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OPI Operatore dell’Infanzia: chi è, cosa fa e come si diventa per il bando ATA 2027

OPI Operatore dell'Infanzia chi è: OPI alle prese con alcuni bambini in classe. In primo piano la scritta "Chi è l'Operatore dell'Infanzia (OPI)?"

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OPI Operatore dell’Infanzia chi è? È la qualifica professionale di area socio-educativa orientata al lavoro con bambini in fascia 0-11 anni — dagli asili nido alla scuola primaria. Per il personale ATA, l’OPI Operatore dell’Infanzia vale +1 punto in Graduatoria di terza fascia sia per il Collaboratore Scolastico sia per l’Operatore Scolastico ai sensi del DM 89/2024. Ecco cosa fa, dove lavora e come si diventa OPI.

OPI Operatore dell’Infanzia chi è: il quadro normativo di riferimento

Per inquadrare l’OPI Operatore dell’Infanzia chi è, è utile partire dal quadro normativo che disciplina la qualifica. 

L’Operatore dell’Infanzia è una qualifica professionale rilasciata dalle Regioni con valore nazionale ai sensi del D.Lgs. 13/2013, che disciplina il sistema nazionale di certificazione delle competenze. 

Il profilo è di livello EQF 4 del Quadro Europeo delle Qualifiche, lo stesso livello di responsabilità autonoma riconosciuto ad altre figure socio-assistenziali specializzate come l’ASACOM.

La codifica più consolidata della qualifica si trova nel Repertorio Regionale dei Titoli della Regione Campania, approvato con il D.D. 525/2019, che inserisce l’Operatore dell’Infanzia nel settore economico professionale SEP 19 — Servizi Socio-Sanitari (codice ATECO di riferimento Q.88.91.00 — assistenza sociale residenziale e non residenziale per anziani e disabili). 

Altri Repertori Regionali hanno codifiche analoghe, con denominazioni che possono variare leggermente (Educatore della Prima Infanzia in Emilia-Romagna, Operatore Servizi all’Infanzia in Veneto), ma il profilo professionale è sostanzialmente sovrapponibile.

A tal proposito, è importante non confondere la qualifica OPI con denominazioni inventate o non codificate nei Repertori Regionali. 

Il nome ufficiale del profilo nel Repertorio Campania è Operatore dell’Infanzia — non «Operatore per l’Infanzia», né «Operatore Pedagogico per l’Inclusione», entrambe denominazioni che circolano sul web ma non corrispondono ad alcun titolo codificato. 

Per il Personale ATA che vuole far valere la qualifica nelle Graduatorie di terza fascia, è essenziale conseguire il titolo con la denominazione corretta presso un ente accreditato dalla Regione Campania (come appunto Scuola Moscati) o da una Regione con codifica analoga nel proprio Repertorio.

Cosa fa l’OPI Operatore dell’Infanzia: mansioni e contesti di intervento

Cosa fa l’Operatore dell’Infanzia nel concreto? Il profilo ha un perimetro di intervento centrato sulla relazione educativa con il bambino in fascia 0-11 anni e sulle attività di cura, accompagnamento e supporto allo sviluppo psicofisico in contesti educativi formali e informali. 

Nello specifico, l’Operatore dell’Infanzia svolge tre macro-aree di attività:

  • Cura e assistenza alla persona: igiene quotidiana, alimentazione, cambio dei bambini più piccoli, sicurezza negli ambienti educativi, sorveglianza durante le attività di gioco e di vita quotidiana. La cura è intesa nella sua dimensione relazionale, non come mera esecuzione di compiti pratici;
  • Animazione educativa e socializzazione: progettazione e realizzazione di attività ludiche, espressive, motorie e creative finalizzate allo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale del bambino. L’OPI lavora in équipe con il personale docente (educatori della prima infanzia, insegnanti) per garantire continuità tra l’azione educativa e quella di cura;
  • Supporto alla comunicazione e all’inclusione: facilitazione della socializzazione tra pari, accompagnamento dei bambini con bisogni educativi speciali in raccordo con il personale specializzato, sostegno nelle transizioni quotidiane (arrivo a scuola, momento del pasto, riposo, uscita).

