L’articolo 14, comma 22, dell’OM n. 27 del 16 febbraio 2026 disciplina gli interpelli, gli avvisi con cui le scuole cercano un supplente a graduatorie esaurite. Sapere come rispondere a un interpello in modo corretto conta quanto avere il titolo giusto: un errore nel modulo o una scadenza mancata bastano per restare fuori.
Ecco la procedura passo passo, dalla lettura dell’avviso alla presa di servizio.
SOMMARIO
Toggle- Come rispondere a un interpello: cosa prevede l’OM 27/2026
- Vincoli e sanzioni dopo l’accettazione
- Infanzia e primaria: l’interpello per supplenze fino a 10 giorni
- Passo finale: il Servizio Interpelli Docenti di Scuola Moscati
- Domande frequenti su come rispondere a un interpello (FAQ)
Come rispondere a un interpello: cosa prevede l’OM 27/2026
L’interpello è l’ultimo passaggio nella copertura delle supplenze: la scuola può pubblicarlo solo dopo aver esaurito le proprie graduatorie di istituto e quelle degli altri istituti della provincia, consultate secondo il criterio di viciniorità fino all’intera provincia (art. 14, commi 18 e 22).Â
A quel punto, la scuola pubblica sul proprio sito un avviso rivolto ai docenti abilitati, o specializzati per il sostegno, e in subordine a chi possiede il titolo di studio.Â
Una copia dell’avviso viene inviata anche all’Ufficio scolastico territoriale, che la pubblica in un’apposita sezione del proprio sito. Per il quadro normativo completo, dalle graduatorie alle differenze con la MAD, consulta la guida Graduatorie GPS 2026, l’interpello al posto della MAD.
Nelle scuole statali – dunque – una volta esaurite le graduatorie, il canale previsto dall’ordinanza è l’interpello. Per sapere dove cercare gli avvisi, consulta la guida Dove trovare gli interpelli scuola.
Passo 1: verifica di poter partecipare
Prima di scrivere una sola riga, controlla di avere i requisiti. L’OM 27/2026 esclude dalla procedura chi è già stato individuato come destinatario di un contratto a tempo determinato.
L’art. 6, comma 2, dell’OM 27/2026 esclude inoltre dagli interpelli chi si trova in una delle condizioni ostative previste: per esempio chi è escluso dall’elettorato politico attivo o chi è stato destituito o dispensato dall’impiego in una pubblica amministrazione per persistente insufficiente rendimento.
La Circolare MIM n. 11814 del 6 maggio 2026 precisa che l’esclusione vale anche per chi è stato individuato come destinatario di una supplenza e non ha ancora firmato il contratto. Sono esclusi inoltre i docenti assunti a tempo determinato sui posti comuni della secondaria con i DD.DD.GG. n. 2575/2023, n. 3059/2024 o n. 2939/2025 senza abilitazione, e i destinatari dei contratti finalizzati al ruolo del DM n. 111/2024.
Non partecipano, per lo stesso anno scolastico, nemmeno i docenti di sostegno confermati per continuità sul posto dell’anno precedente: l’art. 13, comma 5, li esclude da tutte le operazioni di conferimento delle supplenze, interpelli compresi.
Fa eccezione chi è in servizio su una supplenza breve: secondo la circolare, può rispondere agli interpelli per una supplenza fino al 31 agosto o al 30 giugno.
Passo 2: leggi l’avviso punto per punto
Ogni scuola redige il proprio avviso, quindi non esiste un formato unico. La Circolare MIM n. 11814/2026 fissa, comunque, gli elementi essenziali di ogni avviso. Prima di candidarti verifica sempre questi punti:
- classe di concorso o tipologia di posto, comune o sostegno;
- numero di ore settimanali, sede di servizio e durata del contratto;
- titoli richiesti e ordine di priorità tra abilitati, specializzati e non abilitati;
- criteri di scelta tra più candidati con lo stesso titolo, per esempio il servizio già prestato;
- scadenza, con giorno e ora;
- modalità di invio: modulo online, email, PEC o piattaforma dedicata;
- documenti da allegare e formato dell’oggetto del messaggio.
