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Come diventare personale ATA nel 2027: stipendio, graduatorie e requisiti

Come diventare personale ATA nel 2027

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Il nuovo profilo ATA del CCNL 2019-2021 in vista dell'aggiornamento delle graduatorie 2027/2030

Diventare personale ATA significa entrare a lavorare nelle scuole statali in un profilo amministrativo, tecnico o ausiliario, con uno stipendio che nel 2026 parte da circa 1.062 euro netti per il collaboratore scolastico e supera i 2.400 euro netti per il DSGA a fine carriera. Tra graduatorie, requisiti di accesso e la nuova figura dell’Operatore, ecco come funziona davvero il percorso e quanto si guadagna.

Quanto guadagna il personale ATA nel 2026

Le retribuzioni attualmente in busta paga derivano dalla Tabella A2 del CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024, operativa da gennaio 2026. Gli importi crescono su sei fasce di anzianità: i valori qui sotto si riferiscono alla prima fascia (0-8 anni di servizio).

 

Profilo Lordo mensile Netto indicativo
Collaboratore scolastico 1.454,72 € ~1.062 €
Operatore scolastico (dal 2027/2028) ~1.490 € ~1.088 €
Operatore dei servizi agrari ~1.490 € ~1.088 €
Assistente amministrativo ~1.621 € ~1.184 €
Assistente tecnico ~1.621 € ~1.184 €
Cuoco ~1.621 € ~1.184 €
Guardarobiere ~1.621 € ~1.184 €
Infermiere ~1.621 € ~1.184 €
DSGA (profilo apicale) da ~1.550 € a oltre 2.400 €

 

Il netto è indicativo, perché varia in base a regione e detrazioni, e lo stesso trattamento dell’assistente amministrativo si applica anche a cuoco, infermiere e guardarobiere. 

Alla retribuzione tabellare si aggiungono poi voci accessorie come il Compenso Individuale Accessorio, il Fondo di Istituto e gli incarichi specifici. Il CCNL 2025-2027, firmato il 1° aprile 2026, prevede ulteriori aumenti, non ancora presenti in busta paga. Per gli importi profilo per profilo e fascia per fascia è disponibile l’approfondimento sugli stipendi del personale ATA.

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La nuova figura dell’Operatore scolastico

Il nuovo ordinamento professionale ha riorganizzato il comparto in quattro aree: Collaboratori, Operatori, Assistenti, Funzionari ed Elevata Qualificazione. 

L’Operatore scolastico è la nuova figura introdotta dal CCNL e si colloca, sul piano economico, in posizione intermedia tra il collaboratore scolastico e i profili dell’area degli assistenti. 

Rispetto al collaboratore svolge mansioni aggiuntive: assistenza non specialistica agli alunni con disabilità e supporto ai servizi amministrativi e tecnici. La piena attivazione del profilo, inizialmente prevista per il 2026, è stata rinviata all’anno scolastico 2027/2028 dal Decreto-Legge 19/2026. 

Chi punta oggi al comparto ATA ha quindi davanti una figura in arrivo, con responsabilità più ampie e una retribuzione leggermente superiore a quella del collaboratore. Gli importi tabellari specifici sono raccolti nella guida allo stipendio dell’Operatore scolastico.

Come si entra: le graduatorie ATA

L’accesso al lavoro ATA passa principalmente da due tipi di graduatoria, a seconda dell’esperienza maturata:

  • Graduatorie di istituto di terza fascia: rivolte a chi non ha esperienza pregressa, ma possiede il titolo di studio richiesto per il profilo. Sono usate dalle singole scuole per le supplenze temporanee e rappresentano il punto di ingresso più comune.
  • Graduatorie permanenti (24 mesi): riservate a chi ha già prestato almeno 24 mesi di servizio — di fatto 23 mesi e 16 giorni, perché la frazione di mese superiore a 15 giorni si arrotonda a mese intero — anche non continuativi, nel profilo o in uno dell’area immediatamente superiore. Funzionano per soli titoli, sono disciplinate dall’articolo 554 del decreto legislativo 297/1994, e portano alle supplenze più lunghe e all’immissione in ruolo.

 

Per il profilo di DSGA i canali sono due. Il concorso ordinario, aperto anche a candidati esterni, richiede una laurea magistrale e la CIAD

Esiste però anche un canale riservato ai facenti funzione, cioè agli assistenti amministrativi che hanno già svolto le funzioni di DSGA per almeno tre anni: vi si accede con laurea magistrale e almeno cinque anni di servizio nell’area degli assistenti, oppure con il solo diploma e almeno dieci anni di servizio nella stessa area, senza laurea. 

Il canale interno apre quindi la progressione a DSGA anche a chi possiede il diploma, a fronte di una maggiore anzianità. Per chi parte da assistente amministrativo, il percorso è descritto nella guida al DSGA facente funzione

I titoli di studio richiesti per ogni profilo

Prima ancora delle graduatorie conta avere il titolo giusto, e il requisito cambia da profilo a profilo:

  • Collaboratore scolastico: la soglia più bassa del comparto. È sufficiente un diploma di qualifica triennale di istituto professionale o un titolo di studio almeno triennale; va bene anche un diploma di scuola secondaria di secondo grado.
  • Assistente amministrativo: qualsiasi diploma di maturità, senza vincolo di indirizzo. Sono validi un titolo tecnico, scientifico, classico, linguistico o artistico.
  • Assistente tecnico: un diploma di maturità che dia accesso a una o più aree di laboratorio, secondo la tabella di corrispondenza fra titoli e laboratori; serve quindi un titolo coerente con il settore tecnico richiesto.
  • Operatore scolastico (profilo in arrivo dal 2027/2028): Attestato di qualifica professionale di operatore dei servizi sociali oppure diploma di qualifica triennale di istituto professionale.
  • Operatore dei servizi agrari: Attestato qualifica professionale operatore agrituristico/agro-industriale/agro-ambientale/agroalimentare o equipollenti
  • DSGA: Laurea magistrale, con le specifiche già viste per il concorso ordinario e per il canale riservato.

 

Nei convitti ed educandati esistono inoltre i profili di cuoco, guardarobiere e infermiere, con titoli legati rispettivamente alla ristorazione, alla moda e a scienze infermieristiche.

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Come si forma il punteggio in graduatoria

Le graduatorie ATA non prevedono prove d’esame: si entra e si scala per soli titoli, e ottiene la posizione migliore chi totalizza il punteggio più alto. 

Il totale somma tre componenti — il titolo di accesso, cioè il voto del diploma o della laurea; i titoli culturali; e il servizio. 

I titoli culturali cambiano da profilo a profilo. Per l’assistente amministrativo, ad esempio, un corso di dattilografia vale 1 punto, la qualifica di coordinatore amministrativo 1,5 punti e una certificazione informatica 0,25 punti, cumulabili tra loro. 

Per collaboratore e operatore scolastico contano invece le qualifiche socio-assistenziali come OSA (1 punto), Operatore dell’Infanzia – OPI – (1 punto) e  Assistente Specialistico all’Autonomia e alla Comunicazione – ASACOM (1 punto). I valori derivano dalle tabelle del DM 89/2024 e vanno sempre verificati nel bando di aggiornamento, atteso per la primavera 2027.

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