 

Le mansioni dell’Operatore dell’Infanzia si differenziano nettamente da quelle di altre figure socio-assistenziali per il focus esclusivo sull’infanzia e per il registro educativo dell’intervento

L’OSA generalista e l’ASACOM per la disabilità sensoriale e comunicativa hanno perimetri più ampi o più specialistici, ma nessuno è centrato sul rapporto con il bambino come l’OPI. 

La distinzione è importante per chi sta scegliendo la qualifica in funzione del proprio progetto professionale: l’OPI non è una qualifica generalista, è una qualifica specializzata sul mondo dell’infanzia.

Dove lavora l’OPI: scuola dell’infanzia, asilo nido, primaria e prima infanzia

Il mercato del lavoro dell’OPI Operatore dell’Infanzia si articola su quattro grandi contesti professionali, ciascuno con caratteristiche contrattuali e organizzative proprie. 

Conoscere questi contesti è utile per orientare la scelta della qualifica in funzione dello sbocco desiderato:

  • Scuola dell’infanzia (3-6 anni) — L’OPI può candidarsi come Collaboratore Scolastico nelle Graduatorie ATA di terza fascia, con la qualifica che vale +1 punto come titolo culturale aggiuntivo. Nelle scuole dell’infanzia paritarie e nei poli per l’infanzia integrati 0-6 (introdotti dal D.Lgs. 65/2017) l’OPI può essere assunta come figura di supporto educativo al personale docente, con contratti specifici (CCNL Cooperative Sociali, CCNL Aninsei o CCNL FISM a seconda del datore di lavoro).
  • Asili nido (0-3 anni) — È storicamente il mercato più dinamico per l’OPI, particolarmente in Regioni con forte investimento sui servizi educativi 0-3 (Campania, Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia). Le risorse del PNRR destinate all’estensione del sistema integrato 0-6 hanno ulteriormente aumentato la domanda di figure educative qualificate negli ultimi anni. I contratti di riferimento sono CCNL Cooperative Sociali (per i nidi gestiti da cooperative) e CCNL Funzioni Locali per il personale dei nidi comunali.
  • Scuola primaria (6-11 anni) — L’OPI può candidarsi come Collaboratore Scolastico nelle Graduatorie ATA di terza fascia anche per le scuole primarie. La qualifica produce lo stesso +1 punto di graduatoria del comparto infanzia.
  • Centri per la prima infanzia e ludoteche — Sbocchi paralleli al sistema scolastico per chi vuole costruire una carriera nel mondo dell’infanzia. Le ludoteche, i micronidi, i centri estivi per bambini, le comunità alloggio per minori in difficoltà offrono opportunità di lavoro stagionali o continuative, con contratti CCNL Cooperative Sociali o CCNL Anaste.

OPI Operatore dell'Infanzia chi è: OPI assiste bambino durante il pranzo
L’OPI ha un perimetro di intervento centrato sulla relazione educativa con il bambino in fascia 0-11 anni.

Come si diventa Operatore dell’Infanzia: il percorso formativo da 300 ore

Per diventare OPI (Operatore dell’Infanzia) occorre un percorso formativo di 300 ore di formazione professionale erogato da enti accreditati dalle Regioni, completabile in circa 5 mesi con un’organizzazione compatibile con impegni lavorativi preesistenti. 

La struttura del percorso è disciplinata dai Repertori Regionali dei Titoli (in particolare D.D. 525/2019 per la Regione Campania) e prevede tre componenti principali.

La formazione teorica copre:

  • psicologia dello sviluppo infantile (sviluppo cognitivo, affettivo, sociale del bambino 0-11 anni);
  • pedagogia (modelli educativi, ruolo dell’adulto nell’azione educativa);
  • animazione educativa (tecniche di conduzione di attività ludiche, espressive, motorie);
  • normativa sui servizi 0-6 e sulla scuola dell’infanzia;
  • comunicazione con il bambino;
  • sicurezza negli ambienti educativi.