- termini per rispondere alla convocazione e per la presa di servizio, che deve avvenire entro 24 ore dall’accettazione;
- richiamo alle sanzioni dell’art. 15 dell’OM 27/2026.
Passo 3: usa il modello di istanza della scuola
Molte scuole pubblicano un modello di istanza da compilare, spesso insieme a un regolamento interno sugli interpelli.Â
La Circolare MIM n. 11814/2026 inserisce tra gli elementi essenziali dell’avviso la presentazione della candidatura con il modello predisposto dalla scuola. Una candidatura inviata in forma libera, o con il solo curriculum, rischia quindi di non essere presa in considerazione.
Passo 4: compila la domanda di interpello
La domanda di interpello contiene di norma una serie di dichiarazioni. Quelle ricorrenti negli avvisi sono:
- dati anagrafici, codice fiscale e recapiti, compresi telefono ed email da controllare con frequenza;
- titolo di accesso, con denominazione, ente di rilascio, data di conseguimento e voto;
- abilitazione o specializzazione sul sostegno, con gli estremi del titolo;
- eventuali servizi di insegnamento già prestati, se l’avviso li usa come criterio;
- dichiarazione di non essere già destinatario di un contratto a tempo determinato;
- consenso al trattamento dei dati personali.
Ogni titolo va indicato con estremi completi e verificabili. Un dato vago o incompleto impedisce alla scuola di valutare la domanda secondo le priorità dell’avviso.
L’autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000
La Circolare MIM n. 11814/2026 lo prevede espressamente: le risposte agli avvisi contengono tutte le dichiarazioni necessarie, rese in autocertificazione ai sensi del DPR n. 445 del 28 dicembre 2000, compresi gli estremi del titolo di abilitazione o specializzazione. Si tratta di dichiarazioni sostitutive ai sensi degli articoli 46 e 47, soggette alla verifica dei Dirigenti Scolastici.
All’atto della firma del contratto la scuola accerta il possesso dei requisiti generali e l’assenza delle condizioni ostative, come prevede l’art. 6, comma 5, dell’OM 27/2026.Â
In caso di dichiarazione non veritiera, l’articolo 75 dispone la decadenza dai benefici conseguiti, quindi anche dal contratto di supplenza. L’articolo 76 prevede inoltre le sanzioni penali per chi rilascia dichiarazioni mendaci o forma e usa atti falsi.
Passo 5: invia la candidatura entro la scadenza
L’invio va fatto con il canale indicato nell’avviso ed entro l’ora esatta fissata dalla scuola. Se l’avviso prescrive un oggetto preciso per l’email o la PEC, riportalo alla lettera.
Conserva sempre la ricevuta di invio: la conferma della piattaforma, la ricevuta di consegna della PEC o l’email inviata. In caso di contestazione, è l’unica prova della data e dell’ora della candidatura.
Passo 6: individuazione, accettazione e presa di servizio
Scaduto il termine, la scuola individua il supplente secondo le priorità dell’ordinanza e i criteri dichiarati nell’avviso. La proposta arriva di solito per telefono o via email ai recapiti indicati nella domanda.
La presa di servizio deve avvenire entro 24 ore dall’accettazione, come prevede la circolare, e l’avviso indica anche i termini per rispondere alla convocazione. Gli esiti dell’individuazione sono pubblicati all’albo della scuola.
Vincoli e sanzioni dopo l’accettazione
Il contratto stipulato tramite interpello è soggetto ai vincoli dell’OM 27/2026, comprese le disposizioni dell’art. 15 su rinuncia, mancata presa di servizio e abbandono. Lo prevede espressamente l’ultimo periodo dell’art. 14, comma 22.
L’abbandono del servizio produce la sanzione più grave: la perdita di ogni tipo di supplenza, per tutte le classi di concorso e i gradi di istruzione, per l’intero biennio di vigenza delle graduatorie.
Chi è in servizio su una supplenza breve e saltuaria può lasciarla per accettare un incarico annuale o fino al 30 giugno, come consente l’art. 15, comma 3. Se sceglie di restare sull’incarico in corso, non subisce sanzioni.
