corso di Segretario Coordinatore Amministrativo (Operatore Amministrativo Contabile, EQF 5) vale 1,5 punti per il profilo AA — il punteggio singolo più alto del comparto;
- il Corso di Dattilografia vale 1 punto per il profilo AA, in 7 unità didattiche con metodo della tastiera cieca.
Per il dettaglio completo dei piani di studio, dei costi e delle modalità di iscrizione si veda la pagina aggregatrice Corsi personale ATA di Scuola Moscati.
Tutti i corsi sono erogati online ed è possibile iniziarli oggi stesso – la programmazione fino al bando 2027 consente di completare anche i percorsi più lunghi in tempo utile per la domanda.
Domande frequenti sulle Graduatorie ATA terza fascia (FAQ)
Chi non era iscritto nelle graduatorie 2024-2027 può entrare direttamente nel 2027?
Sì, senza limitazioni. Il bando 2027 è aperto a chiunque possieda i requisiti specifici di accesso al profilo richiesto, indipendentemente da iscrizioni pregresse. Chi non si è iscritto al bando 2024 può presentarsi nel 2027 e iniziare il proprio percorso nel comparto ATA. Va però considerato che il punteggio in graduatoria si costruisce nel tempo: chi parte nel 2027 senza alcuna esperienza scolastica avrà come punteggio iniziale solo il voto del titolo di accesso e gli eventuali titoli culturali aggiuntivi, mentre i candidati che si erano iscritti nel 2024 avranno potuto accumulare fino a 3 anni di servizio (18 punti aggiuntivi al punteggio dei titoli).
Posso iscrivermi per più profili nella stessa domanda?
Sì. La domanda di iscrizione è unica per tutti i profili professionali richiesti, da indirizzare alla scuola capofila che valuta l’istanza. Chi possiede i requisiti per più profili (per esempio un Assistente Amministrativo che vuole candidarsi anche come Collaboratore Scolastico) presenta una sola domanda con tutti i profili indicati. Questo è uno dei motivi per cui la sezione «Scelta Profili e Modalità d’accesso» va compilata prioritariamente nella procedura POLIS: il sistema costruisce le successive sezioni sulla base dei profili dichiarati.
Posso scegliere più di una provincia?
No. Ogni candidato può iscriversi nelle graduatorie di una sola provincia per ciascun profilo. La scelta è vincolante per tutto il triennio della graduatoria. Chi vuole cambiare provincia rispetto a una graduatoria preesistente deve indicare la modalità di accesso F nella nuova domanda, che gestisce esplicitamente il cambio di provincia. Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta sono escluse dalla procedura nazionale: queste regioni hanno autonomia statutaria e gestiscono il reclutamento ATA con bandi separati.
Il servizio svolto con la MAD vale come titolo di servizio nella domanda?
Sì. Il servizio prestato presso scuole statali è valutabile in graduatoria indipendentemente dal canale attraverso cui è stato ottenuto – terza fascia preesistente, MAD, interpello – purché si tratti di servizio coperto da contratto regolare. Quello che conta è l’esistenza del contratto a tempo determinato e il versamento dei contributi. Una supplenza ottenuta tramite MAD vale 0,50 punti al mese (per il servizio nello stesso profilo in scuola statale) esattamente come una supplenza ottenuta tramite graduatoria di terza fascia.
Se sono già in prima fascia posso iscrivermi anche in terza fascia?
No, per lo stesso profilo e nella stessa provincia. Chi è già a pieno titolo in prima fascia per un profilo non può iscriversi in terza fascia per quello stesso profilo nella medesima provincia. Può però iscriversi in terza fascia per un profilo diverso (modalità B della domanda) o per lo stesso profilo in un’altra provincia (modalità D). La logica è coerente: chi è già in fascia superiore ha priorità nelle convocazioni e non ha senso che occupi anche una posizione in fascia inferiore per lo stesso profilo nella stessa provincia.
Cosa succede se non mi iscrivo al bando 2027?
Se eri già iscritto in terza fascia 2024-2027 e non presenti domanda di aggiornamento o conferma nel 2027, decadi automaticamente dalle graduatorie. Le nuove graduatorie 2027-2030 sostituiscono integralmente le precedenti – chi non vi rientra perde la posizione. Per rientrare nel sistema dovrai aspettare il bando successivo, presumibilmente nel 2030. Se non eri iscritto nel 2024-2027 e decidi di non iscriverti nemmeno nel 2027, il tuo ingresso nel comparto ATA si sposta al 2030. È il motivo per cui anche chi al momento è incerto o non ha ancora costruito un punteggio competitivo conviene presentare comunque domanda di iscrizione nel 2027: entrare in graduatoria – anche con un punteggio modesto – è meglio che restare fuori per tre anni.
Quanto punteggio serve per essere convocati entro il primo anno?
La risposta varia significativamente per provincia e per profilo. In linea di massima: nelle province ad alta densità scolastica (Roma, Milano, Napoli) un candidato CS con punteggio inferiore a 15-20 punti rischia di non ricevere convocazioni nel primo anno. In province intermedie (Bologna, Firenze, Torino, Bari) la soglia scende a 10-15 punti. In province minori del centro-sud o aree disagiate, anche un punteggio di 8-10 punti può portare a convocazioni per supplenze brevi nel primo anno. Per i profili più specialistici (AT specifico per area, Cuoco, Infermiere) le soglie sono molto più variabili e dipendono fortemente dalla disponibilità di posti nella provincia. La strategia ottimale, per chi parte da un punteggio basso, è la scelta di una provincia intermedia e l’inclusione del massimo numero di scuole (30) geograficamente distribuite – combinazione che massimizza le probabilità di convocazione anche con un punteggio iniziale modesto.