 

La formazione professionalizzante copre le competenze pratiche del lavoro educativo: 

  • gestione della routine quotidiana negli ambienti educativi
  • igiene e sicurezza alimentare
  • cura della persona
  • animazione del gruppo
  • gestione delle emergenze
  • primo soccorso pediatrico
  • supporto alla socializzazione e all’inclusione.

 

L’esame finale è gestito da una commissione nominata dalla Regione e prevede una prova scritta o orale sulle competenze teoriche e una prova pratica o un colloquio sulle competenze professionali. 

Al superamento dell’esame viene rilasciata la qualifica professionale di Operatore dell’Infanzia di livello EQF 4, con valore nazionale ai sensi del D.Lgs. 13/2013 e spendibile in ambito europeo attraverso il sistema EQF (European Qualifications Framework).

Per chi vuole conseguire la qualifica online, il Corso OPI di Scuola Moscati è erogato interamente in modalità da remoto sulla piattaforma Discentya, con lezioni sincrone in videoconferenza e materiali asincroni fruibili in autonomia. 

La qualifica viene rilasciata dalla Regione Campania al superamento dell’esame finale, codificata nel Repertorio Regionale dei Titoli ai sensi del D.D. 525/2019.

L’OPI come titolo per le graduatorie ATA: +1 punto per CS e OS

Il DM 89/2024 ha disciplinato la valutazione dei titoli per le Graduatorie di terza fascia del personale ATA per il triennio 2024-2027 (in vigore fino al successivo aggiornamento previsto per la primavera 2027). 

Gli Allegati A/1-A/6 al decreto contengono le tabelle di valutazione per ciascuno degli otto profili ATA, con punteggi differenziati per titolo di accesso, titoli culturali aggiuntivi e titoli di servizio.

Per la qualifica OPI (Operatore dell’Infanzia), il quadro è il seguente:

  • Collaboratore Scolastico (Allegato A/5): l’OPI vale +1 punto come titolo culturale aggiuntivo;
  • Operatore Scolastico (Allegato A/6): l’OPI vale +1 punto come titolo culturale aggiuntivo. La qualifica non rientra tra i titoli di accesso al profilo OS (che sono OSA, OSS, ASACOM, OAD) e, quindi, è sempre cumulabile come titolo culturale aggiuntivo per l’OS, anche da chi accede al profilo con una delle quattro qualifiche idonee;
  • Altri profili ATA (Assistente Amministrativo, Assistente Tecnico, Cuoco, Guardarobiere, Infermiere, Operatore Servizi Agrari): l’OPI non è prevista nelle relative tabelle e non produce punteggio.

 

A tal proposito, un punto strategico per chi sta costruendo il proprio profilo per il bando 2027: la qualifica OPI può essere cumulata con altre qualifiche regionali di area socio-assistenziale, socio-sanitaria e socio-educativa, ai sensi del DM 89/2024 e dei chiarimenti ministeriali successivi. 

Per il dettaglio operativo della cumulabilità OPI in graduatoria rimandiamo all’articolo dedicato OPI punteggio ATA 2027, e per il quadro generale all’articolo Punteggio ATA.

Alla qualifica si può aggiungere, in coerenza con la regola di non duplicazione fissata dalla lettera D dell’Allegato A al DM 89/2024, una certificazione informatica aggiuntiva (ad esempio, CertiCod FULL) per 0,25 punti, dichiarabile come titolo culturale aggiuntivo a condizione che non sia già stata usata come requisito di accesso al profilo (CIAD).

OPI a confronto con OSA, ASACOM e OSS: il quadro delle qualifiche regionali del cluster ATA

Le qualifiche regionali di area socio-assistenziale, socio-sanitaria e socio-educativa che producono punteggio nelle Graduatorie ATA di terza fascia per i profili CS e OS sono principalmente quattro: OPI, OSA, ASACOM e OSS

Tutte e quattro sono codificate nei Repertori Regionali dei Titoli, hanno valore nazionale ai sensi del D.Lgs. 13/2013 e producono +1 punto come titolo culturale aggiuntivo per il Collaboratore Scolastico e per l’Operatore Scolastico nelle rispettive tabelle del DM 89/2024.