La facoltà non vale per i contratti da interpello che siano già annuali o fino al termine delle attività didattiche: in quel caso lasciare l’incarico equivale ad abbandono.
Attenzione anche al percorso inverso. Chi rinuncia a una supplenza assegnata da GAE o GPS, o non prende servizio nei termini, perde per tutto il biennio la possibilità di ottenere supplenze annuali e fino al 30 giugno, in tutte le classi di concorso, anche tramite interpello (art. 15, comma 1, lettera a).
Infanzia e primaria: l’interpello per supplenze fino a 10 giorni
Per le supplenze brevi fino a 10 giorni nella scuola dell’infanzia e primaria, l’art. 14, comma 3, consente alle scuole di adottare modalità di interpello celeri, con presa di servizio immediata anziché entro le 24 ore ordinarie. La procedura riguarda gli aspiranti inseriti nelle graduatorie di istituto che, al momento della domanda GPS, hanno indicato fino a due circoli didattici e cinque istituti comprensivi in cui accettano queste supplenze (art. 11, commi 2 e 5).
La circolare MIM n. 11814 del 6 maggio 2026 consente inoltre ai dirigenti di attivare interpelli preventivi per le assenze fino a dieci giorni, senza indicare in anticipo data di inizio, durata, orario e sede. In questo caso la candidatura non equivale a una nomina: la scuola contatta gli aspiranti quando si verifica l’assenza.
Passo finale: il Servizio Interpelli Docenti di Scuola Moscati
Seguire gli avvisi di più scuole e più province richiede un monitoraggio quotidiano, perché le scadenze sono brevi e gli interpelli escono in qualunque momento dell’anno. Il Servizio Interpelli Docenti di Scuola Moscati invia la candidatura per te.
Un tutor analizza i tuoi titoli, attiva tutte le classi di concorso per cui puoi candidarti e imposta le province che hai scelto. Da quel momento il presidio è quotidiano fino ad agosto 2027, compresi i recuperi estivi di giugno e luglio.
Nell’area riservata trovi lo storico di ogni candidatura inviata, con data e destinatario, consultabile anche dall’app. In omaggio c’è la Consulenza GPSX900, il Piano Cattedra 2028 del valore di 197 €: una sessione individuale con un tutor per pianificare il prossimo aggiornamento GPS.Â
Il servizio Interpelli parte da 37 € una tantum per una provincia, senza canoni ricorrenti. Segue la stessa procedura prevista dall’OM 27/2026: la scelta finale spetta sempre alla scuola, ma tu sei già in corsa.
Domande frequenti su come rispondere a un interpello (FAQ)
Come si risponde a un interpello della scuola?
Si legge l’avviso, si verifica di avere il titolo richiesto e si compila il modello di istanza indicato dalla scuola. La domanda va inviata con il canale e nei termini fissati dall’avviso, conservando la ricevuta.
Per un interpello serve il curriculum?
Dipende dall’avviso. Alcune scuole chiedono il curriculum insieme al modulo, altre considerano solo il modello di istanza compilato.
Posso candidarmi a un interpello in un’altra provincia?
L’articolo 14, comma 22, dell’OM 27/2026 non pone limiti di provincia. Contano il possesso del titolo richiesto e il fatto di non rientrare nei casi di esclusione previsti dall’ordinanza e dalla Circolare MIM n. 11814/2026.
Se accetto un interpello posso rispondere ad altri avvisi?
Di norma no: l’art. 14, comma 22, dell’OM 27/2026 esclude chi è già stato individuato quale destinatario di un contratto a tempo determinato. Fa eccezione chi è in servizio su una supplenza breve, che secondo la Circolare MIM n. 11814/2026 può rispondere agli interpelli per una supplenza fino al 31 agosto o al 30 giugno.
La domanda di interpello è un’autocertificazione?
Sì, le dichiarazioni sono rese ai sensi degli articoli 46 e 47 del DPR 445/2000 e sono soggette ai controlli della scuola. Le dichiarazioni non veritiere comportano la decadenza dal contratto e le sanzioni penali dell’articolo 76.