La tabella che segue mette a confronto le quattro qualifiche sui parametri principali:

QUALIFICA DURATA EQF PERIMETRO APPLICATIVO SBOCCHI PARALLELI
OPI 300 ore 4 Bambini 0-11 anni Scuola dell’infanzia, asili nido, primaria, ludoteche
OSA 300 ore 3 Assistenza generalista alla persona Scuola, RSA, ADI, centri diurni, comunità
ASACOM 500 ore 4 Disabilità sensoriale, intellettiva, comunicativa Scuola (supporto inclusione), servizi specialistici
OSS 1.000 ore 4 Assistenza socio-sanitaria Ospedali, RSA intensive, ADI sanitaria

 

La scelta operativa tra le qualifiche si articola su tre scenari ricorrenti, ciascuno coerente con un progetto professionale specifico:

  • Interesse esclusivo per l’infanzia → OPI è la scelta coerente. Costruisce un profilo professionale specializzato sulla relazione educativa con il bambino, con il percorso formativo più breve (300 ore) e gli sbocchi più focalizzati;
  • Profilo generalista, focus sul punteggio CS → OSA è la scelta razionale. Mercato del lavoro parallelo più ampio, durata identica all’OPI (300 ore), stesso punteggio in graduatoria CS;
  • Focus sul profilo OS → OSA o ASACOM come titoli di accesso al profilo OS, con l’OPI eventualmente aggiunta come titolo culturale aggiuntivo per il +1 punto extra (poiché l’OPI non rientra tra i titoli di accesso al profilo OS, è sempre cumulabile come titolo culturale).

 

Per un approfondimento puntuale sulla Differenza tra OPI e OSA rimandiamo all’articolo dedicato, che mette a confronto le due qualifiche su tutti i piani rilevanti (mansioni, sbocchi, punteggio).

Lo stipendio di un Operatore dell’Infanzia

Lo stipendio di un Operatore dell’Infanzia varia in funzione del contesto lavorativo e del contratto collettivo applicato. 

Le forchette retributive di riferimento per il 2026 sono le seguenti:

  • Scuola dell’infanzia paritaria (CCNL Aninsei, CCNL FISM): stipendio mensile lordo orientativo tra 1.250 e 1.500 euro per posizione a tempo pieno, con scatti di anzianità biennali;
  • Asilo nido comunale (CCNL Funzioni Locali, area A): stipendio mensile lordo orientativo tra 1.450 e 1.700 euro per posizione a tempo pieno, con scatti di anzianità e indennità accessorie (turnazione, mensa, ecc.);
  • Asilo nido privato gestito da cooperativa (CCNL Cooperative Sociali, livello A1-A2): stipendio mensile lordo orientativo tra 1.300 e 1.550 euro per posizione a tempo pieno;
  • Collaboratore Scolastico (CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021): lo stipendio del CS è disciplinato dall’art. 59 e dall’allegato A del CCNL Istruzione e Ricerca sottoscritto all’ARAN il 18 gennaio 2024, e ammonta a 1.479,82 euro mensili lordi per la posizione a tempo pieno (12 mensilità, indennità di vacanza contrattuale inclusa), con scatti di anzianità ogni 7-9 anni.

 

A tal proposito, va considerato che l’OPI in graduatoria ATA può essere chiamato sia come Collaboratore Scolastico sia, in prospettiva, come Operatore Scolastico una volta che il profilo sarà operativamente attivo (dal 1° settembre 2027 in seguito allo slittamento disposto dal D.L. 19/2026 convertito con Legge 50/2026 del 15 aprile 2026). 

Lo stipendio del nuovo profilo Operatore Scolastico è disciplinato dall’art. 59 del CCNL 2019-2021 e ammonta a 1.502,82 euro mensili lordi, leggermente superiore al CS in coerenza con la maggiore complessità delle mansioni di assistenza qualificata.

OPI Operatore dell'Infanzia chi è: OPI assisste bambina mentre si lava le mani
Le mansioni dell’Operatore dell’Infanzia si differenziano nettamente da quelle di altre figure socio-assistenziali per il focus esclusivo sull’infanzia.

Domande frequenti sull’OPI Operatore dell’Infanzia (FAQ)

OPI Operatore dell’Infanzia chi è?

L’OPI Operatore dell’Infanzia è una qualifica professionale di area socio-educativa orientata al lavoro con bambini in fascia 0-11 anni. Il profilo opera nelle scuole dell’infanzia, negli asili nido, nelle scuole primarie e nei centri per la prima infanzia, con mansioni di cura, animazione educativa, accompagnamento allo sviluppo e supporto alla socializzazione. La qualifica è codificata nel Repertorio Regionale dei Titoli della Regione Campania (D.D. 525/2019) ed è di livello EQF 4 del Quadro Europeo delle Qualifiche.

Cosa fa l’OPI nella scuola dell’infanzia?

Nella scuola dell’infanzia (3-6 anni) l’OPI affianca il personale docente con mansioni di cura, accompagnamento educativo, supporto alle attività di gioco e socializzazione, gestione della routine quotidiana (accoglienza, mensa, riposo, uscita), sorveglianza negli ambienti educativi. Nelle scuole statali, l’OPI accede al profilo di Collaboratore Scolastico attraverso le Graduatorie ATA di terza fascia, dove la qualifica vale +1 punto come titolo culturale aggiuntivo.

Quanto dura il corso per diventare OPI?

Il corso per diventare OPI Operatore dell’Infanzia ha una durata di 300 ore di formazione professionale, completabili in circa 5 mesi con un’organizzazione compatibile con impegni lavorativi preesistenti. La struttura prevede formazione teorica (psicologia dello sviluppo, pedagogia, normativa), formazione professionalizzante (competenze pratiche del lavoro educativo) ed esame finale gestito da una commissione nominata dalla Regione.

L’OPI Operatore dell’Infanzia vale per le graduatorie ATA?

Sì. La qualifica OPI vale 1 punto come titolo culturale aggiuntivo per il Collaboratore Scolastico (Allegato A/5 DM 89/2024) e 1 punto come titolo culturale aggiuntivo per l’Operatore Scolastico (Allegato A/6 DM 89/2024). L’OPI non rientra invece tra le qualifiche di accesso al profilo OS (che restano OSA, OSS, ASACOM, OAD) e per questo è sempre cumulabile come titolo culturale aggiuntivo per il profilo OS, anche da chi vi accede con un’altra qualifica.

OPI e OSA: qual è la differenza?

OPI e OSA hanno durata identica (300 ore) e producono lo stesso punteggio in graduatoria ATA (+1 punto per CS e OS), ma hanno perimetri applicativi diversi. L’OPI Operatore dell’Infanzia è specializzata sul lavoro con bambini in fascia 0-11 anni e ha sbocchi paralleli nelle scuole dell’infanzia, negli asili nido e nei centri per la prima infanzia. L’OSA è una qualifica generalista di area socio-assistenziale, con sbocchi paralleli nelle RSA, nell’assistenza domiciliare, nei centri diurni e nelle scuole come supporto agli alunni con disabilità. Per un approfondimento puntuale sul confronto è disponibile l’articolo dedicato Differenza tra OPI e OSA.

Dove può lavorare un OPI Operatore dell’Infanzia?

L’OPI Operatore dell’Infanzia opera prevalentemente in contesti educativi rivolti a bambini in fascia 0-11 anni: scuole dell’infanzia statali e paritarie, asili nido pubblici e privati, micronidi, centri per la prima infanzia, ludoteche, centri estivi per bambini, comunità per minori, cooperative sociali che operano in ambito educativo 0-6 e 0-11. Nelle scuole pubbliche, l’OPI può candidarsi al profilo Collaboratore Scolastico nelle Graduatorie ATA di terza fascia, con la qualifica che vale +1 punto come titolo culturale aggiuntivo.

 

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